24 ottobre 2010

Feast - John Gulager

Il banchetto (trad. feast) messo su da Gulager è sanguinoso, divertentissimo e dimostra che un'idea non originalissima, se è scritta e girata bene, può funzionare! 

Come dicevo, l'idea è di quelle già viste: un bar (con i suoi avventori) sperduto nel deserto è assediato da una famiglia di mostri, che sembrano mega-ratti scuoiati. Il primo punto a favore Gulager lo prende con i personaggi che non sono i soliti teenager deficienti, ma una schiera assurda di personalità multiple che cozzano tra loro (abbiamo il vecchio barman, una vecchia battona, madre coraggio con tette mostruose e canne mozze, quello su una sedia a rotelle, lo stronzo so-tutto-io, lo sfigatissimo, il tamarro cowboy/proprietario del bar ecc.). Il secondo punto se lo becca con i mostri che, come dicevo prima, sembrano mega-ratti scuoiati con tratti umanoidi, cattivissimi, incazzatissimi, affamatissimi e arrapatissimi (in una scena si fanno una bella ingroppata in doggy-style, cioè alla pecorina). Il terzo punto, e anche gli altri (mi sono stufato di contare), se li prende per: ritmo della storia, battute a raffica, assurdità di alcune scene (il mostro che fa la fine Bobbitt), cattiveria gratuita, sangue, volgarità, ancora sangue, stereotipi (che se mancano in un film del genere uno ci rimane male) e cascate di... sangue (lo so che era già stato detto ma la quantità è industriale!). 

Gulareg non ci risparmia niente, non ha peli sulla lingua e possiede indubbiamente molto coraggio... ora mi tocca vedere il secondo e poi il terzo... è una trilogia... yeahhh!!!

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

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