06 ottobre 2010

La morte dietro la porta - Bob Clark


Siamo nel 1974, la guerra del Vietnam è finita da pochissimo, e negli Stati Uniti esce questo film, il cui protagonista, un reduce della suddetta guerra, torna a casa e ha problemi a reinserirsi nella società. 
Ora detta così la trama potrebbe essere quella di Taxi Driver (tanto per fare un esempio), ma la differenza è che il nostro reduce torna dal Vietnam morto (ma cammina), e non è proprio uno zombie ma quasi. Cioè per non diventare brutto come uno zombie è costretto a uccidere e prendere il sangue delle vittime, ma attenzione, perchè il sangue non lo succhia come un volgare vampiro (che poi è anche antigienico), ma si fa le pere, con la siringa e tutto. Insomma un modo, manco tanto velato, per parlare dei reduci della guerra appena terminata, di zombie senza futuro, non accettati, diversi, cambiati, che spesso finiscono per diventare tossici. 
Per il resto il film è così così, sullo stessa scia molto meglio Apocalypse Domani di Margheriti, con i reduci cannibali. Certo che il film è importante per tempestività, e nessuno gli toglie questo pregio, ma in quanto a horror stiamo messi maluccio...

Il simpatico Andy con la ridente sorellina
Andy al drive-in con un comodo paio di occhiali da sole pop star anni '80
Andy fuori forma

 photo FlagofCanada_zpsf9eb1a99.pngIMDb 

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