19 settembre 2010

Milano Odia: La polizia non può sparare - Umberto Lenzi

Giulio Sacchi (Milian durante la lavorazione fece uso di alcol e stupefacenti) è cattivissimo, spietato, psicopatico. Il commissario Walter Grandi, è il tipico sbirro/sceriffo del poliziesco italiano, rude, ligio al dovere, non guarda in faccia a nessuno, disposto a tutto per la giustizia, esattamente come Sacchi e disposto a tutto per i suoi infidi scopi. Milano Odia è uno dei film cardine del genere italiano, e non solo poliziesco. 
Umberto Lenzi dirige tutto con mestiere, e lo sa fare bene il suo mestiere, senza imprimere moralità, mostrando semplicemente la bestia, le vittime innocenti e il cacciatore. Gli ingredienti per fare un gran film c'erano tutti, oltre a Lenzi, due attori di prim'ordine per il bis italico, Tomas Milian (Sacchi) e Henry Silva (Grandi), sorretti, tra gli altri, da Ray Lovelock, Laura Belli e Gino Santercole. La sceneggiatura è di uno di mestiere, Ernesto Gastaldi, che ha nel curriculum molto del cinema pemplum, giallo e poliziesco dell'epoca. Le musiche, con il bellissimo motivo portante del film, sono di Morricone dirette da Nicolai. Insomma un film che ha fatto storia, un cult... c'è solo da vederlo.

Nella versione internazionale porta il titolo Almost Human, che forse è più azzeccato... ma no, Milano Odia è meglio, decisamente meglio!

 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

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