30 novembre 2010

Four Lions - Christopher Morris

Morris è riuscito nella difficile impresa di divertire con un film su dei terroristi kamikaze! 

La cosa incredibile è che Morris riesce a far ridere, e pure parecchio, non con la semplice rottura macchiettistica e banale di un tabù, ma mostrando la cruda realtà di quattro idioti (dubbiosi, incapaci, polemici, contraddittori) che vogliono morire, a tutti i costi (o quasi!), per la causa.


La prima parte, quella della preparazione (che è anche accuratamente mostrata), è esilarante, si ride di pancia, poi però si cambia registro e si passa al sorriso, poi al ghigno, e infine allo sconcertante finale. Per i fondelli però, cosa molto importante, vengono presi tutti. Oltre che i terroristi anche le loro famiglie, i sobborghi dove vivono, i vicini ottusi, le forze dell'ordine, insomma non viene risparmiato nessuno. Fourl Lions gioca sporco, senza badare a mezze-misure o correttezze politiche, perché è un film che diverte ma il cui punto principale è far riflettere.

Nota: le riprese del campo di addestramento Pakistano sono state fatte in Almeria (Spagna), cioè gli stessi luoghi dove un tempo si ricreava il selvaggio west nei western Europei. La magia del cinema.

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29 novembre 2010

Nowhere Boy - Sam Taylor-Wood

La storia che si racconta è quella del giovane John Lennon prima di diventare JOHN LENNON
Il racconto del film verte sulla vita privata di John (il nome Beatles non viene mai nominato), del suo rapporto con la zia e con la madre e dei suoi tormenti, derivati da questi complicati rapporti familiari. Aaron Johnson è bravino nell'incarnare questo giovane ragazzo degli anni '50 che vuole diventare famoso come Elvis, che non sa chi è, non sa cosa fare, non sa chi voler bene e come farlo, non capisce perchè la zia gli fa da mamma e la mamma gli fa da amica... un cazzo di casino che uno poi dice "Ecco il perché di Yoko...!!!" 

Un film discreto, girato con formalità (la formalità è spesso la pecca dei biopic!) e con tanta buona musica pre-Beatles. Interessante soprattutto per capire e sapere qualcosa in più, di uno dei quattro uomini più famosi di Gesù!

Qui sotto la scena di John che impara a suonare il banjo, l'unica scena fuori dalla "formalità".


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28 novembre 2010

Frankenhooker - Frank Henenlotter

Frankenhooker è una variazione sul tema Frankenstein, e già il titolo ve la dice lunga sulla trama (Franken = il protagonista; Hooker = Prostituta in inglese). 

Il film racconta le vicende di Jeffrey Franken (stavolta la trama la devo dire!), un elettricista con la passione per la medicina. Il nostro Jeffrey decide di ricomporre la sua ragazza, fatta a pezzi da un tosaerba (si salva solo la testa), usando pezzi di prostitute esplose per... reggetevi...  aver fumato crack! NON È GENIALE? 

E vi assicuro che il film contiene dialoghi incredibili e assurdità di vario tipo (es: Jeffrey si stimola la mente trapanandosi il cranio) che non vi potete manco immaginare. 

Il film è un tripudio di trash... tra tette mostrate ad ogni occasione, pezzi umani che volano (senza sangue) e la "bellissima" moda del 1990!

Jeffrey cerca di farsi venire un'idea
La Creatura con un cliente... solo la testa del cliente
Primissimo piano di un arto appena esploso. Notate le tette sullo sfondo!
Jeffrey cerca le nuove tette da dare alla sua ragazza.

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27 novembre 2010

Visioneers - Jared Drake

Commedia amara Visioneers

La società "alternativa" che racconta, è una società controllata da una multinazionale che provvede a tutto. L'unico problema è che, se soffri di depressione, insoddisfazione o infelicità, probabilmente esploderai. 

La felicità è il fulcro del film, la ricerca di una felicità che non si riesce a trovare. La moglie del protagonista segue tutti i passi di un libro, attraverso il suo show televisivo preferito, per raggiungere la felicità sperata... per poi scoprirsi svuotata di qualsiasi sentimento o sensazione. L'essere felici nel mondo di Visioneers è letteralmente vitale, e se iniziano a manifestarsi (come accade a George) alcuni sintomi che potrebbero farti esplodere - ad esempio sognare - tocca correre ai ripari... se no la Jeffers Corporation ti farà diventare felice PER FORZA. 

Un film che cerca di indagare attraverso metafore, manco tanto velate, sulla condizione della società odierna, sul rapporto tra uomo, televisione, pubblicità e azienda (che produce). L'ufficio della Jeffers, dove lavora il protagonista, mi ha ricordato molto Brazil e Il Senso della Vita, e ho notato qualche assonanza anche con Mister Hula Hoop dei Coen. Memorabili: il nuovo gesto di saluto (un bel dito medio), le visite mediche e il nome del protagonista, George Washington Winsterhammerman (Zack Galifianakis). 

Siate Felici... vi conviene!
George vi augura una buona giornata!

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26 novembre 2010

The House of the Devil - Ti West

Ambientato nei primi anni '80, The House of the Devil, diretto dal giovane di Ti West sembra girato proprio in quegli anni. Unica pecca è che la suddetta pellicola funziona in parte, ovvero per i primi 70 minuti o se preferite per 3/4. 

I protagonisti del film, Samantha (la brava Joceline Donahue) e la Casa, si scrutano, si scoprono e in qualche modo si cercano. In questi famosi 70 minuti le cose vanno alla perfezione, il film viaggia molto bene, a tratti è davvero grandioso e sembra che sia messo sul binario giusto. West costruisce ottime inquadrature, la musica (dalla pop di quegli anni a quella di racconto) si incastra bene alla narrazione, il film si carica di tensione e si scarica più volte, fino... fino al finale, che cambia completamente registro e fa perdere molti dei punti acquisiti. 

Troppo frettoloso, troppo poco esplicativo, troppo gore inutile e scontato (lo so che sembra una bestemmia ma a sto giro proprio non ci stava), per non parlare del cartello iniziale (messo prima che il film cominci che ci avverte che prima o poi spunteranno i satanisti) che massacra l'effetto sorpresa. 

Un bel tentativo, con 3/4 di film eccezionali e un finale un po' buttato li!



Varie locandine del film!


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25 novembre 2010

Revolver - Guy Ritchie

Revolver segna il punto di maturazione del regista Guy Ritchie

Dopo i successi, e gli eccessi, di Lock & Stock e Snatch, e la tremenda cacata di Swept Away, Ritchie sforna questo Revolver. Il film alla sua uscita non ebbe fortuna, fu criticato, ebbe problemi nella distribuzione e non guadagnò un cazzo. La trama di Revolver è un casino, e non un casino alla Snatch, ma un casino vero, uno di quei casini che alla fine ti lascia pieno di dubbi... su Wikipedia dice che tutto il film è ispirato alla Cabala Ebraica (non ne so niente, e quindi mi fido!). 


Il film è fatto in modo tale da essere un'esperienza, più che una semplice visione. Mi spiego meglio. Allora, il film parla di truffe e scacchi, ok? Una truffa è prendersi gioco della vittima, farle credere di essere la persona più intelligente del mondo e poi batterla non facendole capire niente (lo dice anche nel film, usa altre parole, ma dice questo). Revolver fa proprio questo allo spettatore, lo truffa, si arriva alla fine che non si sa se i personaggi sono reali o finti, se tutto non sia una proiezione mentale, non si capisce che cosa cazzo è successo. Un casino! 

Da rivedere, perché è sicuramente uno di quei film che si arricchisce dopo ogni visione (quando lo rivedo ve lo dico!). Tecnicamente il film è una gioia per gli occhi, con intuizioni registiche molto ispirate (la scena al ristorante qui sotto è un esempio) e una fotografia molto ricercata e colorata.



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24 novembre 2010

Quella villa accanto al cimitero - Lucio Fulci

Film cult del maestro Fulci! 

Quella villa accando al cimitero è uno degli ultimi grandi horror Fulciani, infatti dopo questo (a parte Lo Squartatore di New York) passò ad altro per poi tornare all'horror, non raggiungendo più tali vette. Qui Fulci abbandona, in parte, gli effetti splatter (ovviamente teste mozzate, sgozzamenti e amputazioni non mancano), per concentrarsi più sulla tensione, sul non visto, sulle sensazioni. La trama è banale ma la maestria di Fulci è sempre stata quella di riuscire a tirare fuori da un materiale grezzo, che promette veramente poco, dei gioiellini. 


Insomma un must dell'horror da vedere e rivedere, con sequenze memorabili dovute ad una ricerca delle giuste inquadrature e dei giusti movimenti di macchina (coadiuvato da una fotografia cattiva, e non nel senso di brutta), per non lasciare la componente horror tutta in mano agli effetti speciali, del grande Giannetto De Rossi, ma per caricare la scena di drammaticità ed inquietudine.


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23 novembre 2010

Ip Man - Wilson Yip

问 叶 (si scrive così in cinese, secondo wikipedia) è un film di botte marziali, dall'atmosfera epica e melodrammatica, che racconta in modo romanzato (ma credo molto romanzato) la storia di questo maestro di kung-fu con il fardello di chiamarsi Ip Man

Il film tecnicamente sembra una fiction, la fotografia non ha alcuna nota particolare se non quella di sembrare una fiction. La parte dei combattimenti invece è strepitosa, e parte del merito va a Donnie Yen che interpreta  问 叶 (mi piace pavoneggiarmi col cinese!), che è un attore che sa come menare le mani... e pure i piedi. 


Un po' pallosa tutta la solita solfa nazionalista cinese, dove i giapponesi sono dei cattivoni senza cuore. Comunque un film che merita la visione per i soli combattimenti. 


uuaaaaaatàààààà!!!

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22 novembre 2010

Black Death - Christopher Smith

Dal titolo già si capisce di cosa parliamo, un quasi horror ambientato durante la peste (black death sta appunto ad indicare la peste) che colpì l'Inghilterra nel 1300. 

Il film non è malaccio, niente di nuovo, ma mantiene le aspettative che uno spettatore si potrebbe prefissare. Christopher Smith (regista del simpatico Severence) gira con formalità, e si mantiene ancorato a tutto quel cinema di avventura (diciamo così) ambientato tra il periodo romano e quello medievale... tanto per capirci abbiamo una fotografia livida, dai toni freddi, personaggi rozzi e inquadrati nelle loro credenze, combattimenti cruenti (arti e teste mozzati, sbudellamenti ecc.), e vaste lande e/o boschi pieni di insidie (in questo caso sono Tedeschi, in molti altri Scozzesi). 

Insomma un film medio, che a tratti (la parte nel villaggio) ricorda quel capolavoro che è The Wicker Man, che tenta (ma non ci riesce) di indagare i rapporti tra la cieca fede verso Dio e i comportamenti umani (domanda: la peste è volontà del Signore o semplice degenerazione umana?).

E che il Signore sia con voi oppure no!

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21 novembre 2010

Il Mistero del Bosco - Lucky McKee

Lucky McKee si è ormai capito che ha delle qualità registiche, e in questo The Woods lo dimostra con delle belle inquadrature e sontuosi movimenti di macchina (aiutato certamente dalle belle scenografie e dall'ottima fotografia). Ma alla fine resta solo quello! 

Purtroppo il punto debole del film è la sceneggiatura, che non decolla mai, non ti prende mai, e nonostante i rimandi a Suspiria gli manca la cattiveria (ormai andata!) di Argento. I personaggi sono stereotipati (però ottima la prova di Patricia Clarkson) e poco sviluppati, tanto che molti di questi non hanno ragione di esistere, sembrano  arredamento. Il finale è anche sbrigativo e poco chiaro, con il padre che inspiegabilmente passa da coglione a Ash (è pur sempre Bruce Campbell!), e c'è tanta, ma tanta, confusione. 

Una discesa per la nuova promessa dell'horror Mckee, dopo il bellissimo May e l'interessante Sick Girl, che si ripara in uno script convenzionale e poco coraggioso, lasciandoci però capire che  potremmo aspettarci un vero salto di qualità... a patto che le storie se le scriva lui!

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20 novembre 2010

Godspeed - Robert Saitzyk

Ed ecco il film vincitore dell'ultimo Ravenna Nightmare! Come ha fatto un film che non è horror, non solo a partecipare, ma addirittura a vincere un festival come il Nightmare? 
Fosse stato almeno bello!
Mah... misteri della fede. 

Tiro in ballo la fede perché è uno (gli altri se ci sono, non li ho capiti!) dei temi che il film cerca di trattare senza, ovviamente, riuscirci manco per sbaglio (su questo tematica era molto più approfondito Dal Tramonto all'Alba). Il film arranca affannosamente per un'ora e mezza, che sembrano 4, senza portare da nessuna parte. La trama rasenta il ridicolo, i personaggi sono caratterizzati come i Teletubbies, cioè per colore (leggi vestiti), e l'unico motivo che ti spinge a continuare la visione è la tanto promessa azione (tutta spoilerata nella locandina), che ci mette una vita ad arrivare e che era meglio se restava dov'era. 


Belli i paesaggi dell'Alaska, ma se dev'essere questo il motivo per vederlo consiglio un documentario a caso con scritto nel titolo Alaska! 
A tratti mi ha ricordato lo strepitoso Red... ecco quello è un film le cui attese poi vengono ripagate.

Nota - L'edizione italiana del dvd, edita dalla One Movie, giustificherebbe anche un omicidio, il doppiaggio è merdoso e non ci sono sottotitoli, in nessuna lingua. QUANTO CAZZO COSTA METTERE I SOTTOTITOLI?

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19 novembre 2010

Perché è un Assassino - Alan J. Pakula

The Parallax View (questo il più bel titolo originale) è un film, guarda caso, alla Alan J. Pakula. E non solo perché è proprio di Pakula, ma perché è un thriller che a vederlo mi ha fatto ricordare subito Tutti gli uomini del Presidente e Rapporto Pelican, titoli entrambi del nostro Alan. 

Durante la visione mi sono tornati alla mente anche I Tre Giorni del Condor (mio cult personale!) e il recente State of Play, che per quanto siano tutti diversi, sia tra di loro che con The Parallax View, sono anche molto simili, capito come? Chiarissimo, vero? 

Che poi tutti sti film... beh sono tutti postumi a questo. Fantastico! 

Insomma, per farla breve, è un film degli anni '70 (e si vede per molte cose: musica, fotografia, Warren Beatty giovane, ecc.), con una buona tensione, forse troppo macchinoso nell'intreccio, ma comunque di stampo nobile. Un film fuori dal comune che si situa ai primi posti nel filone del cinema sulla sindrome postkennedyana del complotto (ho citato il Morandini).


Di norma non sono in linea con il "Morandini pensiero", però se una cosa è giusta...

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18 novembre 2010

Dead Snow - Tommy Wirkola

Dead Snow (Død Snø titolo originale norvegese) fa parte di quel genere di film che noi del settore (mi sto dando un tono!) chiamiamo Nazi-Zombie. E si tratta, per chi non l'avesse ancora capito, di un film dove gli zombie sono tutti nazisti. 

Premetto che già con un film di zombie non sono molto obiettivo, poi se ci mettiamo che i morti viventi sono pure degli stronzi nazisti, beh... mi piace a prescindere. Questo Dead Snow si rifà (chiamiamolo pure omaggio) a film come Braindead di Peter Jackson e la serie La Casa di Raimi, e ovviamente a Romero. L'idea nel Nazi-Zombie non è originale, ci sono già state altre menti che prima dei norvegesi hanno avuto la genialata, e pure per quanto riguarda la trama manco quella è proprio originale, poiché ricalca molte altre storie di zombie (imbecilli in un posto sperduto, assedio di zombie, mattanza ecc.). 

Se si entra nello humor norvegese (forse non proprio immediato!), e nella tipologia di film che si sta vedendo, ci si diverte alla grande... io ho gongolato come un bambino. Il livello di gore è molto elevato, bello il contrasto tra la neve purissima e il sangue (che sgorga a cascate) e non mancano delle belle trovate.

La cosa che mi inquieta ogni volta che mi ritrovo di fronte a un Nazi-Zombie è di come i nazisti risultino sempre credibili!

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17 novembre 2010

I poliziotti di riserva - Adam McKay

Ve lo ricordate Anchorman? Anchorman è un film di McKay con Will Ferrell come protagonista. Si, quello stupidamente divertente.

Anche in questo The Other Guys la coppia McKay-Ferrell viene riproposta e, nonostante non abbiano raggiunto le vette di Anchorman, ci sono andati vicino. Il film è un action comedy ambientato tra gli sbirri. Come tradizione vuole, ci sono tutti gli stereotipi dei film di sbirri: i superpoliziotti (Samuel Jackson e The Rock), il capitano (Michael Keaton), il cattivo (Ray "Punisher" Stevenson), il semi-cattivo (Steve Coogan) e la figa (Eva Mendes). Ma, come dicevo prima, questa è anche (sopratutto) una commedia, quindi tutti gli stereotipi vengono presi alla berlina e i protagonisti non sono i supersbirri ma gli altri sbirri (Will Ferrell e Mark Wahlberg), insomma quelli sfigati. 


Una pellicola divertente, con tanta azione, tanta esagerazione e tanti dialoghi senza senso... e con Ferrell è cosa normale!


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16 novembre 2010

Potiche - François Ozon

Siamo dalle parti del François Ozon di 8 donne e un mistero

Una simpatica commedia, in stile anni '70 (bella la fotografia con toni vivaci e caldi), tratto da una pièce teatrale molto famosa in Francia. 

Gli attori sono tutti in parte, per un film di dialoghi come questo... è vitale! La Deneuve dà alla protagonista un'ambiguità che non sai mai se ci è o ci fa, è bravissima; Depardieu (con il caschetto!) e Luchini se la cavano benissimo pure loro, il primo nel bonario e passionale uomo politico e l'altro nell'incazzoso marito/capitalista. 

Ozon, un regista dagli alti e bassi, questa volta centra l'obiettivo e sforna davvero un'ottima commedia... ebbravo François!


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15 novembre 2010

Figli delle stelle - Lucio Pellegrini

Filmettino-ino-ino con delle belle trovate che fanno sinceramente ridere, ma niente di più. 

Molto spesso sconclusionato, tanto che non sapendo bene cosa fare di un personaggio lo hanno fatto sparire, così e per più di mezzo film... tanto ci sono tante scene comiche, chi cazzo vuoi che se accorge? 

Non pervenuta è anche la graffiante satira, di cui noi italiani un tempo eravamo maestri, che con il tema sociale del film ci poteva stare. Ma oramai non siamo più in un epoca dove si osa e quindi, anche su questo versante, nisba.

Come dicevo un film che si "regge" sulle scenette comiche, con una storia abbozzatagli attorno e che si salva, se si salva, grazie agli attori, in particolare i bravi Battiston e Sassanelli.


Ma non basta... e no... non basta per niente!

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14 novembre 2010

Scott Pilgrim Vs. the World - Edgar Wright

Il film è strepitoso, uno dei migliori visti quest'anno! 

Wright non smentisce il suo talento, ricordo che è lo stesso di Shaun of the Dead e Hot Fuzz, mica noccioline. La storia del film è alquanto misera ma poco importa, perché è la messa in scena che strabilia. Tutto lo schermo è sempre in movimento, l'uso totale dell'immagine è pazzesco, niente viene lasciato al caso. Una volta entrati nell'ottica che ciò che si sta vedendo è un videogame (con tanto di livelli) si rimane totalmente immersi nella visione. Ottimo l'uso degli effetti speciali (ci sono anche le scritte come nel telefilm di Batman degli anni '60!) e ovviamente del montaggio, che è, a dir poco, straordinario. Da rivedere più e più volte (come gli altri 2 film citati) per scoprire ogni volta cose nuove... e sono sicuro che ce ne saranno a bizzeffe! 


Le canzoni dei Sex Bob-Omb sono di Beck, e pure quelle non sono niente male.
Vabbè ciao!

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13 novembre 2010

The Hole - Joe Dante

Se The Hole fosse uscito tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90  oggi sarebbe un cult! 

Joe Dante costruisce una favola dark, un horror per famiglie, con un occhio verso il passato. All'interno ci mette di tutto. Tutte le paure tipiche delle favole (l'uomo nero, il buio) che rimandano a vecchi maestri dell'arte orrorifica, tanto che ci troviamo echi che vanno a Stephen King, a Chucky, a Poltergeist fino a Mario Bava


The Hole un film per adolescenti, innocuo, con qualche momento di suspense e tanta nostalgia... vedendolo la mia mente andava a quelle serate d'estate incollato davanti alla tv a vedere Notte Horror su Italia 1... brrrrrr!!! 


Per me il film è promosso, Joe Dante è uno che sa fare il suo sporco lavoro, e se si prende il film per quello che è la serata si passa con piacere.

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12 novembre 2010

The Social Network - David Fincher

Questo film è uno dei possibili candidati all'oscar? Ma non scherziamo! Il film è fatto bene (Fincher sa girare, e questo si sa, e con un montaggio strepitoso), è interessante per la storia (della quale non avevo la benché minima conoscenza), che viene narrata a flashback nelle udienze delle varie cause, ma proprio non vedo come possa essere uno dei film dell'anno. 
Anzi, è troppo lungo, spesso cala di ritmo (ho guardato l'orologio più di una volta), e dopo aver appagato la curiosità di sapere il fattore scatenante che ha fatto nascere Facebook (se ve lo state chiedendo è nato per scopare, come qualsiasi altra cosa nell'universo!) e dei primi successi nel campus, di tutte le vicende giudiziarie e personali dei protagonisti poco mi ha importato. 
Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg, che parla a macchinetta) risulta uno stronzetto odioso, che si crede sto cazzo e Sean Parker (quello che ha inventato Napster) un saccente imbecille. 

Possibile che due personaggi che hanno cambiato, uno i rapporti inter-personali e sociali del pianeta, mentre l'altro l'idea di divulgazione e fruizione prima della musica, e poi della cultura in generale, mandando in crisi tutta l'industria discografica, siano così irritanti? 
Mah... se mai li incontrerò vi farò sapere!



[Edit: è stato candidato come miglior film agli Oscar 2011, ma non ha vinto.]


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11 novembre 2010

The Collector - Marcus Dunstan

Dallo sceneggiatore (qui anche regista) dei pessimi Saw IV, V e VI, e dei fantastici Feast arriva... The Collector

Ora il punto forte di The Collector non è la sceneggiatura e, a dirla tutta, manco il resto. Però c'è tanto tanto gore, violenza e sadismo. Il film è più simile ai vari Saw (anche qui ci sta un serial killer ingegnere!) che ai Feast, ma è comunque meglio delle ultime cazzate della serie enigmistica. Resta però un prodotto mediocre, con un ritmo serrato, tante banalità, qualche trovata e un finale aperto, che ci porterà a The Collection (promesso, anche se dubito ci sia stata qualche richiesta, per il 2011). 


Il film si lascia vedere, sempre che non si cerchi realtà, plausibilità e personaggi intelligenti (io sono della teoria che tutti i personaggi degli horror meritino la morte perché troppo stupidi). Insomma, basta prendere il film per quello che è... cioè una cazzata!



[Edit: The Collection è previsto per la fine del 2012]

[Edit: The Collection è uscito]

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10 novembre 2010

In the Loop - Armando Iannucci

Grandissima commedia satirica British sul mondo della politica. 

Un film parlato, a volte anche difficile da seguire dato che sputano (e/o vomitano) parole a mitraglia. Parole che uccidono (e ci sta pure il senso letterale!). 

Un film dove a farla da padrone è la sceneggiatura, scorretta, cattiva, pungente, acida e volgarissima. Gli insulti sentiti qui dentro mi hanno fatto capire la  grande versatilità della parola FUCK - è incredibile come una sola parola possa contenere al suo interno così tante sfumature... certo che bisogna saperla usare, e questo merito se lo prende Peter Capaldi, che proprio non si regola e i cui insulti sono da studiare! 
Pellicola dal ritmo travolgente, volutamente sopra le righe e forse (ma spero veramente di no) molto reale. 

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09 novembre 2010

Le serpent - Eric Barbier

Thrillerino francese, abbastanza interessante e abbastanza lungo.

Essendo francese e quindi europeo, cioè non americano, ha dalla sua la poca spettacolarità (inseguimenti forsennati, sparatorie ecc.), cosa che può essere un pregio per distinguerlo dalla banalità nella quale cadono molti film dello stesso tipo, avete presente quei film dove un uomo si ritrova in situazioni assurde e viene incolpato ingiustamente e bla bla...? 

Una specie di miscuglio tra vari Hitchcock, Il Fuggitivo, a tratti anche The Game e Frantic

Mha... almeno i francesi ci provano!

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