26 novembre 2010

The House of the Devil - Ti West

Ambientato nei primi anni '80, The House of the Devil, diretto dal giovane di Ti West sembra girato proprio in quegli anni. Unica pecca è che la suddetta pellicola funziona in parte, ovvero per i primi 70 minuti o se preferite per 3/4. 

I protagonisti del film, Samantha (la brava Joceline Donahue) e la Casa, si scrutano, si scoprono e in qualche modo si cercano. In questi famosi 70 minuti le cose vanno alla perfezione, il film viaggia molto bene, a tratti è davvero grandioso e sembra che sia messo sul binario giusto. West costruisce ottime inquadrature, la musica (dalla pop di quegli anni a quella di racconto) si incastra bene alla narrazione, il film si carica di tensione e si scarica più volte, fino... fino al finale, che cambia completamente registro e fa perdere molti dei punti acquisiti. 

Troppo frettoloso, troppo poco esplicativo, troppo gore inutile e scontato (lo so che sembra una bestemmia ma a sto giro proprio non ci stava), per non parlare del cartello iniziale (messo prima che il film cominci che ci avverte che prima o poi spunteranno i satanisti) che massacra l'effetto sorpresa. 

Un bel tentativo, con 3/4 di film eccezionali e un finale un po' buttato li!



Varie locandine del film!


 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

8 commenti:

  1. questo mi sa che lo salto, guarderò in un momento di "pausa" magari, pizza e birra con amici :)

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  2. eehh purtroppo poteva essere un grande film...

    è incredibile che mi nomini la serata "di pausa" pizza birra ecc, proprio ieri sera ne ho avuta una all'insegna di van-damme (ci siamo ripromessi di vederli tutti e poi passare a steven seagal!).
    mi sa che abbiamo due concezioni diverse del termine "pausa"

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  3. pausa era nel senso che stacco il cervello, lo metto a riposo nella formalina, magno e guardo un film di questo genere, ahah!

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  4. eheheh l'avevo capito... la differenza è la scelta dei film: tu un horror mezzo riuscito (anche i Feast hai visto nella "pausa"? ci ho preso?), io una tamarrata anni '90 con van-damme o seagal.

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  5. ahahah! ora ho capito, scusa eh, sono anzianotto... :D
    be', feast è stata una pausa coi fiocchi! c'hai preso però, è proprio come dici.

    vandam e sigal non sono pause, sono terapie ludovico, è diverso. piuttosto mi farei una serie di b-movie sulle arti marziali ma quelli honkonghesi o giaps, insomma: perdere tempo mai!

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  6. ehehhehe... van-damme e seagal sono per ignorare l'esistenza del cervello messo in formalina!
    io i Feast li ho visionati con concentrazione, insomma con la stessa attenzione che darei a un visconti.

    gli arti marziali honkonghesi ormai non sono più b-movie, sono estetici e tutti troppo volanti (alla "tigre e il dragone" tanto per intenderci), io mi butterei su quelli thai, davvero rivoluzionari e realistici (si pestano realmente!).

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  7. infatti, pausa coi fiocchi, Feast è una trilogia da sballo, ero incollato allo schermo :P

    per carità, la tigre e il dragone... vade retro!
    no no. io pensavo a quelli anni 60-70, e non quelli di bruce lee che era un grandissimo, gli altri ;-)

    a propo' di bruce lee, questo è un must: http://robydickfilms.blogspot.com/2010/08/bruce-lee-la-leggenda.html

    ciao

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  8. aahh vuoi andare sul classico! mi sembra cosa buona e giusta; anche se purtroppo bruce lee, con i suoi film, influenzò quasi tutto il cinema arti marziali di honkong, e infatti sfornarono infiniti film cloni di bassa lega, tanto che per avere originalità tocca arrivare ai jackie chan!

    grazie per questo documentario su bruce, sembra ottimo ;)

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