25 novembre 2010

Revolver - Guy Ritchie

Revolver segna il punto di maturazione del regista Guy Ritchie

Dopo i successi, e gli eccessi, di Lock & Stock e Snatch, e la tremenda cacata di Swept Away, Ritchie sforna questo Revolver. Il film alla sua uscita non ebbe fortuna, fu criticato, ebbe problemi nella distribuzione e non guadagnò un cazzo. La trama di Revolver è un casino, e non un casino alla Snatch, ma un casino vero, uno di quei casini che alla fine ti lascia pieno di dubbi... su Wikipedia dice che tutto il film è ispirato alla Cabala Ebraica (non ne so niente, e quindi mi fido!). 


Il film è fatto in modo tale da essere un'esperienza, più che una semplice visione. Mi spiego meglio. Allora, il film parla di truffe e scacchi, ok? Una truffa è prendersi gioco della vittima, farle credere di essere la persona più intelligente del mondo e poi batterla non facendole capire niente (lo dice anche nel film, usa altre parole, ma dice questo). Revolver fa proprio questo allo spettatore, lo truffa, si arriva alla fine che non si sa se i personaggi sono reali o finti, se tutto non sia una proiezione mentale, non si capisce che cosa cazzo è successo. Un casino! 

Da rivedere, perché è sicuramente uno di quei film che si arricchisce dopo ogni visione (quando lo rivedo ve lo dico!). Tecnicamente il film è una gioia per gli occhi, con intuizioni registiche molto ispirate (la scena al ristorante qui sotto è un esempio) e una fotografia molto ricercata e colorata.



 photo FlagofUnitedKingdom_zps214cb752.pngIMDb 

2 commenti:

  1. mmmm... che faccio me lo segno? ma sì va! :D
    ciao fratello, vedo che stai affinando il linguaggio, ci sono solo 2 "cazzo" nella rece. avanti così ti citeranno ai cineforum dell'oratorio, ahah!

    RispondiElimina
  2. caro roby, sarò entrato nel mio periodo mistico...

    RispondiElimina