31 dicembre 2010

Over The Top - Menahem Golan

Tamarro Movie per eccellenza, un film senza precedenti, un vero grande cult degli anni '80! Già l'idea di fare un film sul BRACCIO DI FERRO è geniale, se poi ci metti Stallone come protagonista, nella parte del camionista dal cuore grande grande, con un dramma familiare alle spalle, che vuole stare solo un po' di tempo con il neofascista figlioletto... SEI OVER THE TOP! (eh? citare il titolo del post ci stava tutto!) Un film incredibilmente tamarro. Tutto è tamarro, dai camionisti, alle donne cotonatissime, fino al perfido suocero, così cattivo e potente che manco Don Vito Corleone potrebbe reggere il confronto. Pensate che ci sta pure la tamarra scena al tramonto con Sly afflitto dal dolore. Che volete di più? Ma alla fine chi vince è sempre e solo lui... il-labbro-sofferente-mezzo-paralizzato!!! 

Guardate che roba











fonte foto: i-mockery


Per i più piccini esiste l'action figure di Lincoln Hawks...

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

30 dicembre 2010

Provaci ancora, Sam - Herbert Ross

Tratto da una piece teatrale dello stesso di Allen, il film è un crogiolo di battute e situazioni a volte cartoonistiche che ben rispecchiano il cinema di Woody Allen del periodo (nonostante in cabina di regia ci fosse Herbert Ross!). Non c'è in realtà molto da dire, l'azione è pressapoco nulla, Allen cerca di sciommiottare il suo ideale di Bogart con esiti disastrosi, rifà a modo suo anche il finale di Casablanca! Il personaggio di Bogart (un specie di angelo custode!) è  un cliché, tutto ciò che dice sono cliché e frasi che solo uno come Bogart potrebbe dire, punto che Allan Felix (Woody) ripete più volte. Bellissima e bravissima Diane Keaton, bravo anche Allen nella solita parte di se stesso. Insomma un film di Woody Allen d'annata... prima degli altalenanti risultati degli ultimi anni.

Se vi piace Allen avrete di che godere, se non vi piace... astenetevi.

Per l'edizione italiana anche in questo caso non capirono un cazzo di niente. Il titolo originale era una battuta da Casablanca (Play it again, Sam) che tradotta è SUONALA ANCORA, SAM!... e non PROVACI. Penso che poi da qui abbiano deciso anche di cambiare il nome al protagonista da Allan a Sam
Vabbè non commento che è meglio!

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

29 dicembre 2010

L'allievo - Bryan Singer

Dopo il cult I Soliti Sospetti, e prima dei due X-Men e delle vaccate di Superman Returns e Operazione Valchiria, Singer indagò ancora una volta sul male. Ma non il male mitologico o leggendario di Keyser Söze, né quello soprannaturale dell'universo mutante degli X-Men, bensì sul nazismo. Il male degli uomini verso altri uomini, sull'educazione al male. 

Il giovane protagonista inizia la sua discesa agli inferi volontariamente, quasi per gioco, per una inspiegabile attrazione (infatti una delle prime domande che pone al vecchio nazista è "quali sono state le tue sensazioni?"). Il suo comportamento lascia lo spettatore con il dubbio che forse il malvagio è intrinseco nell'uomo, è già presente anche in un ragazzo molto giovane, basta solo saperlo educare. Per quanto riguarda il vecchio (un'incredibile Ian McKellen), il suo lato bestiale, rimasto assopito per molto tempo, viene risvegliato dal ragazzo (guardare la scena qua sotto!). Con piccole azioni rivive i "fasti" di ciò che provava nel fare quelle mostruosità, consapevole anche del ruolo di educatore della giovane mente, non verso un'ideologia specifica, ma verso il male puro, verso il piacere, verso l'arte del sopraffare il più debole. 

Un vero e proprio film dell'orrore, dell'orrore umano, che inizia come gioco per finire nel peggiore dei modi. 

Bellissimo il finale con l'ideale passaggio del testimone!


 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

28 dicembre 2010

Eden Lake - James Watkins

Thriller/Horror dai sapori antichi. Antichi perchè il survival è ormai un genere "leggermente" fuori moda (vi ricordate Un tranquillo weekend di paura?). Ma nonostante questa eredità Eden Lake si difende bene. 

Riesce a mescolare elementi tipici di questo genere di film con elementi dell'horror moderno: la violenza realistica ed efferata dei Francesi (il paragone con Ils in questo caso e d'obbligo) e i torture vari come Hostel e Saw. In più, rispetto al passato, Watkins dona un buon spessore psicologico ai personaggi, compresi i membri della feroce banda di bambocci (quello delle bande minorili sono tema cruciale in Inghilterra). 


Insomma buon thriller-bucolico con ottimo finale (e non è poco!). 

Una discesa all'inferno, dove al posto di demoni o figure mitologiche/fantastiche, di Jason o di Michael, ci sono ragazzini spietati  dall'aspetto normale ma con il marcio dentro, un marcio trasmessogli attraverso il DNA. 

Ottimi i due protagonisti, la bella Reilly (L'appartamento Spagnolo, The Libertine) e Fassbender (Inglourious Basterds, Town Creek), gli stronzetti e il regista/sceneggiatore James Watkins (in seguito colpevole della sceneggiatura di Descent 2).

 photo FlagofUnitedKingdom_zps214cb752.pngIMDb 

27 dicembre 2010

Four Brothers - John Singleton

Four Brothers è a tutti gli effetti un western metropolitano, non a caso è (a quandi linee) il remake de I Quattro Figli di Katie Elder

Film macho, adrenalinico, su quattro fratelli il cui unico legame era la madre adottiva brutalmente assassinata. La ricerca dell'assassino li metterà prima a confronto per poi unirli... e più classico di così non si può! 


Seguiamo il loro il ritorno a casa, il ritorno a galla di vecchi rancori e il ritorno dei ricordi. Ma il senso di vendetta, di ciò che deve essere fatto è più forte, tanto da fargli prendere la decisione di fare le cose a modo loro, fuori dalle regole (è un film d'azione, non da salotto a sfogliare l'album fotografico sorseggiando tè).

John Singleton è uno di mestiere, è questo tipo di film sono pane per i suoi denti... la sparatoria in casa Mercer è strepitosamente distruttiva. 
Pellicola piena di piombo e testosterone, ma anche di valori come la famiglia, la lealtà e il piombo, tanto piombo.

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

26 dicembre 2010

Fido - Andrew Currie

Ottima variazione sul tema zombie, non come quella dell'altra volta

Gli autori di Fido si sono chiesti come sarebbe il mondo, la società (quella americana) dopo un'epidemia di zombie? Come si sarebbe effettuato il contenimento? Come avrebbero domato gli zombie e come sarebbero cambiate le vite dei sopravvissuti? La risposta è questa pellicola, ambientata in un'america color pastello tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60, dove gli zombie domati (con un collare!) vengono schiavizzati per ogni sorta di lavoro domestico (camerieri, giardinieri, portaombrelli, bambole gonfiabili ecc.). 


Più che un film di zombie, il film critica la società dei consumi e dell'apparente benessere dell'america di quegli anni. Zombie movie canadese (del Canada giusto!) NON horror, molto divertente e ben fatto. Ottimi la patinattissima Carrie-Anne Moss (quella di Matrix, Memento e Unthinkable) e lo zombie F(a)ido interpretato dal comico scozzese Billy Connolly

Il desiderio di un genitore per un neonato in arrivo? Ovvio... un FUNERALE!!!

 photo FlagofCanada_zpsf9eb1a99.pngIMDb 

25 dicembre 2010

Palookaville - Alan Taylor

Divertente commedia agro-dolce, su tre imbranati che cercano di fare il colpo della vita. 

Ispirato da Italo Calvino, ricalcando un po' I Soliti Ignoti di Monicelli, anzi... alcune situazioni sono proprio identite. Disperati senza speranze che vogliono emergere, perdenti sempre e comunque, non supportati da nessuno e che vedono sbattersi in faccia il successo degli altri. Quando decidono che devono prendersi ciò che gli spetta con la forza... no, non ve lo dico cosa gli succede! 


Il film regge bene il confronto con gli illustri "ispiratori", diverte ed è adatto per il clima natalizio.


 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

24 dicembre 2010

Io, l'altro - Mohsen Melliti

Opera interessante questo Io, l'altro, tutto girato su di una barca con solo due attori. E incredibilmente non ti rompi le palle dopo mezz'ora! 

Il film a volte è macchinoso ma l'operazione generale non è affatto male. Diretto discretamente (con tutti i limiti che ci sono nel girare su di una barca) e recitato benissimo dai due attori Raoul Bova e Giovanni Martorana. La storia è di un'attualità agghiacciante, è figlia dell'11 Settembre e mostra come ogni nostra certezza possa essere annientata in un nanosecondo, lasciando lo spettatore pregno di dubbi. Questo è quello che succede ai due amici/soci Giuseppe e Yousef (personaggi speculari) quando nel loro legame entra il dubbio, del primo verso l'amico mussulmano, che si trasforma subito in un diverso, un estraneo, uno straniero. 


Il film è un caso (ormai raro) di cinema indipendente in Italia (è stato prodotto in parte da Bova stesso) che successivamente è riuscito ad avere una misera uscita in sala. 


Da vedere!


 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

23 dicembre 2010

L'agente speciale Mackintosh - John Huston

Spy-Story diretta dal grande John Huston, sceneggiato da Walter Hill e interpretato da Paul Newman... e potrei fermarmi pure qui!

Trattasi di una spy-story non classica, nel senso che è molto diversa dal prototipo James Bond. Vi consiglio di non andare a leggere la trama, perché il film cambia registro nel corso della visione, inoltrandoci lentamente in tipo di storia che poi acquista velocità nell'incalzante finale di genere. Huston, come in ogni film, sceglie luoghi particolari per ambientare tutta la vicenda, e infatti andiamo a Londra, nella brughiera irlandese e poi a Malta. Nel suo ruolo di protagonista, invece, Newman ben incarna l'ambiguità del personaggio che interpreta, sfruttando a mille i suoi occhi glaciali (prima bassi e poi zac li mostra... fa sempre così!).
Da vedere a prescindere, solo per i nomi. Se aggiungiamo che è pure un bel film è tutto guadagno, no?

Dal titolo sembra che il protagonista sia Mackintosh, non è così, volete sapere perché? Ovvio, l'hanno tradotto male!

 photo FlagofUnitedKingdom_zps214cb752.pngIMDb 

22 dicembre 2010

Blek Giek - Enrico Caria

Il Pulp Fiction all'amatriciana! 
Nonostante l'idea totale del film (riprende molto il cinema di Tarantino e Ritchie e tutto il sotto-filone pulp) non sia proprio originale, non si può rimanere impassibili di fronte a questo capolavoro dell'assurdo. 
SI, il film è un capolavoro... corale, con attori tutti in parte (Lillo, Greg e Biagio Izzo sono mostruosi) che vagano in una Roma completamente folle e surreale, piena di personaggi da manuale, gag irresistibili, kung-fu e una preghiera al Padre Eterno leggermente abbozzata. 

Si ride tanto mentre tutti cercano il Blek Giek


AAAHHHH... DDIO MIO... MA QUELLO È SANGUE... DDIO MIO!

Clip dal film con la preghiera!


 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

21 dicembre 2010

Deux jours à tuer - Jean Becker

Non ho ben capito quale sia il punto di questo filmettino francesino-ino-ino. 
La trama è di quelle dove ci sta uno che ad un certo punto inizia a fare cose strane, e lo spettatore si chiede: "perchè mai questo fa cose strane?". Poi arriva il finale spiazzante che ti svela tutto l'arcano mistero e lo spettatore di prima dice: "Accidenti, non me lo sarei mai aspettato!". 

Questi, a occhio e croce, dovevano essere gli intenti di chi ha creato cotanta opera... e agli intenti si sono fermati. 

Per far funzionare un film costruito in questo modo servono 2 semplici cose: 1) un finale a sopresa (CHE NON SI DEVE CAPIRE) coi controcazzi, e 2) un qualsiasi motivo di esistenza (esempi banali: spaventare nel caso degli horror; far ridere nel caso delle commedie; eccitare nel caso dei porno o piangere per un melò). Se nel film mancano sia motivo che trovata (= finale a sopresa), la conclusione è ovvia... il film va in vacca

Note positive (sono due e non compensano le tutte le mancanze): il protagonista si comporta da stronzissimo e nel cast c'è Fantaghirò!

Nel leggere la trama mi aspettavo un thriller... vaff***ulo va!

 photo FlagofFrance_zps2783d2b1.pngIMDb 

20 dicembre 2010

Frank Costello, faccia d'angelo - Jean-Pierre Melville

Pellicola cult, emblema del cinema di Melville, del polar e... pure della Francia. Ambientato in una Parigi poco turistica e uggiosa, una città metropolitana, quasi anonima se non fosse per le innumerevoli scene nella caratteristica metropolitana. Il personaggio che si muove in silenzio è Costello, un killer professionista, che Melville definiva schizofrenico, dalla mente divisa, che compie gesti rituali e meticolosi. Jef (Frank) è un Samurai, un uomo scaltro, estremamente intelligente, che segue un suo codice, che non mostra emozioni di nessun tipo, che non prova niente (neanche il dolore fisico), non fa niente che non sia strettamente necessario e parla solo quando deve parlare. Per interpretare questa figura, quasi mitica, Meliville scelse Alain Delon, un attore pieno di ambiguità, famoso per non mostrare mai i suoi stai d'animo, dagli occhi glaciali e di una bellezza straniante. Delon in questo ruolo è praticamente perfetto. 
Un film capolavoro, da vedere e rivedere... grande cinema!

Melville all'uscita del film in Italia si infuriò con i nostri connazionali per aver cambiato il titolo del film da Le samouraï a Frank Costello, faccia d'angelo, per aver cambiato il nome del protagonista da Jef a Frank e per aver elimintato la finta epigrafe che apre il film, inventata di sana pianta dal regista: << Nessuno è più solo di un samurai senza padrone, forse soltanto una tigre nella foresta>>. 
Aahhh LES ITALIENS!!!

 photo FlagofFrance_zps2783d2b1.pngIMDb 

19 dicembre 2010

5150, Rue des Ormes - Éric Tessier

Film proveniente dall'altro Canada (quello che parla francese) e del quale ogni tanto ci si dimentica dell'esistenza (nonostante i turisti canadesi mettano bandiere su tutti i bagagli in loro possesso... marsupi compresi). 

5150 Rue des Ormes è un buon thriller con venature horror. Ci sta un giovane aspirante regista che finisce per sbaglio nelle grinfie di una famiglia di matti, però la famiglia non è stereotipata come in molti altri film (da Non aprite quella porta fino a Frontieres), ma anzi è addirittura interessante... e questo è un primo punto a favore. Abbiamo il padre, maniaco degli scacchi che crede in una lotta tra il bene e il male (la conduce da solo, dalla parte del bene); una madre rincoglionita dal capofamiglia, iperreligiosa, tanto stupida e goffa; una adolescente che segue le orme del padre, ma con il pallino di voler ammazzare random; una bambina mezza ritardata che odia il padre (è l'unica persona normale della famigliola). 

Come dicevo prima ci sono gli scacchi, e come in ogni film dove ci sono gli scacchi, questi rappresentano delle metafore (vedere anche qui). In questo caso rappresentano la guerra, il senso di giustizia, la follia e la sanità mentale, la vita e la morte (ovviamente anche in senso letterale). Vabbè non vi dico altro, ma vi assicuro che è un bel film, teso quanto basta, onirico quanto basta e con delle brillanti virate narrative.

Le partite a scacchi mi hanno ricordato sia Il Settimo Sigillo di Bergman (ma leggermente più crudo) che l'ottimo Five Fingers

 photo FlagofCanada_zpsf9eb1a99.pngIMDb 

18 dicembre 2010

Devil's Playground - Mark McQueen

Pessima variazione sul tema zombie. In questo Devil's Playground gli zombi oltre a correre imparano all'istante a fare parkour (e qui finisce la variazione). Se tutto ciò fosse vero, non credo che mi dispiacerebbe essere trasformato in zombie visto che si diventa un atleta eccezionale! 
Unica pecca è che al posto delle parole si emettono strani ruggiti incomprensibili e che la dieta sia composta principalmente di sola carne umana, viva  e cruda... ma credo che in fin dei conti ne possa valere la pena. 

Cose nuove che ho appreso da questo zombie movie:
1) Se si viene morsi da uno zombie, l'antidoto ti dura 18 ore.
2) I vecchi non si trasformano mai in zombie (qualcuno ha mai visto uno zombie di 70-80 anni?).
3) Solo le gnocche si possono salvare (in realtà questo è un punto in comune con qualsiasi horror).
4) Se porti gli occhiali in uno zombie movie, sei lo stronzo del suddetto film.
5) L'eroe di uno zombie movie è una persona che nella vita di tutti i giorni è uno spietato assassino, ma durante un'epidemia si trasforma in un buontempone pieno di sentimenti. Alla fine muore!
6) Se si viene inseguiti dagli zombie dentro una foresta, nascondersi dietro un albero è il miglior modo per seminarli.
7) Chiamare per nome il tuo amico appena trasformato in zombie e dirgli "Sono io, sono io... non mi riconosci?", NON SERVE A NIENTE.
8) Londra durante un'epidemia di zombie si svuota (cioè roba che manco a ferragosto) ed è inspiegabilmente pulita e silenziosa.
9) Se vieni morso, il primo sintomo che indica l'imminente trasformazione sono le vene varicose.
10)Se trovi il tuo elicottero sporco di sangue, molto probabilmente è completamente fuori uso.

 photo FlagofUnitedKingdom_zps214cb752.pngIMDb 

17 dicembre 2010

Uncut - Gionata Zarantonello

Zarantonello nel 1996 girò un filmettino amatoriale del cazzo, che ebbe una certa notorietà e fini nel catalogo della Troma... e fin qui! 

Nel 2003, il nostro Gionata, gira un secondo film del cazzo, solo che questa volta È DAVVERO UN FILM DEL CAZZO, della durata di 78 minuti, con un piano sequenza tutto sul pisello di Trentalance (noto attore del cinema... muto!). 


L'idea è a dir poco geniale, Zarantonello mischia insieme vari generi: porno (quello soft), commedia, sesso e  giallo. 

L'espressività del pene (visto? ho detto pene e non CAZZO o MINCHIA.) di Trentalance è incredibile, viene martoriato, maltrattato, lo vediamo moscio, dritto, barzotto sempre attento a farci percepire visivamente tutti i rumori, le emozioni e così via, che accadono fuori campo. 

Certo che, nonostante l'esile minutaggio il film potrebbe un po' annoiare, l'idea è più che altro una paraculata per scandalizzare e vendere il prodotto (infatti è uscito anche negli USA), però Zarantonello ha avuto il coraggio, le palle e la sfrontatezza di realizzarlo, consapevole già in partenza che qualsiasi uscita, in sala (infatti uscì solo a Roma e solo al Filmstudio) o in televisione, gli verrà preclusa. 


 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

16 dicembre 2010

Superbad - Greg Mottola

Il film ricalca tutto quel tipo di cinema che va da Porky's ad American Pie, passando per Road Trip.

Nella pellicola sono presenti tutti gli stereotipi del genere: adolescenti sfigatissimi vogliosi di sesso, il ciccione sfrontato, il romantico impacciato e l'ultra-nerd Fogell, un essere dalla presenza imbarazzante. 

Perchè vederlo? Perchè, pur presentanto cose viste e riviste, il film è divertente, ci sono situazioni incredibilmente esilaranti e si ride davvero tanto... di pancia. 
Ovvio che se si cercano spessore emotivo, indagini circa gli adolescenti e/o quant'altro, vi consiglio di lasciar perdere. Un film leggero, irriverente e sboccato, frutto della mente del nuovo guru della commedia americana Seth Rogen (qui in veste anche di attore nella parte di uno dei due poliziotti), diretto da Greg Mottola (regista del bel Adventureland) e prodotto dal re Mida, nonchè inventore del "dramedy" Judd Apatow.  
McLovin spacca!

In Italia i geniali titolisti hanno deciso che Superbad così com'è scritto non andava bene, perciò l'hanno ringiovanito mettendoci una bella X al posto di Per, trasformando il titolo in SuXbad. Poi però hanno notato che gli mancava qualcosa, così hanno deciso che ci voleva un bel sottotitolo, che la gente guardando solo il manifesto doveva piegarsi in due dalle risate, ed hanno partorito... tenetevi forte... "Tre metri sopra il pelo". Capito? Non è geniale? Non è davvero una frase ilare? Incredibile che certe TESTE DI CAZZO prendano anche dei soldi per fare certe cose.

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

15 dicembre 2010

La Polizia sta a guardare - Roberto Infascelli

Ennesimo film nel filone del poliziesco (o questurino) con Enrico Maria Salerno come protagonista. 

Salerno in questo caso interpreta il nuovo questore di Brescia, intento nella dura lotta nel far prevalere la sua teoria del "non cedere ai ricatti" della anonima sequestri. Infascelli lavora con mestiere, confeziona un prodotto di buon ritmo, che va via velocemente e, come molti altri film del genere, è molto interessante soprattutto per chi non ha vissuto il periodo (questi film sono sempre un ottimo spaccato della società dell'epoca). Il cast è composto da attori iper-presenti in questo tipo di produzioni: il già citato Salerno; Jean Sorel nella parte del procuratore troppo ossequioso delle regole; Lee J. Cobb in quella dell'ex questore; Laura Belli che fa la troietta amica di tutti i rapiti; Ezio Sancrotti il braccio destro di Salerno


Insomma nulla di nuovo sul fronte occidentale (a parte Brescia come sfondo invece di Roma o Milano), per un film che già all'epoca venne visto come ideale sequel di La Polizia Ringrazia di Steno.


Nella parte del figlio del questore c'è il vero figlio di Salerno, che qualche anno dopo morì di overdose.

 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

14 dicembre 2010

13 Tzameti - Géla Babluani

Film glaciale, teso come un rasoio. 

Non dico nulla della trama, perchè scoprire il "mistero" in cui si imbatte il giovane Sébastien è parte integrante della pellicola. Girato in un netto bianco e nero, e riprendendo una messa in scena che si rifà alla Nouvelle Vague, il film avanza lento (sembra che il ritmo sia stato preso dal ticchettio dell'orologio), fino all'inesorabile finale. I personaggi, tutti azzeccatissimi e credibili, sono scarni, netti, senza fronzoli e ben rispecchiano l'atmosfera iperreale che Babluani dà alla pellicola. 

La Francia descritta dal film rispecchia molto queste facce (è proprio un film di facce) ai margini della società, fatta di affaristi senza scrupoli, disperati (imbottiti di morfina e senza speranza) e di un commissario di polizia inerte e pacatamente furioso. La speranza in questo film non c'è, non c'è alcun futuro, c'è solo il caso e la fortuna. 

 photo FlagofFrance_zps2783d2b1.pngIMDb 

13 dicembre 2010

L'ultimo Treno della Notte - Aldo Lado

L'ultimo Treno della Notte è un film crudele, un vero è proprio studio sulla crudeltà e sulla perversione umana. 

Nessuno dei personaggi presenti nel film è buono, nessuno ha scampo, nessuno ha possibilità di redenzione. Durante la visione, lo stesso spettatore è spiazzato, non c'è nessuno per cui tifare, non c'è l'eroe, al massimo si prova pena o odio. Lado crea un film teso, dall'inizio alla fine, riuscendo a sconvolgere ed a angosciare (molto del merito va agli angusti spazi ed ai rumori costanti del treno), inserendo un dualismo contraddittorio con la musica dolce e le immagini violentissime. Nonostante i due ragazzi protagonisti della vicenda (precursori in qualche modo dei bravi ragazzi di Funny Games) siano molto caricaturali, Lado gli aggrega una schiera di personaggi dalla "doppia faccia": dalla donna borghese (stronzissima), al professionista voyeur con i sensi di colpa, fino al padre (un sempre bravo Enrico Maria Salerno) che si trasforma da mite padrone di casa a giustiziere senza pietà. 


Siamo dalle parti de L'ultima Casa a Sinistra di Craven... e secondo me lo supera pure.

 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb 

12 dicembre 2010

Il cittadino si ribella - Enzo G. Castellari

La rivolta del cittadino è una rivolta verso la società, una società pregna di criminalità, con la polizia che non porta giustizia e non protegge. Einfatti il commissario interpretato da Palmer viene mostrato come ambiguo, senza far mai trapelare la sua posizione. 
Il tema della polizia "con le mani legate" è tipico del genere, circa 90% dei poliziotteschi parte da questo presupposto. 

Franco Nero nella parte del giustiziere ricorda molto i suoi personaggi solitari del western (Django e Keoma), e le assonanze con lo spaghetti western non finiscono qui: la messa in scena è simile (Castellari usa spesso rallenty, fermoimmagine e giochi di fuoco come in Keoma); la città fa da scenario al posto del villaggio sperduto (Genova è un personaggio a se stante, una città dai colori lividi, che nasconde tutto un sottobosco di criminalità); le situazioni che si vengono a creare sono le stesse (quella del bar, la rapina all'ufficio postale, la resa dei conti finale), insomma siamo di fronte ad un western metropolitano, come lo era alla fine il poliziottesco in genere con tutti suoi Commissari/Sceriffi. 


Un film d'azione made in Italy, capostipite del sottogenere dei gisutizieri (poco dopo arrivò Il giustiziere sfida la città, con Milian nella parte di Rambo prima di Stallone). 


Strepitoso!


 photo FlagofItaly_zpsb7eeccbc.pngIMDb