14 dicembre 2010

13 Tzameti - Géla Babluani

Film glaciale, teso come un rasoio. 

Non dico nulla della trama, perchè scoprire il "mistero" in cui si imbatte il giovane Sébastien è parte integrante della pellicola. Girato in un netto bianco e nero, e riprendendo una messa in scena che si rifà alla Nouvelle Vague, il film avanza lento (sembra che il ritmo sia stato preso dal ticchettio dell'orologio), fino all'inesorabile finale. I personaggi, tutti azzeccatissimi e credibili, sono scarni, netti, senza fronzoli e ben rispecchiano l'atmosfera iperreale che Babluani dà alla pellicola. 

La Francia descritta dal film rispecchia molto queste facce (è proprio un film di facce) ai margini della società, fatta di affaristi senza scrupoli, disperati (imbottiti di morfina e senza speranza) e di un commissario di polizia inerte e pacatamente furioso. La speranza in questo film non c'è, non c'è alcun futuro, c'è solo il caso e la fortuna. 

 photo FlagofFrance_zps2783d2b1.pngIMDb 

4 commenti:

  1. 'sto film è veramente bello, ottima scelta fratello! ;-)

    RispondiElimina
  2. davvero un film bellissimo, che ti lascia senza fiato.
    anche per me una sorpresa, il dio del cinema ce ne faccia scoprire molte:)

    RispondiElimina
  3. amen ;)
    il dio del cinema ogni tanto vede e provvede, rispondendo alle povere preghiere di noi insaziabili adepti.

    RispondiElimina