30 dicembre 2011

Spicci Awards 2011


Ecco i vincitori della Prima Edizione dei prestigiosissimi Spicci Awards 2011.
Il meglio ma soprattutto il peggio del cinema passato sul blog quest'anno!

Miglior Film 2011  
The Artist di Michel Hazanavicius
Per essere riuscito a trasmettere l'essenza del cinema come arte a tutto tondo.

Peggior Film 2011 
Ubaldo Terzani Horror Show di Gabriele Albanesi
Perché è una merda a tutto tondo.

Miglior Regia 
Drive di Nicolas Winding Refn
Perché è uno spettacolo per gli occhi

Miglior Attore 
Jean Dujardin per The Artist
Perché riesce a comunicare il mondo alzando solamente le sopracciglia.

Miglior Film Horror 2011 
The Woman di Lucky McKee
Perché McKee riesce a colpire nel segno, confezionando un film crudele e spietato ma assolutamente non gratuito.

Miglior Film di Botte 2011
Undisputed III di Isaac Florentine
Perché c'è Boyka!

Miglior Instant Cult 2011
Attack the Block di Joe Cornish
Perché mentre lo si vede non si può fare a meno di pensare che lo si amerà anche tra 20 anni.

Miglior Commedia Americana 2011
Crazy, Stupid, Love di Glenn Ficarra e John Requa
Perché pur giocando sulla classicità riesce ad essere moderno. Risate non stupide.

Miglior Film d'Animazione 2011
Rango di Gore Verbinski
Perché siamo di fronte ad un prodotto di elevata fattura e coraggiosissimo negli intenti, risultati poi vincenti.

Miglior Documentario 2011
Exit Through the Gift Shop di Banksy
Perché Banksy è un fottuto genio.

Miglior Cinecomics 2011
Super di James Gunn
Perché Gunn con questo film riesce ad andare oltre al genere.

Miglior Trashata del 2011
Drive Angry di Patrick Lussier
Perché la scena di sesso con sparatoria gli vale il titolo.


Di seguito i premi collaterali della giuria di qualità

Premio "Non ci avrei puntato una lira e invece..." 2011
Cyrus di Jay Duplass Mark Duplass
Perché è stata una vera scoperta, un gioiellino di semplicità ma pieno di potenza.

Premio "Ma perché l'ho visto solo ora?"
ex aequo Strade Violente di Michael Mann e  White Dog di Samuel Fuller 
Perché sono due film che mi hanno lasciato a bocca aperta e dei quali ignoravo l'esistenza.


Premio "Bu che paura!"
Insidious di James Wan
Perché mi vien da dire: Ma che davvero?

Premio "Me la sono andata a cercare" 2011
Everybody Wants to Be Italian di Jason Todd Ipson
Perché mi ci sono buttato cosciente dei rischi e, non contento, me lo sono pure visto tutto.

Premio "Autoflagellazione" 2011  (il peggior Italiano)
Ti Presento un amico di Carlo Vanzina
Perché sembra scritto, diretto e interpretato da una massa di deficienti. Vince lui perché pur essendo tecnicamente del 2010 è uscito verso la fine dell'anno e quindi il suo recupero è avvenuto nel 2011.

Premio "Bancarella... a 3 Euro" 2011 (il qualità prezzo)
Wrestlemaniac di Jesse Baget
Perché mi sono ignobilmente divertito con la modica cifra di 3 Euro.

Premio "Jimmy Il Fenomeno" 2011 (all'attore imbarazzante)
Mel Gibson per Mr. Beaver
Perché fa ridere involontariamente.

Premio "M'attizza" 2011
Roxane Mesquida per RubberSennentuntschi
Perché m'attizza. (Il fatto che l'attrice non parli in nessuno dei due film è puramente casuale)

Premio "Cane" 2011
Francesco Malcom per Morituris
Perché riesce a dare le stesse intensità che un attore porno da ad un personaggio inutile.

Premio "Ho cacato fuori dal vaso" 2011
Tetsuya Nakashima per Confessions
Perché si crede 'sto cazzo e si fa figo con un presunto gusto estetico marcato troppo e totalmente fuori luogo.

Premio "Titolisti Italiani" 2011
Eagle Pictures per Un poliziotto da happy hour
Perché in originale si chiama The Guard.

Premio "Inutilità" 2011
Arthur di Jason Winer
Perché non se ne sentiva il bisogno.

Premio "Film mai finito di vedere" 2011
La Cosa di Matthijs van Heijningen Jr.
Perché non l'ho finito di vedere, mi sembra ovvio.

Premio "Riscoperta" 2011
I Duellanti di Ridley Scott
Perché è un film grandioso.

Premio "Coraggio" 2011
Red State di Kevin Smith
Perché Smith ha avuto il coraggio (e la possibilità) di fare e distribuire un film in totale indipendenza, passando dal Set al Salotto, e con un genere a lui nuovo.

Premio "Recidivo" 2011
Scott Stewart per Priest
Perché insiste.

Premio "Come viene viene" 2011
Takers di John Luessenhop
Perché a vederlo sembra che sia stato scritto, diretto e montato senza alcun senso logico da scimmie svogliate.

Premio "Cazzotto nello stomaco" 2011
Kynodontas di Giorgos Lanthimos
Perché è un film sulla disumanità che non lascia scampo. È presente perché, pur essendo del 2009, il suo exploit è avvenuto nel 2011 con il passaparola.

Premio Nostalgia "Una lacrima sul viso" 2011
I Migliori di Robert Radler
Perché mi sono commosso.

Premio "Sempre più giù" 2011
Val Kilmer
Perché sembra inarrestabile nella discesa verso l'oblio.

Heat - La Sfida - Michael Mann

Per me il più grande poliziesco degli anni '90!
Una sfida al limite, due personaggi per molti aspetti equivalenti, le due facce della stessa medaglia, e più che il bene o il male si combatte la propria ossessione. Difficile prendere le parti in Heat: quando è in scena il rapinatore Neil McCauley (Robert De Niro) siamo tutti per lui, quando poi appare Vincent Hanna (Al Pacino) cambiamo rotta. Mann decide di raccontare la storia lontano dal classico buoni contro cattivi, tra i due vi è rispetto e stima reciproca ed è solo per via dei loro ruoli che non possono essere amici (la magnifica scena dell'incontro al bar testimonia questo aspetto). Siamo di fronte alla storia di uomini che, in quanto uomini vivono le loro ossessioni facendo i conti con la vita... modalità molto europea quella optata da Mann che concede ampio spazio ai continui conflitti (interiori ed esteriori) dei personaggi. 
La regia di Mann è stupefacente, esteticamente più vicina agli anni '80 (ovviamente doverosi gli accostamenti a Strade Violente sempre di Michael e a Vivere e Morire a Los Angeles di Friedkin), e letteralmente esplode nell'incredibile scena della rapina in banca.
Il cast artistico sfodera pezzi da novanta, e oltre ai mostri sacri Al Pacino e Robert De Niro, abbiamo: Val Kilmer (al top!), Tom Sizermore, Ashley Judd, John Voight (in versione Eddie Bunker), Ted Levine, con piccole particine per Natalie Portman, Hank Azaria, Henry Rollins (frontman dei Black Flag) e Danny Trejo nella parte di Trejo.
Cult!

29 dicembre 2011

The Fan, Il Mito - Tony Scott

"Un semplice grazie sarebbe bastato!"
Tra i film di Tony Scott The Fan è quello che ho sempre preferito e a me i film dell'altro Scott son piaciuti tutti (o quasi). Il ridente Tony è uno che è sempre rimasto fedele alla linea avendo confezionato, per lo più, film che rientrano tutti (o quasi) nel thriller/action. 
E quindi? E quindi sono film che non deludono le aspettative e che almeno sono diretti da uno che ne capisce. 
The Fan, dicevo, è il mio preferito. Si prende questo merito non per chissà quali motivi "artistici" ma per motivi definibili "di pancia". Mi piacque quando uscì e dopo 15 anni ancora mi piace.
Lo trovo un film solido, che regge (e che reggerà, fidatevi che reggerà) il passare del tempo e tiene incollato lo spettatore con un buon ritmo... Scott usa sempre montaggi serrati per non dare tempo al pubblico di pensare... è furbo il "ragazzo"!
Cast è semplicemente adatto e in parte. Abbiamo: Robert De Niro (che ancora recitava), Wesley Snipes (che all'epoca era qualcuno), John Leguziano, Benicio Del Toro (con osceno ciuffo biondo) e Ellen Barkin.
Ottimo esempio di thriller anni '90, onesto, semplice ed efficace.


Soundtrack di tutto rispetto con pezzi dei Rolling Stones, Nine Inch Nails, un paio dei Massive Attack e Samba pa ti di Santana.

28 dicembre 2011

Cuba libre - La Notte del Giudizio - Stephen Hopkins

Modesto thriller anni '90 ambientato nei meandri di una tetra e cupa giungla urbana.
La pellicola di Hopkins pur non avendo molta originalità, deve qualcosina ai Guerrieri di Hill, resta ancora un film avvincente, teso, ritmato a dovere e sopratutto godibile. La storia è il classico "buoni inseguiti dai cattivi", anche se i buoni ogni tanto si comportano da stronzi (ma robetta borghese, mica come i criminali) che se messi alle strette sono capaci di far scatenare la belva maligna assopita in loro.

SPOILER (evidenzia per leggere)
Non a caso il più stronzo del gruppo muore subito mente gli altri due semi-stronzetti vengono puniti. Ognuno alla fine paga il conto, così tutti sono felici... soprattutto quello che è stato sempre buono, pacato e politically correct.
FINE SPOILER

Hopkins gira molto bene dosando alla perfezione azione, drammaticità e quel minimo di sentimentalismo maschile che serve per farci entrare in empatia con i protagonisti. Belle le scene finali dove vi è un crescendo di primi, primissimi piani e split-focus... peccato che la sceneggiatura non regga il confronto con la tecnica proprio in questo frangente del film, scadendo leggermente.
Nel cast abbiamo figure come Emilio Estevez, Cuba Gooding Jr., Stephen Dorff, Jeremy Piven, Peter Greene (Zed di Pulp Fiction!) e il bravissimo Denis Leary... attori che, chi più chi meno, oggi sono relegati in ruoli di secondo piano! 

"Non muovetevi, non bisbigliate, non respirate."


Nella soundtrack troviamo Faith No More, Dinosor Jr., Sonic Youth e Tom Petty.
Il titolo Cuba Libre (titolo della versione italiana) è stato dato senza alcun criterio logico.

27 dicembre 2011

Money Train - Joseph Ruben

Action/Buddy movie di metà anni '90! La forza maggiore del film è data dall'affiatata e già collaudata coppia Snipes-Harrelson, che ripropongono praticamente gli stessi personaggi di un mio cult personale Chi non salta bianco è.
I due sono sbirri della metropolitana newyorchese. Snipes è lo sbirro ligio al dovere, primo della classe e acchiappa-femmine (infatti ha la tresca con Jennifer Lopez), mentre Harrelson è il casinaro imprevedibile a cui piace giocare d'azzardo e trascinare il fratello (i due personaggi sono fratelli adottivi) nelle sue continue cazzate. La particolarità di questo buddy movie sta proprio nel personaggio di Woody. Non si tratta del solito compagno "pazzerello" che però condivide gli stessi valori dell'eroe tutto d'un pezzo (cioè Snipes), egli è "estemporaneo", con seri problemi e ha la capacità portare la storia verso direzioni insolite (tutta la parte finale ne è un esempio!).
A livello d'azione il film non è male, abbiamo tutto quello che ci si può aspettare da un action dentro la metropolitana... anche se molte di queste scene, soprattutto quelle nella parte centrale del film, sono messe a caso e senza motivazione narrativa, proprio per dare verve e allungare il brodo. 
Semplice e puro intrattenimento!

26 dicembre 2011

Chi non salta bianco è - Ron Shelton

Probabilmente è uno (se non "il") miglior film sul basket! 
Siamo lontani dai fasti dei parquet e degli spogliatoi, qua si parla di campetti di periferia, di sbruffonaggini e di truffe. Chi non salta bianco è è uno dei miei cult del passato, non ai livelli ossessivi di California Skate ma è uno dei pochissimi film che porto nel cuore. Nonostante possa avere innumerevoli difetti, come una trama costruita ad hoc per mostrare le partite di basket (dirette alla grande da Shelton), non potrò mai giudicarlo nel pieno delle mie facoltà oggettive. Non ci posso fare niente, è così che funziona con film che ho visto e rivisto da ragazzino. Grandissima la coppia Snipes-Harrelson, in sintonia perfetta e credibili nella parte di giocatori di pallacanestro da strada. Un filmettino che porta addosso, come marcato a fuoco, gli anni '90 che col passare del tempo si stanno trasformando in vintage. 
A vederlo oggi ancora ci si diverte, segno che Chi non salta bianco è riesce a toccare le corde giuste e quindi ad eseguire il lavoro per cui è stato creato.

24 dicembre 2011

Una poltrona per due - John Landis

Il must di natale, o meglio il must della vigilia!
Landis regala al mondo una tradizione. È una tradizione giovane, ma i figli degli anni '80, ne sono certo, la continueranno a portare avanti fino alla notte dei tempi.
Una poltrona per due è un'esempio perfetto di film infallibile: è divertente, è cattivo quanto basta, è buono quanto basta ed è perfino romantico. Gli attori sono in stato di grazia. Eddie Murphy e Dan Aykroyd, pur avendo fatto una miriade di film, non saranno mai così in forma e la loro alchimia è semplicemente perfetta. L'ottima scelta degli attori però non si ferma solo ai due protagonisti ma va oltre e prende tutti i comprimari: dai due vecchi stronzi Don Ameche e Ralph Bellamy, alla bellissima Jamie Lee Curtis, al maggiordomo Denholm Elliott fino a un giovanissimo James Belushi
Un classico della commedia per famiglie, elegante, mai volgare e pieno di battute memorabili.
Per una vigilia che si rispetti!

23 dicembre 2011

Il Clan dei Barker - Roger Corman

Film gangsteristico, nonché uno dei maggiori successi di Roger Corman come regista.
Il film è tratto dalle vicende criminali di Kate "Ma" Barker e dei suoi pargoli, che impazzarono il Midwest con le loro imprese diventando dei personaggi mitici... ma pare che per quest'ultimo aspetto ci sia stato di mezzo lo zampino di J. Edgar Hoover.
La pellicola è abbastanza fedele alle vicende reali nonostante alcune cose sono state largamente romanzate per una migliore fluidità della vicenda e per gli scarsi mezzi economici (uno status preteso da il "Corman pensiero"), però è indubbio che le cose importanti sono rimaste come: l'aspetto matriarcale - con i figli succubi e letteralmente disturbati - e l'indubbia intelligenza e spietatezza della donna. Corman gira come può ma considerando i mezzi (Cfr. 4/5 righi più su.) che si è messo a disposizione ne è venuto fuori, anche su un livello tecnico, un prodotto dignitoso. Ottima la scelta degli attori, e in particolar modo con la presenza di Shelley Winters nella parte di Ma Barker, un vero mostro di bravura. Da segnalare poi la presenza di un giovanissimo Robert De Niro che interpreta Lloyd Barker (il figlio tossico) e di Bruce Dern nella parte di Kevin Dirkman.

La pellicola è da considerarsi, per forza di cose, un cult... nonostante sia una poverata!

22 dicembre 2011

Terri - Azazel Jacobs

Terri è uno di quei film da Sundance, dove ci stanno dei solitari disadattati che stanno spesso zitti e talvolta fanno cose strane. Terri è in definitiva uno di quei film dove non succede quasi nulla, e anche se qualcosina succede essa rimane in sordina, che a malapena si percepisce. Sinceramente non saprei dire se il film mi è piaciuto oppure no, durante la visione ho come avuto alti e bassi, è uno di quei film che a molti potrebbe far sbadigliare o addirittura innervosire, quindi se qualcuno ha intenzione di vederlo si prepari a questa eventualità.
La cosa più interessante di Terri sono i personaggi (i principali sono 5) tutti ottimamente caratterizzati, ottimamente interpretati e soprattutto originali e incredibilmente veri... il giovane e abbondante protagonista è ammaliante e tiene testa al bravo John C. Reilly. Sono rimasto affascinato di come sia riuscito a rendere credibile il suo personaggio una persona gentile, saggia (nonostante la giovane età) e di carattere e capace di prendere decisioni... decide di indossare solo pigiami "perché si adattano!".

Può piacere oppure no, difficile a dirsi!

21 dicembre 2011

1964: allarme a New York arrivano i Beatles - Robert Zemeckis

Nei giorni tra il 7 e il 9 Febbraio 1964 si abbatté su New York una calamità non naturale... I Beatles!
Isteria, urla, crisi di pianto, svenimenti, palpitazioni e capelli strappati colpirono gran parte della popolazione giovanile (specialmente quella femminile). Questo fenomeno, già noto in Inghilterra, portava il nome di Beatlemania.
La pellicola di debutto di Zemeckis vuole narrare le vicende tragicomiche di 3 ragazze del New Jersey colpite dalla bealtemania. Unica cura? riuscire a vedere e/o toccare almeno uno dei 4 ragazzi di Liverpool, ma anche una zolla di terra o un pezzo di moquette dove hanno camminato potrebbe bastare. 
La pellicola è veramente simpatica e divertente e poi tratta dei Beatles... quindi va bene qualsiasi cosa (sono un fan!).
Zemeckis è molto abile nel mettere insieme una serie di ingarbugliati eventi, reali (come la storica performance della band all'Ed Sullivan Show) e principalmente fittizi, e di mostrare il vitale, gioioso e antropologicamente assurdo fenomeno della beatlemania. Ho molto apprezzato la scelta di mostrare il volto dei quattro protagonisti (mi sto riferendo ovviamente ai Beatles) solo attraverso materiali di repertorio, e di non usare attori che li interpretassero - nella finzione cinematografica li vediamo sempre di spalle o comunque con la testa tagliata.
Per una serata in allegria, per studio sociologico, per nostalgia, per le canzoni, per semplice devozioni, per... trovate voi un motivo... per me è da vedere!

20 dicembre 2011

Cinema Verite - Shari Springer Berman, Robert Pulcini,

Film TV della HBO sul primissimo reality show!
Tutto ciò che vediamo sullo schermo, che scandalizzò e fece molto discutere all'epoca, è roba per noi all'ordine del giorno che non fa più notizia e alla quale ormai abbiamo fatto il callo, sommersi come siamo da reality di ogni sorta. Quello che interessa di questo film infatti, oltre all'aspetto storico della vicenda, è vederne i meccanismi che gli si sono girati intorno. E ammetto che fa un po' strano notare come, già 40 anni fa, realtà e finzione viaggiassero lungo una linea sottilissima e che spesso e volentieri quella benedetta linea venisse scavalcata per creare solo per creare entertainment
La vera grande protagonista del reality dell'epoca così come del film di oggi, che ne ripercorre le vicende, è sempre lei, Pat Loud. Una madre, una moglie, una borghese di provincia che si ritrova a dover affrontare un matrimonio che va in frantumi, e insieme la sua intera vita,  davanti a milioni di spettatori. Una donna nel mezzo che, come viene definita nel film, è "Troppo vecchia per essere femminista e troppo giovane per fare la casalinga!", costretta giocoforza a lottare e a tirare fuori le unghie.
I due registi di questo film per la TV sono bravi nel calibrare il tutto mostrando, senza troppi patetismi, sia un pezzo di storia della televisione sia la storia vera delle persone che vi furono coinvolte.
Ottimo e azzeccato il cast con una Diane Lane superba nella parte di Pat Loud, Tim Robbins in quella del marito Bill Loud e James Gandolfini nei panni del regista e creatore dello show Craig Gilbert.
Potrebbe risultare banalissimo (per quanto ormai nei siamo avvezzi) ma se tenete presente che è successo nel 1973... be è un altro paio di maniche. Giusto?

19 dicembre 2011

Warrior - Gavin O'Connor

Warrior è un bel film! Lo dico subito, sarò pure banale ma mi è davvero piaciuto.
Lo so che non si tratta di un capolavoro, che la storia è scontata e che spinge sempre l'acceleratore verso i facili lidi della moralità e che possiede delle telefonate intercontinentali in sceneggiatura. Non è una storia "forte" come quelle viste in The Wrestler o in The Fighter, mi verrebbe da accomunarlo per spirito più a Imbattibile che a uno dei film appena citati.
Però, però Warrior resta un gran bel film. È emozionante, appassionante, esaltante, a tratti commuovente e con dei combattimenti girati a regola d'arte. Gavin O'Connor gira di puro mestiere sbirciando senza ombra di dubbio, qua e la, tra Million Dollar Baby e i vari Rocky, riuscendo a calibrare il tutto e sfruttando al massimo tutte le cartucce a sua disposizione. 
Tom Hardy è bravissimo, una pura macchina da guerra, una furia, un animale in gabbia, ed è pure incazzato nero. L'australiano Joel Edgerton, pure lui bravo, è più pacato, meno forte ma più determinato... lui se perde, perde veramente tutto. Nick Nolte, che interpreta il padre/allenatore in cerca di redenzione... be è Nick Nolte, tirate voi le somme! Abbiamo personaggi standard in una storia standard. Prendere o lasciare. Probabilmente una paraculata, che però funziona e porta a casa il risultato. 
Warrior è esattamente come me l'ero immaginato: potente, americano, epico e pieno di MMA!

18 dicembre 2011

The American - Anton Corbijn

Immediatamente dopo la visione mi sono detto: "Chissà perché tutti l'hanno mal giudicato, a me è piaciuto! Ok che la storia non regge manco per sbaglio, che sia un film dove non succede mai niente (in realtà accadono solo due cose: George che fa qualcosa di noioso e la Placido che si denuda), che il paese di notte è inspiegabilmente o arancione o verde o tutt'e due, che i dialoghi col prete siano di un imbarazzante moralismo e che non producano mai un risultato (solo che il prete è stato... capito no?), che George sia praticamente muto, che Violante recita in inglese (chi ha da intendere intenda) e che ci siano degli spietati assassini svedesi che mi sa tanto che hanno sbagliato film. Però dai, le inquadrature dei paesaggi sono belle!". 
Mi dico sempre cose molto lunghe.
Può sembrare che non mi sia piaciuto, ma vi assicuro che per strani motivi mi sono visto il film dall'inizio alla fine e senza battere ciglio, apprezzando persino la parte finale che va dalla processione ai titoli. Giuro che quella parte mi è davvero piaciuta. Mi rendo conto che si tratta una vaccata colossale, ma da me (e per ancestrali motivi) un 6 - - se lo becca.
E devo dire pure grazie perché almeno ci hanno risparmiato treni a vapore, sofie loren e panni stesi per tutto il paese!

17 dicembre 2011

Rollerball - Norman Jewison

Un classico del cinema sci-fi anni '70.
James Caan interpreta Jonathan E. il più grande giocatore di Rollerball, uno sport violentissimo e unico sfogo sanguinario per la popolazione felice, che lotterà con tutte le sue forze per riprendersi il ruolo di essere umano che la società non considera. Il mondo di Rollerball è in futuro prossimo, nel quale non ci saranno più stati a governare ma solo Corporation. Queste daranno alla popolazione ogni benessere, ogni agio, non ci saranno guerre né povertà e l'unica cosa che chiedono in cambio è di non interferire in alcun modo nelle loro decisioni, il ché vuol dire che non è consentita la scelta personale e individuale. Jonathan è un moderno gladiatore amato dalla folla, ed è in qualche modo costretto a giocare perché il Rollerball è l'unica cosa che lo identifica... ma lo identifica troppo!
Rollerball è un film di fantascienza che, pur avendo molto action, va ben oltre portando dentro di se molti significati... e che la vede lunga circa il ruolo dell'economia (una visione tristemente molto vicina alla realtà attuale).
Ottima la regia di Jewison, che ben calibra le scene tutte sangue e rabbia dell'arena del Rollerball con più pacate scene di vita quotidiana e di introspezione. Grandissimo James Caan nel ruolo di futuro Spartaco che si oppone come può al sistema, andando fino in fondo, solo per sapere il "perché"!
Un cult da vedere.

16 dicembre 2011

The Son of No One - Dito Montiel

Dito Montiel, qui alla sua terza prova, alza leggermente il tiro dopo la sua disastrosa versione finto autoriale di Lionheart, che risponde al nome di Fighting. Non becca ancora il bersaglio a causa di problemucci (anche seri) di sceneggiatura, che inficiano non poco la credibilità della vicenda. I continui flashback, che ogni 3 minuti si presentano ai nostri occhi, sono più che altro una distrazione e il film, nella sua quasi totalità, si regge grazie alle interpretazioni dell'ottimo cast. Tutta la macchina costruita da Montiel gira, pure abbastanza veloce, ma sembra non portare da nessuna parte. I personaggi sono mal costruiti e sembrano  muoversi senza apparente criterio fino ad un finale che pare non concluda proprio niente.
Peccato perché il cast era da grandi occasioni con Channing Tatum, Al Pacino, Ray Liotta, Juliette Binoche, Katie Holmes e Tracy Morgan
Un film che andrà a finire presto nel dimenticatoio o nei cestoni del supermercato!

15 dicembre 2011

Submarine - Richard Ayoade

Film alla Sundance diretto dall'attore/regista Richard Ayoade (Moss di The IT Crowd).
Essendo un film indie che viaggia tra commedia e dramma, possiede elementi già visti in tanti altri suoi simili, più un piccolo saccheggio al cinema di Wes Anderson che per forza di cose ci deve essere stato.
Ma Ayoade ha però dalla sua una carta da giocare, ovvero l'ambientazione britannica. Lo sperduto paesino del Galles che fa da sfondo ben si presta a questa sensazione da "sottomarino", una sensazione ovattata e claustrofobica, che la pellicola cerca (e in parte ci riesce) di buttare fuori, sembrando al tempo stesso una sorta di rimando/omaggio al cinema della Nouvelle Vague
Siamo comunque, e pure questo è un elemento classico per pellicole di questo tipo, in un film di maturazione... il giovane protagonista che deve affrontare delle sfide, dei percorsi di vita, che lo porteranno ad una crescita o se preferite ad una maturazione. Argomenti questi (molto prima di Anderson) comunque già presenti ne Il Giovane Holden.
Andando oltre le varie influenze e alla sua originalità derivativa, si può comunque apprezzare la pellicola per la sua pacatezza, per il perfetto dosaggio di situazioni divertenti/grottesche/chic e parti drammatiche, per i personaggi dei genitori di Oliver - assurdi si,  ma con tocco British (il padre è interpretato da Noah Taylor di Felafel memoria) -, per Paddy Considine in versione new age che vede i colori della gente e per il desolato Galles.
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14 dicembre 2011

La corta notte delle bambole di vetro - Aldo Lado

Il debutto di Aldo Lado, che ricorda un po' le atmosfere di Una Lucertola con la pelle di donna di Fulci o L'Inquilino del terzo piano di Polanski... quindi se vi sono piaciuti, molto probabilmente vi piacerà anche questo.
Il film all'ordine del giorno è alquanto atipico rispetto alla comune produzione giallistica italiana del periodo, puntando più sulla paranoia che sul sangue e il terrore. Ottima, funzionale e soprattutto inedita l'ambientazione Praghese (in realtà vediamo anche scorci di Zagabria) che ben si presta all'aurea onirica ed esoterica della pellicola. Film affascinante, non banale e molto coraggioso nel finale, con quest'ultimo che oltre ad essere crudele lancia (per bocca di un personaggio) un eloquente ma realistico messaggio.
Lado dirige con sobrietà e formalità attenendosi alle regole del genere e del periodo e le musiche di Morricone condiscono il tutto alla perfezione. Interessante il cast con i bravi SorelAdorf (per chi scrive è un attore cultissimo) e la bella Barbara Bach che, pur avendo un corto minutaggio sullo schermo, fa partire tutto l'intrigo della vicenda.

Un cult che sicuramente consiglio, specialmente se praticanti del genere, e che pur non essendo perfetto ha qualcosa da dire se guardate attraverso le molteplici sottotracce che possiede.


Il Tampax come product placement è qualcosa di straordinario!




Ringrazio Robydick e la sua ciurma (in particolare l'autore del post sul film, l'egregio Signor Belushi) per avermi fatto venire la voglia di vedere il film.

13 dicembre 2011

Margin Call - J.C. Chandor

Ambientato all'interno di una grossa società d'investimento di Wall Street, il film narra le 24 ore che precedono la crisi scoppiata nei primi mesi del 2008.
Per seguire le vicende del film non serve essere esperti e capirne il linguaggio, più volte viene chiesto direttamente dai personaggi in scena di spiegare quello che sta accadendo in modo semplice come se si parlasse ad un bimbo o a un cane... più si sale di piano più bisogna semplificare, a dimostrazione che chi comanda non sa effettivamente cosa comanda. Prima cosa che si evince dal film (e che personalmente non mi ha stupito) è che ai protagonisti importa solo di se stessi e della compagnia, dell'impatto che le loro azioni potrebbero avere sulla vita reale e sul bene comune non gli frega una cippa. Ognuno persegue il suo dramma personale, persone le cui vite vengono progressivamente svuotate, così senza pensarci un attimo, con la sola promessa che verranno ripagate con laute ricompense. Nessun onore, solo soldi.
Ad essere funzionale, e a contribuire a questa visione vuota e asettica, è il mondo fisico del film, con vetrate che filtrano l'esterno (quindi la realtà), uffici tutti uguali e spersonalizzati, lussi pagati con soldi fraudolenti ecc. Non vi è amore, l'unica cosa che riceve amore è il cane morente di uno dei protagonisti.

Il cast è a dir poco eccellente, fattore questo che ha aiutato non poco a rendere dialoghi finanziari e borsistici avvincenti. Jeremy Irons che interpreta il mega-capo senza cuore, ha forse il personaggio più riuscito, anche se marginale. Il suo è un personaggio spietato, amorale che va avanti nel suo lavoro senza pensare a nessuno, sicuro della sua sicurezza e portabandiera della sua società verso la bancarotta... tanto non è la sua testa quella che cadrà. Oltre ad Irons abbiamo: Kevin Spacey, Demi Moore, Zachary Quinto, Simon Baker, Paul Bettany e Stanley Tucci
Un film efficace, certamente da vedere più come vetrina di un'altra realtà che per meriti prettamente cinematografici.

12 dicembre 2011

Mother's Day - Darren Lynn Bousman

Finto remake del film Troma!
Come era avvenuto per I Spit on Your Grave infatti, si è deciso di prendere solo uno spunto dall'originale e di far andare il film per la sua strada. 
Il thriller che ne è venuto fuori è un bel filmone, teso incazzoso e spietato. Non si perde in stupidi fronzoli ma ci fa entrare subito nel vivo dell'azione, non risparmiando spargimenti di sangue e insensata violenza  fisica e psicologica. Rebecca De Mornay, ex figa e attuale MILF, entra alla perfezione nella parte di madre spietata. Il suo modo di fare è subdolo e crudele... fa credere di essere gentile ma se poco poco sgarri ti scatena contro i figli, che non sono degli angeli! Le vittime, per i quali è molto difficile tifare (tra innocenti di scarso valore, nell'incertezza, si finisce per patteggiare per quella più figa), risultano dei totali imbecilli. E in quanto tali sgarrano, spesso e volentieri, attuando il meccanismo già esplicato.
Decisamente un bel film, un thriller dalle tinte horror che, pur restando nella sfera di cose non proprio originalissime, gioca bene le sue carte e fa si fa vedere con attenzione e piacere.
My boys messed up!

Imdb 

11 dicembre 2011

Employee of the Month - Greg Coolidge

Employee of the Month è una stupida commedia romantica americana, con un pizzico di demenziale.
Niente di veramente eccezionale, ci sono situazioni e trovate divertenti, alcune cose sono assurde (per noi europei forse di più, per gli americani un po' meno!) e tante botte in testa... che non so perché, ma funzionano sempre! In un film mettete uno che mentre fa qualcosa di stupido cade e da una craniata da qualche parte e la risata è assicurata... cioè io rido, per gli altri non mi pronuncio.
Essendo una commedia romantica non manca l'amore, che in questo caso parte con la volontà dell'ignavo protagonista (Dane Cook) di voler fare "fichi fichi" con la bella Amy (Jessica Simpson), che si vocifera che vada a letto con l'impiegato del mese. Da qui parte lo scontro con il cassiere più veloce del sud-ovest nonché imbattuto impiegato de mese, Vince (Dax Shepard), il quale non intende retrocedere di fronte al ragazzo delle scatole!
Tutto è girato secondo le regole classiche del genere e il cast, pur essendo composto principalmente da comprimari (sono quelli che hai già visto da qualche parte ma non ricordi dove), se la cava discretamente.
Un film per intrattenere e nulla più!

10 dicembre 2011

Non mi scaricare - Nicholas Stoller

Avevo già accennato a questo film parlando di Get Him to the Greek, una sorta di spin-off con protagonista il mitico Aldous Snow
In Non mi scaricare il protagonista è Jason Segel, che è anche autore della sceneggiatura e che ha dichiarato che alcune parti del film fossero ispirate ad esperienze reali (come il musical su Dracula e l'essere stati mollati mentre era completamente nudo). Ovviamente trattandosi di un dramedy c'è di mezzo lo zampino di Apatow e quindi ci sono battute sboccate e qualche scena un po' volgaruccia, ma niente di eccessivo, tant'è che è un film visionabile e apprezzabile anche dai non amanti del demenziale... poi ricordo ancora una volta che c'è anche Aldous Snow!
Nel cast ovviamente vi figurano, oltre al protagonista Jason Segel, anche Mila Kunis, Kristen Bell e Russell Brand, con in più gli apatowoniani Jonah Hill, Paul Rudd Bill Hader, e con ancora in più (proprio per esagerare) i cammei di William Baldwin e Jason Bateman.
Veramente molto carino!


Vengono presi in giro le serie tipo CSI e il film Pulse interpretato dalla stessa Bell!

09 dicembre 2011

Cambio vita - David Dobkin

La trama non è certo delle più originali e riprende cose già viste in precedenza, da Tutto accadde un venerdì con la Foster (e il suo remake del 2003) a Tale padre tale figlio fino all'italiano Se fossi in te di Manfredonia
Quindi abbiamo due amici che si scambiano l'esistenza e uno entra nei panni dell'altro. Però cosa cambia rispetto ai film elencati? Cambia che il registro comico sia molto, ma molto, più spinto... in tutti i sensi. 
È una commedia da serata caciarona e cazzara ed è consapevole di esserlo. Vi premetto che le risate scaturiscono quasi tutte per cacca e peti o battute sessuali  e che alla fine ci si sente alquanto cretini per aver ceduto. Perciò se per caso non sopportate questo tipo di film e/o una comicità molto bassa è meglio evitare
Interessante il cast con Jason Bateman - che ultimamente sembra essere l'uomo delle commedie made in Usa -, Ryan Reynolds, Leslie Mann (alias signora Apatow alias MILF), quella bella figliola di Olivia Wilde e quel mito vivente di Alan Arkin.
Un film che sembra una commedia per famiglie ma che non lo è per niente.

08 dicembre 2011

L'alba del pianeta delle scimmie - Rupert Wyatt

Riportare in auge una saga cultissima come quella de Il Pianeta delle scimmie era una mossa azzardata. Ci aveva provato pure Tim Burton, e con scarsi risultati, con un film dove si salvavano solo gli effetti speciali. Quindi il mio approccio verso la pellicola era guerriera e piena di odio, la volevo vedere solo per poterla distruggere e massacrare. E invece? Invece ne sono rimasto affascinato, mi sono divertito e l'ho trovato un degno prequel che promette bene per future continuazioni. Quello che più temevo era il motion capture e, aspettandomi una di quelle cazzate che tanto piacciono a Zemeckis, mi chiedevo il perché non avessero ripreso l'unica cosa veramente buona del film di Burton. Una bella sorpresa su tutti i fronti e un sequel a questo punto è d'obbligo visto che il film non finisce.
Bella la regia di Wyatt - un regista che in precedenza non aveva avuto niente a che fare con la fantascienza o affini avendo diretto un film più impegnato come The Escapist (tra l'altro molto bello!) - che riesce in qualche modo a dare anche un piglio autoriale.
Bravi gli attori James Franco, che è senza dubbio una conferma tra le star di Hollywood, e Andy Serkis, sempre più a suo agio nei panni di creature fantastiche
Piacevolmente sorpreso e incuriosito per il futuro!

07 dicembre 2011

Kinatay - Brillante Mendoza

Per saziare la vostra sete di sapere - così la smettete di inviami messaggi a riguardo! - circa il cinema filippino ecco a voi Kinatay di Brillante Mendoza.
L'opera di Mendoza potrebbe facilmente non piacere, è uno di quei film che o si ama o si odia. La fruizione della pellicola è difficile, sia per la scelta stilistica adottata da Mendoza che per la crudeltà della vicenda che viene narrata. Una pellicola che potrebbe disgustare, annoiare o essere tacciata per mega paraculata farcita di retorica... insomma, se una eventuale visione non dovesse essere di vostro gradimento sappiate che non siete soli (in rete ho trovato quasi solo pareri negativi).
Io (il cognome che porto mi rende in qualche modo poco oggettivo) ho trovato la pellicola di Mendoza immensa. 
Un horror metropolitano, un'iniziazione violenta e repentina (tutto in una notte) alla vita.
Brillante opta per uno stile asciutto, la camera quasi tutta a spalla che segue, al limite del documentaristico, la vicenda. E noi spettatori, esattamente come il protagonista, ci troviamo invischiati nella terribile storia e siamo impossibilitati ad uscirne. Mendoza non mostra quasi niente, preferisce celare la violenza e farcela solo intuire, a noi tocca sbirciare qualcosa insieme a Peping (il giovane protagonista) e con lui immaginare. 
Un film diviso nettamente a metà, con una prima parte sorridente, luminosa e caotica, e una seconda buia, lenta e letale.


nota:
Mendoza con questo film ha vinto, e con tante polemiche, la miglior regia a Cannes 2009 battendo registi molto più famosi e rinomati tipo: Tarantino, Bellocchio, To, Almodóvar o Noè

06 dicembre 2011

Una notte da leoni 2 - Todd Phillips

Sequel fotocopia per il campione di incassi Una notte da leoni.
Operazione molto discutibile quella optata da Phillips, ma si sa "squadra che vince non si cambia" e, in fin dei conti, noi che aspettavamo con trepidazione questo secondo capitolo non possiamo che esserne felici.
Ho apprezzato la furbata di aver esportato l'allegra combriccola nell'esotica Thailandia, per dare più brio e per fare in modo che le assurde scene possano prendere vita. Anche il prendersi gioco di se stessi e citare le vicende accadute nel capitolo precedente è stata una bella mossa, anche questa furbetta, ma comunque inevitabile. Gli autori ci fanno ridere di vecchie situazioni col minimo sforzo e al contempo ci fanno sapere che sono consapevoli di aver fatto un instant-remake... e siamo tutti contenti!
Sembra di ritrovarsi di fronte a un vecchio e collaudato gruppo di amici con i quali ridiamo e ci divertiamo sempre allo stesso modo e con le stesse battute. 
Viene a mancare l'effetto sorpresa scaturito dal primo capitolo, ma quello che volevo era questo e sono stato accontentato... se si fa il terzo però bisogna cambiare le cose!

05 dicembre 2011

Cowboys & Aliens - Jon Favreau

Cowboy & Aliens era uno dei film che più aspettavo di questa stagione cinematografica. Il prodotto è costruito a dovere, con tutte le cosucce al proprio posto e si lascia tranquillamente vedere. La pecca della pellicola sta nel non sorprendere mai. Gli autori non sono riusciti a mescolare bene i due elementi cardine che stanno alla base del film, i cowboy e gli alieni, che restano fermi all'interno dei dictat dei loro rispettivi generi, il western e la fantascienza... nell'immaginaria sfida ne esce indiscusso vincitore il western. Scelta questa, molto probabilmente voluta, che ha portato chi di dovere a limitare possibili danni per non cadere nello stesso errore di quella grandissima boiata di Wild Wild West. Ci sono riusciti (a non fare danni) creando però qualcosa di già visto e stravisto, ampiamente codificato, sicuro e incredibilmente scontato. Cowboy & Aliens non è altro che un western classico, anche fin troppo buonista in molte parti, dove ogni tanto si intravedono gli alieni. La cosa più riuscita di tutta la pellicola è il cast, che da solo vale almeno una visione: Daniel Craig, Harrison Ford, Olivia Wilde, Sam Rockwell, Paul Dano, Clancy Brown e il grandissimo Keith Carradine.
Gli amanti del western saranno leggermente più soddisfatti degli sci-fi addicted!