31 marzo 2011

Cinque dita di violenza - Chang-hwa Jeong

cinque dita di violenza
Pietra miliare del cinema di arti marziali, amatissimo da molti (tra i quali Q.T. che l'ha citatissimo in Kill Bill!), ebbe il merito di mostrare, insieme ai primi Bruce Lee, il kung fu in Italia... poi vabbè quelli con Bruce erano per l'appunto con Bruce e questo è presto andato nel dimenticatoio. 

La trama è ovviamente ridicola, ve la faccio breve: ci sta tale Zao Zi-Ao (scritto Chao Chih-Hao) che si crede un campione ma, dopo essere stato pestato, capisce di essere una pippa e decide di andare dal più bravissimo maestro della Cina. Qua dopo un po' di metti la cera togli la cera, non si sa come, diventa il pupillo del maestro che gli insegna (ma in realtà gli dà solo un manuale) la mossa segretissima del cazzotto a mano aperta sfonda tutto. Nel frattempo una scuola rivale di kung fu, cerca di fare fuori tutti, in modo tale da non avere rivali nel mega torneo galattico, che chi vince poi è fortissimo e può insultare tutti gli altri. 

Ora siccome le trame di questi film non sono poi così importanti, passiamo ai veri meriti del film, che rappresenta tutto un modo di fare cinema, ovvero quello della Hong Kong degli anni '70 e in particolar modo degli Shaw Brothers. I combattimenti sono fighissimi, a volte grotteschi, altre volte al limite del fantasy, ma comunque carichi di violenza e sempre ben coreografati. 

Insomma, vuoi perché a tratti faccia involontariamente ridere, vuoi perché per un nonnulla partono e si prendono a schiaffi, vuoi perché il doppiaggio italiano è un curioso mix tra Beautiful e Ken Il Guerriero, questo Cinque Dita di Violenza è un super cult.

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30 marzo 2011

Vigilante - William Lustig

vigilante
Dopo essere stato folgorato dalla visione di Maniac, non potevo farmi mancare le altre produzioni di Lustig
Questa volta è toccato a Vigilante

Nonostante il titolo, che presenta il film come se fosse una specie de Il Giustiziere della Notte, trattasi più un film di vendetta. I vigilantes certo non mancano, ma le azioni del protagonista non sono certamente dirette verso una pulizia (o giustizia) totale, ma solo personale, mirata e diretta. Come fa notare Roby, ogni qualvolta che ci si ritrova un film del genere, nasce una diatriba interiore circa le azioni dei protagonisti. Sono giuste o sbagliate? E più ci pensi, più non ne vieni a capo. 

Il film, soprattutto nelle parti action, è molto datato, lo definirei alla vecchia maniera, quindi a qualcuno ormai abituato a cose ben diverse potrebbe risultare quasi ridicolo. Lustig molte volte cela lo sguardo della macchina da presa sulle violenze, infatti, a parte due sparatorie (alla Walter Hill), non mostra mai nel dettaglio corpi martoriati o quant'altro. Opta per inquadrature strette nei corpo a corpo, nasconde lo stupro di inizio film, alza la macchina durante le coltellate subite dalla moglie del protagonista e attua una visione suggerita dell'omicidio del figlioletto (una scena sublime). 

Siamo certamente lontani da Maniac, che risulta molto più malato e malsano, ma solo perché Vigilante si spinge verso altre strade, molto più exploitation. Il cast presenta due attori cult dell'epoca come Robert Forster e Fred Williamson, nonché in una piccola parte il mitico Joe Spinell.

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29 marzo 2011

La Meute - Franck Richard

la muete
Ancora horror dalla terra di Francia
Questa volta tocca al debuttante Frank Richard, che si avvale di una delle attrici più gettonate d'oltralpe, ovvero, Yolande Moreau

Il film è un horror di frontiera, ambientato nel selvaggio west francese... con tanto di saloon, la mitica provincia e lo sceriffo in pensione. Condensa al suo interno tanti stili di horror, piluccando elementi da vari film e filoni del genere. Abbiamo quindi i mostri che sembrano quelli di The Descent, l'assedio alla zombie movie, le torture e la prigionia alla Saw, la famiglia disfunzionale, la ragazza rock alla Rob Zombie, la padrona del saloon alla Goonies (mi ha ricordato un casino la Mama Fratelli), la brughiera piena di nebbia di Un Lupo Mammaro Americano a Londra (ma anche Calvaire tanto per rimanere in Francia) ecc. 

Ma tutto ciò non è detto che sia una pecca. Il giovane regista, deve ancora farsi le ossa, ma riesce a confezionare un buon prodotto che, nonostante ogni tanto cali di ritmo vuoi per inesperienza, per qualche difettuccio di sceneggiatura o per l'abbondanza di situazioni che mette in scena, si riscatta con belle idee, trovate interessanti (come i siparietti di black humor o la visione onirica di Charlotte) e... tanto sangue.

Ringrazio Eddy per la segnalazione!

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28 marzo 2011

Max Manus - Joachim Rønning, Espen Sandberg

max manus
In Norvegia, oltre ai Nazi-Zombie, a quanto pare vi furono anche i Nazi non Zombie (cioè quelli che non fanno ridere) e di conseguenza vi fu chi provò a combatterli. Questo film racconta la storia del personaggio di spicco della resistenza Norvegese, tale Max Manus

La messa in scena è molto classica, per intenderci alla kolossal americano, e per questo tipo di storia ci sta bene. I temi raccontati, oltre alle imprese di sabotaggio di Manus e all'occupazione Nazista, sono l'amicizia, la libertà, l'amore, la guerra e la Storia. Una pellicola questa importante, ben fatta, dove tutto si muove funzionalmente a favore della vicenda che si vuole raccontare (che a quanto ho capito è anche maniacalmente ricostruita). Sinceramente non conoscevo le gesta di questo personaggio, così come non sapevo niente della resistenza Norvegese, quindi la pellicola oltre ad essere stata una piacevole visione mi ha dato anche un input verso più accurati approfondimenti. Le interpretazioni degli attori sono buone, nessuno spicca in particolar modo ma, come dicevo prima, tutto rimane funzionale, classico e... norvegese.
l'ombra del nemico
Colgo l'occasione anche per consigliare un altro film sulla resistenza nel nord-europa, il bellissimo film danese Flammen & Citronen (in Italia L'ombra del nemico) storia vera di due ammazza nazisti.


(quando lo rivedrò ne parlerò!)

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27 marzo 2011

CSI: Grave Danger - Quentin Tarantino

grave danger
Quentin Tarantino alle prese con una delle serie più seguite e riuscite degli ultimi anni. 

Quando mister pulp vi si avvicinò, la serie era alla quinta stagione ed era ancora molto in auge e non vi erano ancora stati cambi di cast. In poche parole era ancora una signora serie. 

I due episodi girati e scritti da Tarantino sono in linea con lo stile dello show, ma ovviamente il regista non lesina nell'inserire all'interno il suo personalissimo stile. Vi inserisce elementi molto tarantiniani come: il sepolto vivo, il grande John Saxon (attore di tanti b-movie, soprattutto italici) e la storiella raccontata nello spogliatoio. Un ottimo esempio di grandi del cinema che si prestano al piccolo schermo (come dicevo l'altra volta), per due puntate magistrali, per me le migliori di tutta la storia di CSI (ma sono un fan di Tarantino, quindi non fidatevi troppo).

Anche Rob Zombie si è cimentato nella serie (quella ambientata a Miami), ma il suo piglio purtroppo non è emerso... peccato!

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26 marzo 2011

Three Kings - David O. Russell

three kings
Three Kings è un bel film... difficile dire il contrario! 

Ha humor e porta un messaggio anti militarista restando al tempo stesso un film di intrattenimento. David O. Russell gira bene, inserendo molte cosucce stilose, come rallenty, effetti sia sonori che di montaggio, ma sempre con attenzione, sempre e solo come servizio del narrazione. La trama con il suo lieto fine può sembrare anche banale ma (come detto poco fa), prima del suo epilogo, grazie nella crescita dei personaggi e soprattutto alle molte battute, mostra una forte vena anti militarista, appellando come cattivi sia Saddam che Bush (stiamo parlando della Prima Guerra del Golfo), così come ogni forma di sopruso che vieta in qualche modo la libertà dei singoli individui (per uno sguardo più generale). 

Il parco attori non è male, abbiamo infatti George Clooney, Marky Mark (ai più noto come Mark Wahlberg), Ice Cube ed il regista Spike Jonze, ognuno nella sua personale rappresentazione del soldato tipo, con le sue paure, le sue voglie e le sue motivazioni. 

Un buon film... difficile dire il contrario!

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25 marzo 2011

Accerchiato - Robert Harmon

accerchiato
Eccoci di nuovo alle prese col Van Damme Cinema
In questa occasione però c'è qualcosa di diverso visto sin'ora. 

Il Van Damme Cinema, dopo quelle prime pellicole incentrate sulle arti marziali o botte a tecnica mista, ad un certo punto ha una svolta. Che succede? Succede che Jean-Claude decide che lui non è bravo solo a menare le mani ma che sa fare come a Bruce Willis. E così, appesi i calci voltanti al chiodo, nascono vari film d'azione con Jean-Claude Van Damme come a Bruce Willis ( oltre ai calci voltanti mancano pure spaccate e uuueeee a rallentatore). 

Lo so che per molti sembra una bestemmia e sento già la gente che mormora "ma come? un film con Van Damme e non c'è manco una spaccata? Il mondo sta andando proprio a rotoli!", e lo so cari miei, ma vi assicuro che è tutto vero, mettetevi l'anima in pace. 

Accerchiato è un esempio perfetto di questo restyling del cinema di Van Damme. Ma state tranquilli perché qualche assurdità (purtroppo non tantissime) e scene cult, il nostro belga preferito non ce le nega. La Arquette ci regala la visione delle tette quasi a inizio film, e poi ce le ripropone più avanti... il popolo maschile ringrazia. Non mancano scazzottate, inseguimenti (celebre quello in moto), il bimbo che si procura un bel trauma per gli anni a venire ed almeno un paio di scambi di battute memorabili che cerco di riprodurre a memoria (le interpretazioni però ve le dovete immaginare).

Durante un pranzo tra mamma, bimba, bimbo e Van Damme:
Bambina: "Io gli ho visto il pisello!"
Mamma: "Anche io!"

Scambio di battute, ad alta tensione, tra Ted Levine e Van Damme:
TD: "Cosa monti?"
JCVD: "Una Triumph!"
TD: "Eehh... Non le fanno più!"
JCVD: "Si che le fanno!"
TD: "NON LE FANNO!!!"
JCVD: "LE FANNO!!!!"
i due a questo punto si guardano con odio.

Insomma un nuovo tassello, immancabile, nella variegata filmografia di JEAN-CLAUDE VAAAANNNNN DAAAAAMMMMEEEEE!!!!!

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24 marzo 2011

Ti presento un amico - Carlo Vanzina

ti presento un amico
Davvero non so cosa dire. Raramente vengo lasciato così di stucco da un film. Ero partito con una certa idea di cosa mi sarebbe aspettato, e invece sono letteralmente shoccato. Ammetto che scrivere male di un film è facile, oltre che divertente, ma in questo caso non so veramente cosa fare. 

Scrivere male di Ti Presento un Amico è l'equivalente dello sparare sulla Croce Rossa o del picchiare un neonato indifeso... è troppo facile! 

Vi dico subito perché mi sono visto questo film. È molto semplice, a me alcuni film dei Vanzina piacciono, come ad esempio: Vacanze di Natale (il primissimo del 1983) o Il Pranzo della Domenica, quindi un po' in fondo ci speravo. Questo, come dice il mio saggio fratello, "sembra la trama infinita di un film porno!" (con trama di film porno, si riferisce a tutte quelle assurde situazioni precedenti agli atti sessuali), e non vi è descrizione più azzeccata. Dialoghi, situazioni, intrecci, recitazione e gag (manca solo la buccia di banana e le avevamo tutte) sono un vero insulto all'intelligenza umana. 

Detto questo, posso capire che i Vanzina credano che gli Italiani siano un popolo di idioti, al momento lo pensa mezzo mondo, perché mai loro non dovrebbero? Ma fino a questo punto no, dai c'è un limite! 

Girato come la peggiore delle fiction (credo, a questo punto, per una precisa scelta stilistica) e montato con il computer Clementoni, è un film che ha il "pregio" di aver trasformato attori, mediamente bravi, nei peggiori dei cani, andando a intaccare anche oltre i confini nazionali.

Perché l'ho visto tutto? Ci credete se vi dico che volevo seriamente vedere dove sarebbe andato a parare?

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23 marzo 2011

Maniac - William Lustig

maniac
A detta di molti (come Roby e mi aggiungo pure io), questo è uno dei più bei film su di un serial killer

La visione della storia, a differenza di molti film sui pazzi scatenati, è tutta dalla parte di Frank Zito, il maniaco democratico (ammazza sia la puttana che la benestante!) del titolo. Nel corso della pellicola non ci sono né sbirri, né investigatori (privati o improvvisati) e né giornalisti... non c'è un cazzo di nessuno, se non l'omicida e le sue vittime. 

Nel seguire le vicende di Zito non si può fare a meno di vedere da cosa nasce la follia omicida (e qui c'è la grandezza del film), buttandoci in faccia la storia di un uomo che letteralmente soffre, vittima di una psicosi delirante con una forma di odio/amore verso la madre, che l'ha seviziato e abbandonato da piccolo... insomma il vero orrore, che scaturisce fino all'esemplare finale dove la pazzia si rivolta contro Zito stesso.

Lustig e Spinell (l'attore è di una bravura incredibile, vedetelo in originale e poi mi dite) nel mettere in scena il film hanno certamente tenuto conto anche del cinema bis italico, con rimandi al Lenzi di Spasmo (il rapporto con i manichini), a Fulci (nella scena al cimitero con tanto di zombie) e ad Argento (la scena in metropolitana?), coadiuvati dagli effetti speciali iperrealistici di Savini

Quando il b-movie è meglio di molto a-movie!

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22 marzo 2011

Out Of Sight - Steven Soderbergh

out of sight
Elmore Leonard
Questo nome per molti non significa niente, per molti altri invece significa crime novel, per altri ancora vuol dire cioccolato allo zenzero... questi ultimi hanno decisamente gravi problemi. 

Ma torniamo a noi. 
Elmore Leonard (parlo verso coloro che leggono questo nome per la prima volta) è era uno scrittore, ma non uno scrittore qualsiasi, è era un Signor Scrittore, con le esse maiuscole. Anzi, vi dirò di più, è anche considerato il miglior scrittore di crime novel di tutti i tempi... e non solo da me, giuro! Informatevi e vedete voi stessi.

Out of Sight contiene al suo interno molti elementi tipici di Leonard. È una storia di criminali e poliziotti, con vari personaggi che vanno dal furbo (di solito il protagonista) all'idiota totale, poi ci sono punte di humor (spesso black), cinismo e quel pizzico di insensata crudeltà che non guasta mai. Ad incarnare il protagonista furbo, pieno di charme e dalla parlata tagliente (Elmore è un mago con i dialoghi!) abbiamo un credibile George Clooney che, al pari della sua sexy partner nel film, Jennifer Lopez, all'epoca stava scalando le vette di Hollywood. A dirigere, con sobrietà e mestiere, l'ex enfant prodige (e prossimo al ritiro), Steven Soderbergh

Un film in realtà non difficile da realizzare, un progetto sicuro, tratto da un libro praticamente perfetto nei suoi intricati meccanismi e già pronto per essere messo in scena, e non è manco uno dei capolavori del maestro. 

Tutto sommato un bel film, capace di soddisfare palati diversi: sia l'amante dei film di sbirri che quello delle commedie, sia il fan delle storie d'amore che quello dei film di rapinatori.

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21 marzo 2011

Fantasmi: Italian Ghost Stories - Registi Vari (RIFF2011)

Opera molto interessante questo Fantasmi
Un film horror ad episodi, prodotto da Gabriele Albanesi, che dà un cenno di speranza per il terrore made in Italy. Tutto sommato il progetto per me è riuscito. 
5 cortometraggi diretti da 6 registi (2 si sono divisi un corto), per un film di buon livello. 
Ma meglio andare nel dettaglio.





17 Novembre, di Tommaso Agnese
Premetto che non è malvagissimo, certo che se Aja non avesse fatto in precedenza Alta Tensione avremmo avuto anche un briciolo di originalità. Comunque è girato bene e con una buona fotografia. La sceneggiatura purtroppo ha dei dialoghi che è meglio lasciar perdere e sono pure mal supportati dai tre attori.

Offline, di Andrea Gagliardi
Uno degli episodi migliori del film. La storia è veramente semplice... ma questa è la sua forza! Poi devo ammettere che il corto mette pure una certa angoscia. Ottima la regia con una fotografia bella e funzionale, i due attori protagonisti (Daniele De Angeli e Primo Reggiani) sono in forma. Unica nota stonata a mio avviso è il linguaggio da chat usato... cioè quale ragazzo sui 20-25 anni scriverebbe mai su msn BALORDO?

Fiaba Di Un Mostro, di Stefano Prolli
Questo è per me, il corto meno riuscito (però ho sentito chi diceva l'esatto contrario!). Il punto è che la storia non mi ha proprio preso, i bambini attori sono impacciati e poco credibili (lo so che sono bambini, ma mica li ho costretti io a recitare!). Tutto mi è sembrato troppo forzato e poco naturale. La trama terrorifica è blanda e pure la regia l'ho trovata poco incisiva. In pratica non mi ha convito per niente!

La Medium, di Roberto Palma
Questo è un vero gioiellino. I meriti maggiori vanno dati subito all'attrice principale (che non so come si chiama!) e al sonoro, ma anche il resto ovviamente è perfetto. La storia ha la peculiare abilità di riuscire a dare un vero senso di squallore e di malsano, che mette persino a disagio. Il corto dimostra benissimo che con attori validi, un buon reparto tecnico, un minimo di storia (anche qui non c'è niente di complicato) e tanta passione, i risultati si vedono.

Edit (13/06/2011): L'attrice che interpreta il ruolo della Medium è Anna Maria Teresa Ricci. Finalmente l'ho saputo, me l'ha detto lei stessa :D


Urla in Collina, di Omar Protani e Marco Farina
Horror di buona tensione, con riferimenti ben precisi che mi hanno ricordato So Cosa Hai Fatto e Rec. Il ritmo è serrato, esce leggermente fuori tema visto che alla fine si tratta più di uno slasher in stile anni '80 che di un film di fantasmi, ma si segue bene e con un certo piacere, e poi le attrici sono bravine (nel senso che sanno urlare!). Una cosuccia senza troppe pretese.

tutte le foto sono prese dalla pagina facebook ufficiale del film

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20 marzo 2011

Ubaldo Terzani Horror Show - Gabriele Albanesi (RIFF2011)

Ubaldo Terzani Horror Show
Frank Manila (mi sto dando un tono!) in questi giorni si è trasferito al Rome Independent Film Festival, ma anche solo RIFF va bene. Per la mia prima serata (la seconda del festival) mi sono trovato l'horror, e non un horror qualsiasi, ma l'horror italiano!

Ubaldo Terzani Horror Show è la seconda prova da regista di Albanesi, dopo Il Bosco Fuori (che era una robetta semi-amatoriale splatterosa recitata malissimo). Il giovane Albanesi questa volta ha qualche soldino in più, ma il risultato finale non cambia di molto. 

La trama è veramente idiota, a tratti forzatissima e con dei dialoghi imbarazzanti. Ve la racconto brevemente. 
Ci sta una giovane regista che deve scrivere il suo nuovo film con uno scrittore horror affermato (sì, proprio Ubaldo Terzani!) che altri non è che un pazzo omicida... capito che roba? 

Rispetto a Il Bosco Fuori si alza il livello recitativo (bravi Sassanelli e Soleri) ma regia, sceneggiatura e fotografia restano bassissimi. Pochi i momenti truculenti o di tensione, con un Sassanelli che non sa più che inventarsi per dare spessore ad un personaggio che, molto probabilmente, già sulla carta aveva ben poca roba. 

Apprezzo gli sforzi di Albanesi e Curti (il produttore) per aver cercato  di riportare l'horror in Italia... ma se i risultati devono essere questi, io fossi in loro lascerei perdere!

Qui le strepitose copertine dei finti libri di Ubaldo Terzani fatte dall'illustratore Enrico Galli:
            


Il sito del RIFF linkato, al momento, è stato hackerato da un commando Kosovaro, con tanto di frase che dice "Don't Fuck With Albanian Hackers"... attendo sviluppi!

19 marzo 2011

Frostbiten - Anders Banke

Frostbiten
Dalla fredda Svezia un film di vampiri, prima però di Lasciami Entrare

Con l'essere entrambi svedesi, e parlando di vampiri terminano i legami in comune tra i due film. Questo Frostbiten si presenta come un teen-horror, in stile molto americano, con qua e là punte di humor sottile e ricercato. Il risultato finale, per me, è che si tratta di una grandissima cazzata, scopiazzata qua e là (mi piace dire qua e là!)... e lì. 

Lo humor quando c'è non fa ridere (fosse almeno stupido e demenziale come quelli americani, forse avrei anche potuto sghignazzare) e lo sviluppo della storia lascia il tempo che trova. 
Insomma niente di che! 

Forse le uniche due parti interessanti sono: l'inizio, con i Nazi Svedesi in Ucraina che contraggono per primi il morbo vampiresco; e quella del tipo che, mentre si sta tramutando in vampiro, è a cena a casa dei genitori della ragazza... se proprio si vuole andare a salvare qualcosa, io salvo queste due scene. 

Che poi, per carità, il film non ha difetti di tipo registico o qualitativo, ma è proprio che a me della vicenda non mi è fregato un cazzo.

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18 marzo 2011

The Man from Nowhere - Jeong-beom Lee

The Man from Nowhere
Ajeossi (trascrizione fonetica 아저씨, che sarebbe il titolo originale del film) è un film d'azione duro e puro, anche se un tantinello derivato da Io Vi Troverò

Girato con sobrietà e cognizione di causa - presentando comunque alcune scene davvero degne di nota -, il film è pieno di sparatorie (come tradizione hongkonghese vuole, anche se questo è koreano... ma va bene lo stesso!), inseguimenti e combattimenti, questi ultimi coreografati in modo da essere veloci, spietati e brutali (con rumori di ossa rotte e geyser di sangue). 

Il protagonista, che come Liam Neeson è uno spacca culi che dalla sua cuccia torna alla carica per salvare la piccola vicina di casa, è interpretato dal giovine Bin Won (il ritardato dello strepitoso Mother), molto in parte e assolutamente credibile action man della situazione. Ottimi anche gli altri attori: la bimba, i gangster sopra le righe e gli sbirri semi-idioti. 

Un ottimo giocattolo di intrattenimento made in korea, che segue le regole del gioco (quindi potete immaginare come va a finire), scimmiottando in un certo senso il cinema occidentale ma mantenendo, allo stesso tempo, una forte componente koreana/asiatica nella sua rappresentazione.

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17 marzo 2011

Mutant Chronicles - Simon Hunter

Mutant Chronicles
La pellicola è un frullato di vari elementi del cinema e della letteratura. 

Siamo in ambiente un po' steampunk, a tratti horror e a tratti di film di guerra, non manca un po' fantasy puro, con strizzate d'occhio al genere avventuroso e il tutto è confezionato dentro un'estetica a metà strada tra il fumetto ed i vecchi film di fantascienza, dove i buoni fanno i buoni e i cattivi... questo ve lo lascio immaginare! 

Devo ammettere che grazie a questi elementi risulta un film parecchio fascinoso ma, ahimè, le pecche ci sono eccome. Infatti, a causa di scarsezza economica è stato tutto girato in CGI (anche piuttosto scadente) e, sebbene storia e personaggi debbano rispecchiare l'antica formula dei buonissimi e dei cattivissimi, ciò non toglie che ci si sarebbe potuti sforzare un po' di più in fase di scrittura - almeno nei dialoghi - lasciando così poco spazio di manovra al variegato, e più che buono, cast (ci sono Thomas Jane, Ron "Hellboy" Perlam ed un cameo lungo di John Malcovick). 

Un film con tanti pregi e tanti difetti!

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16 marzo 2011

Outpost - Steve Barker

outpost
Quando leggo che in un film ci sono Nazi-Zombie, il mio cervello non connette più... che ci posso fare? 

A volte mi sono sorpreso e  divertito, come accaduto con Dead Snow; altre volte invece, anche se deluso, mi sono consolato con "Vabbè, però ci sono i Nazi-Zombie!", come accaduto con Bunker

Qui posso subito dire di essere pienamente soddisfatto. 
Outpost è un horror di assedio, onesto, sobrio da un punto di vista  della messa in scena e del sangue, credibile nelle intenzioni e con personaggi un minimo caratterizzati (fidatevi che siamo al limite del miracolo!). 

Tecnicamente i Nazi-Zombi di questa pellicola non sono letteralmente zombie, ora faccio un respiro e provo a spiegarmi. Cioè sono sì morti viventi ma sono ancora più immortali degli zombie normali (se li spari in testa stai come prima, questi non vanno giù!), e poi non mangiano le loro vittime... in più sono anche delle specie di fantasmi... capito? 
Cioè, se si ha a che fare con simil-Nazi-Zombie/Fantasmi l'unica cosa che resta da fare è iniziare a pregare e chiedere perdono per i propri peccati.

ps - il make-up dei nazi-zombie è ispirato(=uguale) a quello di L'Occhio Nel Triangolo
Così, per dire!

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15 marzo 2011

I Spit On Your Grave - Steven R. Monroe

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I remake, specialmente dei film horror, sono ormai una consuetudine in quel di Hollywood. Molti sentendo la parola che inizia con la R storcono il naso, io invece non ci trovo poi niente di così strano, specialmente quando si tratta di film della paura

Se ci pensate, in questo particolare genere, la formula remake è sempre esistita, basti pensare a tutti i film su Frankenstein, Dracula o l'Uomo Lupo... alla fine i mostri sono sempre gli stessi, solo che cambiano di abito. Il punto, però, sta nel vedere come è avvenuta la modernizzazione. 

Questo I Spit On Your Grave, remake di Non Violentate Jennifer del 1978, si muove sulla stessa scia di altri remake recenti (Halloween di Rob Zombie o Piranha di Aja), ovvero mantenendo dell'originale solo il nome e i presupposti (in questo caso riprende anche la locandina originale) e cambiando radicalmente tutto il resto. L'operazione in questo caso è riuscita (l'originale non era poi sto capolavoro insormontabile... diciamoci la verità!), magari finisce immancabilmente un pochettino nel torture verso la parte finale, ma tutto sommato ci sta e il film risulta ben fatto, malsano, cattivo, spietato e disturbante. 

Non sto gridando al miracolo, cerco solo di dimostrare che a volte il riportare alla luce film invecchiati male (nell'horror capita molto più che in qualsiasi altro genere) non deve essere presa come un'eresia. 
In questo caso poi, la non presenza di Michael Bay fa da garanzia!

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14 marzo 2011

Confessions - Tetsuya Nakashima

confessions
Come dice Cannibale, Confessions è un film terribile... si si, per me, proprio in quel senso! 

A parte la prima mezz'ora (dove il film poteva benissimo finire ed elevarsi a cortometraggio di alta classe), tutto il resto è pura noia. La sceneggiatura, con due o tre cosette sconvolgenti aggiunte di tanto in tanto, è la stessa della prima mezz'ora (per un totale di circa 40 pagine faticosamente scritte... e almeno un paio sicuro erano piene scarabocchi). Tutto il resto del film è la fiera del rallenty, del CGI, del montaggio alla "quanto sono figo che lo monto così? eh, eh, eh??!!", degli specchi stradali, di flashback e flashfoward a iosa... e non lesina (a questo punto mi sarei stupito della loro assenza) in giochi di luce e di fuochi, sempre con attenzione al cool più estremo. 
Perché Tetsuya, cari miei sciocchi amici, se ancora non l'avete capito, è il più figosissimofigotraifighi. 

In fin dei conti un film molto, ma molto, paraculo, votato ad un'estetica già vista e rivista. Il punto però, non è la presenza di un gusto estetico (tra l'altro molto dubbio) che disturba, ma l'esagerazione forzata di voler inserire questi elementi estetici fini a se stessi, che non sono di alcun supporto alla storia raccontata. 

Parliamoci chiaro, senza le cazzo di bolle o gli specchi stradali sarebbe stata la stessa identica cosa, fidatevi! 

Se proprio avete la fregola di vederlo, che proprio non potete resistere, vi consiglio vivamente di stoppare dopo la prima mezz'ora... davvero, non sto scherzando.

Aahh coso... aahh come te chiami... aahh Testuia... mmavvaf(bip)!

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12 marzo 2011

5 Giorni Fuori - Anna Boden, Ryan Fleck

Questa è la storia del ragazzino che, credendo di essere depresso e di volersi suicidare, si auto-interna in manicomio (o una cosa simile),  dove realizza che in realtà è solo uno sfigato

Mah... questo è il tipo di film che vedi, magari fai pure qualche sorrisetto ma poi lo lasci andare per la sua strada, libero di volare via dal tuo cervello e dalla tua memoria. Simile ad altri film indie alla Sundance, che sono tanto cool, che cioè ci sono i tipo strani, la storia d'amore e le parti animate che fanno tanto, cioè... underground-intellettuale-che-dopo-ti-metti-il-maglione-a-dolcevita-e-scrivi-poesie-wow! 

Nel cast figurano: Zack Galifianakis, che però fa il serio (mi aspettavo almeno una scorreggia!), Lauren Graham (quella di Una mamma per amica cioè Babbo Bastardo) e la figlia di Eric Roberts... spero che la porti via il più presto da queste cosette del cazzo, magari inserendola in una bella trashata della Asylum... dai Eric tu conosci le persone giuste, in fondo è tua figlia.


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