30 aprile 2011

Il mondo dei robot - Michael Crichton

Il famoso romanziere fantascientifico Michaerl Crichton doveva essere uno che amava andare in villeggiatura, però puntualmente restava deluso! Si può facilmente evincere questo dato di fatto, considerando i due parchi inventati in questo Westworld e successivamente in Jurassic Park. A Delos (il nome del parco!) puoi letteralmente vivere la tua vacanza in un mondo del passato (il selvaggio west, il medioevo o l'antica Roma), dare sfogo a qualsiasi impulso e fare praticamente quello che ti pare. Il problema sorge quando un virus contamina i robot e questi... eh, non ve lo dico! Un film avveniristico, sia per il tema della ribellione della macchina, sia per l'utilizzo della parola virus (sempre per una macchina), che per l'ausilio della computer grafica. Discreto il lavoro di regia, niente di trascendentale, ma comunque buona. Bravi anche gli attori (dalle facce molto d'epoca!), vi figurano James Brolin - padre di Josh - e Yul Brinner, che interpreta la versione robotica di Chris Larabee Adams. Sicuramente un film da recuperare... specialmente se vi è piaciuto Terminator!

29 aprile 2011

Terzo grado - Sidney Lumet

Terzo Grado (Q&A il titolo originale) rientrerebbe nel pieno del poliziesco legale. Presenti molti dei temi che Lumet ha trattato in film decisamente più famosi: sbirri corrotti, senso di giustizia, vocazione civile. La pellicola (forse un po' vittima anche del periodo) risulta a volte troppo pedante e, nonostante l'ottimo cast di attori (strepitosi Nick Nolte, Armand Assante, Timothy Hutton e Luis Guzmán), il buon materiale narrativo e l'indiscussa bravura registica di Lumet, sembra come se gli mancasse di qualcosa... come se gli mancasse l'anima! Un buon prodotto di forma, creato a puntino, ma che comunque non incide come i precedenti film del maestro (esempi: La Parola ai Giurati, Serpico, Quinto Potere, Quel Pomeriggio o The Offence)... e mi sorge il dubbio che sia proprio per la troppa ciccia messa a cuocere. A volte sono le imperfezioni a dare il tocco magico.

28 aprile 2011

Noi Uomini Duri - Maurizio Ponzi

Commedia italiana in perfetto stile anni '80 con due grandi del cinema popolare italiano, Renato Pozzetto ed Enrico Montesano. La pellicola prende deliberatamente per il culo tutta quella moda post Rambo, fatta di sport estremi, culturismo e avventura. I due protagonisti, come quasi tutti i partecipanti della Scuola di Sopravvivenza, sono perfetti animali cittadini, e quindi totalmente fuori luogo. Un film abbastanza innocuo, totalmente inserito nel suo tempo e forse anche invecchiato male, che però diverte quanto basta e dove alla fine vincono l'amicizia e la rivalsa dell'uomo comune, che la mette in quel posto al Rambo di turno. Un prodotto medio, per famiglie, costruito senza scandalizzare troppo (ci sono giusto un paio di tette) ad hoc per il passaggio nel prime time televisivo.

27 aprile 2011

Buried - Rodrigo Cortés

Come abbiano fatto a spendere 3 milioni di dollari per questo film, non riuscirò mai a capirlo. Buried è più che altro un esperimento, ed in parte anche riuscito. Un'ora e mezza con un solo protagonista, dentro una bara, deve essere stata certo una bella sfida per Cortés e Reynolds... ma 3 milioni? Che vi siete comprati casa? Ma torniamo al film, come operazione mi ha ricordato molto i Prigionieri dell'Oceano del maestro Hitchcock, anche se in quel caso c'era più personaggi e quindi più conflitti. Qui c'è una storia abbastanza interessante, e grazie all'ottima regia (in effetti fa qualsiasi inquadratura possibile ed immaginabile) e soprattutto la grandissima interpretazione dell'attore, l'ora e mezza passa tutto sommato abbastanza bene. Le virate narrative che si sono potuti inventare, con un paio di telefonate al limite dell'assurdo (e forse per questo anche le più reali), reggono bene la credibilità della vicenda, anche se si sente la mancanza di una linea politica e di un finale forse un po' troppo scontato. Pellicola interessante, forse più efficace sul grande schermo del cinema, che sul piccolino di casa. 

26 aprile 2011

Perrier's Bounty - Ian FitzGibbon

Irish version del cinema alla Guy Ritchie, non tanto per lo stile, ma per il tipo di film. Siamo di fronte infatti ad una crime story, con gangster di mezza tacca, situazioni grottesche e personaggi improbabili, tutto condito da una forte componente di humor britannico irlandese. Il ritmo del film è abbastanza buono, la storia si dipana in un arco temporale di 24 ore, dove i nostri protagonisti devono fronteggiare situazioni sempre più assurde. La regia è abbastanza formale ed anonima, non ci sono per l'appunto i guizzi stilosi e very cool di Ritchie, però è funzionale... ed è, in fondo, quel che serve per farla funzionare (da qui anche l'assonanza tra  funzionale e funzionare). Ottimo il cast, con Cillian Murphy e il sempre strepitoso Brendan Gleeson, più una marea di volti già visti nel cinema britannico. Pollice in su, per un discreto intrattenimento!

25 aprile 2011

The Eagle - Kevin Macdonald

Torna da queste parti la famosa Nona Legione dell'esercito romano. Questa volta però la storia è ambientata circa 20 anni dopo la sparizione della legione. Per entrare più nello specifico, vi dico pure che narra del tentativo di riportare l'onore a colui che la legione se la perse. Per fare ciò, il figliolo del comandante della Nona (in gergo la chiamavano così), viaggia oltre il Vallo di Adriano,  considerato il confine del mondo civile otre che terra nemicissima, per recuperare l'Aquila, il simbolo della legione e di Roma... e si porta Billy Elliot! Macdonald costruisce un film di base realistica, distaccandosi molto dal caciarone Centurion di Marshall, e accostandosi molto di più verso lo spirito di Braveheart, mostrando ancora una volta di essere bravo anche con film di fiction, oltre che con gli acclamati documentari
Decisamente un bel film, misurato, sobrio, con paesaggi spettacolari e privo di esaltazioni... anche se nel finale diventa un po' troppo gne gne per i miei gusti (con roba politically correctc ecc.).

23 aprile 2011

London Boulevard - William Monahan

Debutto registico per lo sceneggiatore (decorato di Oscar) di The Departed... che poi secondo me ha anche un errore mastodontico  proprio di sceneggiatura, ma è un altro discorso! Monahan sceglie un racconto noir, molto elegante, che però non lascia alcun segno. Infatti seppur abbia una regia discreta e ben calibrata, il film ha parecchie forzature narrative, ed una specie di presunzione del tipo "guardate quanto sono figo!". Tutti i personaggi secondari, nonostante smuovino l'azione in continuazione, non hanno un minimo di spessore... in parole povere non si capisce perché fanno quel che fanno, MAI! Un film che rimane comunque nel guardabile, soprattutto per l'ottimo e ispirato cast di attori, in primis Colin Farrell (che dopo In Bruges ha scalato la vetta della mia personale classifica), Ray Winstone (che grazie a Sexy Beast era già in ottima posizione) e Ben Chaplin, che ben caratterizza il suo personaggio di criminale di mezza tacca... Keira Knightley invece non è pervenuta!

22 aprile 2011

Boris il film - Ciarrapico, Torre, Vendruscolo

La domanda a cui bisogna rispondere subito è: Il film di Boris è usufruibile anche da chi non ha visto la serie? La risposta è si, ma (il ma ci sta!) non completamente. Mi spiego. Purtroppo quello che ci troviamo di fronte è una specie di bignami della serie, ambientato però nei retroscena dell'industria cinematografica italiana. Il ma di poco fa, deriva dal fatto che vengono a mancare le sfaccettature dei personaggi, i caratteri, una spiegazione del perché si comportano in un certo modo, e se non hai mai visto la serie sei fregato. Da fan sono ben lieto della visione, molte battute e/o situazioni sono micidiali, ma al tempo stesso mi sento come con l'amaro in bocca, perché ho come l'impressione che abbiano sprecato del prezioso materiale per costruire tutta una quarta serie, da ambientare proprio nel passaggio verso il cinema... ora è inutile dire che continuare con Boris sarebbe un suicidio! Il tempo della narrazione non permette manco di andare a fondo nella critica verso il nostro cinema attuale, lancia frecciatine democratiche sia verso il cinema autoriale (pieno di snob e di stronzi), che verso le cazzate dei cinepanettoni, ma non ha il tempo materiale di affondare i denti. Anzi c'è da dire che molte delle battute che vengono utilizzate, usufruiscono delle stesse situazioni fatte di scorreggie e oggetti conficcati nel culo dei film di Natale... la differenza? È semplice, in Boris fanno ridere.
Se non l'avete capito, il popolo italiano non è affatto stufo di vedere peti e culi invasi, è solo stufo di vedere sempre gli stessi 4 culi fare il lavoro sporco!

21 aprile 2011

Takers - John Luessenhop

Solo per voi, la trascrizione fedele e reale della genesi di Takers. Siamo nello studio degli sceneggiatori. 
Scn1: Ho un'idea geniale! Perché non facciamo un film su dei ladri fighissimi?
Scn2: Mi sembra un'ottima idea!
Scn3: Si! Come la vedete una squadra tipo The Italian Job?
Scn4: Io li vedo bene! Però più chiccosi... diciamo in stile Ocean's Eleven.
Scn1: Ora però ci serve uno sbirro antagonista e cocciuto
Scn3: ... mmm.... mmm...
Scn2: Uno tipo Bruce Willis in Die Hard?
Scn4: Sei un genio!
Scn1: Aspettate un attimo. Ma se fanno un piano alla The Italian Job, poi se ne accorgono!
Scn3: ... mmm.... mmm...
Scn4: Trovato! A uno gli facciamo dire "Faremo un piano in stile The Italian Job".
Scn2: Ovviamente non può mancare una scena a rallentatore con tutta la banda!
Scn1: Solo una?
Poi hanno mangiato una pizza ed entro sera hanno consegnato la sceneggiatura finita.

p.s. - Se non si è capito, mi ha fatto cagare!

20 aprile 2011

Mad Detective - Johnnie To, Ka-Fai Wai

Pellicola thriller poliziesca, con protagonista un ex sbirro capace di risolvere i casi seguendo le emozioni (e la sua follia) ,piuttosto che la logica... la cosa incredibile è che ci prende! Operazione abbastanza coraggiosa quella, scelta dai due registi cinesi, di portare sullo schermo una sorta di indagine sulla mente umana mascherata da film d'azione. Il film parte alla grande, con un incipit molto intrigante, e con un'affascinante presentazione di questo strano personaggio. Poi ad un certo punto cala, arriva a ripetersi (ma non è detto che ciò non sia in realtà anche voluto!), ed alcuni personaggi, in particolare quello della moglie di Bun (questo il nome del detective), sono poco approfonditi. Nel finale il film si rialza, ci mostra la sua forza, cinismo e ambiguità escono fuori. Viene fuori anche la presenza di To, che costruisce inquadrature e scene memorabili, e tira dal cilindro una vera e propria lezione cinema.
Un film per me inclassificabile, che merita sicuramente una visione perché, sia che la si ami o che la si odi, lascia sicuramente qualcosa!

19 aprile 2011

Cobra - George P. Cosmatos

Auto-gasatomi col post I Falchi della Notte, dove citavo a caso il film, mi son detto: "quasi quasi me lo rivedo!". E così l'ho rivisto! Cobra è un classico esempio del cinema Stalloniano anni '80... col successivo Over The Top si sarebbe raggiunto il Top. Cobra narra le vicende di uno sbirro di nome Marion Cobretti detto Cobracapito no? Cobretti... Cobra... che geni!- un uomo che nell'infanzia ha subito tutte le angherie dei bimbi del vicinato per via del suo nome, leggermente poco maschile. Solo una volta entrato nel corpo di polizia di Los Angeles, Marion riuscirà a lasciarsi alle spalle il suo passato e dedicarsi anima e corpo alla protezione dei più deboli. Tutta questa parte nel film manca, ma sono convinto che le cose siano andate esattamente così. Il film parte da quando Marion, deve vedersela con una setta di idioti che durante le riunioni domenicali fanno sbattere tra loro le asce, mentre durante i giorni feriali ammazzano gente random, non si capisce bene per quale motivo... ah e poi deve proteggere la sua nuova futura donna... ops questo mi sa che è spoiler! 
Scritto da Stallone in persona (malelingue asseriscono che in realtà sia tutta opera del suo labbro), il film è quello che esattamente uno può immaginarsi: sparatorie, i capi della polizia che danno contro a Marion per i suoi metodi brutali, i cattivi che sembrano sempre vittime di diarrea cronica per tutto il sudore freddo ecc. 
Facendo ricerche scopro che il film è tratto addirittura da un libro, indagando scopro anche che dallo stesso libro (Fair Game) hanno tratto anche un altro film, dal titolo Facile Preda. Incuriosito vado a leggerne la trama e, oltre al fatto che il protagonista non si chiama Marion, scopro che la storia è totalmente diversa. Ecco i miei quesiti: chi è stato più fedele? Stallone, oltre a saper scrivere, sa anche leggere? Avrà usato un audio-libro?

18 aprile 2011

Rubber - Quentin Dupieux

Signore, signori, il film che vedrete oggi e' un omaggio al "no reason", il più efficace elemento di stile.

Con questa frase parte il film, avvertendo sin da subito gli spettatori che tutto quel che accadrà non avrà ragione alcuna (gli spettatori sono presenti fisicamente in scena). 
La trama del film si potrebbe facilmente riassumere con "Uno pneumatico prende vita e inizia a uccidere", ma devo ammettere che, nonostante una trama del genere sia già così allettante, Dupieux stupisce riuscendo ad inserire anche altro. Entra ed esce in continuazione dalla finzione filmica, inserisce un messaggio anti-pirateria e frecciatine all'industria cinematografica Hollywoodiana (rea di derubare, maltrattare e anche uccidere i suoi spettatori)... insomma messaggi anti-sistema! 

Una pellicola totalmente fuori di testa, con piccoli elementi splatter, una schiera di personaggi che agiscono senza nessun motivo, per un film che in realtà non ha nessun motivo di esistere, se non quello di dimostrare che tutto, anche la vita reale, segue le stesse identiche regole. 

La cosa però più assurda (cioè ancora più di tutto quello detto poco fa), nonché sorprendente, è che per certi versi ci si riesce ad identificare con il pezzo di gomma assassino, nella sua folle escalation omicida.

17 aprile 2011

Charlie: The Life and Art of Charles Chaplin - Richard Schickel

Documentario molto interessante e ben fatto sulla vita e l'arte di Charlie Chaplin (e questo lo si capiva bene anche dal titolo!). Lo stile usato lo  definirei alla vecchia maniera (con interviste e pezzi di repertorio), ma dato l'argomento trattato, tutta la didascalicità che ne deriva ci sta  bene... e poi non è detto che alla vecchia maniera sia per forza brutto o noioso. Ovviamente viene spulciata tutta la vita di del grande Chaplin dall'infanzia londinese fino alla morte, e grazie all'enorme quantità di video privati, girati in famiglia, si riesce a scorgere anche l'uomo, oltre che l'artista. Interessanti risultano anche i commenti prettamente artistici/fan di personaggi del cinema (da Richard Attenborougt a Johnny Depp) circa i film di Chaplin. Davvero un esaustivo documentario su uno dei personaggi più importanti della cinematografia mondiale, la cui vita oscillava tra realtà e finzione, che a ben 34 anni dalla sua morte, e 122 dalla sua nascita (ieri ricorreva l'anniversario), riesce ancora ad incantare e far ridere il pubblico!

16 aprile 2011

The TV Set - Jake Kasdan

Film molto televisivo che racconta dei retroscena di un pilot televisivo (semplice no?). La pellicola per certi versi è abbastanza banale nel rappresentare l'avido mondo di un network americano, completamente votato agli ascolti, alla pubblicità ed a modificare e distruggere storie. Jake Kasdan (figlio d'arte) confeziona un prodotto che vorrebbe essere cinico ma che, oltre a non esserlo, non aggiunge niente di nuovo a quello che già si sapeva (basti vedere per esempio I Protagonisti di Altman per farsi un'idea). Ottimo il cast di attori, con in prima linea David Duchovny, nella parte del povero autore al quale viene stuprato tutto il soggetto, e Sigourney Weaver, capoccia della rete e incarnazione del male. Insomma si poteva fare molto di più, perché alla fine resta un prodotto di per se abbastanza anonimo e facile da dimenticare (la serie italiana Boris è molto più spietata, oltre che divertente). A produrre abbiamo il padre famoso del regista e Judd Apatow.

15 aprile 2011

Hobo With A Shotgun - Jason Eisener

Secondo film, dopo Machete, nato dai famosi fake trailer che dividevano i due Grindhouse della coppia Tarantino/Rodriguez. Hobo With Shotgun era pure il trailer più povero, quello proiettato raramente, senza nessun nome di spicco, e presente solo perché aveva vinto un contest. Qualche anno dopo però, con l'aggiunta di denaro e del solo nome di Routger Hauer il film ha preso vita. Nel pieno spirito grindhouse, il film è un omaggio a tutti quei pessimi film che furono prodotti tra la fine degli anni '80 ed i primi '90, e credo che gli autori abbiano tenuto conto anche della produzione italica del periodo (mi sono venuti in mente film come Deliria, Nightmare Beach o Rats Notte di Terrore). Il film è volutamente esagerato, con dialoghi macho-idioti, sceneggiatura becera, personaggi iperstereotipati e sopra le righe, fotografia coloratissima e acida. Un film divertente dove nulla può essere preso sul serio, con ammazzamente creativi e cascate di sangue. Routger Hauer è very cool!

Qui sotto il fake trailer: 

14 aprile 2011

Centurion - Neil Marshall

La Legio IX Hispania è sparita... dove? Non si sa! Ci sono molte teorie e leggende. Una di queste, guarda caso la più figa (forse in realtà la legione fu solo spostata e cambiata di nome!), dice che sia stata annientata in Britannia dai Pitti. Ora molti si stanno chiedendo... e quindi? Quindi se portate pazienza, e non mi interrompete in continuazione, arrivo al punto... dicevo... il film narra proprio di questa leggenda, della disfatta della legione in terra di Scozia e del manipolo di sopravvissuti. Neil Marshall ovviamente nel creare un film di fantasia, tratto da un fatto storico di fantasia, non si risparmia in robetta fumettistica, votato al puro intrattenimento cinematografico. Se cercate veridicità storica in un film come questo... beh, non lo fate! La pellicola è grondante di sangue e tanti scontri brutali e cruenti, Marshall in fondo è pur sempre l'autore di Dog Soldiers e The Descent, perciò non ci risparmia arti e teste mozzate, com'è poi giusto che sia. Un film per me ben fatto, costruito ad hoc per divertire e farsi guardare, con una bella fotografia cupa e uno scenario a tratti mozzafiato. 
E non vi dimenticate che "La Storia È Scritta Col Sangue"... non con la stilo!

13 aprile 2011

Dog Pound - Kim Chapiron

Avevamo già incontrato Kim Chapiron qualche tempo fa. Vi ricordate?... ovviamente no! Si trattava di un film curioso, dal nome Sheitan, nel quale il giovane regista francese faceva bella mostra di se, costruendo un giocattolo molto ad personam (la usano tutti questa frase, ora tocca a me!), ed inserendovi all'interno tutto ciò che aveva di più caro. Vi ricordate ora? Giunto al suo secondo film, il regista francese si sposta in Canada ed abbandona il genere e gli eccessi dell'horror. O meglio, l'horror non l'abbandona veramente, perché anche se la pellicola in questione non è ascrivibile come tale, siamo pur sempre in una situazione di violenza... di vittime e di carnefici... solo che questa volta sono più reali. Il canile del titolo (Dog Pound=Canile) è un riformatorio, e dentro un riformatorio può succedere qualsiasi cosa, dipende tutto da te. Chapiron nel mostrare l'ambiente carcerario minorile non ci risparmia niente, ci mostra per bene tutta la violenza che un posto del genere ha al suo interno e che tira fuori dalle persone. Una violenza che questa volta il buon Kim non spettacolizza, infatti la mostra con distacco, mai fine a se stessa e nella sua accezione totale. Ci mostra quindi, non solo la violenza nel gesto o nell'atto, ma anche nei respiri, negli sguardi, nei comportamenti in generale... non so se mi spiego!
Attori giovani, bravi e sconosciuti per un film feroce.

12 aprile 2011

I Falchi della Notte - Bruce Malmuth

I Falchi della Notte è un discreto action thriller, ambientato in una tetra New York piena di criminali e abbandonata a se stessa (ormai siamo avvezzi a quei vicoli!), nella quale opera il truzzo sbirro Stallone, che ben presto verrà a contatto con qualcosa di peggio dei soliti teppisti e/o stupratori, ovvero il terrorista Rutger Hauer. Il film inizia con la solita presentazione dei due antagonisti, qui ci vengono mostrati i diversi stili di vita, gli ideali e le imprese. Nella terra di mezzo entriamo  nella preparazione che precede allo scontro finale, con Stallone reclutato nell'A.T.A.C. (che non è l'azienda trasporti di Roma ma l'antiterrorismo), e Hauer che si fa cambiare i connotati e si sposta oltreoceano per colpire la Grande Mela. Si giunge quindi al finale con il duello tra i due antagonisti... dove solo uno, ne uscirà vincitore! Il film procede tra alti e bassi, con picchi di azione e momenti di stallo, in uno stile molto più vicino ai '70 che agli '80, infatti mi ha ricordato molto Il Braccio violento della legge. I due attori fanno il loro sporco lavoro onestamente, con Stallone ed il suo labbro (poco in vista per via della barba) reduci dai fasti di Rocky e Hauer al suo debutto americano. Un ottimo intrattenimento, che come dicevo prima è molto lontano dalle tamarrate che di li a poco avrebbero dettato i canoni del genere, mi riferisco a roba tipo Cobra... tanto per restare in tema Stallone.

Ah quasi dimenticavo c'è anche, in un piccolo ruolo, il grande Joe Spinell!

11 aprile 2011

World Invasion: Battle Los Angeles - Jonathan Liebesman

La pellicola di Liebesman cerca di coniugare film di guerra come Salvate il Soldato Ryan o Black Hawk Down, al classico sci-fi sulle invasioni aliene. Il risultato finale? È in tutto e per tutto un classico film di guerra dove per puro caso ci sono anche gli alieni! Con questo non voglio dire che il film sia male, però è da premettere che la componente sci-fi è molto risicata, e che gli E.T. invasori sono solo da sfondo (o meglio da scusa). Gli eroi della vicenda sono quel che resta di una compagnia mandata nel fulcro della battaglia per recuperare dei civili, dopo casini vari i nostri restano dietro le linee nemiche con poche ore di tempo per tornare indietro prima del mega bombardamento. La lotta che i nostri intraprendono avviene casa per casa (Los Angeles é molto simile a Baghdad), corpo a corpo, senza risparmiarci tipiche situazioni da film di guerra, ci sono gli eroissimi che si sacrificano per gli altri e discorsi del tipo "i marines non mollano mai!". A livello tecnico c'è da dire che le scene di azione e di guerriglia sono fatte benissimo, l'uso degli effetti speciali è veramente ottimo,  certo l'estremo patriottismo ed eroismo alla lunga stanca... ma lo sappiamo come sono fatti questi americani

Se lo vedete ricordate che trattasi principalmente di un film di guerra, le cose fighe sugli alieni, scienziati che cercano di capire chi sono, come sono fatti, da dove vengono, mancano del tutto... quindi poi non venite a dirmi "eh però... cioè... ma non ci sono le cose fighe sugli alieni!".

09 aprile 2011

The Goods: Live Hard, Sell Hard - Neal Brennan

Dietro questo film ci stanno McKay e Ferrell, e se qualcuno sa anche lontanamente chi sono questi due signori, può capire già da subito che tipo di film possa essere questo The Goods. Per chi non lo sapesse McKay e Ferrell sono i responsabili di chicche, super idiote (che a me piacciono tanto tanto), tipo Anchorman, Ricky Bobby, Hot Rod e The Other Guys. Ma nonostante cotante credenziali The Goods, nel quale non manca qualche bel momento, non raggiunge nessuna delle vette dei film appena citati. Sarà perché i due signori di prima figurano come produttori, e Ferrell fa solo un mistico cammeo? 
Come dicevo poco fa, alcuni momenti ci sono e qualche assurdità o personaggio azzeccato pure (per esempio la boy-band di sfigati trentenni!). Ma gli manca di qualcosa, gli manca di carisma e forse anche di quel sano cinismo, che non può essere del tutto sostituito dalla lap-dance
Quello che consiglio è, se non l'avete già fatto, di vedere per prima cosa i capostipiti del ritardato movie. Poi se proprio vi sono piaciuti, ed avete ormai anche raschiato il fondo del barile (oltre quelli citati ce ne sono altri!), potete recuperare anche questo The Goods, almeno per completezza... in poche parole dovete essere veramente motivati e ben disposti!

08 aprile 2011

The Next Three Days - Paul Haggis

The Next Three Days è l'ultimo film di uno dei creatori di Walker Texas Ranger, questa volta nelle vesti anche di regista (ormai ci ha preso l'abitudine). Di cosa si tratta? Si tratta di un thriller, che ha in sé tanti cliché del genere ma, siccome l'ha scritto e diretto Paul Haggis, ha forse un suo perché. Tratto da un film francese (che non ho visto) dal titolo francese Pour Elle, narra le vicende di uomo a cui arrestano la moglie per omicidio e allora lui decide di fare qualcosa (che chiameremo giustizia privata). 

Paul ha di certo abbassato il livello rispetto ai suoi film precedenti, Crash e Nella Valle di Elah, ma comunque resta un prodotto che si fa guardare quasi volentieri, con un buon ritmo (specialmente nel finale) e il cui solo scopo è quello di intrattenere. Molta critica l'ha definito troppo poco realistico, ma siamo comunque di fronte ad un thriller ed io non ci vedo niente di male se ogni tanto le cose fatte da Russel "ti spacco la faccia se mi fotografi" Crowe siano al limite dell'assurdità... o sbaglio?

Se si prende il film per quello che è potrebbe pure non disturbarvi troppo.

07 aprile 2011

La Banda dei Babbi Natale - Paolo Genovese

Che posso dire di questo La Banda dei Babbi Natale
Che se il film fosse uscito tra Tre uomini e una gamba e Così è la vita, ovvero tra il 1997 e 1998, mi avrebbe (forse) fatto riderissimo. Ma così non è perché la comicità dei tre "mattatori" è rimasta lì, ferma, ostinati a ripetere all'infinito le stesse gag, le stesse smorfie e gli stessi "mmi-iii-n-cchia!" da ormai quasi 20 anni. 

La solfa è sempre la stessa, ci sta Giovanni che fa il solito marpione, il faccio tutto io; Giacomo invece è il più introspettivo, l'intellettuale, in cerca dell'amore e fa il lecchino (ci stanno almeno 300 gag che fanno scompisciare su questa cosa... che matti che sono!); e infine abbiamo Aldo, il terrone, che dice mmi-iii-n-cchia!, si strofina la testa, ha problemi con la donna ed è mezzo ignorante. 

Sembra un film già film già visto in precedenza? Difatti lo è... pensate che citano nuovamente Tarantino, così come avevano fatto nel loro film d'esordio.
L'unica vera gag, in parte riuscita, è invece un'altra citazione, questa volta ai Coen di Lebowski, con i tre drugi della situazione che invece del bowling giocano a bocce, e con Giovanni che lecca la palla come Jesus. Poi però la gag, alla sua terza ripetizione, ovviamente smette di creare qualsiasi altra ilarità e nisba, ci siamo giocati anche l'unico punto a favore trovato.

Un film déjà-vu e fuori tempo massimo!

06 aprile 2011

Tucker & Dale vs Evil - Eli Craig

La prima parola che mi è passata per la mente vedendo questo film è stato GENIALE!!! Lo so che è molto inflazionata come parola, e che a volte è usata troppo e pure male, ma fidatevi... se vi è piaciuto Shaun Of The Dead vi dovete fidare per forza, ragazzi siamo di fronte ad una grandissima splatter-comedy! Gli autori di quest'opera si sono posti un bel quesito circa  gli slasher alla Non aprite quella porta et similia, ovvero: "E se in realtà fosse stato tutto un malinteso?". I due devono essere partiti da questo presupposto, per arrivare a creare una storia che mette da una parte i due zotici campagnoli bonaccioni Tucker e Dale, e dall'altra gli stereotipati idioti del college ricchi e stronzi in vacanza. Tra preconcetti, suicidi involontari e tanti (troppi) film splatter, i due poveri buzzurri si ritroveranno ad essere, senza volerlo (e senza capirlo!) due maniaci assassini. L'effetto raggiunto, dal regista Eli Craig e dallo sceneggiatore Morgan Jurgenson, è esilarante (nonostante non manchino difettucci vari... macchissenefrega!), con imbecilli che si ammazzano nei modi più cretini e stereotipi del genere che vengono distrutti... la parodia della danza con la motosega di Non Aprite Quella Porta è qualcosa di micidiale! 

05 aprile 2011

L'angelo della vendetta - Abel Ferrara

Dopo Lustig continua la mia personale indagine nella New York indipendente e cattivissima degli anni '80. Questa volta è il turno di Abel Ferrara e del il suo angelo Thana. La brutale New York, con la sua sporcizia, la sua crudele fauna, trasformano velocemente la timida e muta Thana da pecorella a lupo, in un crescendo di violenza e vendetta, dove ad urlare però saranno solo la calibro 45 e le vittime della donna. Ferrara maschera sapientemente, dietro un film exploitation, una forte denuncia verso la città, qui vero e proprio personaggio a sé stante... infatti la città si evolve esattamente come personaggio, prima è causa delle sventure di Thana ma poi ne diventa complice e amante.  Bravissima e sensualissima l'attrice protagonista, all'epoca diciassettenne, Zoë Lund, che in seguito firmerà anche la sceneggiatura de Il Cattivo Tenente per poi abbandonare, qualche anno dopo, questo mondo. Un film strepitoso sull'innocenza violata che, nonostante abbia raggiunto i 30 anni di età, mantiene ancora una potente forza visiva!

Qui sotto una scena cult del film che omaggia De Niro in Taxi Driver

04 aprile 2011

Riding The Bullet - Mick Garris

Interessante viaggio, o meglio doppio viaggio, quello intrapreso dal giovane Alan Parker in questo Riding The Bullet

I viaggi del nostro eroe sono su due livelli: uno reale, verso la madre ricoverata in ospedale; e l'altro dentro se stesso, nelle sue paure, accompagnato dalla costante della morte. La morte è uno dei temi centrali dell'opera, prima ricercata, poi rifiutata e infine accettata... com'è giusto che sia! La morte gli si presenta più volte al nostro Alan, sotto varie forme e sembianze (anche la propria) e attraverso allucinazioni e ricordi. La ricerca interiore è una ricerca del coraggio, che lo porta ad inoltrarsi verso i ricordi d'infanzia, fino al fatidico giorno dove non ebbe il coraggio di salire sul Bullet (una montagna russa) e fare il suo benedetto giro. 

Mick Garris è bravissimo nel trasporre tutte queste emozioni (in realtà non so se la fedeltà a King sia rimasta, sinceramente poco importa) e anche di più, perché sicuramente ce ne sono tante altre che una sola visione non basta. Per carità il film non manca di difetti, dovuti forse ad un budget non proprio enorme, ma tiene comunque una bella forza emotiva e si fa guardare con profonda intensità. Da menzionare le prove di David Arquette, nella sua machiettistica perfomance (bellissima la scena del film nel film!), e di Barbara Hershey nella parte della madre (era anche la mamma ne Il Cigno Nero). 
Come dice Alan Parker (non l'Alan vero, che sia chiaro!) nella pagina del suo blog, questo è un film da vedere e possedere, fregandosene del parere degli stupidi "critici con la puzza sotto il naso"

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

02 aprile 2011

Wake Wood - David Keating

wake wood
La Hammer ultimamente sta cercando si rifarsi viva nel mondo dell'horror dopo anni di silenzio. Sempre ultimamente, ha sfornato due prodotti: uno degno di nota che è Let Me In (remake dello svedese Lasciami Entrare), e l'altro è questo Wake Wood che, a parer mio, era meglio se non sfornava. 

Il film proprio non c'è, e pur partendo da un'idea che poteva essere carina, si sviluppa male e fa sembrare i suo 90 minuti scarsi un'eternità. Per non parlare poi della fotografia tutta smarmellata... della roba che Un Posto al Sole è fatto meglio! La storia fa esattamente quello che Pet Sematary aveva ampiamente spiegato, e cioè MAI RIPORTARE IN VITA I MORTI, ma tant'è che nel ridente paesino Irlandese (si chiama Wakewood) proprio non lo vogliono capire, e continuano imperterriti a praticare il loro personale rito pagano. Il suddetto rito però prevede che i morti tornino per soli tre giorni, ma siccome negli horror vi abitano solo idioti è ovvio che questi mandino tutto in vacca... mai che ci sia uno che prima di fare qualsiasi cosa dica "ma siamo proprio sicuri?", MAI

Insomma un film che è meglio perdere che trovare e ricordatevi che non bisogna mai e poi mai riportare in vita i defunti... lo vogliamo capire o no che dopo sono dolori?

 photo FlagofUnitedKingdom_zps214cb752.pngIMDb 

01 aprile 2011

Maniac Cop - William Lustig

Maniac Cop
Ancora con Lustig, ormai sono andato in fissa! 

Maniac Cop rispecchia molto il cimena horror in voga negli anni '80, ovvero lo slasher, ma siccome il film è di Lustig, questo è uno slasher anomalo. Infatti vi sono poche scene di puro sangue, frammentate da momenti più thrilling e action. 

Interessante l'approccio dato da Lustig e Cohen (lo sceneggiatore) sia verso il poliziotto sadico che verso la città di New York. Quest'ultima è letteralmente terrorizzata dalla polizia (sublime la scena della signora che ammazza uno sbirro durante un controllo di routine), mentre il maniaco sbirro risulta egli stesso vittima  della società e dei suoi politicanti, un personaggio che dopo essersi disumanizzato ed aver sconfitto anche l'ultimo baluardo di umanità che è la morte, ritorna per vendicarsi contro la città (ammazzando cittadini random) e contro le stesse persone che l'hanno portato alla rovina. 

A differenza del precedente Maniac, questa volta Lustig mostra più il lato investigativo della vicenda, relegando il serial killer di turno quasi a sfondo; invece da Vigilante continua la sua permanenza nel genere che, pur risultando per certi versi datato, mantiene comunque un certo fascino, riuscendo persino ad  innalzare il personaggio di Matt Cordell alla stregua di altri colleghi più famosi come Michael Myers o Jason

Da notare un paio di cosucce: Robert D'Zar, l'interprete del maniaco Matt Cordell, prima di darsi alla recitazione è stato egli stesso uno sbirro; nel film appaiono anche il pugile Jake LaMotta ed il regista Sam Raimi.

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb