04 aprile 2011

Riding The Bullet - Mick Garris

Interessante viaggio, o meglio doppio viaggio, quello intrapreso dal giovane Alan Parker in questo Riding The Bullet

I viaggi del nostro eroe sono su due livelli: uno reale, verso la madre ricoverata in ospedale; e l'altro dentro se stesso, nelle sue paure, accompagnato dalla costante della morte. La morte è uno dei temi centrali dell'opera, prima ricercata, poi rifiutata e infine accettata... com'è giusto che sia! La morte gli si presenta più volte al nostro Alan, sotto varie forme e sembianze (anche la propria) e attraverso allucinazioni e ricordi. La ricerca interiore è una ricerca del coraggio, che lo porta ad inoltrarsi verso i ricordi d'infanzia, fino al fatidico giorno dove non ebbe il coraggio di salire sul Bullet (una montagna russa) e fare il suo benedetto giro. 

Mick Garris è bravissimo nel trasporre tutte queste emozioni (in realtà non so se la fedeltà a King sia rimasta, sinceramente poco importa) e anche di più, perché sicuramente ce ne sono tante altre che una sola visione non basta. Per carità il film non manca di difetti, dovuti forse ad un budget non proprio enorme, ma tiene comunque una bella forza emotiva e si fa guardare con profonda intensità. Da menzionare le prove di David Arquette, nella sua machiettistica perfomance (bellissima la scena del film nel film!), e di Barbara Hershey nella parte della madre (era anche la mamma ne Il Cigno Nero). 
Come dice Alan Parker (non l'Alan vero, che sia chiaro!) nella pagina del suo blog, questo è un film da vedere e possedere, fregandosene del parere degli stupidi "critici con la puzza sotto il naso"

 photo FlagofUnitedStates_zps116c00fa.pngIMDb 

11 commenti:

  1. Mi pare proprio una di quelle perle da recuperare e difendere a bottigliate dagli snob!

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  2. abbasso gli snobboni! segno... :)

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  3. Beh inanzitutto applausi per il tuo commento, speciale come tutto il film e per il coraggio di averlo recuperato facendoti largo tra tutto il fango e il fumo che hanno buttato ingiustamente sopra l'opera. Grazie di cuore per la citazione, ma più che per questo sono felice principalmente che ti sia piaciuto e che hai potuto vedere con i tuoi occhi quante emozioni e spiritualità è in grado di sprigionare questo capolavoro. Un caloroso saluto ;)

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  4. Ah ti aggiungo che il film è molto (ma molto) più ricco del libro, a mia sorpresa piuttosto essenziale ;)

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  5. Ma porcaccia la miseria! Con tutte le schifezze che mi sparo, possibile che non mi sia passato tra le mani? Mah. Comunque mi fido di più di VOI che della spazzatura che si trova sui siti "benemeriti"... Ottima segnalazione che mi ha fatto rileggere anche il post di Alan.
    Subito in recupero e inserimento nella pipe!
    Very grazie.

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  6. @Eddy è normale che non ti sia capitato tra le mani visto quanto è stato disprezzato (fatti un giro su filmscoop.it e davinotti.com e capirai l'ottusità di certi "critici") ;)

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  7. grazie a tutti!
    chi non l'ha visto recuperi, perché il film merita.

    E abbasso i critici puzzoni...buuu ai critici!

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  8. Ma anche lanciargli un bel minestrone bollente, al posto dei soliti pomodori marci, non gli farebbe male XD

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  9. giusto, fanculo ai critici puzzoni!
    in lista.

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  10. Dovessimo stare a sentire la critica ufficiale, ci perderemmo il 90% delle cose piu' interessanti. Un brindisi a Voi, lasciamo le bottiglie vuote ai critici miopi e menosi.A me piacque pure "Psycho 4" di Garris.Un grande saluto.

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  11. secondo me il vero problema della critica, soprattutto della carta stampata, è che si tratta di gente vecchia, e non mi riferisco solamente all'età, ma alla vecchiaia mentale. abituati ad un modo di fare critica ormai fuori dal tempo, non riescono più a stare dietro a tutte i film (ormai sono stati abbattuti i tempi dettati dalla sola distribuzione) e soprattutto giudicano i film con parametri standard. Cioè mi dite voi come può un critico di 80 anni (non faccio nomi) giudicare un film come Scott Pilgrim?

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