31 maggio 2011

Il Grinta - Ethan Coen, Joel Coen

I Coen 27 anni fa esordirono con un film eccezionale chiamato Blood Simple e da allora non hanno sbagliato un colpo. Sono inciampati leggermente con Ladykillers, e si sono riposati con film più leggeri (comunque belli) come Intolerable Cruelty e Burn After Reading, ma la media di capolavori all'attivo resta alta. 
Questo è un dato di fatto! 

Il Grinta è nella media alta. Non è il livello massimo raggiunto dai due fratelli, ma è un ottimo film. Pur trattandosi di un remake di un grande film con protagonista il Duca, questa versione dei Coen se ne discosta, sia perché i fratelli hanno attinto soprattutto dalla fonte primaria (ovvero il racconto di Charles Portis), sia perché l'hanno infarcito di quell'ironia tipica del loro cinema e di un'atmosfera cupa e livida. 

La scelta degli interpreti è stata, come sempre, azzeccatissima. Jeff Bridges in stato di grazia e a tratti impressionante (da godere in originale), una ragazzina di 15 anni di  una bravura innata che non so dove hanno trovato, Matt Damon che fa il suo sporco lavoro e due brevi parti ai sempre ottimi Josh Brolin e Barry Pepper (il personaggio di Pepper si chiama Ned Pepper... la parte doveva per forza essere sua!) 

Un altro grande western di questi ultimi. Un genere che si muove poco, ma che quando ci si mette sforna ottime cosucce come Appaloosa, Quel Treno per Yuma e questo True Grit.

30 maggio 2011

L'apprendista stregone - Jon Turteltaub

Made in Disney, quindi con tutte le conseguenze che ne seguono, L'apprendista stregone è un film per famiglie che cerca di coniugare tante cosucce interessanti, lasciando però tutti i vari aspetti molto sul vago. 

Quali sono le conseguenze derivate da un prodotto Disney? Semplice, che trattasi di un prodotto per tutti, grandi e piccini, e quindi c'è il lieto fine, la morale e i buoni e i cattivi e... bla bla bla... che palle! 
Cosa cerca di coniugare? Quali sono i vari aspetti? 
Cerca di mettere insieme tante cose: una visione dark che da 10 anni tira un casino (qualcuno ha detto Harry Potter?); un ironico umorismo; effetti speciali a go go; la filosofia Disney (le conseguenze di prima). 

Però il pot-pourri si vede essere stato fatto con molta parsimonia, un pizzico di quello, un pizzico di quell'altro... il risultato è una cosetta che si fa vedere, ma che ha un sapore sciapo. 

Il cast di attori è di tutto rispetto. Abbiamo l'ormai onnipresente Nicolas Cage (taglio di capelli stavolta idoneo), il simpatico (con faccia da schiaffi) Jay Baruchel, il sempre funzionale Alfred Molina e Monica Bellucci (che appare poco e quando appare dice fortunatamente poche frasi, e purtroppo non è nuda... maledetta Disney!). 

Una commediuola-dark-fantasy-per-piccini-carina-carina.

note: occhio alle citazioni inserite nel film! sono facili da trovare e ruotano principalmente intorno al mondo Disney.

29 maggio 2011

Mia moglie è una strega - Castellano & Pipolo

Sto andando forte di Pozzetto in questo periodo! 

Questa volta però, abbandonata la combriccola Corbucci-Amendola il nostro Renato nazionale si mette nelle mani della coppia Castellano-Pipolo, autori di tante commedie del periodo, tra cui moltissimi cult (certo che Pipolo ha creato letteralmente Moccia... ma questa è un'altra storia!). 

Le differenze di prodotto devo ammettere che sono sostanziali, non tanto a livello narrativo e/o di tipo di commedia, ma proprio di qualità. Infatti Mia moglie è una strega è un film che visto oggi, a distanza di 30 anni, funziona ancora molto ma molto bene, cosa che invece non riesce del tutto agli altri film visionati. Quasi il totale delle gag e battute reggono ancora la loro forza comica, qualche volta la risata è nostalgica qualche volta invece è pura. Un film come sempre innocuo, che gioca molto sul rapporto di amore/odio e sul conflitto di coppia. 

Bravissima la Giorgi, Pozzetto ha praticamente il ruolo cucito addosso e per lui sbagliarlo è quasi impossibile, mentre è un po' sofferta la parte affidata a Helmut Berger... che risulta forse un po' troppo anonima. 
Ottimo intrattenimento e gran divertimento nonostante gli effetti speciali all'amatriciana!

ps - Il film è un remake Ho sposato una strega, del 1942 e diretto da Renè Clair... tanto per la cronaca e per fare le cose per bene. Ho sposato una strega non l'ho visto!

28 maggio 2011

In Bruges - Martin McDonagh

Una delle grandi sorprese degli ultimi anni. 

In Bruges entra appieno in tutto quel tipo di cinema alla Tarantino/Guy Ritchie/ecc., ma al tempo stesso se ne distacca completamente grazie all'aurea surreale che avvolge la pellicola. I due protagonisti, criminali di mezza tacca semi-pentiti e inadatti al loro compito, vengono mandati a Bruges. Nella città medievale i due avranno modo di conoscere se stessi e l'un l'altro, di pensare al passato e al futuro, di strafarsi con un nano, di conoscere una bella ragazza del luogo e di ammirare (solo uno dei due) le bellezze architettoniche e culturali della città. 

Un film che viaggia tra la commedia, il dramma e il noir, narrando, più che di situazioni, di generi umani. Tanti i colpi di scena inseriti dall'ottimo Martin McDonagh, il quale farcisce il tutto con eccezionali dialoghi e una messa in scena estrosa. Bravissimi i due attori protagonisti, Colin Farrell e Brandan Gleeson, senza dimenticarci del volgarissimo boss (ma uomo di parola!) Ralph Fiennes

Per me un capolavoro, ad ogni visione ne resto estasiato, una macchina perfetta... per non parlare della fottuta Bruges, che sembra di stare in una cazzo di fiaba!

                                         Fucking Bruges!!!

27 maggio 2011

The Prowler - Joseph Zito

Slasher dei primi anni '80 (1981 per essere precisi precisi), che si inserisce con tutte le scarpe nel sottogenere horror iniziato da Reazione a Catena di Bava e con Un Natale Rosso Sangue di Clark e poi definitivamente esploso con l'arrivo di Michael, Jason e Freddy. 

La pellicola è ordinaria, estremamente divertente, ma che comunque rispecchia le comuni pratiche di questo tipo di film. Location periferica e pacifica, ballo di fine anno, il maniaco assassino (se no che slasher sarebbe?), personaggi che variano tra idioti e idiotissimi (manca però l'illuminato di turno che dice: "DIVIDIAMOCI!!!"), sangue a iosa, trentenni spacciati per novelli maturandi, la storia segreta e intricata che nessuno mai aveva scoperto in 40 anni ma che guarda caso diventa chiarissima e cristallina in un lampo, ragazza massacrata sotto la doccia, il ciccione a cui non va di fare un cazzo e l'immancabile sceriffo (in questo caso dalla pettinatura obbrobriosa). 

Gli ingredienti come potete vedere ci sono tutti. Il film si innalza dalla media, soprattutto per gli straordinari effetti gore di Savini, tant'è che Zito spesso e volentieri ci si sofferma... a volte anche più del dovuto. E, secondo il mio modestissimo parere, Zito ha fatto bene.

Che altro? Un buon slasher. 
La locandina è fighissima... d'arredamento!

26 maggio 2011

Senza Tregua - John Woo

Eccoci tornati al Van Damme Cinema, nel periodo denominato dagli storici "come a Bruce Willis!" 

Film importantissimo (forse esagero!) perché segna l'ingresso di John Woo, il mitico Re dell'action cinese, a Hollywood. In passato avevo già parlato dell'importanza del ruolo di Jean-Claude in questo connubio artistico (l'arte di menare le mani!) tra oriente e occidente, e da qui in avanti l'action mondiale diviene un curioso mix di culture, stili di fare a botte differenti e di fare action, che alla fine sfocerà tutto il suo essere in Matrix... ma è un discorso lungo e complesso, e non mi va tanto... perciò fidatevi! 

Purtroppo Senza Tregua è un film che difficilmente lo si può prendere per il culo, in quanto la maestria di Woo in molti passaggi fa subito dimenticare di aver sentito una battuta oribbile. Certo non mancano trashate e incongruenze, ma siamo veramente sullo standard e ormai abbiamo anche fatto il callo. John Woo, che si vede che sta facendo il pagliaccio con gli americani, inserisce praticamente tutto quello che aveva in precedenza suddiviso nei suoi film made in china, perciò abbiamo: colombe, sparatorie in aria, calci voltanti e mazzate (Van Damme ripaga i suoi delusi fan dopo le mancanze di Accerchiato!), sparatorie in aria con 2 pistole, esplosioni, inseguimenti di tutti i tipi con tanto di show circense, piroette varie (inutili) e tanto tanto altro.

Intrattenimento puro, John Woo al meglio (si deve mettere in mostra il ragazzo!) e Van Damme in formissima... che volete di più?

E ora un po' di frame!
Van Damme pensieroso. Dovete sapere che Van Damme pensa sempre con un occhio aperto!
Qua si sta facendo bello davanti alla tipa del film: "Guarda, guarda come gli spezzo il braccio?"
Questa è fantastica, ma non ve la dico!
Van Damme si è appena incazzato e medita di lanciarsi e sparare in volo.
Van Damme che si lancia e spara in volo.
Sbam!
Subito dopo lo Sbam!
Van Damme fa guidare la tipa che porta dietro in moto mentre lui si diverte a sparare col mitra.
Show circense.
La scena memorabile del film. Quella che vale il prezzo del biglietto.
Io non ancora capito l'utilità di tale gesto, ma tant'è!
Qua siamo durante la lunghissima sparatoria finale. Sparatoria che Van Damme alterna a calci.
Ogni 30 pallottole 6 calci, la media è più o meno questa!
Uno dei tanti calci nel finale del film. La differenza con i precedenti è che qui JC è in canotta.

25 maggio 2011

N (Io e Napoleone) - Paolo Virzì

Virzì con questo film ha osato, ha osato veramente tanto. Una pellicola di respiro internazionale, ambiziosa, un film in costume, su un personaggio storico di estrema importanza e sul quale hanno messo bocca tutti (o quasi), un film per certi aspetti molto rischioso.

Il risultato? Virzì è stato incompreso.
Infatti, nonostante le premesse, molti si aspettavano una film principalmente storico, una ricostruzione dettagliata e certosina di Napoleone e del suo soggiorno a Elba.
Quali sono le premesse?
Le premesse sono che il film è diretto da Virzì, e che quindi molto probabilmente ci saranno momenti comici e momenti estremamente drammatici... esattamente come succede nei precedenti Ovosodo, Ferie d'Agosto o i successi(vi) Tutta la vita davanti e La Prima cosa bella.

La pellicola per me è riuscita, il connubio tra film storico (ma dove sta scritto che doveva essere una certosina ricostruzione storica?) impegnato e commedia è ben calibrato, i personaggi sono ben caratterizzati e sono tutti ben interpretati (ovviamente la Bellucci non è stata presa in considerazione). Ceccherini e la Impacciatore si dividono principalmente la parte comica, con l'aiuto di Mastandrea; Autiel regala una visione umanizzata e quasi pentita di N, mentre Germano risulta banalmente bravo.

Purtroppo alcune cosucce, che personalmente avrei evitato, ci sono (ma giusto un paio), come il finale melenso condito da lettera fatta leggere fuori campo dalla Bellucci (cioè, è sbagliatissimo!) ed una recitazione troppo urlata che sembra un film di Muccino.

Però dai, Virzì ha osato, ha costruito un prodotto intrigante, corale e di ampia gittata che da queste parti non si vedeva da anni... poi quel mi consenta messo in bocca a N, insomma ci siamo capiti!

24 maggio 2011

Drive Angry - Patrick Lussier

Caciaronissima trashata, un mega b-movie simpatico, non certo memorabile ne tanto meno cult, che però riesce a regalare bei momenti e far rilassare e riposare qualsiasi attività celebrale. 

Patrick Lussier mette nel pentolone qualsiasi cosa gli viene in mente: macchine fighissime che si inseguono, sparatorie di tutti i tipi, donnine nude, satanismo, morti che ritornano, una storia di vendetta ecc. La trama tocca più e più volte l'assurdo, talvolta il ridicolo mentre talvolta regala delle vere e proprie piccole perle. 

Come dicevo, l'operazione è riuscita in parte. 
Non riesce ad essere totalmente figo come i recenti Machete o Piranha, che avevano un approccio forse più goliardico ed esagerato ma comunque ironico. Dalla visione di Drive Angry sembra che Lussier abbia preso tutto troppo sul serio, dimostrando una poca idoneità a riproporre uno stile seventies... infatti si chiama Lussier e non Rob Zombie o Quentin Tarantino

Bravi gli attori: Nicolas Cage (col capello NON imbarazzante); la bella Amber Heard e gli ottimi comprimari William Fichtner (ha il personaggio più figo del film, Il Contabile), Billy Burke e David Morse

Poteva essere veramente qualcosa, ma che alla fine è così così... la sufficienza Patrick stavolta se la prende, ma si deve applicare di più!

23 maggio 2011

The Suspicions of Mr Whicher - James Hawes

The Suspicions of Mr Whicher è un giallo tratto da un fatto di cronaca reale. 

Considerando che il prodotto ha fini televisivi, ci sono degli ovvi limiti e nel film, infatti, si evince una certa linearità, un linguaggio filmico standard, una narrazione semplice e quanto più chiara possibile e tutti gli altri crismi che vengono imposti dal prime time del piccolo schermo. L'essere destinati alla Tv molte volte non è cosa buona, specialmente se magari si pagano i dindini per vedere il film in sala (mi sto riferendo a roba tipo Immaturi o Figli delle stelle), però se si sa sin da principio che questi limiti ci saranno, ti metti l'anima in pace e prendi la visione con i giusti parametri. 

Detto questo dico subito che il film, nonostante tutto, ben si inserisce all'interno delle restrizioni, almeno dal punto di vista prettamente sinossiale (Termine appena inventato da me. Vi piace?) e verbale. Essendo ambientato nell'1860 elimina alla radice qualsiasi sconvenienza linguistica e di costume e, narrando di un caso in Poirot Style, risolve tutto evitando le parti truculente. Chi ne paga di più è il linguaggio filmico, quello cinematografico, che viene ristretto a cose standard e anonime... bisogna portare a casa sempre un tot di minuti girati al giorni, è la televisione! 
Ottimi gli interpreti dove troviamo il bravo Paddy Considine (anche qui) e il mio mito personale Peter Capaldi

Esiste una terra dove, a discapito di leggi non scritte (che regolano la realizzazione di un prodotto di massa), si produce un bel giallo in costume; mentre da noi, con le stesse identiche regole, abbiamo Don Matteo... non c'è giustizia a questo mondo!

22 maggio 2011

Agenzia Riccardo Finzi, praticamente detective - Bruno Corbucci

Eccoci tornati alla premiata ditta Corbucci-Amendola-Pozzetto e praticamente potrei fare il copia-incolla della volta precedente (La Casa Stregata). 

Anche in questo caso, un genere popolare viene mischiato alla commedia e l'unica grande differenza è che stavolta Corbucci e Amendola hanno tratto la storia da un libro di Luciano Secchi, alias Max Bunker (avete presente Satanik, Kriminal o Alan Ford?). 

Pozzetto è ovviamente la prima donna, a suo agio nell'interpretare un Detective Privato... che non la smette di dire a tutti che è un detective privato! 

Un film divertente, nulla più, con un intreccio ed un finale alla Agatha Christie, e questo lo dico tanto per farvi capire cosa abbiamo davanti. Come sempre alcune gag funzionano altre no, ma su questo ormai ci abbiamo fatto il callo. Da segnalare la presenza di Enzo Cannavale nella parte dell'ex carabiniere aiutante di Finzi, e di Lory Del Santo che nei pochi minuti che è in scena ha il tempo di mostrare le sue forme peroidali. Bruno Corbucci sempre di mestiere.

21 maggio 2011

Riflessi in uno specchio scuro - Sidney Lumet

Giallo atipico, tratto da un lavoro teatrale, con una grande prova d'attore di Sean Connery

Riflessi in uno specchio scuro è un film nebbioso, dove per tutta la visione anche noi siamo come offuscati, come immersi in una sorta di ambiguità, come se si è dentro la mente complessa, torbida e abbastanza incasinata del nostro eroe negativo, eroe a tratti persino spregevole. 

Un grande film del grande Lumet (la cui maestria registica si denota dai tanti piani sequenza), dove solo alla fine il cerchio si chiude (la struttura è circolare, in pratica vi è solo una scena) e viene data risposta a tutte quelle immagini sporche e confuse. Grande poi  Connery nel dare corpo ad un personaggio difficile e disturbato, sulle sue spalle infatti si poggia praticamente tutto il film, ma viene coadiuvato da un ottimo cast di comprimari, primo fra tutti il maniaco (?) Ian Bannet

Una vera riscoperta, da vedere e rivedere a causa anche dei molteplici sotto-testi e di tante sfaccettature che magari non vengono colte alla prima visione. 

Riflessi in uno specchio scuro  è una pellicola cinica e crudele, che scava nel male umano, a tratti disturbante e morbosa, dove aleggia un'aura di sfuggente disperazione.
Film non facile.

20 maggio 2011

The Tripper - David Arquette

Cazzatina senza arte nè parte - che a tratti riesce pure a divertire - scritta, prodotta e diretta dall'attore David Arquette

Il film è un omaggio agli slasher del tempo che fu... Wes Craven e Tobe Hopper sono sicuramente tra gli ispiratori principali. Purtroppo il film, nonostante segua molto i modelli classici, non si eleva e non si eleverà mai a cult per via di una certa arretratezza (a parte l'interessante parco attori e l'idea di Reagan) che lo relega nella cospicua mischia di cazzate-divertenti-presto-dimenticate

Nel cast figurano vari attori non proprio male: gli onesti Jason Mewes e Thomas Jane; gli allora coniugi David Arquette a Courteny Cox; i pochi conosciuti Lukas Haas, Paz de la Huerta e Jaime King... c'è pure lo stesso Wes Craven in un piccolo cameo. 

Pur non mancando elementi che di solito apprezzo molto, come un eccessivo uso di droghe, un linguaggio colorito e qualche nudità (che ci sta benissimo in un film horror), è proprio sulla parte sanguinolenta che il film perde punti. Ogni qual volta si arriva ai tanto agognati momenti splatterosi, questi o vengono attuati fuori campo oppure sono inquadrati da lontano (magari pure in silhouette)... e queste sono cose che non si fanno! 

Peccato, perché l'idea di avere come maniaco Reagan è veramente figa! 

19 maggio 2011

Gli amici di Eddie Coyle - Peter Yates

Mi è difficile parlare di un film come questo. Oltre a dire che è un capolavoro, che è strepitoso ecc.. non so proprio più come continuare.

C'è senz'altro da dire che molta della sua magnificenza è già nel libro da cui è tratto, il che ha alleggerito di non poco il lavoro di chi l'ha trasportato su pellicola oppure che Peter Yates, che ha diretto tutta la baracca, poi non era certo un pinco pallino qualsiasi e la sua presenza si sente tantissimo con quel tocco nelle immagini (un misto di semplicità, funzionalità e spettacolarità) che rendono in pieno il senso di realismo. 

Trama e dialoghi poi sono micidiali. La prima per l'essere allo stesso tempo essenziale e complessa, i secondi per quella loro particolarità di saper raccontare vita morte e miracoli di un personaggio con una semplice battuta. Come dicevo, molte di queste caratteristiche (ovvio, non quelle visive) erano già presenti nel libro, lo stesso libro che il maestro indiscusso del crime novel Elmore Leonard ha inserito nella sua Top 10 di crime novel... in tutte le posizioni! 

Una pellicola che fa parte di un cinema che - ahimè! - è bello che andato; un cinema di facce, dove bastavano poche cose (ma fatte bene) per rendere un film grandioso... altro che tutte quelle puttanate di 3D o di sangue in CGI. Le facce giuste ecco cosa bastava.
Ma avete presente Robert Mitchum? Dov'è l'equivalente moderno di Robert Mitchum? Non c'è!

ps - Elmore Leonard ha poi omaggiato il romanzo di Higgins nel suo Jackie Brown, chiamando la protagonista come uno dei personaggi che si muovono in Gli amici di Eddie Coyle.

18 maggio 2011

Re-Animator - Stuart Gordon

Cult assoluto dello splatter
Prodotto da Yuzna, diretto da Stuart Gordon e tratto da Lovecraft, il film è una rivisitazione in chiave moderna di Frankeinstein

La pellicola per certi aspetti più classici mantiene contatti con l'illustre antenato - abbiamo infatti l'ossessione dello scienziato pazzo e il lugubre laboratorio - mentre per altri se ne distacca, per esempio  mettendo a confronto non uno ma ben due scienziati o con la figura del terzo personaggio/continuatore... senza poi contare il tripudio di sangue, pezzi anatomici e quant'altro che viene fuori. 

Come prodotto prettamente splatter si denota anche una certa ricchezza di mezzi avuti a disposizione, basta notare i più che ottimi effetti speciali oppure i movimenti di macchina o la fotografia (niente di eccezionale, ma manco arrabattati!), cosa alquanto insolita per un prodotto di questo tipo... pensate a Bad Taste o La Casa. Su livello narrativo, oltre alle scene cult (come il tentato stupro fatto con sola testa), c'è una certa solerzia a voler arrivare al sangue, cosa che il più delle volte spinge a comparare lo splatter al porno... la trama può essere intesa come mero pretesto per mostrare quello che piace e/o diverte.

Cimitero Vivente e Frankenhooker avranno visto attentamente Re-Animator? Io dico si, e pure più di una volta!

Riccardo, metti il video!

Nel video abbiamo Stuart Gordon che parla di Re-Animator The Musical... che io voglio assolutamente vedere! 
Grazie Riccardo, gentilissimo.

17 maggio 2011

Almost Blue - Alex Infascelli

Tratto dall'omonimo romanzo di Lucarelli, segna il debutto cinematografico di Alex Infascelli al cinema. 

La trasposizione da romanzo a film è abbastanza riuscita, infatti pur con qualche piccolo cambiamento, Infascelli ritrae bene ciò che Carlo 'paura eh?' Lucarelli aveva messo su carta. Si perdono forse tutte le percezioni, ampiamente descritte, del personaggio non vedente (o cieco come lui stesso tiene a precisare), ma sono cose che capitano. 

Durante la visione si sente la passione musicale del regista, nonché la sua provenienza dal mondo dei videoclip. Passione/provenienza che danno una struttura filmica a tratti videocclippara nonché piena di sonorizzazioni di vario genere che ben si amalgamano con i fini narrativi. La fotografia è molto livida, con toni sempre freddi che riprendono le gradazioni del blu (non a caso) e con i bianchi quasi sempre bruciati. 

Gli interpreti, mediamente tutti bravi, sono facce note o poco note che da anni bazzicano il cinema e la tv: Claudio Santamaria, Lorenza Indovina, Marco Giallini e Rolando Ravello. Decisamente un buon debutto per Infascelli (è stato poi ampiamente premiato) che poi si è un forse un po' perso tra esperimenti di dubbia riuscita (ma sicuramente di estremo e lodevole coraggio come H2Odio) e tanta tv. 

Io ancora attendo un ritorno in grande stile al cinema e, soprattutto, una conferma non ancora arrivata!

16 maggio 2011

Insidious - James Wan

James Wan e Leigh Whannell anni fa ebbero un'idea carina, e questo lo devo ammettere. Creando Saw, e bisogna ammettere pure questo, hanno contribuito a riaccendere l'anima horror del mondo. I due signori però non possono vivere di rendita a vita! 

Poltegeist Insidious è un film che chiamare derivato (tanto per non dire copiato) è dir poco. Sembra che sia stato creato mettendo random situazioni, personaggi e ambientazioni prese alla cieca da circa 2000-3000 film. 

Qualcuno mi dirà: "Guarda Ciccio, pure Tarantino fa la stessa cosa". Al che io rispondo che è vero che fa la stessa cosa, solo che Tarantino lo fa in una maniera molto più equilibrata, oserei calibrata, pensata ed anche con un certo stile, mentre Poltegeist Insidious invece sembra fatto alla Renè Ferretti. Infatti non vi stupite se il demone (il demone? mah!) ricordi qualcuno di già visto;

Riccardo vai con il contributo 1:

contributo 1

che la locandina faccia immaginare un altro tipo di storia, lo dico subito: NON C'È ALCUN BAMBINO MALEFICO; che ci siano per puro caso delle originali gemelle che si tengono per mano;

Riccardo, vai pure con il contributo 2:

contributo 2
Grazie Riccardo!

che ci sia l'escamotage delle fotografie coi segni strani sopra come in un altro famoso film (l'avete capito? quello di: "morirai tra sette giorni!"... uuuu!!!). Per non parlare poi di tutti gli altri spiriti/demoni/manco-si-capisce che sembrano riciclati da TUTTI gli altri film horror del mondo (Saw compreso!). E quando c'è un barlume di originalità, questa è: o ridicola o inutile. 

Salto direttamente al dunque dicendo che questo Poltergeist Insidious, per me, non ne vale la pena... ecco l'ho detto!

15 maggio 2011

La Casa Stregata - Bruno Corbucci

Italia. Anno Domini MCMLXXXII.
Bruno Corbucci e Mario Amendola decidono di costruire una commedia con elementi sovrannaturali/fantasy che all'epoca andavano anche di moda (per esempio alcuni film con Bud Spencer e Terence Hill, Mia moglie è una strega sempre con Pozzetto). 

L'elemento della casa stregata, tipico del cinema horror, viene preso alla berlina a più riprese durante lo svolgersi della trama, con una serie di gag verbali e visive (si fa spesso ricorso allo slapstick). Alcune di queste gag purtroppo risultano ormai fuori tempo massimo, riuscendo solo a strappare sorrisi proprio pensando: "30 anni fa, con certa roba veniva giù il cinema!"; per molte altre bisogna ammettere che mantengono ancora viva la loro forza  comica, considerando sia la fisicità ingombrante di Pozzetto che la sua particolare abilità di pronunciare volgarità inaudite come se nulla fosse

Peccato invece per la Guida, che resta anonima riuscendo a tratti ad essere irriconoscibile (sarà perché è sempre vestita? il dubbio resta). 

La regia di Corbucci, pur essendo imparagonabile a quella del fratello Sergio, è da onesto mestierante e non ho proprio nulla da dirgli visto che svolge appieno il suo dovere.

Menzione speciale invece al cane Gaetano... semplicemente cult!

14 maggio 2011

White Dog - Samuel Fuller

Questo grande film è stato consigliato dal cane da tartufo cinematografico alias Belushi, che ci tengo a ringraziare per l'enorme quantità di film (diciamo curiosi!) che tira fuori dal suo magico cappello.

Questo è un film che definire feroce è poco, non tanto per le scene di violenza (che restano comunque di notevole impatto) quanto per il malessere generale del film, il cui unico messaggio che porta è che il razzismo è incurabile

Il razzismo in questo caso è impersonato dal Cane Bianco, nome che oltre ad identificare il colore dell'animale ne rappresenta anche l'aspetto caratteriale/comportamentale, ovvero l'essere stato addestrato ad attaccare ed uccidere persone di colore. La cosa più sconcertante però è l'altro, ovvero  quello che non vediamo, quello che è successo prima della storia a cui assistiamo. Infatti, il solo sapere che dei malati (ma molti li conoscono anche con l'altro loro nome, ovvero emerite teste di cazzo) abbiano creato un mostro simile, supera di gran lunga qualsiasi scenario orrorifico portandoci alla consapevolezza (ancora una volta) che l'essere umano è tra le bestie più meschine e crudeli del creato... ed è proprio questo aspetto che ci fa stare male durante la visione, non tanto il film in sé! 

Dal punto di vista cinematografico la mano registica di Fuller si sente eccome, come si sentono ancora nei movimenti di macchina e di zoom (pochi ma efficaci) una certa influenza anni '70, nonostante la pellicola sia datata 1982. 

Un film che, a quanto pare, ha avuto non pochi problemi ma che dovrebbe (a discapito della brutta nomea che si porta dietro) essere usata anche con scopi didattici.

13 maggio 2011

Porky's - Bob Clark

Un classico! 

Qua siamo di fronte ad una pietra miliare che, insieme ad Animal House, ha creato e delineato un genere. Il film rappresenta in realtà una serie incollata di sketch, e leggenda vuole che molti siano basati su fatti reali (sì, anche quello della doccia). 

Nonostante questo apparato quasi ad episodi il film regge bene senza scadere mai troppo nella becera volgarità (certo i personaggi sono perennemente arrapati, c'è qualche nudo totale e anche qualche parolina poco educata... ma ormai basta vedere un Tg per trovare le stesse cose!), riuscendo ad inserire anche dei piccoli sotto-testi sociali per niente ilari. 

Un film che forse all'epoca poteva risultare scabroso (la distribuzione italiana non aiutò inserendo un sottotitolo idiota e fuori luogo) tanto da beccarsi un  bel vietato ai minori di 18... che per me è comunque esagerato! 

Da vedere almeno una volta nella vita, alcuni degli sketch come quello famosissimo della doccia o di Lessie sono must entrati nell'immaginario collettivo.
Poi è stato scritto e diretto da Bob Clark... ma che ve lo dico a fare!

12 maggio 2011

Dragon Trainer - Dean DeBlois, Chris Sanders

Devo ammettere che parto sempre prevenuto verso un qualsiasi nuovo film di animazione. Sarà per l'erronea accezione che trattasi di prodotti per bambini (e c'è da dire che ce lo fanno anche credere) ma ogni volta cado nella trappola (è successo con Monsters & Co., Shrek, Alla ricerca di Nemo ecc.) e resto stupito. 

Anche in questo caso le aspettative sono state deluse, il che è positivo, perché nonostante il prodotto sia indirizzato anche ai bambini, c'è appunto quell'anche che ne fa la differenza. Gli autori scelgono bene i temi da trattare, accontentando praticamente tutti. 

C'è l'aducazione sociale indirizzata ad accettare il diverso, l'intrattenimento avventuroso, il rapporto padre figlio, il rispetto per gli animali e per il proprio nemico... e chi più ne ha più ne metta. E ovviamente, cosa che non può mai mancare, c'è l'umorismo. Sull'aspetto tecnico a dir la verità ho ben poco da dire, da non esperto l'unica cosa che posso aggiungere è che è accattivante e che è stata data, quasi certamente, un'occhiatina ai giappo per creare il drago. Però, nonostante la meraviglia e la curiosità verso le nuove tecniche di animazione digitale, devo ammettere (oggi ben due confessioni!) che il cuore spinge e spingerà sempre verso l'animazione classica... chiamatemi pure old fashion

Insomma un'altra conferma per quanto riguarda l'animazione, che ormai sembra aver trovato la sua formuletta magica, che però funziona.

ps - nella versione originale alle voci ci sono attori che da queste parti (cioè a casa mia) sono celebrità: Jay Baruchel, Gerard Butler (in lista per il titolo di truzzo degli anni '00) e Jonah Hill. Da noi (in Italia) dobbiamo ringraziare iddio che non hanno messo calciatori o dj Francesco.

ps 2 - Amici titolisti, io non riuscirò mai a capire il perché cambiare il titolo originale in inglese, con un altro titolo in inglese. Sarà che vedo in bianco e nero ma o lo traducete o non lo traducete. Mi sembra così semplice. Ma che scuola avete fatto? Chi siete? Mostratevi al mondo, così che il mondo abbia la possibilità di mostrarsi a voi!

11 maggio 2011

Stato di grazia - Phil Joanou

Cammino per i fatti miei, con passo svelto e deciso. Alzo un attimo lo sguardo e noto che lì, a circa 50m c'è una bancarella di dvd. Mi auto-impongo di non fermarmi, di tirare dritto. Aumento l'andatura, 20m, 10m, 5m, sono praticamente arrivato quando l'occhio mi cade su questo dvd, che giace in cima alla catasta informe di suoi simili. Mi fermo, lui mi vede e mi sussurra un docile e sofferto "Prendimi, prendimi!". Decido istintivamente di dargli una chance. Noto velocemente i volti sulla copertina, leggo di fretta la trama, al che mi scappa un sonoro "Perbacco!", "3 euro" incalza il venditore.
E fu così che, secondo la leggenda, sono entrato in possesso di questo film, del quale ignoravo totalmente l'esistenza. Capito che storia? Pazzesco!

Il cast è a dir poco strepitoso con volti che all'epoca erano poco noti al grande pubblico... tanto per capirci: Sean Penn, Ed Harris, Gary Oldman, John Turturro, Robin Wright e John C. Reilly. Musiche di Morricone e regia di un tipo mai sentito prima. 

Stato di grazia è uno di quei film duri, una storia di criminali di mezza tacca (mi ha ricordato non poco The Yards... che però è venuto dopo), di fratelli, di amici, di amore, di tradimenti, del passato che torna e del presente che distrugge. I rimandi al cinema di Scorsese, Coppola e Leone ci stanno tutti e, sicuramente, questo Stato di Grazie non sfigura nel paragone con gli illustri maestri (mantenendo sempre e comunque le dovute proporzioni). 
Una sorpresa incredibile, dove a farla da padrone sono le magistrali interpretazioni di tutti, nessuno escluso. La scena finale (d'ispirazione Hongkonghese e di rimbalzo da Sam Peckinpah) per me è già cult assoluto. 

Una pellicola che meriterebbe decisamente una rivalutazione!

10 maggio 2011

El habitante incierto - Guillem Morales

Questo film è di difficile definizione, etichettarlo in un genere ben preciso è praticamente impossibile. È, al tempo stesso, tante cose (horror, thriller, drammatico, grottesco, commedia), ma pensandoci potrebbe anche non essere niente. 

Il giovane regista spagnolo, costruisce un film basandosi su un elemento classico del cinema della paura, ovvero la casa intrusa (in genere sono fantasmi... così, tanto per la cronaca!). 
Morales è bravo ad attuare tutti gli accorgimenti tipici del genere: rumori sordi e di dubbia provenienza, paranoia del protagonista, inquadrature suggestive, possibile complotto ecc.; ma quando il protagonista di un film di questo tipo dovrebbe agire (affrontando il nemico, uscendo fuori di testa, elevandosi ad eroe ecc.) il film cambia radicalmente, si getta nelle braccia del grottesco e della commedia, portando lo spettatore anche alla risata. Assume così toni scanzonati ma pur restando sempre in un limbo di ambiguità, la tensione accumulata in precedenza non svanisce del tutto, lasciandoci (a noi che lo guardiamo) con la certezza che qualcosa di brutto sta per accadere. 

Certamente trattasi di una visione curiosa e abbastanza nuova su di un tema ampiamente trattato, con cambi di registro interessanti e non scontati. 

Questo Morales è uno da tenere sicuramente d'occhio!

09 maggio 2011

Il Tatuaggio Del Drago: L'Inferno E' Il Destino Dell'Uomo - Makino Masahiro

Makino Masahiro era un regista che non doveva avere una vita privata, date un'occhiata alla quantità di film da lui diretti e poi ditemi se non ho ragione! 

Questo film fa parte di una serie dal titolo Shôwa zankyô-den (presumo stia per Il Tatuaggio del Drago... ma vatti a fidare!), andata "in onda" nei cinema nipponici dal 1965 al 1972. Protagonista della serie è sempre Ken Takakura, ma non credo che i personaggi siano sempre gli stessi anche se hanno gli stessi nomi, vi saprò dire  di più quando vedrò gli altri. 

Ambientato nel Giappone degli anni '30 narra di onore, vendetta, amore, yakuza e redenzione. La pellicola si concentra più sulle storie dei personaggi, sulla storia d'amore tra i due protagonisti, sul riscatto sociale e su tutta una serie di codici a volte veramente incomprensibili per me (causa culture e tradizioni differenti), mettendo molto in risalto il versante sentimentale e relegando quello prettamente yakuza (cioè katane e sangue) ai soli minuti finali del film... avrei personalmente preferito il contrario, ma solamente per un gusto personale.
Film di sicuro interesse e, leggendo le discutibili votazioni di imdb sui singoli titoli della serie, gli altri dovrebbero essere anche migliori, staremo a vedere.

08 maggio 2011

Odio le Bionde - Giorgio Capitani

Ancora anni '80, ancora Italia e ancora Montesano

Bisogna partire sempre dal presupposto che, come i 2 precedenti (Noi Uomini Duri ed Il Volpone) visionati dallo staff del blog, il film è una commedia innocua che mira principalmente all'intrattenimento. 

Questa volta abbiamo Montesano in un ruolo che è un mix di Woody Allen e comicità slapstik (tipo Chaplin e Keaton) ma, nonostante le buone premesse (la storia è intrigante ed intricata), non raggiunge la piena sufficienza. Vuoi per via di una regia semplicistica - molto simile alla moderna fiction televisiva... ed infatti Capitani ha fatto tanta, ma tanta, fiction -, vuoi per una evidente forzatura ed arretratezza delle gag visive e narrative, il film riesce a stento a strappare qualche sorriso di circostanza, tipo quelli imbarazzanti che si fanno di fronte a  battute glacialmente mortali (le stesse che il popolino volgare chiama freddure). 

La pellicola racimola punti, ed arriva al 6-- (con una ricerca sull'Umbria da portare per la prossima volta), anche grazie alla sua naturalezza di mostrare nudi femminili ad ogni buona occasione (come ad esempio far entrare l'attore in una stanza). 

Da notare infine la presenza di Jean Rochefort, Corinne Clery e di Michele Mirabella.

07 maggio 2011

Animal Kingdom - David Michod

Animal Kingdom è definibile come un film di formazione, però criminale. 

La vicenda narra (e vengono narrate) del giovane protagonista e della sua famiglia di spicci criminali nella periferia australiana. Michod decide di raccontare la storia per sottrazione, in maniera molto scarna, evitando volutamente molti cliché del genere gangsteristico. 
La visione è quasi documentaristica, e grazie anche al distacco moralistico, risulta molto spietata. Ci viene mostrato un mondo dove sia sbirri che criminali usano ogni mezzo per sopraffare l'altro, senza mezzi termini, e dove importa veramente poco se nelle vene scorre lo stesso sangue. 

Ottimi gli sconosciuti interpreti (Jacki Weaver si è meritatamente aggiudicata una nomination agli oscar!), ben saldi e molto inquadrati nelle loro parti quasi tagliate con l'accetta. Unico nome rilevante è Guy Pearce, a cui tocca il personaggio con più eticache appare solo dopo una quarantina di minuti. 

Un film che va a mettersi di diritto accanto all'altro recente capolavoro di formazione criminale che è Il Profeta!

06 maggio 2011

L'innocenza del diavolo - Joseph Ruben

Scritto dal romanziere Ian McEwan (poi però si è incazzato!), narra dell'eterna lotta tra il bene e il male, con protagonisti due mini divi dell'epoca, Macaulay Culkin e Frodo

Il film è una specie di drama thriller che poteva essere tante cose e invece non è assolutamente niente. È un film che rimane nel mezzo, come se gli autori non sapessero bene da che parte spingere:
Autore 1: Io dico Thriller.
Autore 2: Per me decisamente Drama.
Aut 1: Thriller.
Aut 2: Drama.
Aut 1: ThrillerThrillerThrillerThrillerThrillerThriller...
Aut 2: ...LaLaLaLaLaLaLaLaLaLaLaLaLaLa...
Aut 1: Ma l'horror?
Aut 2: Scherzi? Ciccio... sono gli anni '90, l'horror è out!

Bravi i due mini attori, i quali però non vengono sfruttati al meglio a causa anche di una sceneggiatura piena di buchi e forzature. Insomma una grande occasione persa, e un film che quando lo vidi la prima volta (metà anni '90)... mi piacque!
Che dire, ero piccino, lo svezzamento era ancora in opera, imitavo a ripetizione Daniel San, le cavalletteeeeee!!!!

Commento di mio padre dopo l'ennesima mascalzonata di Henry: "Che figlio di...!!!" (mio padre si fa sempre prendere emotivamente dai film.)

ps - il primo che indovina la citazione contenuta nel post riceverà in dono qualcosa... forse!