30 giugno 2011

Surveillance - Jennifer Chambers Lynch

La figliola di David Lynch ci riprova dopo la porcata di Boxing Helena sfoderando un'altra porcata... go, Jenny go! 
Sul piano tecnico non ho assolutamente nulla da ridire, i problemi sono tutti attribuibili a quello narrativo. Sotto questo punto di vista tutto è insalvabile. Oltre che estremamente noioso, è prevedibile (io ho capito l'arcano intreccio dopo 5 minuti e non sono poi tanto acuto!) e, cosa ancora peggiore, pretenzioso. 
QUELLO CHE SEGUE È PIENO DI SPOILER E DI VELATI INSULTI:
I personaggi sono stereotipati e caratterizzati in modalità standard, credo abbiamo preimpostato dei tasti sulla tastiera. Al tasto F2 abbiamo infatti i tossici. I tossici sono uguali e spiccicati a tutti gli altri tossici creati da chi non ha mai visto un tossico in vita sua (pippano coca e ridono come se si fossero fumati 1000 canne!). Al tasto F3 ci sono i due agenti dell'FBI. I suddetti partono come tipici agenti dell'FBI e (dopo aver pigiato F3) si trasformano, senza mezzi termini, in feroci psicotici assassini necrofili leccatori di sangue... però risparmiano la bimba... perciò la mia domanda: ma che psicotici-necrofili-leccatori sono? 
Poi ci stanno i due sbirri (tasto F10) che sono spiccicati a quelli di Superbad, solo che qui non fanno ridere. Al massimo fanno pena. Per tutta la visione mi è preso come un senso di fastidio, dato ovviamente dall'imbecillità della pellicola. Persino Pullman, che in genere reputo bravo, qui gigioneggia un po' troppo. E si sa, il troppo stroppia..

29 giugno 2011

California Skate - Graeme Clifford

Questo film l'ho visto non so quante volte (comunque tantissime). Ricordo che nell'estate del 1993 lo vedevo una sera si e una sera no... lo so, avevo problemi! Era il film preferito di noi ragazzini del condominio, e Christian Slater era, insieme a Jean Claude, il nostro attore preferito (di Slater però avevamo visto solo questo!). Ogni pomeriggio cercavamo di ripetere per strada le grandi evoluzioni viste nel film, sognando un giorno di cavalcare una mega rampa. Alla fine ho smesso di vedere il film e ho smesso di andare sullo skate, ero troppo pippa, al massimo riuscivo a starci sopra senza scorticarmi vivo! 
A vederlo oggi questo film mi sono reso conto di due cose. La prima è che trattasi di una pacchianata, la seconda (quella che mi ha stupito maggiormente) è che mi ricordo ancora a memoria le battute. In pratica parte del mio cervello è occupato dalle battute inutili presenti in questo film. Non ricordo cosa ho mangiato a pranzo, ma so quasi tutte le battute di California Skate a distanza di 13 anni... che culo, lo dovrei mettere nel curriculum! 
Tornando alla pellicola ci sono ben poche cose da dire. La regia è uguale uguale a quella di Beverly Hills 90210. La recitazione rispecchia appieno tutto il resto, essendo pacchiana e quasi al limite del ridicolo. Ottime invece le evoluzioni sullo skate, ancora oggi molto efficaci. Si vede la presenza di professionisti come Tony Hawk, Tommy Guerrero e di Stacy Peralta come regista della seconda unità.
Nonostante tutto, di denigrare California Skate non mi riesce e non smetterò mai di amarlo. Sia perché ne sono costretto data la presenza invasiva all'interno del mio cervello, sia perché mi riporta all'eccitazione infantile che avevo ogniqualvolta inserivo la VHS nel videoregistratore (saltavo la pubblicità tra il primo e il secondo tempo ad occhi chiusi!). 
Che bei tempi quelli, quando bastava 1 videocassetta per essere felici!

28 giugno 2011

Defiance - Edward Zwick

Il sottotitolo italiano dice "I giorni del coraggio", e ne serve di coraggio per vedere sta schifezza fino alla fine. 
Io non è che abbia qualcosa contro Zwick. Ho apprezzato Attacco al Potere e mi sono fatto piacere Blood Diamond, nonostante siano stati girati con le formine da spiaggia (quelle per i bambini) e infarciti di pedante missione eroica e tonnellate di retorica (vedasi per un confronto anche L'Ultimo Samurai). Ma a questo Defiance dico proprio no! Scusatemi tanto, scusami Zwick, non prenderla sul personale, ma io non ci sto! Perché dovrei? Potrei metterla anche io sul personale. Potrei sospettare che tu, mio caro Zwick, l'hai fatto apposta con il premeditato scopo di torturami! Come la metti ora? Non dici niente? Eh? Eh?


Una delle cose più mediocri fatte negli ultimi anni. Dialoghi da telenovela, retorica a palla (tanto per cambiare) e palle che ti girano a mille con i minuti che avanzano, tutto è estremamente pulito ed eroico mentre il menefreghismo che attanaglia lo spettatore diventa sempre più insostenibile e tortuoso. Craig totalmente assente, pare in un costante dormiveglia, mentre Schreiber interpreta l'ennesimo personaggio ambiguo (ormai gli fanno fare solo quello, vedasi Wolverine per un confronto). 
Tratto da una storia vera poi coraggiosamente stravolta, della roba che se fossi stato un superstite mi sarei incazzato. 
Si poteva fare senza dubbio di più... tipo farlo dirigere da un'altro!

27 giugno 2011

Give 'em Hell, Malone - Russell Mulcahy

Give 'em Hell, Malone è una pellicola hardboiled, che guarda molto a Sin City e The Spirit* però più Pop(Art). Non ci crederete ma la cosa funziona e diverte. Parte alla grande, poi cala un pochetto e si riprende nel finale, avesse mantenuto i livelli di partenza dei primi 10 minuti per tutto il film, starei già gridando al capolavoro... ma non si può avere tutto nella vita! Molto bella l'atmosfera retrò, la regia particolarmente ispirata di Mulcahy (quello di Highlander... che figo Highlander!) e Thomas Jane a fare il Bogart della situazione. Deboluccio come dicevo nella parte narrativa, ma molto godibile. Fighi i personaggi secondari come la madre alcolizzata, l'incendiario, il boss e il cantante (l'attore faceva l'alieno ritardato in Una famiglia del terzo tipo). Un film orgogliosamente consapevole di essere una visione poco impegnata, capace di giocherellare molto bene con tutti i topoi dell'hardoied. Consigliato.
Suck My Sinatra!


*ma meglio di The Spirit

26 giugno 2011

Orphan - Jaume Collet-Serra

Discreto thriller e sicuramente uno dei migliori con bimbi demoniaci visti negli ultimi anni. La pellicola, pur finendo inesorabilmente nei cliché, regge bene il ritmo e la tensione. Il merito di questo va indubbiamente dato a Collet-Serra, il quale è bravo a destreggiarsi nelle discese a caduta libera di sceneggiatura. L'incipit/incubo è interessante, abbastanza inquietante e turbante quanto basta (non oso immaginare come possa risultare ad una donna, figurarsi ad una donna incinta!). Ottima la trovata finale, così come la bambina protagonista (Isabelle Fuhrman), che riesce decisamente a risultare morbosa e angosciante. Decisamente non riuscito il twist finale, con tanto di battuta ammazza tensione della Farmiga "Io non sono la tua fottuta madre!", che fa tanto venire la voglia di prendere a pedate gli sceneggiatori... tutta la parte poteva essere tranquillamente tagliata e gettata nel cesso. 
Però, nonostante tutto, il film è sicuramente consigliato, niente di eclatante si ben chiaro, ma possiede quelle piccole cosine che lo elevano rispetto a molti altri simili, compresa la regia attenta e precisa di Collet-Serra. Tra gli attori, oltre alle già citate Vera FarmigaIsabelle Fuhrman (aveva 11 anni quando ha girato il film, roba da non crederci!), vi è anche un buono e onesto Peter Sarsgaard

"Ma come si può uccidere un bambino?"... ora una mezza idea ce l'ho!

25 giugno 2011

Una pura formalità - Giuseppe Tornatore

Questo è, insieme a Il Camorrista, il mio Tornatore preferito! Un film che mi affascina soprattutto per via del suo spiazzamento geografico e conoscitivo. Geografico poiché è ambientato in un NON paese/nazione; conoscitivo poiché la stazione di Polizia, dove si svolge tutta la vicenda, pur essendo un luogo ben identificato (e identitario) non rispecchia nessun canone che un posto del genere dovrebbe rispettare (costruzione fatiscente, grottesca, dove non funziona niente, con l'acqua che entra da ogni dove ecc.). La pellicola si muove come in un limbo tra certezze e incertezze come se, sin dai primissimi minuti, si capisca bene il finale ma quasi non gli si voglia credere.  Per quasi tutto il film sentiamo e risentiamo l'interrogatorio, veniamo di volta in volta a conoscenza di un particolare, che puntualmente viene ritrattato e cambiato... e fuori la pioggia continua inesorabilmente a cadere! Chi è Onoff? Dove andava Onoff? Cosa ha fatto Onoff dopo le 19? Chi è il morto? Chi ha ucciso Laura Palmer? Perché Onoff non ricorda? 
Ottimo il lavoro di Tornatore, che costruisce una storia calibrata (quasi teatrale) e una regia attenta. Gioca molto di montaggio e con le luci, tra ombre e chiarori (con valenza molto simbolica), col split-focus e nel riprendere i personaggi da dentro le cose (almeno un paio: Rubini dall'interno della macchina da scrivere e Depardieu dall'interno della tazza del cesso). Ottimo il cast che sembra voluto per confondere le acque e creare quello spiazzamento geografico sopracitato: Roman Polanski, Gérard Depardieu e Sergio Rubini.
Un film per me solido e soprattutto onesto, poiché il buon Giuseppe non bara!

24 giugno 2011

Henry's Crime - Malcolm Venville

Blanda commediuola che potrebbe essere tante cose, addirittura interessanti per carità, ma che risulta senza scopo e/o ragione. C'è di mezzo di tutto, la commedia, il romanticismo, la rapina in banca, personaggi simpaticissimi... c'è dentro persino Cechov! Cosa manca? Manca tutto. Non fa ridere MAI, non è una storia veramente romantica, non c'è un minimo di azione, non c'è niente, solo degli abbozzi e pezzi de Il Giardino dei Ciliegi di Cechov
Pure le scene ambientate dentro il carcere risultano noiose. Come si fa a rendere un carcere noioso? Cioè, basta mettere una rissa o uno grosso e cattivo con lo sguardo truce! Ma la cosa bella è che alla fine della visione (nonostante uno abbia passato tutti i 100 minuti in attesa che qualcosa anche di poco interessante accada), non si è neanche incazzati neri, perché il tutto è così inutile che si resta indifferenti. Il tempo di andare a bere un bicchiere d'acqua oppure di svuotare l'acqua, ed è già bello che dimenticato! PUF... svanito. 
Keanu Reeves sembra reduce da una lobotomia, totalmente inespressivo e atono. Vera Farmiga fa quel che può e si salva solo perché futura collega della Applegate e della Tomei. Su James Caan non dico niente solo perché gli voglio bene.

Che ho fatto nell'ultima ora e mezza? 
Boh! Vabbé ora mi vedo un film. 
Toh, Henry's Crimes. Chissà  come sarà! 

Ve lo immaginate un film con la Applegate, la Tomei e la Farmiga dirette da Brass? Eh? Pervertiti, ve lo immaginate?

23 giugno 2011

Divorzio all'Italiana - PIetro Germi

Parlare di un capolavoro è sempre difficile, si finisce puntualmente di dire sempre le solite cose che tutti, chi prima chi dopo, hanno detto. Divorzio all'Italiana è indiscutibilmente un capolavoro. Sin dalla sua uscita è stato annoverato come tale e ben 50 anni dopo lo è ancora, in pratica un film inarrivabile. Praticamente perfetto, è capace ancora oggi di essere estremamente divertente, ma quel divertente che ti lascia sempre e comunque un senso di amaro in bocca, come solo la commedia all'italiana¹ era capace di fare. La regia è sublime, talvolta ardita, vedesi per esempio l'uso di accelerazioni per marcare il grottesco o il mandare una scena addirittura all'indietro. Germi vi inserisce pure del meta-cinema, con Mastroianni che va a vedere al cinema La Dolce Vita, che ha per protagonista Mastroianni. Geniale!
Pietro Germi, che dopo un inizio carriera volta al filone drammatico, diede una sterzata netta e decisa rispetto a tutta la sua filmografia precedente (da notare che fu il primo a toccare generi che in seguito avrebbero spopolato: il western nel fordiano In Nome della Legge; e il poliziesco ne Un Maledetto Imbroglio), partorendo una delle più riuscite e feroci satire all'Italia dell'epoca, parlando di due temi parecchio delicati: il divorzio e quel famoso articolo del codice penale che trattava del Delitto d'Onore. Il comparto attori è perfetto con in testa Mastroianni², in totale stato di grazia.
Un Must assoluto, che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

Note:
¹ Il termine fu coniato proprio in occasione dell'uscita di Divorzio all'Italiana.
² Legenda vuole che Germi non volesse il famoso attore, poiché lui solo doveva essere la star del film... pur non entrando in scena. In seguito la foto di Mastroianni truccato e vestito, così come lo vediamo nel film, fu inserita (credo dal produttore Cristaldi) insieme a quelle di molte altri sconosciuti. Germi, senza accorgersi che si trattasse di Mastroianni, lo vide e lo scelse.

22 giugno 2011

A 30 secondi dalla fine - Andrey Konchalovskiy

Prodotto dalla mitica Cannon Group, casa di produzione che vanta opere di vario tipo da Senza Esclusione di Colpi all'Otello di Zeffirelli, da Guerriero Americano a Love Streams di Cassavetes, da Over the Top a Bolero Exstasy fino a The Barbarian's di Deodato passando per Chuck Norris... insomma di tutto! 
Questo Runaway Train è tra i film seri della casa per la regia del sovietico Konchalovskiy (uno passato da Tarkovskiy a Tango & Cash!). La pellicola è di pregevole fattura, un esemplare mix di azione, avventura, thriller e dramma, assolutamente non stupida ma, anzi, con parecchi punti di denuncia circa il mondo carcerario. Il solo elencare i nomi di coloro in qualche modo invischiati nel progetto fa gridare al capolavoro (almeno a me!): John Voight e Eric Roberts, che si beccarono entrambi una bella nomination agli oscar; Akira Kurosawa come autore del soggetto; Edward Bunker tra gli autori della sceneggiatura (e anche attore); Rebecca De Mornay praticamente al debutto e Danny Trejo nella doppia veste di boxing coach e comparsa (si fa pestare da Eric Roberts). Konchalovskiy dirige tutta la baracca con estrema sapienza e mestiere, senza esagerare e mantenendosi sempre vicino alla plausibilità... siamo ben lontani dalle tamarrate di Tango & Cash
Film intenso, crudo, epico e brutale. I due attori protagonisti sono in estrema forma, mai visto un Eric Roberts tanto bravo.

Sara (De Mornay):"Smettila, sei una bestia!"
Manny (Voight):"No, sono un essere umano... che è molto peggio!"

21 giugno 2011

I Guardiani del Destino - George Nolfi

Egregio e interessante prodotto questo I Guardiani del Destino che mischia al suo interno fantascienza, religione, politica e destino, tutto sotto un apparato thriller... al momento lo sci-fi thriller (o tecno-thriller) tira un casino, se si pensa ai recenti Limitless e Source Code.
Nolfi, che in realtà è uno sceneggiatore, calibra sapientemente la storia soppesando bene l'elemento cool di intrigo con quello soft sentimentale. Se poi si considera che la base di partenza è Philip K. Dick sbagliare è veramente difficile, anche se qualcuno in passato c'è riuscito egregiamente (non ho detto John Woo). Buona e giusta la scelta degli attori, un Matt Damon che va sempre bene in tutte le salse e la bella Emily Blunt che ha un certo non-so-ché, che eseguono egregiamente il compitino. 
Unica nota che mi ha fatto sorridere è il look dei guardiani, che è il tipico look di "quelli" che intrigano e sanno le cose da tenere nascoste... meno male che poi il cappello a tesa larga ha una scusante, se no sarebbe stato veramente troppo. In parole povere un film egregio, che svolge egregiamente il suo lavoro intrattenitivo, diretto in modo egregio e che alla fine lascia egregiamente soddisfatti!

(D'ora in avanti sentendo la parola EGREGIO, e derivati, non potrete fare a meno di pensare a questo film. Vi ho egregiamente plagiato la mente.)

20 giugno 2011

Drive - Nicolas Winding Refn

Refn è un autore che con ogni suo film ha lasciato un segno. Che sia odio o amore poco importa, lui ha comunque colpito... anche economicamente con il mega fallimento di Fear X. La potenza visiva ed estetica che riesce a creare con la macchina da presa è al momento ineguagliabile, ogni singolo fotogramma è un piacere per gli occhi. Drive sotto questo punto di vista non è da meno, e nonostante ci sia un lungo momento di stallo nel film, nel quale Winding si prende il suo tempo per raccontare i personaggi e un brandello di storia, è difficile restare passivi alla visione. Questo momento di stallo (che a qualcuno potrebbe risultare anche difficile da affrontare, dipende da persona a persona!) si riprende nella seconda parte, con esplosioni inverosimili di violenza, tutte al rallenty e tesissime, paragonabili a cruenti e devastanti cazzotti in faccia (in uno di questi momenti in sala è scattato un unanime e liberatorio "Madonna!!!"). Ryan Goslin interpreta un personaggio atono, che apparentemente non mostra nessun tipo di emozione, che sia gioia o dolore non ci è dato sapere, è con ciò che egli fa che ci parla. Ottimo l'uso del sonoro e della colonna sonora (elettronica anni '80), straniante ma perfetta. Ottimo anche il cast di contorno con Carey Mulligan, Ron Perlman e il grande Bryan Cranston
Refn confeziona un altro grande film, e che sia la volta buona che venga considerato dalle nostrane distribuzioni... in fondo ha vinto la miglior regia a Cannes!

19 giugno 2011

Sette scialli di seta gialla - Sergio Pastore

Giallo d'antan, di quell'epoca quando si facevano i gialli... che  poi alla fin fine proprio originale non è, ma per i fan del genere va bene! Pastore da bravo mestierante, cavalca l'onda e costruisce un filmettino che rubacchia qui e la da Argento e Bava, scomodando anche il sommo Hitchcock. La regia è un surplus di tutti gli stratagemmi usati all'epoca (movimenti di macchina a schiaffo o zoomate ad ogni minima occasione) e non mancano ovviamente tutti gli accorgimenti del cinema di genere: trama abbastanza intricata, un po' di eros, il gatto nero, l'investigatore (cieco come ne Il Gatto a Nove Code), belle donne, una discreta dose di tensione, l'assassino con i guanti neri e scene efferate. Come dicevo il film sa di già visto e, a parte qualche cosuccia degna di nota (l'omicidio sotto la doccia alla Psyco, che però mostra dettagliatamente le rasoiate sul corpo della malcapitata), siamo in pieno standard e potrebbe risultare fin troppo stantio. Diciamo che è da vedere giusto per completezza dell'intero genere. Interessante il cast attoriale con Anthony Steffen, Sylva Koscina, Annabella Incontrera e Giacomo Rossi-Stuart. Ottime le musiche di Manuel De Sica tra jazz, bossanova ed epicità alla Morricone.

18 giugno 2011

The Artist - Michel Hazanavicius

Michel Hazanavicius è uno che già in passato ci aveva provato a riproporre un tipo di cinema perduto (da vedere i due OSS 117), e questa volta, sempre con la complicità di Dujardin, si spinge indietro fino agli albori del cinema. Quello stesso cinema muto che, nonostante la giovane età, stava per diventare vecchio con l'avvento del sonoro. Fare un film completamente muto nel 2011 è una bella scommessa, il pericolo di tediare o risultare ridicoli è sempre dietro l'angolo, ma Hazanavicius (che non è uno sprovveduto!) è ben capace di calibrare la nostalgia, la risata, il melodramma e il citazionismo. La presenza dell'ottimo Dujardin, che ripropone le sue già ottime doti pantomimiche viste in OSS (non ha caso ha preso la Palma a Cannes!), è una garanzia, infatti l'attore riesce con le sole espressioni a farci provare le più svariate emozioni. Una partita vinta a punteggio pieno, che ha entusiasmato l'ultima edizione di Cannes, proprio grazie alla sapienza usata nel riproporre quel cinema giovane e irriverente che si stava piegando alla tecnologia, quel cinema dai toni grigi, con elementi emozionali molto basilari ma al tempo stesso universali, con sporadici cartelloni per i dialoghi principali (per il resto bastavano gesti e labiale) e con quelle splendide musiche a commento dove una semplice variazione di tono ti faceva capire di essere passati dalla commedia al dramma.
Il cagnolino è qualcosa di incredibile! 

17 giugno 2011

Paul - Greg Mottola

Dopo l'horror parodiato in Shaun of the Dead (film geniale!) e l'action americano in Hot Fuzz (film geniale!), la coppia britannica Simon Pegg e Nick Frost si cimentano con il cinema di fantascienza. Questa volta i due hanno lasciato a casa Edgar Wright (ma a quanto pare torneranno di nuovo insieme per un film catastrofico!) e hanno reclutato l'ottimo Greg Mottola, quello di SuperBad e Adventureland. Il film è un road movie con alieno, Paul per l'appunto, che come E.T. cerca di tornare a casa. Tirare in ballo E.T. non è un caso, perché l'extraterrestre di Spielberg è una delle tante citazioni messe in opera da Pegg e Frost... con tanto di cameo vocale di Steven!!! Tra gli altri film citati si va da classici intramontabili come Incontri Ravvicinati o Alien (citato con la presenza di Ripley in persona) fino al serial X-Files, del quale Paul si dichiara ideatore dell'agente Mulder. In pieno british style il film coglie nel segno, regalando una spassosissima commedia anche se ben lontana dalle precedenti che avevano un piglio molto più "graffiante". Oltre ai due inglesi nel cast figurano Jason Bateman, Bill Hader (mito dopo Hot Rod!) e Seth Rogen alla voce di Paul.
Paul è l'alieno più figo mai visto fin'ora... dico davvero... lo voglio pure io!!!

16 giugno 2011

Il Teppista - Shigehiro Ozawa

SE DEVI COMBATTERE... COMBATTI SPORCO! 

Cultissimo e violentissimo film di arti marziali giapponese. Sonny Chiba, che con questa trilogia (Il Teppista è il primo capitolo) si farà conoscere, è il non-eroe della vicenda, uno spietato assassino mercenario... nonché bastardissimo. La violenza presente nel film è senza precedenti e, nonostante sia anche palesemente finta, la pellicola è nota proprio per essere stata quasi integralmente censurata. La messa in scena è mitica, Ozawa è bravo nel mantenere l'attenzione dello spettatore a dispetto delle solite banalità che si incontrano nelle sceneggiature dei film di arti marziali. 
Questo è il film che i due protagonisti di True Romance di Tony Scott (sceneggiatura di Tarantino) vanno a vedere al cinema... giusto una curiosità!

Ora ampio spazio alla galleria di frame 
(con special guest: il puntatore del mouse!)

I famosi occhi incazzosi di Sonny
Ovvio che il titolo italiano "Il Teppista" non ha ragione di esistere. Ma sono discorsi vecchi!
Il truce allenamento... con orribile tutina modello fantasia
Olè!
Considerate che nella film lui si muove a rallenty... è come se state vedendo la scena live!
...Fii ga rooooooooo!!!
Radiografia di un Cazzotto.
Raggi X su pellicola, 234x135 cm. Ozawa (1974)
Quando si riceve un pugno sulla fontanella, ecco cosa succede!
Pugnale nell'occhio! 
Vi do solo un indizio: ha in mano delle mutande che pochi istanti prima erano indossata da un tipo.
Domanda: Cosa ha strappato Sonny?
 
Il cieco con katana dentro il bastone.
Vi ricorda qualcosa? Rutger  Hauer furioso non vi dice niente?
Vabbè è solo un braccio spezzato in circa 40/45 punti diversi.
L'epico scontro finale.
Non so se si capisce. Quella che vedete è la mano di Sonny intenta a strappare il POMO D'ADAMO al suo avversario. 

15 giugno 2011

Libera Uscita - Bobby e Peter Farrelly

Tornano i fratelli Farrelly, due registi che in passato hanno avuto il merito di portare il cattivo gusto e il politically scorrect nel cinema mainstream. In Libera Uscita molti dei guizzi goliardici dei due fratelli ci sono e bisogna ammettere che il più delle volte funzionano alla grande, ma siamo comunque ben lontano dagli eccessi visti in Tutti pazzi per Mary o Io, me e Irene. Col passare degli anni la forza di osare e spingere è andata sempre più scemando e la cattiveria ha lasciato il posto ai buoni sentimenti, nonostante non manchino peni, tette e una spruzzata rettale, più i soliti personaggi fuori di testa. Il cast è variegato e di tutto rispetto: come protagonista c'è Owen Wilson, anche lui un po' imbolsito; come spalle abbiamo Jason Sudeikis del Saturday Night Live; come moglie di Wilson c'è Jenna Fisher di The Office US e come moglie della spalla Christina Applegate, che si avvia verso una gloriosa carriera da MILF; e dulcis in fundo quello scavezzacollo di Richard Jenkins, uomo capace di passare senza battere ciglio dalle cazzate estreme ai polpettoni melensi... restando sempre credibile!!!

14 giugno 2011

Eaters - Luca Boni, Marco Ristori

La New Wave dell'Horror Italiano... continua! 
Creato veramente con poco, la storia di Eaters rappresenta qualcosa di anomalo nel panorama italiano. Il film infatti è presentato e distribuito (già uscito in dvd in Inghilterra e Giappone, presto anche in Germania) niente-popo-di-meno-ché da Uwe Boll, il quale dopo aver visionato vari trailer ha incoraggiato registi e produttori (Marco Palese e l'effettista David Bracci) ad andare avanti e farne un vero film.
Visionato nella cornice del Fanta Festival di Roma, la pellicola funziona. Premettendo che il film va preso per quello che è, cioè un trashione-zombesco molto anni '80 (con personaggi e battute alla Commando), è una vera goduria di divertimento. Abbiamo praticamente tutto. Due temerari duri, il mondo ormai finito e con i morti viventi che se la comandano, dialoghi degni dei migliori b-movie - della roba tipo, "E' l'ora della caccia!" con caricata di canne mozze -, i nazisti con tanto di Furher nano, lo scienziato pazzo, un pittore pazzo, un santone che si fa chiamare L'Untore (interpretato da Steve Sylvester, cantante dei Death SS) e tanto splatter!!! Certo ogni tanto il film ne risente per via dei tanti dialoghi (dove comunque c'è un cazzo o un vaffanculo ogni due/tre parole) ma alla fine va bene. La qualità tecnica ed estetica del film è veramente eccelsa, con effetti speciali, sia di computer grafica che artigianali (cioè il make-up, le protesi ecc.), strepitosi che non sfigurano di fronte a prodotti più ricchi e famosi.
Insomma un vero goliardico divertimento, che inorgogliesce in quanto prodotto integralmente italiano e soprattutto indipendente!

13 giugno 2011

Morituris - Raffaele Picchio

La new wave (anche qui) dell'horror italiano sta a poco a poco prendendo spazio, si tratta sempre di spazietti angusti e stretti, ma qualcosa si sta muovendo e bisogna darne atto. 

Hic Sunt Leones. 
Morituris, diretto dall'esordiente Raffaele Picchio e scritto da Gianluigi Perrone (già penna della rivista Nocturno), è un film estremo e impavido. Il livello qualitativo e ben al di sopra della media di tanti indie movie battenti bandiera italiana. Gli effetti sono iperrealistici e molto efficaci; l'intuizione dei gladiatori, figure mastodontiche, senza volto, morti e spietati, è veramente riuscita (anche grazie ad un lavoro certosino di costumi e trucco); bellissimi i titoli di testa animati e le musiche stile roma antica come leitmotiv per i gladiatori; buona anche la crudezza di molti passaggi, in particolare delle scene di violenza (tra stupri, mutilazioni e quant'altro); brave le due attrici protagoniste, che danno un'estrema credibilità ai loro personaggi di vittime sacrificali; pulita e funzionale la regia di Picchio. Un film senza speranza, senza pietà, sul male puro, che viaggia tra lo slasher e il rape & revange con punte splatter disseminate qua e là. 
Però... i però ci stanno e tocca dirli... la pellicola di Picchio e Perrone non è perfetta e alcune pecche ci sono. Vi è una prima parte tirata troppo per le lunghe con una caduta a picco nei dialoghi (quando questi si trasformano in urla ed insulti, le cose migliorano!); l'uso ormai fuori tempo massimo (non sono più gli anni '80) del metal brutale in un film horror; la non spiegazione del perché dei gladiatori, una ragione d'essere bisogna pur darla*; un prologo scollegato che lascia interdetti; i protagonisti maschili troppo caricaturali ed esagerati che cozzano tra loro (abbiamo un pariolino, un alternativo e un burino), nella seconda però parte si risollevano; il personaggio di Francesco Malcom (in versione Patrick Bateman) c'è ma non si capisce il perché.
Il film è sicuramente da vedere nonostante queste cosucce, che però in prodotti indipendenti si possono pure mettere in conto! 
Un plauso ai realizzatori va comunque fatto poiché, coraggiosamente, hanno saputo portare avanti un progetto difficile e capace di raggiungere livelli davvero disturbanti.

nota:
La proiezione a cui ho assistito oltre che disturbante è stata anche disturbata, infatti nella quasi totalità è risultata buia. Spero che sia stato un problema di sala (come credo) e non di film, perché sarebbe un vero peccato.

*Lo so che i gladiatori sono contraddittoriamente presenti come elementi favorevoli e sfavoreli, ma è così. Fighissimi e inspiegati!

12 giugno 2011

Prima Pagina - Billy Wilder

Dopo un Wilder è ovvio che se ne voglia subito vedere un altro! 
E difatti eccolo qua. 
Prima Pagina, commedia con la strana coppia del cinema Walter Matthau e Jack Lemmon, è il remake de La Signora Venerdì di Howard Hawks (uno scontro tra grandi del cinema!) che a sua volta era tratto da una pièce teatrale. Una commedia veloce, dai dialoghi serrati (anche se Lemmon li avrebbe voluti ancora più serrati, talvolta spezzati e sovrapposti!) e dall'impatto comico assicurato. Matthau e Lemmon (ma è anche superfluo dirlo) sono perfetti nei rispettivi ruoli: il primo in quello del burbero e spietato direttore del giornale, e il secondo nei panni del giornalista innamorato. I due litigano, si lasciano, si cercano, si fanno cattiverie, con un rapporto di amore/odio (come una coppia sposata da ormai troppi anni) per l'intera totalità del film. La pellicola sembra fatta appositamente da Wilder, il quale però in seguito la definirà come "un film di cui non vado fiero". Strano atteggiamento quello di Billy (che non era certo un pinco pallino qualsiasi all'epoca), fare un remake e poi affermare di essere totalmente contrario... valli a capire 'sti registi!

11 giugno 2011

Komm, süsser Tod - Wolfgang Murnberger

Titolo che riprende un pezzo di Sebastian Bach (il compositore, non il cantante degli Skid Row!) e che tradotto significa Vieni, Dolce Morte.
Trattasi del primo di tre episodi incentrati sul'ex-sbirro, e attuale svogliato detective, Simon Brenner. Il film è una commedia thriller, di quelli dove una serie di strani eventi piombano per caso dalle parti del protagonista che, involontariamente si ritrova a dover indagare rimediando anche una fratta considerevole di botte. 
Una belle sorpresa made in Austria, il cui cinema raramente trova sfoghi in altri paesi. Josef Hader, il più famoso comico austriaco che a casa mia è diventato istantaneamente un mito, interpreta Brenner... anzi, lo vive! 
Tra omicidi, intrighi, sigarette, loschi piani, servizietti pubblici (chi vedrà capirà), cani investiti, scopate improbabili e una Vienna periferica e anonima, il film viaggia, diverte e appassiona. 
Vedere per credere.

10 giugno 2011

Hanna - Joe Wright

Dopo aver diretto un film classicheggiante come Orgoglio e Pregiudizio, uno drammatico sentimentale (bellissimo!) come Espiazione e un biopic come Il Solista, Joe Wright si butta nell'action. 
In quanto tale non mancano combattimenti, roba da spionaggio ed elementi thrilling oltre a cliché tipici del genere, che a tratti ricordano lo smemorato Jason Bourne o la "dolce" Nikita di Besson. Però, proprio perché dietro la macchina da presa abbiamo un regista non avvezzo a questo tipo di film, si denota una certa lontananza dalle usuali  spettacolarizzazioni dei film di azione. Wright agisce spesso per sottrazione, cerca di velocizzare e centellinare il più possibile le scene di inseguimento o di combattimento, concentrandosi molto di più sul personaggio di Hanna (ragazzina soldato addestrata nella foresta) e del suo essere fuori posto nel mondo reale. Personalmente però, pur restando affascinato dalle scelte stilistiche e di racconto adottate, ho notato stonature. Infatti i pochi combattimenti presenti risultano legnosi e, nonostante ci sia la volontà di farli sembrare il più reale possibile, risultano invece ancora più finti. Anche la parte mistery della trama è debole e sciorinata in fretta e furia, non dando spiegazione dei comportamenti dei vari personaggi. Il cast è interessante e fa quel che può. Bravissima Saroise Ronan nella parte di Hanna, un po' in ombra Eric Bana (la cui ultima grande prova resta Munich), brava e spietata Cate Blanchet nonostante il suo personaggio non abbia un perché. 
Siamo sul limite della sufficienza, un vero peccato perché c'era dell'ottimo potenziale!

09 giugno 2011

Blades of Glory - Josh Gordon, Will Speck

Ritardato-Movie con... reggetevi forte... Will Ferrell e John Heder (Napoleon Dynamite) ambientato nel duro e crudele mondo del Pattinaggio Artistico!!! Ovvio dire che se questo tipo di film non vi fa ridere, o addirittura vi irrita, è inutile avventurarsi nella visione. Siamo più o meno nel già visto, scene ultra stupide, scorrettezze di ogni genere, situazioni imbarazzanti e prove al limite dell'impossibile. Però che vi devo dire, che per me sono esilaranti. Non ci posso fare niente. Will Ferrell interpreta il pattinatore ribelle, che fa eccitare tutto il pubblico con le sue oscene movenze. John Heder invece è la sua nemesi, una perfetta macchina del pattinaggio dai riccioli biondi. Entrambi però sono stupidi fino all'inverosimile! Non raggiunge i bassissimi livelli di Anchorman o di Ricky Bobby, ormai veri e propri cult nonché capostipiti di questo modo di fare cinema, ma questo Blades of Glory si piazza degnamente in ottima posizione principalmente per le orripilanti tutine aderenti che i due protagonisti sfoggiano durante la visione.

08 giugno 2011

Priest - Scott Stewart

Non contento di aver subito la visione di Legion, il film precedente di Stewart sempre con Bettany, ho deciso (per grazia divina) di dare una seconda chance all'ex effetista. Questa volta le cose sono andate leggermente meglio, ma tutto sommato restano al di sotto della sufficienza. Stewart alza il tiro a livello di budget, costruisce un mega mix-up che va dal genere post-apocalittico, allo steampunk fino al western e una marea di idee di altri film tipo Blade, Dreed, Mad Max, Matrix, Vampires ecc., ma sia i personaggi che l'intera storia non hanno anima, sono elementi vuoti e privi di qualsiasi interesse. Paul Bettany risulta anche credibile nel ruolo di prete/templare dai poteri leggermente sovrumani e con tatuaggio orribile sulla fronte, mentre Maggie Q è al livello di una qualunque (cioè che se ci fosse stata un'altra attrice, nessuno avrebbe notato la differenza). Insomma un b-movie, forse troppo serioso, con degli effetti speciali spettacolari, una prefazione animata fighissima (forse a ricordare la matrice fumettara) ma nulla più... però è meglio di Legion, non poi fosse così difficile!

07 giugno 2011

Il Replicante - Mike Marvin

Filmettino semi-trash targato 1986. Trattasi di un mix di action-fantascienza-sentimentale, che probabilmente ha ispirato qualcosina a Fast & Furious. Il film è noto soprattutto per la presenza di figli e fratelli di attori famosi, tant'è che abbiamo Charlie Sheen (che in realtà è famoso pure da solo!), Nick Cassavetes (figlio di John), Randy Quaid (fratello di Dannis), Clint Howard (fratello di Ron) e Griffin O'Neil (figlio di Ryan)... ci mancano solo Emilio Estevez e Keifer Sutherland! La pellicola coniuga, come molti suoi simili, violenza, auto da corsa, tette (in questo caso abbiamo quelle della Fenn, la Audrey di Twin Peaks), inspiegate cose fantascientifiche, qualche spruzzetto di sangue (ma appena appena) e tanta musica anni '80 (dal genere melenso all'Hair Metal, che spesso diventano cosa unica). Da vedere giusto per fare un tuffo in quel tipo di cinema dove bastava avere il buono, la bella, il cattivo, lo sceriffo e il punk strafatto/idiota... che bei tempi. 

06 giugno 2011

Tamara Drewe - Stephen Frears

Commedia agro-dolce, tratto da un fumetto, diretta da Stephen Frears. La pellicola è gradevole e leggera, in linea con la produzione precedente di Frears (Alta Fedeltà, Miss Henderson presenta ecc.) e come nei precedenti non manca di quel classico humor britannico, infarcito ogni tanto di piccole tragedie (in poche parole un film che non fa sganasciare, ma soltanto sorridere). Un pellicola a tratti spensierata e a tratti impegnata, un connubio di cinema popolare e d'autore... mi verrebbe da paragonare con certa produzione di Woody Allen. Il cast, tutto di anonimi, è abbastanza valido e anche variegato, infatti vengono rappresentati più o meno tutti i caratteri, almeno sommariamente (quello di successo stronzo, quello sfigato buono, quello belloccio ma orgoglioso, la strafica un po' puttana, quello strafico famoso e stronzo giusto ogni tanto, gli adolescenti annoiati, il vecchio burbero, la lesbica inquietante). 
Gemma Arterton ogni tanto ci fa credere di lasciarci vedere qualcosina, ma poi niente e per questo si becca un bel BUUUUUUU!!!

05 giugno 2011

Deranged - Jeff Gillen, Alan Ormsby

Film consigliatomi da Alan Parker nei commenti di Maniac
La pellicola narra delle vicende di Ed Gain (qui col nome cambiato in Ezra Cobb), serial killer necrofilo e profanatore di tombe, nonché autore di particolari manufatti creati da pezzi di cadavere. Il film sinceramente non mi ha molto preso, la vicenda è trattata in maniera troppo didascalica, distaccata (appare spesso un giornalista che commenta e narra la storia che vediamo) e fredda. Non viene data particolare attenzione alla malattia mentale dell'assassino, infatti a differenza di Maniac, non si riescono a percepire le sofferenze e il vero orrore della vicenda. Tutto rimane troppo distante, una semplice ricostruzione dei fatti nel quale il solo sapere che assistiamo ad eventi reali ha un che di disturbante. Robert Blossom (l'attore che interpreta Ezra) non mi ha molto convinto, è bravo a far sembrare il suo personaggio gentile ed innocuo, ma non lo è quando deve far trasparire la sua particolare abilità di assassino e buttare fuori tutta la psicosi. In pratica non riesce ad essere malsano come dovrebbe. 
Parte horror non pervenuta.

Dalla storia di Ed Gain hanno tratto ispirazione Psyco, Non Aprite Quella Porta e Il Silenzio degli Innocenti (lo dice pure wikipedia!).

04 giugno 2011

Limitless - Neil Burger

Limitless, lo dico senza girarci troppo intorno, è per me un film mediocre. Un film che non si capisce bene cosa voglia dire, dove voglia andare a parare. Parte da una potenziale idea bomba che però si rivela essere una potenziale idea fuffa. A tratti si lascia guardare (per lo più si è spinti dalla curiosità di vedere cosa si sono inventati) e tra forzature varie, strizzatine e paraculate si arriva, non si sa bene come, alla fine. Poteva essere un film anti-droga, lanciatore di un forte messaggio; poteva essere un film totalmente politically uncorret, cinico e spietato; poteva essere tante cose fighe e interessanti, mentre invece è un film nebbioso dove alla fine ciò che ne evince è che per vincere basta farsi, l'importante è che lo si faccia con criterio e moderazione, senza mischiare¹... occhio però che bisogna essere un minimo intelligenti e colti, se no si muore come gli altri tossici! 
Lo stile scelto da Burger è molto accattivante con trovate visive prese alla meglio da Nemico Pubblico (o anche da Google Earth), con citazioni più o meno velate presa da Matrix, Three Kings, Pi Greco, Fight Club, qualcosina pure da American Psycho e Wall Street. E giusto per non farsi mancare niente all'appello c'è pure Bruce Lee. Una pellicola un po' sperduta nel suo voler essere tante cose tutte insieme (crime, action, drammatico, sci-fi, sociale, thriller) che riesce però ad essere quasi al 90% inconsistente. 
Cooper bravo, De Niro ormai standard nella parte di De Niro!

1: dice lo stesso Lemmy da circa 30 anni.

03 giugno 2011

I Duellanti - Ridley Scott

Film di debutto di Ridley Scott, e che debutto aggiungerei! Tratto da un romanzo breve di Conrad, si narra di "vendetta ossessione e onore" (cito il retro del DVD). Storia metafora del periodo Napoleonico, con i due tenenti che nell'arco di 16 anni si sfideranno a duello ad ogni buona occasione... fino a perderne il senso e i reali motivi, già di partenza futili. Due caratteri diversi, uno ossessionato dal voler a tutti i costi difendere l'offesa subita (Napoleone) e l'altro che, nonostante sia consapevole dell'assurdità della faccenda, continua a stare al gioco dello sfidante (altri paesi). Scott mostra estro e voglia di fare, che verranno poi amplificati nei successivi Alien e Blade Runner, fino a spegnersi e standardizzarsi nei film successivi. Grandi i due protagonisti/antagonisti Keith Carradine e Harvey Keitel nell'impersonare i due tenenti. Due personaggi a loro modo folli e morbosi, che si nutrono dei continui duelli attraverso un'Europa (fotografata) cupa e fredda!

Scena del duello a cavallo! (peccato per la scarsa qualità delle immagini)


02 giugno 2011

Choose - Marcus Graves

"Ucciderò tua madre o tuo padre...hai sessanta secondi di tempo per decidere chi dei due" 
Questa è una delle prime battute del film, utile come presentazione del maniaco, del suo modus operandi e della sua filosofia di vita. Thriller investigativo nella media. L'arcano mistero da risolvere (chi è? perché? perché a me?) è intricato in modo elementare e lineare, quindi nulla di trascendentale o che richieda sforzi particolari di attenzione. Un film modesto, senza pretese, senza picchi di nessun tipo e senza pecche particolari... forse giusto l'essere simile a tanti altri thrillerini da serata estiva! L'esile durata aiuta moltissimo. 
Prodotto onesto, nulla più.

La locandina fa apparire il film come uno slasher o simili. Non ci cascate, non vi è alcun bagno di sangue!

01 giugno 2011

Uno, Due, Tre! - Billy Wilder

Consigliato dal buon Roby, questo era un Wilder che mi mancava e che prontamente ho recuperato. 
Una feroce e divertente satira sulla Guerra Fredda nel periodo pre-muro (fu iniziato a costruire proprio durante le riprese del film!). Wilder non risparmia nessuno ai suoi attacchi, tutti i personaggi sono macchiettisticamente (si potra dire?) riprodotti e votati alla farsa, e poco importa verso quale parte della cortina si stia guardando. Una perfetta macchina costruita ad hoc, con un'azione che va sempre in crescendo ad un ritmo irrefrenabile. Il film pagò però il prezzo con la storia. Era troppo in anticipo sui tempi, su quella tematica ancora non si poteva ancora ridere, e fu praticamente blastato.
Wilder, inutile dirlo, fabbrica un capolavoro (uno dei tanti della sua carriera) grazie anche alla complicità di un James Cagney in stato di grazia e assolutamente perfetto nel frenetico ruolo di MacNamara, personaggio dalla parlantina vulcanica che a volte sembra stare stretto nel riquadro imposto da film. 

Il doppiaggio italiano è eccezionale, plauso a Nando Gazzuolo doppiatore di Cagney che riesce nella titanica impresa di riproporre fedelmente quella vomitata continua di parole!