18 giugno 2011

The Artist - Michel Hazanavicius

Michel Hazanavicius è uno che già in passato ci aveva provato a riproporre un tipo di cinema perduto (da vedere i due OSS 117), e questa volta, sempre con la complicità di Dujardin, si spinge indietro fino agli albori del cinema. Quello stesso cinema muto che, nonostante la giovane età, stava per diventare vecchio con l'avvento del sonoro. Fare un film completamente muto nel 2011 è una bella scommessa, il pericolo di tediare o risultare ridicoli è sempre dietro l'angolo, ma Hazanavicius (che non è uno sprovveduto!) è ben capace di calibrare la nostalgia, la risata, il melodramma e il citazionismo. La presenza dell'ottimo Dujardin, che ripropone le sue già ottime doti pantomimiche viste in OSS (non ha caso ha preso la Palma a Cannes!), è una garanzia, infatti l'attore riesce con le sole espressioni a farci provare le più svariate emozioni. Una partita vinta a punteggio pieno, che ha entusiasmato l'ultima edizione di Cannes, proprio grazie alla sapienza usata nel riproporre quel cinema giovane e irriverente che si stava piegando alla tecnologia, quel cinema dai toni grigi, con elementi emozionali molto basilari ma al tempo stesso universali, con sporadici cartelloni per i dialoghi principali (per il resto bastavano gesti e labiale) e con quelle splendide musiche a commento dove una semplice variazione di tono ti faceva capire di essere passati dalla commedia al dramma.
Il cagnolino è qualcosa di incredibile! 

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