21 luglio 2011

Tutti al mare - Matteo Cerami

Il paragone tra questo Tutti al mare e il Casotto è, per vari motivi, doveroso oltre che necessario. Primo perché Matteo Cerami ha esplicitamente detto che il suo film è un omaggio a quello di Citti; secondo perché Vincenzo Cerami ha scritto entrambi i film; terzo perché il produttore Piccioli è lo stesso e quarto per la presenza di Davoli e Proietti. Come il Casotto anche qui vi troviamo più una serie di sketch che una vera e propria trama. Sketch e situazioni che cercano di dare uno spaccato, tra il grottesco ed il surreale, dell'italiano (al mare). È certamente un film alquanto anomalo nell'odierno panorama del cinema vacanziero italiano, poiché preferisce discostarsi dai vari cinecocomeri o cinepanettoni. Ed è una cosa buona! Si sente una certa voglia di osare (prende allusivamente per il culo le forze dell'ordine) e di richiamare tutto un tipo di cinema ormai in parte perduto... mi è venuto in mente anche il film La famiglia Passaguai di Fabrizi!
Variegato e numeroso il cast di attori tra i quali, oltre i già citati Ninetto Davoli e Gigi Proietti, vi troviamo: Marco Giallini, Libero De Rienzo, Francesco Montanari, Ambra Angiolini, Vincenzo Cerami, Anna Bonaiuto, Hal e Tayo Yamanouchi, Ennio Fantastichini e brevi apparizioni di Pippo Baudo, Valerio Mastandrea e Rodolfo Laganà.
Insomma si può vedere, certo ci sono scene ben riuscite e altre meno, in fondo non si può avere tutto. Forse l'unica cosa che mi ha dato veramente fastidio è una palese mancanza di genuinità, come se si sia cercato a tutti i costi di essere veramente cool, come una persona che si vanta di essere un "Pazzo spericolato, mattissimo che mi dovete vedere da quanto sono scavezzacollo!"... non so se mi sono spiegato!

Qui sotto la famosa scena dei piedi neri nel film di Citti
(lo so che è di un altro film ma è divertente)


20 luglio 2011

Undisputed III: Redemption - Isaac Florentine

Dal carcere con furore!!!
Il terzo capitolo di Undisputed è gioia pura per i tamarri grandi e piccini. A differenza del predecessore ci si concentra molto di più sui combattimenti, dando al film una classica trama a torneo, in stile Senza Esclusione di Colpi (tanto per citare un titolo a caso!). I combattenti, tutti cattivissimi assassini, si sfidano, usando disparate arti marziali (kung-fu, capoeira, muay thai, taekwondo, lotta greco-romana ecc.), senza remore e/o ritegno a chi ce l'ha più duro... parlo ovviamente di cazzo(tti), che avevate capito?
L'esaltazione nel vedere il mio nuovo idolo Boyka grugnire e sbavare dalla rabbia è ben ripagata, e l'ora e mezza vola via che è un piacere. Non manca ovviamente la parte narrativa, che seppur esile ben si amalgama con tutta la storia.
La messa in scena di Florentine è sobria e funzionale, non si inventa nulla e praticamente utilizza tutti i banali stratagemmi... non ci sono pippe iper-accelerate o roba videoclippara, che potrebbero distrarre troppo l'attenzione dalle gesta atletiche. Insomma un puro e semplice spettacolo che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno.

Come fare poi a non voler sentire Boyka esclamare con pesante accento russo "Fucking Americans, all talk too much."? Eh? Ma come si fa? Dai siate obiettivi! Orsù!

19 luglio 2011

Rango - Gore Verbinski

Ancora un gioiello della recente animazione in CGI. Verbinski e la Idustrial Light & Magic di Lucas (al loro debutto nell'animazione) creano con Rango un film epico e originale, nonostante sia citazionistico quanto il miglior Tarantino. Ovviamente tra le tante citazioni quelle che balzano subito all'occhio sono Sergio Leone e Clint Eastwood, ma c'è anche altro, tanto altro. C'è Trinità, Ford, Corbucci, Mann, Hawks, Guerre Stellari e Apocalypse Now, Chinatown, Jodorowski, Il Signore degli Anelli, Paura e Delirio a Las Vegas e Pronti a Morire di Raimi... e sicuramente, a cercare bene, se ne trovano ancora diverse. Ma la cosa, che veramente mi ha stupito (oltre alla eccelsa qualità grafica e allo strabiliante mix di comicità, azione, dramma e citazione), è come viene affrontata la violenza. Questa in Rango, per quanto ammortizzata da elementi comici, è ben presente ed anche abbastanza forte. Viene mascherata e non è mai mostrata in modo esplicito, ma la si percepisce presente nell'aria. Grande coraggio quindi quello di aver creato un prodotto ricercato e, allo stesso tempo, fruibile dalla "massa".
Perché vederlo?
Semplice, perché è bello, è divertente, è originale, ha ricevuto un bel PG-13 (cosa anomala per un prodotto di animazione di tale portata) e soprattutto non è in 3D
I bambini questa volta se lo godranno sicuramente un po' meno degli adulti!

18 luglio 2011

Rivolta al blocco 11 - Don Siegel

Buon film carcerario di Don Siegel, che poi girerà un film icona del genere come Fuga da Alcatraz. Il film procede abbastanza bene per tutta la sua durata, partendo da un incipit giornalistico (abbastanza tipico per l'epoca). È molto stereotipato nella rappresentazione dei personaggi e c'è un filo di retorica circa la pessima condizione delle carceri, ma c'è anche da tenere conto che siamo nel 1954... non so quanti fossero all'epoca i film carcerari, sicuramente molto meno di oggi! La regia di Siegel è buona e, a parte qualche piccola perla (almeno un paio di scene sono memorabili) nelle quasi si intravede la mano del futuro grande regista, non vi è molto da dire. 
Buono anche il finale, per nulla scontato.

Giusto due curiosità.
1) Il film fu girato all'interno del famoso Folsom Prison State, con reali detenuti e secondini. 
2) È il primo film di Sam Pechinpah, vi lavorò come assistente alla produzione.

17 luglio 2011

El rey de la montaña - Gonzalo López-Gallego

Torniamo ancora in terra spagnola! El rey de la montaña è un solido thriller, che pur essendo derivato da film di "sopravvivenza" come Un tranquillo week-end di paura e I guerrieri della palude silenziosa, mantiene alta l'attenzione di chi lo vede. La pellicola è tesa e divertente (non nel senso di comico), di buona fattura tecnica e ben recitato. Certo scorna un pochettino nel finale e nell'intreccio "passionale" dei due protagonisti, ma son cose che gli si perdonano molto volentieri. Per il finale (che non vi rivelo tranquilli!) non grido allo scandalo, cioè non è deludente, non è uno di quelli che ti fanno bestemmiare inutilmente contro lo schermo, ma è forse fin troppo fuori tempo massimo... anni fa avrebbe avuto una standing ovation!
I due protagonisti sono Leonardo Sbaraglia e la bellissima María Valverde. Lui ben rappresenta la codardia, l'ingenuità e l'eroismo di un uomo normale in una situazione anormale e pericolosa, lei invece è un pezzo di f...

16 luglio 2011

Un Maledetto Imbroglio - Pietro Germi

"... e non sono dottore!!!"
Liberamente tratto dal romanzo di Gadda (che Germi non sopportava!) Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Un Maledetto Imbroglio è per me il miglior film del grande regista. Coniuga, in un'amalgama perfetto, la commedia con il dramma e il giallo, anticipando di gran lunga tutto il filone dei polizieschi nostrani. 
Siamo ancora un pochetto lontani dal cinismo di pellicole successive come Divorzio all'Italiana, Sedotta e Abbandonata o Signori e Signore, ma di certo non mancano battute e frecciatine... che il più delle volte escono fuori proprio dalla bocca di Germi, che interpreta il commissario Ingravallo. I bersagli sono più o meno sempre gli stessi: l'ipocrisia borghese, la corruzione, l'avidità. 
La pellicola come dicevo mischia vari generi. La parte drammatica e gialla è molto classica, c'è la solita investigazione che porterà, dopo mille problemi, intoppi e ostali a scoprire la verità. La parte più comica, che ben si interseca con le altre, è invece affidata molto all'italianità. Per italianità intendo sia le varie differenze linguistiche che vengono messe in campo (esemplare è il siparietto telefonico con i Carabinieri), sia i modi, ovvero gli usi e costumi tipici del Bel Paese (burocrazia incasinata, leccaculaggine, panini in saccoccia, cascamortismo, bonarietà, schiaffoni e chi più ne ha più ne metta).
E in fine c'è la città eterna, Roma, fotografata splendidamente nella sua perenne contraddizione!


15 luglio 2011

Furia cieca - Phillip Noyce

So per certo che molti di voi si saranno chiesti, almeno una volta nel corso della  propria esistenza, come mai a Hollywood non hanno pensato di fare un remake di Zatoichi? È mai possibile? 
Cari miei poveri ingenui, voi non state attenti! Non siete sul pezzo. Perché la versione americana di Zatoichi esiste eccome. E da un sacco di tempo! 
Era il lontano 1989 quando Phillip Noyce diede il primo "Action!" al combattente cieco Rutger Hauer... e quando un paio di anni dopo (credo!) apparve nel palinsesto di Italia 1, il rec del mio videoregistratore si accese e immortalò, per il mio personale diletto, questa immensa tamarrata
Ebbene si cari miei, sempre di tamarrata si tratta, non aspettatevi niente di lontanamente vicino a qualsiasi Zatoichi voi abbiate visto. 
Scene cult a go-go si alternano durante tutta la pellicola, con Hauer che sbruffoneggia e battibecca con l'imbecille bambino protagonista. La violenza è misera, il sangue non sgorga (punto a sfavore del film) e rimane fermo, immobile, sugli squarci dei texani cerebrolesi del film (tra questi vi è anche Nick Cassavetes) che affrontano il nostro cieco eroe.
Il film si salva solo per motivi nostalgici, tra battute improbabili, combattimenti un po' così e storia telefonatissima.


Ma, nonostante tutte le brutte cose che ho appena detto, il film resta un cult. Chi mi ama, ormai sa che da queste parti le becerate piacciono!

14 luglio 2011

Tre all'improvviso - Greg Berlanti

Katherine Heigl è la nuova regina della commedia romantica? Recitando solo in commedie romantiche ha la strada spianata verso il trono. La solfa è più o meno sempre la stessa. Il conflitto tra i sessi, i due che prima si odiano (non odio vero, si odiano con tanto affetto) ma poi immancabilmente finiscono col trombare alla grande e vivere felici e contenti tutta la vita... in Molto Incinta prima trombano e poi si odiano, ma siamo sempre lì.
Ottima l'alchimia con l'attore maschile Josh Duhamel, che fa la parte del macho/belloccio della situazione (un po' come Butler in La Dura Verità). Insomma niente di nuovo sul fronte del già visto a parte una vena di drammaticità nella vicenda. Drammaticità che, oltre a far smuovere le cose, è sempre utile per portare facile patetismo e per creare il famoso conflitto, ma che ahimè non fa decollare il film verso la risata. 
Si può evitare? Ovvio che si. 
Per me un gradino sotto le precedenti prove di Molto Incinta e La Dura Verità... almeno in quel caso i protagonisti maschili (in Molto Incinta con Seth Rogen) dicevano e facevano volgarate divertenti!

13 luglio 2011

Undisputed II: Last Man Standing - Isaac Florentine

2002: Walter Hill gira Undisputed con 3 ottimi attori (Wesley Snipes, Ving Rhames e Peter Falk). Ne uscì fuori un filmettino, così così, uguale a tanti altri. Un po' piatto.

2006: Uno sparuto gruppo di uomini decide di fare un sequel di Undisputed. Tra varie incomprensioni (forse dovute a scarsa comunicazione) si realizza più un remake che un vero e proprio sequel. La regia viene affidata ad un tale di nome Isaac Florentine, un regista che si è fatto le ossa con i Power Ranger e vengono chiamati come protagonisti due muscolosi combattenti, Michael J. White e Scott Adkins. Il mix è praticamente perfetto.

2011: Frank Manila (cioè io) vede il film e ne rimane affascinato. Lo acclama come "il ritorno al cinema di botte", al vero Cinema di Botte. Senza tutte quelle puttanate in CGI e simili. Manila asserisce fiero e tronfio che è l'MMA la mossa vincente, insieme ovviamente agli atleti che se le danno di santa ragione! 
La gente chiede a Frank: ma cosa ci sarà mai di nuovo, oltre all'MMA? Frank risponde, scuotendo il capo verso i suoi ingenui interlocutori, che di nuovo non c'è assolutamente niente. Ma anzi, è proprio questo aver rifatto un cinema, con le giuste inquadrature, il giusto senso drammatico, i giusti rallenty e la giusta dose di mazzate, ad averlo esaltato. Gli interlocutori annuiscono poco convinti. Poi però gli occhi di Manila si illuminano, sta per rivelare loro qualcosa. I suoi interlocutori pongono l'orecchio per sentire meglio. Frank, che sa di avere tutta la loro attenzione, gli rivela placidamente e quasi segretamente che: Il vero motivo per il quale tutti (enfatizza il TUTTI) dovrebbero vedere Undisputed II è il personaggio di Yuri Boyka. Secondo lui Boyka è una anomalia in questo genere di film. È macchina della morte, con uno sguardo cagnesco, movenze micidiali e tanta voglia di uccidere... poi annuncia che il solo pensiero di Unidisputed III, tutto incentrato sul killer Russo, gli viene la pelle d'oca!

Ha ragione Frank. Ha dannatamente ragione! Avessi avuto 8/9 anni oggi, penso che sarei letteralmente impazzito e sarei andato in giro per strada gridando: 
BO-Y-KA, BO-Y-KA, BO-Y-KA, BO-Y-KA!!!

12 luglio 2011

La Notte dei Girasoli - Jorge Sánchez-Cabezudo

Cos'è La Notte dei Girasoli? Sembrerebbe un thriller, almeno nelle parti iniziali, ma non lo è fino in fondo. Potrebbe essere un Noir, ma anche in questo caso non me la sento di dirlo con convinzione. Senza dubbio è un dramma, di quelli morali, ma pure questa definizione non le si addice nella piena totalità. La pellicola di Jorge Sánchez-Cabezudo gioca molto (ogni tanto anche un pelo sporco), entra ed esce dal genere scavando, nell'arco dei sei capitoli e dei suoi sei personaggi, l'animo umano. L'animo di sei personaggi che il destino, beffardo e crudele, ha deciso di mettere a dura prova nella giornata peggiore delle loro vite. Sei personaggi che da vittime diventano carnefici. Sei personaggi che se trovano il famoso autore, gli farebbero il culo! 
Non vi è pietà per l'uomo (inteso come animale), Jorge Sánchez-Cabezudo lo filma nei suoi lati peggiori, nella sua escalation di decisioni che talvolta toccano il fondo. E lo spettatore? Allo spettatore non resta altro che dubitare di se stesso, proiettato in quella stessa identica e caustica situazione. Arriva anche a capire le scelte dei personaggi (di tutti, sia ben chiaro!) e, perché no, arriva persino a patteggiare per quelle scelte! 
Il film è stato una piacevole sorpresa, visto praticamente alla cieca ne sono stato sopraffatto. Ottimo il lavoro del cast così come ottima la scelta scenografica, la rurale e sperduta campagna spagnola. 
Ancora una volta* un più che discreto prodotto di genere (o quasi) iberico!



*esempi qui, quo e qua.

11 luglio 2011

13 Assassini - Takashi Miike

"Le vostre zuffe da samurai sono divertenti!"

13 Assassini è un film normale. Sembra strano iniziare con una frase del genere, ma siccome si tratta di Miike è necessario dirlo da subito. Il film è lineare e con un'impostazione molto classica, non ci sono tutti gli eccessi ed il furore a cui ci ha abituati. Miike taglia il film in due parti: la prima è più riflessiva, di preparazione, lenta, calibrata e con una ricercato estetismo geometrico (anche se un paio di inserti alla Miike non mancano... eh cari miei, la classe non è acqua, c'è lui dietro la macchina da presa e ce lo vuole ricordare!); mentre nella seconda parte entra più nel vivo (sarebbe più giusto dire "nella morte") dell'azione. Il sangue inizia a scorrere, le lame volteggiano e le cataste dei morti aumentano. Io sinceramente mi aspettavo una specie di omaggio al cinema di samurai anni '70 (della roba coi geiser alla Itto Ogami, tanto per capirci!) e invece, come dicevo prima, Takashi resta sul classico e in questo caso siamo più dalle parti di Kurosawa... la cosa non mi dispiace per niente, era solo una mia personale e infondata aspettativa!
Una storia epica, mitologico/biblica, sull'eterna lotta tra il bene e il male, tra il giusto e l'ingiusto e, soprattutto, sull'onore il dovere e la morte. Una pellicola strepitosa, alla quale difficilmente si resta indifferenti. 

I fan sfegatati però non si disperino, Miike inserisce le sue rivoluzioni nei sotto-testi, nei meandri della pellicola, quasi di nascosto... vedere per credere!

10 luglio 2011

Il Marchese del Grillo - Mario Monicelli

"Mi dispiace. Io so io e voi non siete un cazzo!"
Una satira ottocentesca cinica, crudele ma al tempo stesso bonaria. Un film sontuoso, ormai impensabile per un produzione Italiana, che tra un episodio e l'altro ci regala dei momenti ormai entrati appieno nell'immaginario collettivo scavalcando le generazioni. Le vicende sono ispirate ad un personaggio reale, il nobile Onofrio Del Grillo, ma più che alle sue gesta o alla sua biografia, Monicelli ha attinto alla leggenda popolare... creando così un'enciclopedia delle maschere italiane e soprattutto romane. Sordi è ispiratissimo, sembra ripercorrere tutta la sua carriera, per le innumerevoli facce che dà al Marchese. Non mancano, come in tutta l'opera di Monicelli, frecciatine ai potenti, alla chiesa, alla giustizia, alla decadenza della borghesia, tutte attuate dal personaggio del Marchese il quale però, resta fermo e saldo nel suo ruolo di potente senza mai ergersi a rivoluzionario (la citazione di sopra ne è un esempio!). Del cast vi fanno parte anche il fulciano Marc Porel, Flavio BucciPaolo Stoppa e Leopoldo Trieste.

09 luglio 2011

Take Me Home Tonight - Michael Dowse

Take Me Home Tonight è ambientato negli anni '80. Che sia ben chiaro, gli autori del film ci tengono un casino. Ci stanno tutte le cose very Eighties: dagli orrendi pezzi pop alle spalline, dalle maniche della giacca dell'abito arrotolate fino wayfarer. Anche la sceneggiatura si accosta molto a quel periodo e ai tanti film per ragazzi di quei favolosi anni '80, che saranno stati sicuramente d'ispirazione. Si sentono rimandi a Bella in Rosa, Sacco a pelo a tre piazze, Breakfast Club, La Donna Esplosiva, Licenza di Guida ecc. È anche ambientato tutto in una notte, premessa necessaria se si vuole fare un film di questo tipo. Giusto?
Tutto sommato non è niente di che, un filmettino senza tante pretese che strappa giusto qualche sorrisetto.
I tre attori protagonisti sono mediamente bravi. Topher Grace se la cava replicando lo stesso personaggio di That's 70 Show, mentre sono un pò più sprecati Anna Faris, che ho molto apprezzato in Smiley Face, La Coniglietta di Casa e Observe and Report, e Dan Fogler, l'idiota/ciccione di Balls of Fury... infatti sono sue le scene più divertenti.
Ottimo per essere visto distrattamente!

p.s. - la locandina è di un brutto!

08 luglio 2011

Classe 1999 - Mark L. Lester

"Stanno imparando!"
Classe 1999 chiude in qualche modo l'immaginario degli action anni '80. Le ispirazioni di Lester (già regista di Commando e subito dopo di Resa dei conti a Little Tokyo) sono visibili e palesi: da 1997 Fuga da New York a Terminator, passando dalle parti di Mad Max e forse anche per quelle del nostrano I Guerrieri del Bronx. Il film è da prendere per quello che è, ovvero una caciara con infinite sparatorie, androidi e ragazzi conciati in tutti i modi possibili e immaginabili. Oggettivamente la pellicola ha pochi pregi, sia cinematografici che sociali (presenti come  mero pretesto), ma allo stesso tempo fu, per chi lo vide all'epoca, un film sensazionale. I ragazzi si ammazzano tra loro come nulla fosse, gli effetti gore sono presenti e ben fatti e le battute sono di un cult che... non lo so, ma sono cult! I professori robot sono ben riusciti, specialmente nella resa dei conti finale quando mostrano finalmente il loro reale aspetto e la loro sempre più calzante spietatezza. Tra ingenuità e becerate varie Classe 1999 ancora diverte e soddisfa. Chi magari vi si approccia oggi, con il 1999 passato da più di 10 anni, potrebbe storcere il naso ma tutto sommato lo spasso lo riuscirà a trovare. A patto che sia ben disposto, sia ben chiaro.

Dedicata a MrFord! È grazie a lui se ho rivisto questa perla perduta nella mia memoria.

07 luglio 2011

Strade violente - Michael Mann

Arrivo direttamente al dunque con l'affermare che Strade Violente (in originale un più sintetico ed eloquente Thief) è un filmone! Senza se e senza ma... e non accetto categoricamente alcun giudizio negativo. Ci siamo capiti? Ecco!
La regia di Mann è molto ispirata, esteticamente accattivante e incisiva, geometricamente perfetta, con un uso dei rallenty nel marcare la violenza di grande impatto (Refn nel suo ultimo Drive deve aver tenuto conto, e non poco, di Thief!). James Caan è in stato di grazia tanto da regalarci un'interpretazione magistrale. Un personaggio al limite, destinato per natura a non avere niente. Privo di ideali, anarchico al sistema di cui fa parte e al quale non intende piegarsi, anche a costo di restare per sempre da solo. Tutto il film è poi commentato dello straordinario score dei Tangerine Dream, che grazie alle loro musiche aumentano il valore di un prodotto già ottimo. 
Un film che ha segnato, insieme a pochi altri, l'immaginario estetico di molto cinema a venire. Sicuramente da riscoprire e da amare.

Ringrazio Robydick e Napoleone Wilson per questa scoperta. Vi invito a dare un'occhiata alla splendida e molto esaustiva recensione di Napoleone al film (leggete anche i commenti!). Siccome il loro è un blog serio ci sono anche degli ottimi frame come condimento... cosa volete di più?

06 luglio 2011

Ronin - John Frankenheimer

Ronin è forse l'ultimo action movie girato senza l'ausilio di tecniche digitali. Frankenheimer era un purista, veniva dalla vecchia scuola, e ha preteso che tutto fosse il più reale possibile. La volontà di rispettare più fedelmente la realtà ha ripagato alla grande gli sforzi, regalando delle memorabili scene d'azione, in particolare nei lunghi e sfrenati inseguimenti in macchina per le stradine francesi, che fanno da sfondo a tutta la vicenda. La trama è forse un po' troppo forzatamente intricata, ma alla fine non ci si può certo lamentare, il gioco delle parti, che gli attori mettono in scena nell'escalation di tradimenti e vendette, funziona ed è questo che conta. Forte l'uso del McGuffin (espediente che fa smuovere tutto il film il cui contenuto non viene mai rivelato) che in questo caso è rappresentato dall'eclatante valigetta... più volte i personaggi chiedono cosa ci sia al suo interno, non gli viene mai data risposta! 
La pellicola è, a memoria, anche l'ultima grande prova da attore di De Niro, in seguito si è un po' spenta quella verve che l'ha accompagnato per tutta la sua carriera (eehh la vecchiaia!). Buone anche le prove degli altri attori, tutti ottimi caratteristi: Jean Reno, Natascha McElhone, Stellan Skarsgård, Sean Bean e Jonathan Pryce.
Un film solido, maschio, con parti recitative e d'azione che ben si intersecano e con i già citati inseguimenti mozzafiato.

05 luglio 2011

Bloodrayne: The Third Reich - Uwe Boll

Eccoci giunti al terzo capitolo della saga Bloodrayne! Non sono mai stato fan dei primi due, per me fanno parte della produzione peggiore di Boll e fanno mediamente cagare. 
Questo terzo capitolo invece... invece niente, fa cagare pure questo. L'unico pregio del film - qualcuno ha detto POPPE? - è che finalmente si avvicina per ambientazione all'originale videogame, portando la Dampyr nella Germania nazista. 
Boll non è particolarmente inspirato, si percepisce una certa distrazione probabilmente dovuta al fatto di aver girato tre - e ripeto TRE - film contemporaneamente, così da sfruttare le stesse location. Nel caso di Blubberella, che è una parodia di Bloodrayne, sono stati riciclati anche gli stessi attori e le stesse comparse nelle stesse identiche parti. Il sangue nel film scorre, ma tutto resta piatto, con scene sconclusionate (una scena lesbo qua, una di sesso qui, uno scontro lì ecc.) e attori generalmente fuori parte. 
Sono abbastanza sicuro di aver sentito qualcuno gridare POPPE
Siamo ben lontani dai film veri di Boll, un "autore" unico nel panorama del cinema mondiale, capace di fare le peggio schifezze così come prodotti altamente interessanti... oppure delle schifezze interessanti!

Lettera aperta per Boll:
Caro Uwe, ti prego di prendere con spirito ciò che ho scritto. 
Io ti stimo, sono un tuo mezzo fan e ci tengo tantissimo a non essere preso a cazzotti!
Quei blogger che hai giustamente pestato, se la sono cercata. 
Hanno accettato la sfida, ti hanno sottovalutato e tu li hai puniti con una sonora serie di cazzotti ben assestati. 
Ora ti saluto, con la speranza di non averti fatto incazzare!

Con affetto e trasporto
Frank Manila

04 luglio 2011

Il Dilemma - Ron Howard

Si deve essere trovato davanti ad un dilemma lo sceneggiatore Allan Loeb mentre si accingeva a mettere il film su carta, e deve anche non essere riuscito a sbrogliarlo questo benedetto dilemma: Far ridere o far piangere? Il film è un mix indeciso di commedia e dramma, con qualche venatura di sentimentale. Purtroppo della parte comica le tracce sono molto flebili e si fa molta fatica a vederle, la parte drammatica è anche lei molto fioca e non intacca per niente il cuore dello spettatore, che finisce immancabilmente nel dilemma cercando di capire cosa fare: Farsi trasportare o fregarsene beatamente? La pellicola, che sembra essere stata scritta per Adam Sandler, non decolla mai, non prende mai una direzione, cerca di accontentare tutti, lasciando alla fine tutti delusi. Bravi gli attori, che però non essendo sfruttati appieno risultano anonimi e stantii. Vince Vaughn, che non ingarra (passatemi il termine) un film da anni, Kevin James che interpreta sempre lo stesso personaggio, Jennifer Connelly che è messa leggermente nelle retrovie e Winona Ryder che cerca immancabilmente una risalita artistica e professionale. Ottimo invece Channing Tatum in una inedita parte più briosa. La regia di Howard è come sempre abbastanza standard, tanto da non esservi nulla di particolare da segnalare. 
Un filmettino che difficilmente rimarrà impresso nelle memorie!

03 luglio 2011

Black Dynamite - Scott Sanders

BADASS MOTHERFUCKER
La parola d'ordine di questo film è autoironia. Innanzitutto c'è da premettere che per goderselo appieno bisogna un pochettino conoscere i film e il genere (si parla di Blaxploitation) che qui viene parodiato/omaggiato; ma in fondo, già solo avendo una vaga idea di cosa stiamo parlando, potrebbe risultare godibile quanto basta per ridere. La ricostruzione è a dir poco perfetta. Dalla scenografia, alla colonna sonora, ai movimenti di macchina, alla sceneggiatura, alle singole espressioni, ai costumi ecc. tutto e stato studiato in modo scrupoloso e certosino. Pure gli errori sono stati ricreati ad hoc... sono letteralmente morto nel vedere i boom dell'epoca entrare erroneamente in campo! Grandissimo Michael Jai White che oltre a dare vita (compresa l'anima) a Black Dynamite, ha scritto anche il soggetto.
Una pellicola che vomita passione da qualsiasi punto la si veda. 

02 luglio 2011

Il Conte Max - Giorgio Bianchi

Brillante commedia diretta dallo specialista Giorgio Bianchi, con un duo attoriale di alto livello, Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Il film narra le vicende dell'edicolante Alberto Boccetti che vuole elevarsi a nobile, ma non avendo sangue nobile, prende lezioni dallo squattrinato e scroccone Conte Max. La pellicola è innocua, pregna di buoni sentimenti e di moralismi, ma a tratti anche satirica (getta in qualche modo le basi della Commedia all'Italiana). Si racconta di un'Italia che non c'è più, ma nonostante tutto, il film riesce ancora ad essere divertente e ancora abbastanza attuale... basti pensare a tutti quelli che farebbero carte false pur di diventare momentaneamente famosi e apparire in tv! La coppia Sordi-De Sica è perfetta. Esuberante e sfrenato il primo, più misurato e brillante il secondo, entrambi meravigliosi e con un senso dei tempi comici innato. 
La pellicola è il remake del film di Camerini del 1937 Il Signor Max, con De Sica nella parte dell'edicolante. Vi fu anche un secondo remake nel 1991, diretto e interpretato da Christian De Sica, ma è meglio sorvolare!

01 luglio 2011

Amici, amanti e... - Ivan Reitman

Commedia romantica per Ivan Reitman, 5 anni dopo il simpatico La mia super ex-ragazza. Che Reitman Padre ormai non abbia molto da dire si era capito già dalle sopite produzioni post-Ghostbusters, che tra alti e bassi sono andate avanti fino a questo Amici, amanti e... (ancora non riesco a capire a cosa alludano quei puntini). La commedia è un polpettone che esibisce tutto quello che può essere esibito in una commedia romantica: c'è lui che fa figure di merda, però tenere; c'è lei che fa figure di merda, però tenere; c'è un lutto; ci sono le battute sboccate che uno dovrebbe scandalizzarsi ecc. Non gli manca davvero niente, usa tutti gli espedienti. Li usa male, ma li usa! 
La carrellata dei personaggi poi è degno della migliore spazzatura televisiva. Anche qui non hanno badato a spese, ci sono tutti i tipi di caratteri, razze e stranezze accettate. Oltre ai due protagonisti abbiamo: l'amico-coinquilino di lui che è semi pervertito; l'immancabile amico di colore che fa il navigato con le donne; c'è l'amica di lei che passa da troia a romanticona; l'amica asiatica, si è optato per un'indiana; il rivale in amore; il papà di lui che è famoso e si fa le canne (dovete vedere che sagoma!); il coinquilino di lei che è gay e dice di essere gay ogni volta che appare; la ex di lui che è una troietta ritardata, ma tenera... e così via! 
Per concludere abbiamo di fronte la solita solfa, manca solo la scena finale con l'applauso. 
Assente la parte comica, gioca piuttosto sporco nella parte romantica (si lancia spesso in patetismi da 4 soldi) e ci mostra come la Portaman, per quanto brava, NON SIA ASSOLUTAMENTE CAPACE DI FARE L'UBRIACA!!!