10 settembre 2011

Tony Manero - Pablo Larraín

Tony Manero è un lucido viaggio nell'ossessione. L'ossessione che spinge il mite e docile (solo in apparenza) protagonista a credersi il protagonista di La febbre del sabato sera. Sullo sfondo il Cile dittatoriale che entra nella storia marginalmente, attraverso pochi elementi, mostrandosi come un ambiente chiuso e misero. E forse, proprio con l'evadere da questo mondo grigio che il protagonista si avvia verso la ricostruzione di un mito cinematografico, colorato, spensierato e ludico. Pablo Larraín costruisce il film per sottrazione, non lesinando scene anche forti e crude, prediligendo un linguaggio asciutto e sporco, con un' assenza di filtri, camera a spalla ed una fotografia dai colori spenti che ben cozzano con il fittizio mondo che il protagonista vuole ricostruire. Una pellicola decisamente da scoprire. Bravissimo e impressionante Alfredo Castro.

5 commenti:

  1. A me è suonato molto di preparato a tavolino per i Festival, invece.
    So che ha avuto pareri entusiastici ovunque, ma non sono proprio riuscito a farmelo piacere.

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  2. aaaahhhh, porcobboia, me l'ero dimenticato questo! :D
    bella frank, sono sicuro che merita.

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  3. @james: be si nota certamente che non ha un piglio mainstream. la storia però è molto forte ed anche coinvolgente. sono del parere che questo tipo di film sia della serie "o piace o non piace", la via di mezzo spesso non può essere contemplata.

    @roby: una visione se la merita sicuramente ;)

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  4. mi ero perso il post :D

    completamente d'accordo con quello che scrivi: a me è piaciuto parecchio, e ci stanno quelle due-tre scene forti che sono proprio un pugno alla bocca dello stomaco.
    merita davvero!

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  5. davvero un bel film. poi Castro è mostruosamente bravo.

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