31 ottobre 2011

Detenuto in attesa di giudizio - Nanni Loy

Vado in Italia! Vado in Italia! 

Nanni Loy, con questo capolavoro del cinema di denuncia, sbatte in faccia al pubblico (e alla società) l'arretratezza italiana in termini di burocrazia e di sistema giudiziario... ma non solo, basti pensare alle poche considerazioni ricevute dalla moglie di Giuseppe solo perché Svedese e quindi puttana.

La via crucis del detenuto Di Noi (nome emblematico) è tremenda. È paragonabile ad una discesa negli inferi, tra l'indifferenza di burocrati, un direttore (Lino Banfi) menefreghista e scarica barile, secondini superiori spietati (i quali, nonostante tutto, Di Noi continua in qualche modo a giustificare), carcerati di ogni sorta e onesti cittadini capaci solo di additare e insultare senza cognizione di causa (atroce e umiliante la scena in stazione). 

A dir poco immenso Alberto Sordi, capace di trasmettere in un solo sguardo la disperazione, la frustrazione, la rabbia e la speranza del suo personaggio italo-kafkiano.
Detenuto in attesa di giudizio resta ad oggi un film di accertata forza e drammatica attualità.

E occhio, a volte basta una semplice formalità per scatenare la forza della giustizia italiana.

30 ottobre 2011

Everybody Wants to Be Italian - Jason Todd Ipson

Mettiamo subito le cose in chiaro. Qua non si tratta di Italiani, cioè persone che vivono sul suolo italiano, ma di Italo-Americani, cioè persone che parlano l'Itagliano (loro credono che sia l'italiano originale, ma non è così) e hanno mantenuto credenze e usanze trogloditiche e si vestono come dei buzzurri. Scusate ma la premessa era necessaria. 

Il film gioca tutto sugli stereotipi che gli stessi italo-americani si ostinano a mantenere in vita e sono le solite cose che si vedono in tutti i film con gli italiani ammerrecani. Cose del tipo che le donne italiane devono prendersi cura degli uomini... cioè roba da medioevo! E le cose peggiorano quando si immaginano l'Italia (quella vera) e la riproducono con ancora i treni a vapore, i panni stesi per strada e donne procaci, vestite alla Ciociara, che urlano e passano il tempo alla finestra. 
Tornando al film in questione trattasi di una commediucola su due tipi (uomo e donna), che si piacciono, e siccome l'uno crede che l'altro sia italiano (ricordate la premessa), e che in quanto tali si accoppiano solo con italiani, si fingono a loro volta italiani... e quindi vengono educati a comportarsi come tali dai loro amici, veri italiani. Detta così sembra una cosa intricata, ma è una cazzata.
Capito che roba?

29 ottobre 2011

Blitz - Elliott Lester

Film di sbirri di matrice Britannica, con il re Jason Statham
Siamo ancora una volta sul classicheggiante, una pellicola solida e onesta con il solito detective solitario e dai modi bruschi (leggi sociopatico) alle prese con un killer ammazza sbirri. La pellicola scorre, forse un po' troppo lentamente, senza alcun incidente o scivolone, mantenendo salde le aspettative dello spettatore (a patto che non ci si aspetti un capolavoro). La parte action è un po' risicata (non vi aspettate un Crank) e forse con appena un paio di scazzottate in più sarebbe già stato diverso... intendo in meglio! 
Come spalla di Statham abbiamo Paddy Considine, già incontrato qualche volta e che si sta decisamente facendo strada.
Film così così, non imprescindibile. A tratti intrattiene.
Però sappiamo tutti che il Re può dare di più, molto di più!

28 ottobre 2011

Le amiche della sposa - Paul Feig

Le amiche della sposa altro non è che la risposta al femminile a film come Old School, Una notte da leoni o Strafumati. Ovvero film che hanno in comune amicizia virile, un po' di romanticismo e soprattutto demenzialità. Dietro le redini di questo progetto al femminile c'è ovviamente LUI, il supremo Judd Apatow... e chi altri?

La pellicola però, sempre secondo il mio modesto parere, non funziona appieno. Per il semplice fatto che non si è veramente costruito un film sulle donne e per le donne, ma su donne che hanno una comicità da uomini. Non che voglia discriminare in alcun modo il gentil sesso, ma credo che un film come Una notte da leone funzioni proprio perché a fare le cazzate ci sono uomini. Ora ritrovarmi delle donne che fanno cose simili (vomitare, cacare ecc.) per me, vuoi per abitudine e/o perché sono uomo, è poco credibile e sinceramente non fa tanto ridere. Da un uomo cose del genere me le aspetterei, ma da una donna no. Per il semplice fatto che che c'è un abisso tra uomini e donne, le donne sono creature molto più complesse e sfaccettate degli uomini. Mentre gli uomini... pensate a come diventiamo irrimediabilmente stupidi con un semplice riflusso repentino di sangue dal cervello all'ucc ad altre parti. 
Orsù, io credo che si fossa fare ben altro e non una semplice traduzione da maschile a femminile.
Non mi basta vedere donne che fanno cazzate da uomini, voglio vedere donne che fanno e dicono cazzate da donne!

27 ottobre 2011

Gli Imbroglioni - Lucio Fulci

Film ad episodi nato sulla scia di Un giorno in pretura. E' una commedia italiana di stampo molto classico, vi è un'aula di tribunale e sei casi giudiziari, in tre dei quali sono imputati sempre Franco e Ciccio ma con nomi diversi. I due comici sono i più in forma della cordata attoriale, dove comunque spiccano Vianello e Walter Chiari
Carini i tre episodi con Franchi e Ingrassia (sopratutto il secondo) dove sfoggiano in continuazione la frase "Innocenti siamo! Errore giudiziario fu". Figo anche l'episodio con Vianello e i suoi sogni erotici/esotici, eccezionale quello con Walter Chiari (scritto da Castellano e Pipolo) dove vi è la scena cultissima del funerale.
A livello registico non ci troviamo di fronte al Fulci di Zombi 2. Ne Gli Imbroglioni il buon Lucio gira in modo semplice e lineare, seguendo le regole classiche apprese nei tanti anni di gavetta... durante i quali passò anche per Un giorno in pretura.


Note:
- All'inizio del film appare Gaber che canta la canzone Gli Imbroglioni.
- In Un giorno in pretura Fulci oltre ad essere stato l'aiuto regista di Steno vi figura anche nelle vesti di sceneggiatore.
- Il titolo non rispecchia molto quello che accade in scena, può difatti essere appioppato ai soli personaggi di Frano e Ciccio.

26 ottobre 2011

I Migliori - Robert Radler

Un must indissolubile per tutti gli amanti dei Botte Movie!
Nonostante cinematograficamente parlando rasenti la mediocrità, I Migliori entrò nel cuore di tutta quella generazione cresciuta a Girella e Van Damme. Sfido anche i più duri e tamarri ad ammettere che nella scena finale, la lacrimuccia è scesa a solcare la guancia... non si può restare impassibili. Dai ammettetelo! 
Non so effettivamente cosa, a distanza di anni, mi attrae di questo semplice b-movie. Sarà per via di una visione nostalgica, sarà per l'orrenda soundtrack di fine anni '80, sarà per la chioma selvaggia di Eric Roberts (pompatissimo) o per il dramma di Tommy Lee (Phillip Rhee) o per la spavalderia di Travis (Chris Penn). Ma giuro che, senza ironia, I Migliori è un film che semplicemente adoro. In barba a tutte le carenze narrative che possiede o alla ingenua messa in scena, quando entra il cuore non si badano a queste bazzecole. Poco mi importa se i personaggi sono caratterizzati un po' alla buona e in modalità standard, se si dilunga troppo sull'allenamento e se è troppo moralista. 
A me frega solo della lealtà, il rispetto, l'amicizia, l'onore, le botte e nient'altro. Capito?
E poi ha delle coreografie e delle scene di botte molto realistiche e coi controcazzi!

25 ottobre 2011

Con gli occhi dell'assassino - Guillem Morales

Torniamo a occuparci di Guillem Morales, giovane regista spagnolo del particolare El Habitante Incierto, che per questa  sua seconda opera passa attraverso la benedizione di Guillermo del Toro (oramai vero e proprio guru del cinema fantastico iberico). Tecnicamente la pellicola è impeccabile, Morales calibra bene ogni inquadratura e si denota un lavoro molto certosino. L'idea del film è alquanto suggestiva, pur peccando di qualche prevedibilità (che in un thriller non è cosa buona) e di un minutaggio forse troppo lungo. La parte finale, inoltre, mi ha molto ricordato il bellissimo Gli occhi della notte (recuperatelo, è davvero strepitoso!)... diciamo che la "trovata" di Julia è molto ma molto simile a quella della Hepburn
Ottima l'attrice protagonista Belén Rueda (quella di The Orphanage), capace di rendere credibile Julia e di trasmettere il senso di ansia e oppressione che tormenta il suo personaggio.
Sicuramente un buon prodotto, di altro profilo, che potrebbe piacere molto di più ai non assuefatti al genere che agli habitué.  


Il titolo originale Los Ojos de Julia, ovviamente contiene un significato più ampio (oltre che giusto) rispetto all'idiota e insensato titolo italiano. Ma che ve lo dico a fare? Ormai ci dovremmo stupire del contrario.

24 ottobre 2011

Atto di forza - Paul Verhoeven

C'è poco da fare e poco da dire, Atto di Forza ancora oggi mantiene intatte le sue attrattive grazie a quello strano connubio (riuscitissimo) tra cinema di spessore e di divertissement puro. Schwarznegger è perfetto nella parte del protagonista, incredibilmente le sue scarse espressioni ben rispecchiano l'ambiguità che il personaggio che interpreta richiede. Proprio l'ambiguità è il tema principale della vicenda, che viaggia sul sospetto che quello a cui assistiamo sia in effetti tutto un sogno... tematica poi ampiamente (pure troppo) riutilizzata in Matrix. I personaggi stessi in scena vivono questo morfeico sospetto, con il buon Schwarzy che non sa di chi fidarsi, e men che meno di stesso. 
Verhoeven lavora di fino. Il film è stilisticamente perfetto, con un montaggio che segue alla lettera la grammatica filmica, una sceneggiatura tiratissima che tiene ben sveglio lo spettatore, e degli effetti speciali (per l'epoca) eccezionali. Anche in Atto di forza, il regista olandese può dare libero sfogo alla sua ossessione per il corpo, in questo caso (come anche in Robocop) martoriato e/o meccanizzato da chip e impianti di ogni sorta. 
Siamo di fronte ad una pellicola per tutti i palati!


Imdb

23 ottobre 2011

Superheroes - Mike Barnett

Vi avevo già accennato di Phoenix Jones, un tipo che si traveste da supereroe e pattuglia le strade di Seattle, in coda al post di di Kick-Ass. A quanto pare il buon Phoenix non è l'unico a farlo!
Molte persone (in questo caso, già solo 2 per me sono molte) hanno deciso di intraprendere la lotta clandestina al crimine in svariate parti d'America, con vestiti ridicoli, protezioni idiote e armi non letali.
Vorrei vederli mentre spruzzano di spray al peperoncino la mano del criminale che impugna la pistola!
C'è chi lo fa con consapevolezza, allenamento e dedizione, e chi invece è completamente fuori di testa da credere di avere realmente dei super-poteri (e si scola birra)... poi c'è chi è ancora più completamente fuori di testa, da giurare che quella persona abbia realmente dei super-poteri.
Ecco di cosa parla il documentario, di supereroi senza poteri che si aggirano a proteggere le persone dal crimine. Lo sguardo della macchina da presa è in stile documentario classico (a parte qualche inserto fumettoso) e a parlare sono quasi sempre i supereroi... e parlano tantissimo!
Di azione criminosa o intervento super-eroistico non se ne vede manco l'ombra, ma apprezzo tanto gli sforzi sia di chi ci prova che di chi si crede. 
Comunque resta una roba da non crederci!

Imdb

Notizia recente è l'arresto di Phoenix Jones. Ma lui ha giurato che continuerà a proteggere la città dal crimine!

22 ottobre 2011

Le regole della truffa - Rob Minkoff

Ovviamente, ormai non ci stupiamo più, il titolo italiano non c'entra un cazzo niente col film. Ci sarà un motivo se in originale si chama Flypaper (che significa carta moschicida). Ci sarà un motivo se non compare da nessuna parte la parola REGOLA. Tutto ciò per dirvi che non vi dovete aspettare nessuna specie di guida o prontuario sul buon truffatore. OK?

La pellicola narra le vicende di 2 gang differenti (una figa e tecnologica, l'altra di perfetti idioti) che si ritrovano a rapinare la stessa banca. Si parte quindi con un film, col tono della commedia, su di una rapina in banca. Ad un certo punto però si è spiazzati, poiché si trasforma in altro, avvicinandosi molto alle atmosfere di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, restando comunque sempre all'interno della banca durante la rapina e mantenendo quella vena di black comedy
L'idea non è male. Ottime le premesse (le 2 rapine), ottimi i personaggi (oltre ai rapinatori anche tutti gli ostaggi sono particolari) così come è ottima la scelta di avere una sorta di Poirot (Patrick Dempsey) con ossessioni autistiche alla Rain Man. Però manca di qualcosa. Gli manca di tensione, gli manca di appiglio, gli manca di credibilità, soprattutto nei dialoghi dove molte volte divaga nella testarda ricerca di una battuta che immancabilmente risulta forzata. Anche la parte prettamente gialla è costruita male, vuoi perché la volata finale verso il twist non è preparata a dovere, facendo risultare quest'ultimo buttato lì proprio perché ci doveva essere, e vuoi perché gli manca di quella specie di magnetismo che tiene incollato allo schermo. 
In poche parole non ha quel perfetto mix che invece possiede alla perfezione... chessò... Signori, il delitto è servito?

21 ottobre 2011

Cannibal Holocaust - Ruggero Deodato

Il film più censurato della storia del cinema, bandito in svariati paesi del mondo e che ancora oggi, dopo 30 anni, scatena polemiche... al recente Italian Horror Fest ovviamente sono arrivate puntuali! 
Però, oltre alle crude scene di ammazzamenti veri e finti, il film è anche (soprattutto) un'attacco. Un'attacco alla società e ai mass media... eloquenti in questo caso la scena iniziale del film e la frase finale che lo chiude!
Molto interessante anche lo stile usato dal regista. Deodato sceglie infatti di dividerlo in due parti nette e di usare due modus operandi ben distinti. Una è difatti girata con la classica pellicola 35 mm e in perfetto "stile cinema", l'altra (quella che riguarda il gruppo di reporter) invece con pellicola 16 mm, graffiata a mano, e totalmente a spalla. La seconda ha ovviamente ispirato tutto quello che è venuto da Blair Witch Project in poi.

Un cult... anche per tutti quelli che non l'hanno mai visto. 
Un film che bisogna vedere almeno una volta nella vita... e sfido chiunque (anche i più duri) a restare impassibili di fronte alle crude immagini proposte da Deodato

Amanti degli animali e persone particolarmente sensibili si astengano!


Imdb

20 ottobre 2011

Gendai yakuza: hito-kiri yota (Street Mobster) - Kinji Fukasaku

Kinji Fukasaku era uno specialista degli yakuza movie, e questo è senza dubbio uno dei suoi film più riusciti, da molti appellato come capolavoro... io personalmente ancora non mi sono deciso!
La storia è quella di un outsider, un cane sciolto che per indole, rabbia ed ego smisurato non riesce a sottostare alle ferree regole dei clan mafiosi. Isamu Okita (questo il nome del protagonista) vive sulla strada, non è un buono, ma lì sulla strada nessuno lo è. L'unica legge che riesce a seguire è quella di essere il più feroce e di colpire duro e, soprattutto, di colpire per primo.
Kinji Fukasaku costruisce un film crudo, violento e nichilista. Non c'è nessuna speranza, nessuna redenzione, nessuna morale. Se ti pieghi sei salvo, se no sei destinato a soccombere.

Le messa in scena rientra appieno nello stile del periodo e del genere (siamo nel 1972), quindi c'è largo uso di zoom, freeze frame, camera a mano e camera angolata.
Bunta Sugawara che interpreta la parte del protagonista è sublime e ben incarna questo personaggio anarchico, inadatto a vivere (sempre che abbia voglia di vivere!)... ha una faccia piena di rientranze, piena di smorfie, e uno sguardo da perfetto sbruffone!
Un bellissimo yakuza eiga anni '70.

19 ottobre 2011

Delta Force - Menahem Golan

Chuck Norris, la cui traduzione letterale significa "Eroe Americano con barba" (giuro ho visto sul dizionario!), nel suo film più grande. Il FILM che ha tutte le lettere maiuscole! 
Delta Force prende ispirazione da una storia vera, quella del dirottamento di un aereo TWA (nel FILM si chiama AWT) accaduto nel giugno (nel FILM è luglio) 1985. E narra le vicende per l'appunto di un dirottamento aereo e dell'intervento di salvataggio della Delta Force, i più cazzuti tra i cazzuti militari ammerregani... le selezioni per entrare nella Delta Force si fanno con un mega-torneo di schiaffo del soldato - giuro! me l'ha detto Pino il barbiere, che lui queste cose le sa! 
Ora va da sé che gli avversari arabi siano invece delle iper-pippe
Non ci credete?
Il bilancio finale alla fine del film è: Morti Arabi 35000/40000 e una città in ginocchio - Morti Americane 2 (uno è però un ostaggio legato mani e piedi!) e poi qualche graffio.

Ma tornando alla pellicola c'è da premettere una cosa, e cioè che tutta la prima ora (il FILM dura 125 minuti, ed è tantissimo!) è di una rottura di palle, retorica e patetismo che tanto per farvi un'idea provate ad immaginare un filmato di un'ora con Reagan seduto sul cesso intento ad espellere un bisogno interiore che proprio non ne vuole sapere di venir fuori. Ecco la prima ora di film è così, tra le sofferenze di una donna incinta, un prete cattolico che si auto-martirizza, gli ebrei che vengono nuovamente ghettizzati e trattati in modo "speciale", una bimba che chiede al dirottatore di trattare bene il papà e il marinaio che viene pestato perché indossa un'orrenda camicia a fiori. Poi però... poi Chuck si incazza di brutto. E lo show inizia! Norris praticamente da solo sbaraglia un esercito intero senza fare una piega, una mitragliata qua, un calcio la e il gioco è fatto. Lee Marvin da parte sua si limita a dare ordini e guardare Chuck con dei leggeri scuotimenti di testa come a voler dire "ma sei proprio un birbantello!". Tutta l'oretta di FILM che resta è così, una sorta di risarcimento per tutti quelli che hanno resistito alla prima parte.

Chiudo con un bel Chuck al tramonto... e non dimenticate che quando Chuck prende un cazzotto in faccia in realtà lo sta parando con la barba!

Chuck Norris

nota:
A dirigere abbiamo un genio (non sono ironico!). Già regista di autentiche perle come Over the Top o Enter the Ninja, Menahem Golan era il grandissimo produttore nonché capoccia della Cannon Group. della quale ho già accennato in precedenza.

18 ottobre 2011

This must be the place - Paolo Sorrentino

La risposta che va per la maggiore, quella a caldo (e non), alla domanda "Ti è piaciuto?" è: "Non lo so, lo devo metabolizzare!".
Io lo sto ancora metabolizzando, e ormai son passati 4 giorni dalla visione!
Ciò che posso affermare con certezza è poca roba. Il film non mi ha deluso, Sorrentino gira in modo spettacolare e con grande maestria tecnica, Penn è semplicemente grandioso, le due ore passano senza mai tediare, visivamente è una goduria e la colonna sonora è una signora colonna sonora. 
Allora? Cos'è che manca? In realtà non manca niente... a parte l'impatto.
I film precedenti di Sorrentino (ma non L'amico di famiglia, che comunque è un bel film, ma forse di transizione) dopo la loro prima visione mi lasciarono letteralmente folgorato. È stata una vera e propria escalation, dove ad ogni film la mia mascella calava sempre di più... fino a Il Divo dove era arrivata ben oltre l'ascella con gli occhi praticamente fuori dalle orbite. Stavolta l'impatto della visione non c'è stato, e nonostante sia stata scongiurata una slogatura mascellare resto un pelo deluso. Ripeto che tutto ciò non è imputabile al buon Sorrentino, reo "solamente" di aver girato in precedenza capolavori, ma alle mie aspettative.
Paolo (gli do del tu, ma lui non lo sa!) si conferma comunque il massimo talento cinematografico italiano, e la consacrazione americana era giusta e doverosa verso l'unico regista che oggi definirei autore. Un Autore che è stato letteralmente capace di annullare, camuffandolo e cambiandogli la voce (ha una vocina flebile nella versione originale), una super star come Penn plasmandolo totalmente al film... non mi stupirebbe un altro oscar come miglior attore!
Quindi, impatto a parte, forse ci troviamo di fronte a uno dei migliori film di questo 2011... ma lo sto ancora metabolizzando.

17 ottobre 2011

The Woman - Lucky McKee

The Woman non è un film facile. Colpisce basso, scava a fondo nel selvaggio e mostra di quanta crudeltà è capace l'uomo. Al Sundance il film ha avuto non pochi problemi: uno spettatore durante la proiezione ha gridato di bruciare il film; una ragazza si è sentita male; i critici hanno accusato McKee di essere misogino.
Ok che il film non fosse proprio da Sundance e che i due sventurati avventori (l'inquisitore e la svenuta) siano stati spiazzati, ma non è ok sentire l'assurda accusa dei critici. Infatti basta conoscere un minimo la filmografia di McKee, oppure guardare The Woman, per capire che non c'è mai stata alcuna avversione verso la donna da parte del regista!
McKee, col suo nuovo compagno di merende Jack Ketchum, il misogino lo filma solamente... nello specifico abbiamo un uomo civilizzato che si muove solo per istinti sessuali e sadici. Al contempo, però, filma anche il candore e la purezza (spietata e crudele) di una donna selvaggia, che si muove solo per istinti primordiali.  La domanda è semplice: Chi è il selvaggio?

Mckee è spietato, disturba, sin dal primo fotogramma dove ci mostra la famigliola perfetta, nella quale si capisce (sin da subito) che c'è del marcio sotto. Pollyanna McIntosh che interpreta la donna-bestia è impressionante, riuscirà a dimostrare come pur essendo un animale è molto più umana di molti che si considerano tali. Brava anche Angela Bettis, attrice feticcio di McKee, così come l'uomo, il patriarca, Sean Bridgers.
Film sicuramente poco adatto ai più sensibili!

16 ottobre 2011

Senza arte né parte - Giovanni Albanese

Eccoci ancora a parlare della commedia italiana che non fa ridere. Fa ridacchiare, sghignazzare al massimo sorridere, ma mai veramente ridere.
Questa volta siamo alle prese con l'arte contemporanea. Albanese vorrebbe giocare con le tematiche della riproducibilità (in fondo, che ci vuole a mettere un'impronta digitale su un uomo?) e della concettualità. Quindi sciorinate queste due gag - 1) gli operai che falsificano opere d'arte; 2) l'operaio che diventa egli stesso un'artista concettuale - il film finirebbe ai titoli di testa. Cosa succede quindi per tutto il resto della pellicola? A tratti veramente nulla. Si gioca all'infinito su queste due gag, talvolta sul dialetto pugliese e soprattutto sull'arte di arrangiarsi... che poi è la vera arte italiana!
Il cast sulla carta è anche abbastanza accattivante, abbiamo Salemme, Battiston, Sassanelli (che a fare lo stronzo è sempre bravo) e la Finocchiaro
Ma con una sceneggiatura povera, senza verve , brio o vivacità c'è ben poco da fare!

15 ottobre 2011

Ipotesi di reato - Roger Michell

Discreto thrillerino sullo scambio di ruoli e sulla ambiguità della morale. I due protagonisti partono con dei personaggi prestabiliti, Affleck/stronzo e Jackson/buono. Circa a metà film i ruoli si iniziano a interscambiare, e questo accade più volte, a mano a mano che i due si rovinano le vite a vicenda e scoprono di più su loro stessi. Se non fosse stato per quel lieto fine, che cozza decisamente con il cinismo che pervade tutta la pellicola forse avrei tolto quell' -ino alla parola thriller. 
Tutto sommato un film che si lascia tranquillamente guardare, ha degli ottimi interpreti e mantiene viva l'attenzione dello spettatore per l'intera durata della pellicola... e non è certo roba da poco!

Alcuni dispettucci che si fanno sono proprio carini!

Imdb

14 ottobre 2011

La Proie - Eric Valette

La Proie (per i feticisti del titolo tradotto La preda) è un discreto French thriller, con trama lineare e facile da seguire senza troppi indugi, uno di quei film con il buono da una parte e il cattivo dall'altra. Vabbè che poi il buono è pur sempre un rapinatore, e che per questo sta in galera... ma no, è buono, non vi fate ingannare!
Il film funziona, tutti gli ingranaggi girano e i personaggi, pur essendo stati delineati con nette e decise accettate, reggono sempre la loro parte e sono credibili. Ottimi gli attori: le belle Alice Taglioni e Caterina Murino, così come lo spagnolo Sergi López. Grandiosa invece la prova di Albert Dupontel, massiccio, granitico ed eroico (con questa pellicola si riscatta ai miei occhi dopo il brutto Deux jours à tuer). 
Ci sarebbero giusto un paio di cosucce che si potevano evitare: 1) un'orribile effetto notte nella parte finale (ancora con l'effetto notte?); e 2) il finale, che non vi dico, che proprio si poteva evitare.
Comunque, siccome non si può avere tutto ci accontentiamo, e noi de "Il Cinema Spiccio" approviamo questa pellicola dagli antichi sapori polar!

Imdb

Albert Dupontel corre in modo strano!

13 ottobre 2011

Driver, l'imprendibile - Walter Hill

Opera seconda di un uomo il cui nome è legato a molti film cult. E già! Walter Hill con la sue carriere nel cinema, si è trovato coinvolto in film quali Bullit, Getaway, I guerrieri della notte, Southern Comfort e Alien... e ne sto citando alcuni a caso! 
Anche Driver è un cult.
Hill lavora di essenzialità, tant'è che tutti i personaggi non hanno nome, vengono chiamati per la mansione che svolgono (Driver, Detective, The Player ecc.). Il protagonista, Driver, ha i dialoghi ridotti all'osso (ho letto da qualche parte che pronuncia solo 350 parole per tutto il film, non so però se gli articoli sono compresi). Non ci vengono date motivazioni a ciò che i personaggi fanno, sembra che agiscano poiché il loro ruolo glielo impone. Noi spettatori non sappiamo nulla  del passato di Driver (cosa che vale anche per gli altri personaggi) o dei suoi progetti futuri - e quest'aurea di mistero intriga non poco... è un film che agevola una visione attiva, in quanto si è invogliati a completare la storia.
Ryan O'Neal è grandioso, col viso e le movenze non ci fa sentire la mancanza delle parole, facendo parlare il corpo. Gli si oppone invece per logorrea e atteggiamento scattoso (O'Neal non fa un movimento fuori posto o imprevedibile) il Detective, interpretato dal mitico Bruce Dern
Ha car-chases impressionanti, girati da dio! Vedere per credere.

Non resta che citare (ancora una volta) Tarantino, il quale ha definito Driver "one of the coolest movie of all time"!

12 ottobre 2011

Super - James Gunn

"Non si superano le file!"
Super parte da una premessa già sfruttata in altre pellicole (Kick Ass, Defendor e Griff The Invisible*), ma la sua particolarità è dovuta all'approccio scelto da Gunn. Il buon James viene dalla scuola Troma, quindi già da questo si potrebbe percepire che ci troviamo di fronte ad un prodotto non proprio conforme e di facile fruizione. Difatti Super è di gran lunga disturbante, stilisticamente sporco, con la camera sempre in movimento alla ricerca di un taglio realistico, con assurde visioni di stampo religioso e con una violenza che spesso e volentieri sconfina nello splatter e da qui si getta nella commedia (una commedia da splatter, che sia ben chiaro!). I due supereroi di Gunn, Crimson Bolt (Rainn Wilson) e Boltie (Ellen Page), vengono spinti alla lotta contro il crimine da motivazione lontanissime dai modelli classici. Infatti mentre il primo agisce per ispirazione divina (la voce di Dio è di Rob Zombie!), la seconda semplicemente perché psicopatica, arrivando entrambi a perdere presto il controllo sulle loro azioni.
Una pellicola davvero molto interessante, una pregevole variante sul tema supereroistico... però consigliato a stomaci forti!

*Defendor e Griff The Invisible non sono stati ancora visionati, gli ho inseriti solo come esempi per accostamento di tematiche.

11 ottobre 2011

Pallottole su Broadway - Woody Allen

Lo sguardo impietoso di Allen si abbatte sul teatro!
Woody mette in scena lo spettacolo, partendo dalle retrovie, mettendo sul palcoscenico dei personaggi tronfi e fieri dei loro ruoli, dei veri e propri eroi, che si riveleranno per quello che sono, ovvero dei codardi. Qualcuno capirà i propri limiti, altri soccomberanno. Allen è spietato, ma la sua spietatezza è sempre leggera e cinica, ben mascherata in dialoghi al vetriolo e battute pungenti... arte peculiare del regista. L'unico che resta fermo sulle sue posizioni è il gangster Cheec (un Palminteri memorabile!), che nonostante abbia un ruolo moralmente ambiguo è l'unico che porta a termine fino alla fine la sua logica, senza piegarsi.
Oltre al già citato Chazz spiccano per bravura: Dianne West (beccò l'oscar per la sua interpretazione), John Cusack che riveste il classico personaggio Alleniano e Jennifer Tilly nella parte della cagna Olive. Ma anche il resto del cast non è niente male.
Tutto gira alla perfezione, una macchina che sembra semplice e invece dimostra di avere degli ingranaggi ben più complicati. 
Da vedere, non ve ne pentirete!

10 ottobre 2011

Red State - Kevin Smith

Il primo film direct-to-fans!
Red State non è un horror. Parte che sembra un horror, ma poi si trasforma in qualcosa di molto più simile ad un thriller, dietro al quale si cela (non molto velatamente) un attacco, diretto e ben assestato, alle palle della religione e del governo. La visione è completamente spiazzante per chi ha amato alla follia i film di Smith, perché qui il regista è totalmente spietato e assolutamente poco ironico (un paio di cosucce però ci sono, ma giusto un paio). Dimostra di non essere un regista capace di fare solo commedie (e solo nel suo stile), ma di essere molto più eclettico e abile nello scrivere e nel dirigere un film di questo tipo, con scene d'azione e di tensione e quant'altro... e di saperlo fare pure bene!
Il cast, nonostante sia un prodotto indipendente, è di prim'ordine e particolarmente inspirato. Michael Parks è praticamente immenso, ha un monologo di ben 20 minuti (più o meno) che vola manco avesse fatto un semplice cenno con la testa. Melissa Leo è inquietante il giusto e senza strafare. John Goodman, che è sempre bravo, qua raggiunge i livelli di Lebowski. Dulcis in fundo segnalo le ottime prove dei giovani Michael Angarano, Kyle Gallner e Kaylee DeFer.

Il film è stato girato e distribuito lontano da Hollywood, in totale indipendenza e libertà. Infatti Smith ha deciso di distribuirselo da solo, e se andate su questo sito potete comprare il film in tutte le salse, più tanta altra roba e pure una telefonata con Kevin! Altra decisione - ahimè - presa dal regista (e spero che NON mantenga la parola data) è quella di ritirarsi dopo la sua prossima commedia Hit Somebody... le motivazioni sono che "lì (a Hollywood ndr) c'è troppa merda".

Devo ammettere di essere stato scettico di questa visione sin dalle prime voci che girarono, sia per lo scotto subito da Cop Out, nel quale il tocco del regista è totalmente assente, sia per il fatto che fosse un film diverso al solito. Ma ora sono contento di aver visto un film semplicemente fighissimo... mo' vedete voi che fare!


Leggenda vuole che Quentin Tarantino dopo la visione del film abbia dichiarato "i fucking love this movie" e poi abbia insistito nel volerlo rivedere!

09 ottobre 2011

Nessuno mi può giudicare - Massimiliano Bruno

Commedia nazional-popolare campione d'incassi al botteghino.

Che ormai in Italia si facciano solo commedie si è capito, ogni tanto vengono male ma ogni tanto del salvabile c'è. Questa, è tutto sommato salvabile. Si ride e, soprattutto, si deridono parecchie cosucce (escort alle prese con politici di destra e sinistra... tra le tante cose). 
Non manca certamente di difetti, di esagerazioni e di personaggi stereotipati ma l'importante, si sa, è prendere sempre atto che trattasi di un film italiano, ovvero un film che deve andare in tv in prima serata.

Cast comunque azzeccatissimo con la sempre brava Cortellesi, un Bova che se la cavicchia e Papaleo che butta giù delle perle razziste e ignoranti come solo lui è capace di fare. La voce narrante è di Mastandrea (che appare anche per brevissimo nel finale)  e vi sono cammei (più o meno lunghi) di mezzo cast di Boris e di Fausto Leali... capito? 
FAUSTO LEALI! MITICO FAUSTO LEALI!!

Filmettino leggero e comunque divertente... senza impegno!

08 ottobre 2011

La Mano - Oliver Stone

Opera seconda di un giovane Oliver Stone, con Michael Caine nella parte di uno psicopatico. Ma guarda un po', Caine che fa lo psicopatico! La pellicola è un horror psicologico, a tratti gotico, che però talvolta pecca di problemi narrativi, ma Oliver, nonostante la poca esperienza, è ben saldo dietro la macchina da presa e riesce a tenere viva la tensione, dimostrando anche un acerbo estro, che in seguito esploderà nelle sue opere più grandi. Un film certo non imprescindibile, ma comunque molto godibile e con un Caine che funziona molto bene... nonostante sfoggi una pettinatura alla Gene Wilder.

La lotta finale tra Caine e la mano avrà ispirato Raimi? Solo Raimi sa!

07 ottobre 2011

Alta Fedeltà - Stephen Frears

Altà Fedeltà è un bel film! Nonostante abbia amato molto il romanzo di Hornby e nonostante i vari stravolgimenti attuati nella trasposizione in pellicola, per me è una delle commedie più riuscite degli anni 2000. 
Il film racconta di una ricerca interiore del protagonista, che attua volgendo uno sguardo al passato. Tutto scorre senza intoppi, tra trovate, battute e situazioni mai scontate e talvolta davvero divertenti. Il cast è azzeccatissimo, in particolar modo John Cusack e Jack Black, che se non ricordo male si rivelò proprio con questo film. Stephen Frears dirige di mestiere, non che faccia chissà cosa, ma quel che fa è ha regola d'arte e soprattutto con forte senso del ritmo. 
L'unica pecca che potrei trovare riguarda proprio la trasposizione da carta a pellicola. Secondo il mio modesto parere, restando in europa il film avrebbe acquisito forse qualcosa in più... ma non mi posso certo lamentare, il risultato è ottimo riuscendo a mantenere intatto lo spirito del romanzo.
Ottima la colonna sonora (e ci mancherebbe!) che va da Lou Reed ai Kinks, dal Boss (appare nelle vesti di mentore) ai Chemical Brothers passando per Dylan, Aretha e Peter Frampton!

06 ottobre 2011

Non avere paura del buio - Troy Nixey

"Non spegnere la luce!"
Non avere paura del buio (remake di un film per la tv degli anni '70, che non ho visto!) è un horror di stampo classico. Siamo in ambito case infestate e gioca molto sui topoi della paura, come appunto il buio, le creature della notte e leggende fantastiche. L'influenza di Guillermo del Toro, qui in veste di scrittore e produttore, è ben marcata e si vede tutta (come ne Il Labirinto del Fauno anche qui abbiamo per protagonista una bambina alle prese con esseri del monto fantastico). 
Il film non è uno di quegli horror che fa saltare sulle sedie, è un film più d'atmosfera che di effetti (anche se gli animaletti sono tutti in CGI), e lo si può benissimo inquadrare come una favola dark, ideale per neofiti e famiglie. 
Purtroppo però, spesso diventa stantia, infatti si dilunga troppo (forse per allungare il brodo ad un film a cui bastava un'ora per esaurirsi?) e ripete la stessa identica scena più volte... veramente non si capisce perché questi cosetti non chiudano velocemente tutta la faccenda!
La parte tecnica è curatissima.
Nixey se la cava benissimo dietro la macchina da presa, soprattutto se consideriamo che si tratta del suo debutto. Le scenografie sono molto suggestive e la casa risulta essere un vero e proprio personaggio (rimandi a Amityville Horror, Ballata Macabra, Gli Invasati e molti film Hammer sono doverosi). Anche le musiche sono ben calibrate e puntuali nel creare e mantenere la tensione, così come la fotografia, molto accurata, aiuta il tutto giocando soprattutto sulle ombre.

Non si salterà, ma forse arriverà qualche brividino sulla schiena. 
Incredibilmente Katie Holmes è pure in parte... cioè più o meno... di sicuro lo è più di Guy Pearce!

Imdb

05 ottobre 2011

Mr. Beaver - Jodie Foster

Non so perché ma mi aspettavo di vedere una commedia! L'idea di uno fuori di testa che parlava attraverso la marionetta di un castoro, e che quel fuori di testa fosse Mel Gibson, mi ha fatto subito pensare a una commedia. E non potete capire come ci sono rimasto male quando, dopo circa un'ora di film, ho realizzato che i miei muscoli facciali non avrebbero lavorato!

Il film è drammatico, tratta veramente di uno fuori di testa che parla attraverso un pupazzo, ma il tutto è dannatamente serio. Pure Mel Gibson è serio! Ma la cosa che rende il tutto ancora più triste è quello di comparare il personaggio protagonista del film col suo inteprete, e inevitabilmente ponderare l'idea che Mel non stia affatto recitando nessuna parte, ma semplicemente facendo quello che normalmente fa. 
C'è anche una storia parallela del figlio del matto, che è tipo iper intelligente e si innamora di una che sembra felicissima ma è tristissima bla bla bla poi da le craniate al muro bla bla... ma è tutto, poco interessante. 
Un film sulla malattia mentale, e più che di depressione qua si sfora verso lo sdoppiamento della personalità, con tutte le menate drammatiche che ci possono essere. Insomma sono stato mezzo deluso poiché non è una commedia, e un altro mezzo deluso poiché il film non è granché.

Cioè, davvero dovrei impietosirmi nel vedere Mel che fa gli occhioni da depresso mentre infila la mano nel buco del culo di un castoro di pezza? Ma anche no!

04 ottobre 2011

Blood and Bone - Ben Ramsey

Il Cinema di Botte negli ultimi anni sta rinvigorendo alla grande con l'MMA. Ce ne siamo accorti tutti con gli esempi strepitosi di Undisputed 2 e Undisputed 3, due film che hanno portato alla luce Scott Adkins e consacrato uno che invece era in giro da parecchio, ovvero Michael J. White (che ha la bellezza di 44 anni).
Blood and Bone è un film di botte di stampo classico: incontri tra lottatori da strada dove l'eroe, come il più nobile dei cavalieri, combatte per fini di bontà. Nulla di originale (si tratta di mazzate, quindi è inutile andare a cercarla) tant'è che siamo molto, ma molto vicino, all'ormai classico Lionheart. Cosa  positiva, che mi ha colpito, di questo Blood and Bone, è il suo non scadere mai in banali moralismi da quattro soldi, qua si combatte e basta. Bone (cioè White) lo fa per motivi ammirevoli mentre gli altri per soldi, però nessuno giudica l'altro. 
A livello stilistico mi viene da accostarlo ai primi due Fast & Furious (non so perché... forse per i neon!) e la scelta del digitale non è proprio il massimo, poiché di vede un certo appiattimento dell'immagine. Ma comunque anche sticazzi, a noi interessano le pizze in faccia e su questo aspetto non ci possiamo certamente lamentare. 
Michael J. White è in formissima (ha 44 cazzo di anni!) e si fa bello con delle mosse allucinanti... insomma della roba per palati sopraffini! 


Nel film vi appare, in un paio di scene, anche un essere di nome Kimbo Slice, il quale è un vero lottatore di strada, oltre che di MMA, oltre che un animale. Kimbo non le manda a dire!
(scusate ma la qualità video è un po' scarsa!)


03 ottobre 2011

Cella 211 - Daniel Monzón

Cella 211 ha vinto non so quanti premi. Non so contro chi combatteva, ma data la sublimità del prodotto, secondo me, se li è meritati tutti.
La pellicola è un prison-movie di matrice ispanica, un film di denuncia (l'annosa e indissolubile questione della riabilitazione, il sovraffollamento, i soprusi ecc.), alla quale non dispiace quel pizzico di spettacolarizzazione che tiene sempre viva l'attenzione. Il tutto è orchestrato veramente bene, e i risultati si vedono! 
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quello di Malamadre, interpretato dal bravissimo Luis Tosar (sentitelo in originale, vedrete che voce!). Ma l'attenzione non è stata data ai soli protagonisti, infatti tra le comparse vi sono molti ex-carcerati... e dalle facce, si vede! 
Minchia che facce, semplicemente perfette. 

Insomma un ottimo ibrido di cinema di impegno e di intrattenimento, con un uso della violenza mai ludica e pavoneggiante ma sempre utile ai fini del racconto.
Ancora una volta bravi gli spagnoli, che sono europei, così come sono europei i francesi che hanno prodotto quel capolavoro de Il Profeta... e qui da noi? Chiese l'illuso.

02 ottobre 2011

C'è chi dice no - Giambattista Avellino

Commediuola italica che cerca di elevarsi a qualcosa di più, vorrebbe essere come un porta bandiera ma, ahimè cari miei, non arriva proprio da nessuna parte. Gli intenti degli autori erano nobilissimi, ovvero cercare di fare un film sulla meritocrazia, ma vola troppo alto e paga lo scotto nel voler essere anche un film di massa, di botteghino, e quindi che non dia troppo fastidio. Manca di quello che nelle commedie di una volta si aveva le palle di fare, di essere cinici, sporchi e cattivi e dire le cose come stanno, senza guardare in faccia a nessuno. 
Sottotono pure il cast, che non sembra crederci poi tanto, con tre protagonisti (Argentero, Cortellesi e Ruffini) che tra loro sembrano cozzare, non hanno alcuno appiglio e nessuna complicità. Il film a volte arranca, ci sono parecchie forzature e alla lunga perde di interesse. Qualche trovata ci sta pure e alcuni scherzi che i 3 attuano sono anche carini ma non basta. Ok che si lesina su cinismo e cattiveria, ma se togli pure sulle risate... ma di che parliamo?

01 ottobre 2011

Hesher è Stato Qui! - Spencer Susser

Qual è il miglior modo per superare la perdita di una persona cara? La risposta è Hesher

Chi è Hesher: è un individuo con tendenze borderline, nichilista, menefreghista, metallaro e probabilmente psicopatico. 
Cose che piacciono fare a Hesher: fumare (tutto), spaccare le cose, incendiare cose, portarti in giro col suo furgone (per poi mollarti da qualche parte oppure metterti sotto... dipende!), scoparsi la ragazza che ti piace, occupare abusivamente casa tua, stare in mutande, fare headbanging-pesante alla guida, raccontare metafore sessuali e guardare canali porno alla tele.

Hesher è un mito!

E alla fine, nonostante tutto, ti ha in qualche modo aiutato. Ok, forse non era sua intenzione, ma l'ha fatto... ed è questo che conta. Quando poi ti abitui della sua presenta forzata in casa tua, lui sparisce lasciandotiun bel ricordo del suo passaggio sul tetto di casa!