16 ottobre 2011

Senza arte né parte - Giovanni Albanese

Eccoci ancora a parlare della commedia italiana che non fa ridere. Fa ridacchiare, sghignazzare al massimo sorridere, ma mai veramente ridere.
Questa volta siamo alle prese con l'arte contemporanea. Albanese vorrebbe giocare con le tematiche della riproducibilità (in fondo, che ci vuole a mettere un'impronta digitale su un uomo?) e della concettualità. Quindi sciorinate queste due gag - 1) gli operai che falsificano opere d'arte; 2) l'operaio che diventa egli stesso un'artista concettuale - il film finirebbe ai titoli di testa. Cosa succede quindi per tutto il resto della pellicola? A tratti veramente nulla. Si gioca all'infinito su queste due gag, talvolta sul dialetto pugliese e soprattutto sull'arte di arrangiarsi... che poi è la vera arte italiana!
Il cast sulla carta è anche abbastanza accattivante, abbiamo Salemme, Battiston, Sassanelli (che a fare lo stronzo è sempre bravo) e la Finocchiaro
Ma con una sceneggiatura povera, senza verve , brio o vivacità c'è ben poco da fare!

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