30 novembre 2011

Fast Five - Juston Lin

Il quinto capitolo della saga e molto probabilmente il migliore!

Da quando Justin Lin ha preso in mano Fast & Furious con il terzo capitolo giapponese (tamarrata che mi è piaciuta), le cose sono andate nettamente migliorando, e a questo punto ben si spera per il sesto.

La pellicola mantiene vive tutte le aspettative che lo spettatore di cotanta opera attende. C'è di tutto: fracassonate, rapine in stile "moderno western", sparatorie, inseguimenti, rombi di motori, macchine pimpate, riprese aeree ogni 5 minuti e scene impossibili. L'inserimento del nuovo membro all'interno della famiglia Vin "Toretto" Diesel è stata una mossa azzeccatissima per dare lustro alla franchising. Veder tornare nei panni di duro e puro mf'er il nostro Dwayne "The Rock" Johnson, dopo le parentesi semi-disneyane, è gioia assoluta per noi fans.

La combriccola Toretto è tornata alla grande!

29 novembre 2011

Blood Out - Jason Hewitt

Blood Out è un direct-to-video e, in quanto tale, bisogna stare attenti a quanto promette!
Promette "attori di grido" come Val Kilmer, Vinnie Jones e 50 Cent, ma sono poco più che dei cammei (tipico!). Il protagonista infatti è il Jason Statham dei poveri ovvero Luke Goss (che bisogna ammettere che almeno ci prova a dare qualcosa di più). Goss come Statham è inglese, pelato e sembra sapersi muovere bene... per i DTV è l'ideale e costa decisamente meno!
In Blood Out non c'è niente di originale. La trama è banalissima e telefonata. La regia è tutta cool con la macchina da presa sempre a spalla che non sta ferma un attimo, e non mancano inserti digitali e velocissimi freeze frame per le scene di combattimento. Come ogni b-movie che si rispetti c'è dentro un po' di tutto: sbirri, gang, iper-boss-cattivissimi, dramma familiare, l'amore, il rap, le botte di strada, un po' di sadomaso, i tipi cattivi, i tipi buoni e ogni tanto qualche tetta e culo che nei momenti di stallo sono utili per tenere viva l'attenzione dello spettatore. 
Segue alla perfezione il manuale dei cliché.  
Per essere un DTV ci può stare tutto... e non mi lamento più di tanto perché in fondo me la sono andata a cercare!

28 novembre 2011

Carnage - Roman Polanski

"Perchè non dovrei dire l'Ave Maria facendo sesso?"
Pellicola veloce, furiosa e spesso divertente quella creata da Polanski, che per la prima volta, dalla sua fuga, torna ad occuparsi degli Stati Uniti e dei suoi abitanti (anche se, per ovvi motivi, è stato tutto ricostruito nella più sicura Europa.). E proprio per questo mi sembra strano che, con un'occasione ghiottissima come questa, Roman non colpisca diretto alla giugulare della borghesia americana. Certo non la descrive benissimo, è nevrotica, superficiale, ipocrita, finta e altezzosa, ma la carneficina, o meglio la pentola a pressione che è Carnage, non scoppia mai... fino in fondo. 
Ottima, ovviamente, la sezione artistica con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly. Tutti attori di prim'ordine e bravissimi, anche se Waltz per me è una spanna sopra gli altri. 
Polanski dirige bene, sfrutta tutti gli spazi disponibili e rende la scena il più dinamico possibile... coadiuvato, indubbiamente, da un ritmo molto elevato nei dialoghi e dallo scarso minutaggio.
Non una brutta pellicola ma neanche un grande film... siamo su un livello medio.
Chi ha paura di Virginia Wolf? resta ancora imbattuto!

27 novembre 2011

I cinque volti dell'assassino - John Huston

John Huston dirige un giallo affascinante, intrigante, avvincente e sofisticato. La regia è sobria, di maniera e ci regala delle bellissime scene di battute di caccia alla volpe.
Nel cast figurano alcuni degli attori più famosi della storia del cinema, il problema è però trovarli nella pellicola (solo nei credits finali verranno smascherati!). Questi illustri volti sono quelli di Kirk Douglas (l'unico non camuffato), Robert Mitchum (però i connotati particolari lo rendono facilmente riconoscibile), Tony Curtis, Frank Sinatra e Burt Lancaster... voci di corridoio affermano che anche la Taylor avrebbe dovuto partecipare, e che all'ultimo decise di starsene a casa. 
Il vero protagonista del film però è un altro attore, George C. Scott, che pur essendo meno famoso degli illustri colleghi appena citati, ben rappresenta il suo personaggio di ex spia britannica alle calcagna del killer, con una performance molto solida che a tratti ricorda molto Sherlock Holmes.
Un film in vecchio stile, di quelli che non si fanno più (anche gli omicidi sono di stampo classico, per quanto spietati e ben congeniati), con un mistero che potrebbe risultare banale ma che comunque diverte e sollazza.
Attenzione che il gioco dell'"indovina chi" potrebbe distrarre!


Il titolo italiano è abbastanza inutile e sicuramente meno bello dell'originale The List of Adrian Messenger. In più consiglio, se possibile, la visione in lingua originale per non perdere i giochi di pronuncia che sono parte integrante della risoluzione del mistero... comunque anche in italiano il film resta godibile.

26 novembre 2011

Le donne del sesto piano - Philippe Le Guay

I nostri vicini d'oltralpe sono sempre stati molto bravi nel creare queste commedie finto leggere e divertenti che nascondono tematiche anche importanti. In questo caso oltre alle più universali, come l'amore e la felicità, abbiamo i diritti dei lavoratori, l'immigrazione, la dittatura e la solidarietà. Infatti sotto sotto, tra una risata ed un sorriso non si può fare a meno di far proprie le storie di queste simpatiche e vitali signore, immigrate spagnole nella Parigi degli anni '60, che per una vita un po' più piacevole si fanno un "culo enorme" sgobbando come matte. Una trama quella del film che ha nella sua semplicità la sua forza. Sappiamo cosa succederà e non vogliamo assolutamente che vi siano cambiamenti ad una storia già prefissata.
Nel cast vi figurano il bravo Fabrice Luchini, la bella Maria Verbeke, la "potiche" Sandrine Kiberlain e la strepitosa Carmen Maura
Consigliato.

25 novembre 2011

Vivere e morire a Los Angeles - William Friedkin

Uno dei grandi polizieschi degli anni '80 e non solo. Dietro la macchina da presa abbiamo Friedkin, che all'epoca aveva già all'attivo pellicole come Cruising, L'Esorcista e Il Braccio violento della legge (gli ultimi due hanno marchiato a fuoco i loro rispettivi generi di appartenenza). 
Gran parte della bellezza del film è data dalla cura degli aspetti tecnici. Una regia sublime (vedete la fuga in auto contromano), il montaggio finissimo (sorprendente la scena della fabbricazione delle banconote) e una fotografia che va dal patinato al bruciato e che ci mostra una Los Angeles mai vista, sono elementi che innalzano questo film allo status di cult. La trama, che non è certo una bazzecola, pur mostrando una storia che appare banale e scontata in superficie, sotto contiene una sottotraccia molto più ambigua che indaga su quella sottile e flebile linea che che delimita il bene e il male. 
Ottimi i due attori protagonisti, un William Petersen che a tratti ricorda molto Steve McQueen in Bullit (con una complessità di carattere maggiore), e Willem Dafoe che con la sua performance ci delinea un cattivo ambiguo, lucido e spietato.
Un film d'azione, cattivo, pessimista, glitterato, profondo e totalmente anni '80. 
Cult!

24 novembre 2011

Hooligans - Lexi Alexander

Film sul calcio o film di botte? Siccome di parla di hooligans forse è più di botte che di calcio... ad influenzare la scelta è stata anche la presenza della regista/karateka/kickboxer Lexi Alexander!
La pellicola, per me abbastanza riuscita, cerca in qualche modo di unire alla semplice narrazione filmica (un po' banalotta e stereotipata) una visione quasi documentaristica sugli hooligans (tanto per spiegarlo agli americani che sono duri di comprendonio). Documentaristica perché - e questo è un grosso punto a favore del film - la Lexi non prende nessuna parte, non condanna né assolve, si limita a mostrare gli ultrà britannici per quello sono. Il calcio per questi teppisti è solo un mero pretesto di aggregazione e appartenenza, il loro scopo e sfogarsi, sentirsi vivi, spingersi fino al limite e con estrema consapevolezza. Per questo spaccato, il film è decisamente ben fatto, non vi sono dubbi, ma per via di quelle semplicistiche sterzate, che strizzano l'occhio al tamarro militante che si crede un duro e che gongola ignaro del suo essere, ne paga lo scotto.
Da un punto di vista prettamente bottistico le risse mi sono molto garbate, ben girate e ben coreografate. Ogni tanto perdono di senso della realtà ma ne acquistano in ferocia.
Teniamo d'occhio Lexi, è una con due coglion che ci potrebbe stupire!

23 novembre 2011

Boyz n the hood - John Singleton

Cruda opera prima di John Singleton!
La pellicola può essere facilmente comparata ai film di Spike Lee, ma si discosta dal regista newyorchese per via di una rappresentazione molto meno teatrale e "barocca". Singleton, infatti, opta per una messa in scena più scarna e realistica, quasi documentaristica. La violenza è elemento costante e latente agli occhi di chi guarda: sparatorie, continui elicotteri della polizia, sguardi e atteggiamenti la fanno percepire creando più che altro uno sconfortante e claustrofobico sfondo, sia per lo spettatori che per i personaggi.
La frustrazione formatasi dal degrado fisico e morale di South Central a Los Angeles, porta a credere ai suoi stessi abitanti che chi vi fa parte non ha via di scampo, non vi è alcun tipo di rivalsa né di speranza. Per sopravvivere ci sono solo due modi, andarsene il più lontano possibile o sottostare alle sue regole. 
Singleton non usa certamente mezzi termini, mostrandoci tutto questo attraverso gli occhi di Tre (Cuba Gooding Jr.), un bravo ragazzo tirato su da un padre integerrimo e presente (Larry Fishburne), che deve fare quotidianamente i conti con la realtà del quartiere. 
Una realtà ignorata dal resto del mondo e condannata in partenza dalle autorità.
Da vedere!

22 novembre 2011

Sennentuntschi - Michael Steiner

Sennentuntschi ha avuto una gestazione travagliata. Poi la provvidenza, sotto le sembianze di persone coi soldi, l'ha riportato in vita e il film ha avuto un tale successo in patria che l'eco è arrivato fino agli altri paesi... in Italia ad esempio ha trionfato al ToHorror!

Parlare della trama è veramente difficile. La struttura è molto stratificata, e visto che tutto ciò non bastava, vi è anche una bella mescolanza temporale degli eventi che spesso confonde e non ne facilità la visione. Steiner gioca con realtà e leggenda, con il classico horror fiabesco e fatti di cronaca, con il folklore e la religione, con la superstizione e la sessualità. Sicuramente molta carne sul fuoco!
Sul piano tecnico il film è ben fatto, niente di straordinario tutto è come dovrebbe essere... poi il bel paesaggio montano certamente da una mano.
Un film che pur avendo dei difetti ti ammalia e si rimane lì curiosi di sapere, esattamente come i bambini di fronte alle favole.
Capito la Svizzera? Zitta zitta, coi suoi orologi a cucù e la cioccolata... e chi l'avrebbe mai detto! 

Imdb


Ah, non vi ho menzionato che la sennentuntschi è un elemento del folklore delle Alpi, la così detta "bambola dei pastori".

21 novembre 2011

The Green Hornet - Michel Gondry

Più che un film del visionario Gondry questo è un film di Seth Rogen.
Leggerezza e divertimento piuttosto che (super)eroismo. Sono queste le scelte optate per la versione cinematografica del Calabrone mantenendo però la costante, già vista in altri eroi simili (Batman e Iron Man), dei soliti super-problemi, con le aggiunte che il nostro verde protagonista è anche super-viziato e super-bamboccio. 
Rogen c'è da dire che si limita anche parecchio rispetto all'usuale e nonostante metta in scena quasi sempre lo stesso personaggio che noi fan abbiamo imparato ad amare, qui ne esce in qualche modo molto più pacato e meno caciarone del solito. Pure la forza visiva e l'inventiva che ha contraddistinto l'opera precedente del regista francese è stata di molto piegata al mainstream che un prodotto del genere richiede. Scelte queste dettate ovviamente dalla voglia di accaparrarsi un pubblico molto più variegato e quindi fare più dinero!
Se preso per quello che è, ovvero un film divertente, d'azione e spegni cervello non si resterà delusi. Ottimi comunque i comprimari: la spalla action del calabrone interpretata da Jay Chou; il cattivone fashion Christoph Waltz e la segretaria MILF Cameron Diaz.
Si astengano i fan del regista... potreste rimanere delusi!

20 novembre 2011

Tecnica di un omicidio - Franco Prosperi

Un thriller-noir diretto da Franco Prosperi che gioca a (ri)fare l'americano e pure un po' il francese. Il bersaglio, al di là di ogni aspettativa, è centrato in pieno. 
Infatti, nonostante non manchino alcune sbavature e qualche appesantimento qua e la (specialmente in sceneggiatura), la pellicola funziona, ha un buon ritmo nelle scene d'azione e si lascia guardare con molto piacere. Grandi i due protagonisti: Robert Webber, nella parte del sicario Clint Harris, e Franco Nero in quella dell'apprendista Tony Lo Bello, qui in una delle sue prime apparizioni e senza baffi.
Da dire non vi è molto altro.
Un discreto b-movie made in Italy, godibile e molto sixities!

19 novembre 2011

Hell Night - Tom DeSimone

Hell Night è uno slasher anni '80. Non certamente un must come Nightmare o Venerdì 13 ma uno dei tanti, infatti non raggiunge manco i livelli di The Prowler.
La storia è sempre la stessa. Gruppo di studenti (sempre i più cretini, quelli da competizione!) rinchiusi dentro una casa dove in passato è stato commesso un massacro, e guarda caso l'assassino non è mai stato trovato. Bu! Paura eh?
Il film è molto ingenuo e ripropone tutti i cliché del genere, senza sforzarsi per un qualcosa anche minimamente originale (anche se è carina l'idea di vestire i protagonisti con dei costumi ottocenteschi così da farlo sembrare, a tratti, un film gotico), ma proprio per questa sua ingenuità diventa talvolta molto divertente e soprattutto interessante da vedere. 
Divertente perché alcune cose che accadono sono talmente idiote e assurde, che stupirebbero pure un personaggio cretino di uno dei tanti slasher degli anni '80 alle prese con la visione di questo film (forse è una prospettiva meta-cinematografica un pelo contorta). 
Risulta, al tempo stesso, interessante perché ogni volta che mi trovo di fronte a pellicole di questo tipo mi domando: "ma davvero ci si spaventava per 'sta roba?". Perciò per usufruire dell'aspetto interessante, vi tocca fare come me ed entrare nell'ottica di "studio antropologico".
Nel cast c'è Linda Blair... Reagan de L'Esorcista... ve la ricordate? era quella che vomitava verde... lei si salva... mi sa che questo non ve lo dovevo dire!


Il gore non è pervenuto!

18 novembre 2011

Amici di letto - Will Gluck

Altra commedia romantica per Will Gluck dopo Easy A
Come la volta precedente siamo di fronte ad un film tutto sommato buono, divertente e assolutamente ben fatto. Questa volta il tiro è però più azzeccato! Ovviamente niente di eccezionale, la storia è di quelle già viste e vengono messi in scena tutti i cliché che lo status di "commedia romantica" richiede. 
Allora cos'è? In cosa differisce dal simile Amici, amanti e...? (quei puntini ancora non li riesco a comprendere!)
Differisce - in meglio - grazie alla bella alchimia creatasi dai due protagonisti (Justin Timberlake e Mila Kunis) e alle buone e non caricate interpretazioni dei suddetti. Differisce per via di dialoghi briosi e per l'aver avuto il coraggio di osare, sia nel linguaggio che nelle scene di sesso, senza mai scadere nella volgarità. Anche l'immancabile parte semi-drammatica risulta molto funzionale, credibile ma soprattutto non patetica, in pratica non gioca sporco per strappare lacrime.
Interessante il cast di contorno: Patricia Clarkson, Bryan Greenberg, Richard Jenkins, Woody Harrelson, Jenna Elfman e i cammei di Emma Stone e Andy "Rod" Samberg.
In parole povere questa volta la minestra è riuscita... a volte capita!


Ringrazio Perso per la segnalazione... io non gli avevo dato due lire di fiducia!

17 novembre 2011

Return of the Street Fighter - Shigehiro Ozawa

Secondo capitolo della trilogia del Il Teppista!
Un po' in ombra rispetto al predecessore, tant'è che ne riprende a grandi linee la trama mostrandone, sotto forma di flashback, scene anche piuttosto lunghe. Sempre rispetto a Il Teppista, i combattimenti sono stati molto alleggeriti, non che sono meno ma sono molto più veloci per via di un minor uso del ralenti... e sinceramente non so se sia una cosa buona o no. Forse è buona! 
Dopo un inizio folgorante, con Chiba che entra in una stazione di polizia e recide a mani nude le corde vocali di un tipo per poi sgominare tutti (tenete presente che è sempre ammanettato) gli sbirri presenti, il film ogni tanto si perde tra inutili e monotone dimostrazioni di karate e inspiegati combattimenti tra Chiba e chiunque gli si pari d'avanti. Ma verso la fine la trama si alza, così come l'interesse dello spettatore, grazie all'epico scontro finale con Chiba, incazzato nero, che massacra mezza Tokyo. Quest'ultima parte è anche molto bella visivamente per via di un'illuminazione a base di torce - tenute dagli avversari del nostro eroe - che fanno luce a mo di occhio di bue teatrale. Davvero una bella trovata.
Alla fin fine un discreto sequel, a tratti scontato ma con scene abbastanza cool che valgono la sopportazione dei momenti di noia... il livello gore è stato abbassato di molto, ma in compenso Chiba ci regala tante smorfiette e assurdi suoni gutturali!


Scena cultissima!
Questo è quello che succede se Chiba ti tira un cazzotto ben assestato dietro la nuca

Ricordo che la serie de Il Teppista (3 + 1) è di pubblico dominio e quindi visibile legalmente sull'internet!

16 novembre 2011

Pontypool - Bruce McDonald

Ottimo horror indipendente questo Pontypool, che se preso in considerazione potrebbe dare una sterzata ad un genere forse giunto a  saturazione... specialmente in ambito zombie!
Tutta l'epidemia è praticamente solo raccontata, di zombie ne vediamo pochissimi, e la tensione montata dalle sole parole è veramente efficace così come è efficace la claustrofobia della stazione radio dentro la quale è ambientato tutto il film.
Il tutto funziona a meraviglia, l'idea geniale (non ve la dico tranquilli) che muove Pontypool è di alto potenziale e mi chiedo cosa avrebbe potuto fare un Romero se fosse passata tra le sue mani. McDonald, per carità, ha molto talento e non voglio assolutamente sminuire le sue qualità, ma c'è da dire che avrei volentieri fatto a meno dello spiegozzo (una cosa che personalmente odio) e di un finale un po' scanzonato e distruggi tensione.
Ottimo e azzeccato l'attore protagonista, lo speaker radiofonico interpretato da Stephen McHattie (l'attore ha una voce incredibile e ammaliante).
Uno zombie-movie di seconda mano - perché non vediamo quello che accade ma ci viene riferito - e che, nonostante non sia esente da difetti, è sicuramente da vedere. 

15 novembre 2011

Kickboxing mortale - Robert Radler

Ovvero Best of the Best 2, ovvero il sequel de I Migliori!
Purtroppo non siamo per niente all'altezza del primo e questo film non può avvalersi manco della visione nostalgica, poiché l'ho visto per la prima volta solo ora. Non sto dicendo che non mi sia piaciuto, chi mi legge sa che quando si tratta di mazzate sono di bocca buona, ma il solo pensare che derivi direttamente da quel capolavoro che è I Migliori, i paragoni sono doverosi e necessari. 
In questo capitolo tornano tutti e tre i protagonisti: Eric Roberts, che è messo un po' più in secondo piano; Phillip Rhee, che ha il maggior numero (nonché i più spettacolari) di scontri; Chris Penn, molto imbolsito rispetto al precedente, che quasi subito cede alla letale ascella di Brakus... non è spoiler!
Niente più tornei internazionali, niente squadra americana, siamo di fronte ad un film di botte di stampo action, quindi oltre alle pizze in faccia abbiamo anche sparatorie ed esplosioni. Uno di quei film del tipo "Hai ucciso l'amico mio e io ti faccio il culo!", condito di pieno trash primi anni '90... con tanto di meditazioni pelle rossa ed allenamenti nel deserto o nell'officina.
Ottimi comunque i combattimenti, che sono nettamente aumentati, e nei quali si intravedono anche altre arti di menare come la boxe o la Hulk-Fight* di Brakus.
Consigliato ai completisti, agli studiosi e i fan di Lorenzo Lamas, anche se quest'ultimo non c'entra niente col film!


*La Hulk-Fight è un'arte di menare derivata dal fumetto Hulk
Requisito principale per potersi cimentare in questa disciplina è l'assomigliare fisicamente ad un armadio a quattro ante di mogano massiccio
La lotta consiste nel:
  1. Esibire i propri muscoli con sfarzo e urla. È preferibile che questi siano ben oliati.
  2. Dire frasi sprezzanti nello stile di Schwarzenegger (è obbligatorio imitarne l'accento).
  3. Incassare una serie infinita di botte sfoggiando un lauto sorriso.
  4. Afferrare ogni tanto l'avversario per qualcosa e stringere forte forte, fino a che lui non si libera e caricandovi di mazzate.
  5. Urlare sempre e per qualsiasi motivo (colpi presi e dati, alla fine di una frase sprezzante, quando si afferra qualcosa da usare come arma, quando si lancia qualcosa e/o qualcuno ecc.).

Purtroppo i lottatori di Hulk-Fight sono destinati a perdere, sempre. 
Ecco perché è una tradizione che si sta lentamente estinguendosi e che bisogna sostenere.

Il film è introvabile in lingua italiana


[update del 7 maggio 2012] Dopo segnalazione di cinefilo si segnala la scoperta di una versione doppiata che gira nei soliti canali. Ora nessuno si può astenere dalla visione.

14 novembre 2011

The Hounds - Maurizio & Roberto Del Piccolo

Nuovo film horror indipendente italiano, fresco della menzione speciale ricevuta al ToHorror 2011!
Girato in Inghilterra e in lingua inglese, presumo per avere più chance in fase di distribuzione, segna il debutto registico di Maurizio e Roberto Del Piccolo e può essere considerato una piccola perla di speranza per l'horror nostrano.
Ovviamente i limiti imposti dall'indipendenza, e quindi da un piccolo budget, ci sono e si vedono, ma se questo non ha impedito ai coraggiosi registi (e produttori con la Moviedel) di buttarsi e osare con un genere che in Italia manca da troppo tempo non può impedire a noi spettatori di goderne e soprattutto apprezzarne gli sforzi.
La trama di primo acchito (e vedendo anche l'inizio della pellicola) può sembrare un classico e banale survival, ma fidatevi che ben presto si cambia registro con delle sorprese per nulla scontate che ci portano fino ad un finale davvero ottimo.
Ho apprezzato la regia (figa la scena dell'occhio pendolante), la fotografia (soprattutto nei notturni in città, l'ho trovata molto colorata), il sonoro e gli effetti speciali, che pur non regalandoci un bagno di sangue sono very cool e abbastanza realistici. Il montaggio è ben fatto e gli unici effetti che non mi sono piaciuti sono quegli "scatti" alla The Ring e/o The Grudge, ma è più un gusto personale tant'è che non li apprezzai manco nei suddetti film. Sul versante attori siamo un pelo scarsini, non ho provato empatia per i personaggi e quindi poco mi è fregato della loro sorte, ma è un fattore che non inficia il film in nessun modo.

The Hounds è più che discreto prodotto, che credo abbia ottime opportunità di essere distribuito e che batterebbe in uno scontro diretto, e con le mani legate dietro la schiena, prodotti più costosi e rinomati.
Non mi resta che augurare ai due fratelli un grosso in bocca al lupo!

13 novembre 2011

Lo Scopone Scientifico - Luigi Comencini

Grandissimo film di Comencini, purtroppo finito un po' nel dimenticatoio. Una commedia italiana nerissima, capace di mascherare sotto l'ala della risata (comunque amarissima) lo scontro fra classi e la miseria delle baraccopoli e dei suoi abitanti, che il boom economico aveva creato. I ricchi restano ricchi e i poveri poveri, non c'è né rivalsa né speranza. Questo il drammatico messaggio di Comencini
Alberto Sordi, nella parte del popolano sempliciotto, è semplicemente superbo, una delle migliori interpretazioni regalateci dall'attore. Silvana Mangano, anche lei bravissima e non più giovanissima, nella parte della donna piena di rimpianti e che vuole a tutti i costi la scalata sociale. Ottimo anche Modugno nella piccola ma caratteristica parte di Righetto il Baro, così come mitica la coppia americana formata da  Joseph Cotten e Bette Davis... quest'ultima è ovviamente inquietante! 
Un film bellissimo da riscoprire.

12 novembre 2011

Bastardi senza gloria - Quentin Tarantino

Per me è molto difficile parlare di Tarantino, ho rimandato questo post sui Basterds troppe volte. Ho paura che il fan prenda il sopravvento. Ma prometto di essere il più professionale possibile.

Bastardi senza gloria È UN CAZZO DI CAPOLAVORO!!!
È incredibile, stupefacente, totalmente fuori di testa e lucido allo stesso tempo. Tarantino volutamente straccia in mille pezzi i libri di storia per portarci di prepotenza, ancora una volta, nel suo mondo. Lo stesso mondo dove un gruppo di rapinatori parla della vagina di Madonna, dove Christopher Walken ha tenuto un orologio nel culo per 5 anni e nel quale esiste Beatrix Kiddo. Un mondo fantastico!

Ok mi fermo qui e non vado oltre, ho miseramente fallito negli intenti.
Chi non l'ha ancora visto... peggio per lui! Non sa cosa si perde.
Troppo un CAPOLAVORO!

11 novembre 2011

The Faculty - Robert Rodriguez

Forse il migliore teen horror degli anni '90!
Non si tratta certamente di una storia originale, infatti è una variazione sul tema "L'invasione degli ultracorpi", ma l'ottima sceneggiatura, la regia di Rodriguez (segno di garanzia), un parco attori coi controfiocchi (Josh Hartnett, Salma Hayek, Clea DuVall, Elijah Wood, Robert Patrick, il cantante Usher e Jordana Brewster) e sano citazionismo ne fanno un film spassoso, divertente e di puro intrattenimento.
Rodriguez mette su una finta parodia e si diverte molto a buttarci dentro un po' di tutto, alcune citazioni sono direttamente spiattellate dai personaggi in scena, dal già citato L'invasione degli ultracorpi ad Aliens, fino a La Cosa e Terrore dalla sesta luna
Quindi nulla di nuovo alla causa horror-fantascientifica, non si aggiunge niente, più che altro la si omaggia vertendo però più sul piano goliardico. Eccellenti comunque molte trovate con alcune scene oserei (massì osiamo pure!) definire sublimi... quella della piscina in particolare.
Credo sia l'unico film dove la droga salva il mondo!

10 novembre 2011

The Killer - John Woo

Il film che ha esportato John Woo verso l'occidente, il film più personale del regista e dove mostra senza troppi fronzoli (in un modo veramente spiccio) la sua poetica. Questo è The Killer!
Si parte subito con l'azione, una sequenza di sparatorie, piroette e sangue che deve aver impressionato non poco i primi spettatori occidentali dell'epoca. Woo dirige con estro, tra primi piani e ralenti, regalandoci delle scene memorabili. Ci dimostra che le lezioni tenute da Leone e Melville sono servite, e sono state rielaborate con diligenza.
La pellicola è uno dei film cardine del genere heroic bloodshed (eroico spargimento di sangue). Ovvero quei film dove l'eroe compie l'estremo e definitivo sacrificio in segno di espiazione e purificazione. Suddetti film si possono considerare delle varianti dei film di arti marziali, solo che invece che cazzotti e calci qua si usano pistole e mitra. Altri temi fondamentali del genere sono: l'amicizia virile, l'onore e appunto la violenza. Ovviamente The Killer possiede al suo interno tutte queste cose - che poi equivalgono praticamente alla trama.
Un must che deve essere assolutamente visto e amato... anche se ormai è stato saccheggiato in tutti i modi dagli ameregani... pure Chow Yun-Fat si sono presi!

09 novembre 2011

Crazy, Stupid, Love - Glenn Ficarra, John Requa

Ammetto di essere un fan di Carell, sia nella versione totalmente idiota di Anchorman o Agente Smart, sia nelle commedie romantiche come 40 anni vergine o L'amore secondo Dan. Ammetto anche che ogni volta che mi accingo nella visione di uno di questi film (soprattutto quelli agrodolci) ci vado con i piedi di piombo aspettandomi il peggio (come già avevo preannunciato da Ford). 
In questa occasione sono rimasto piacevolmente sorpreso. Crazy, Stupid, Love è infatti un amalgama perfetto tra (sto per dire una banalità, ma fidatevi che è cosa rara!) commedia romanticismo e drama! Nel film si ride, anche sguaiatamente (i due registi hanno scritto comunque Babbo Bastardo), pur lasciando spazio a questioni molto serie. La sceneggiatura è a dir poco eccellente, con una caratterizzazione di personaggi veramente ottima, con interessanti  intrecci (sia mentali che relazionali) e cambi di prospettive... dando una visione molto umana e abbastanza realistica alla vicenda.
Ma Ficarra e Requa non si fermano certamente alla scrittura, poiché anche la parte registica è ben costruita e calibrata. Certo niente di eccezionale, ma comunque conforme, morbida e mai invadente.
Il cast è di ottimo livello già sulla carta. Il malinconico buffone Carell, l'astro nascente Gosling, la bella e ammaliante Stone, le standard Moore e Tomei (per standard intendo che la loro estrema bravura è ormai cosa ovvia) e Kevin Bacon che non invecchia mai. Tutti in forma perfetta, credibili e soprattutto affiatati.
Affettuosamente consigliato dal vostro Frank Manila preferito!

08 novembre 2011

Your Highness - David Gordon Green

Il fantasy preso per il culo! 
Questi erano gli intenti dopo Shaun of the Dead per gli zombi, Tucker and Dale vs Evil per gli slasher o Tropic Thunder per i film di guerra. L'operazione ad opera di Green è però riuscita in parte. Stranamente la carenza non viene tanto dalla parte comica demenziale, che vola alla grande con strepitose cadute nel becero (tutte ad opera di Danny McBride), ma più che altro della parte epico/seriosa della vicenda. Si è spinto fin troppo sul demenziale, tanto che questo ne ha preso il sopravvento squilibrando nettamente la pellicola. Davvero un peccato, perché le premesse per un capolavoro (sempre restando nel genere) vi erano tutte. 
Cast ottimo, divertente e divertito con, oltre al già citato Danny McBride, James Franco, Natalie Portman e Zooey Deschanel. Ottime le ambientazioni, i costumi e tutto l'apparato tecnico, dove si denota comunque un lavoro fatto a regola d'arte e non alla buona... come spesso accade in pellicole di questo tipo.
Un'occasione persa, ma che comunque ha chicche e cadute trash niente male!

07 novembre 2011

L'eroe della strada - Walter Hill

Il debutto registico di Walter Hill!
L'eroe della strada è forse, a mia umile memoria (se erro vi prego di intervenire), il primo film di botte di questo tipo... cioè sui combattimenti clandestini... tanto per capirci alla Lionheart o Blood and Bone. C'era stato un paio di anni prima Enter The Dragon con Bruce Lee, ma era comunque un torneo e quindi un'altra cosa.
Protagonista della vicenda è Charles Bronson. Chaney (così si chiama!) è forse un vagabondo, forse uno dei tanti colpiti dalla Grande Depressione o forse un lottatore professionista, forse non è dato saperlo. È un uomo senza passato, un uomo che per il semplice fatto che ha le sembianze di Bronson sappiamo che se l'è vista dura e, sempre grazie a quella faccia, sappiamo che non mollerà e che si guadagnerà onestamente da vivere... anche se questo significa pestare gente. Impressionante quanto, a volte, non serva assolutamente a niente raccontare le cose e tutto diventa implicito vedendo solo una semplice faccia!
Hill, come farà anche successivamente in Driver, lavora in sottrazione dandoci giusto lo stretto indispensabile per godere del film. Noi vediamo praticamente solo un pezzo della storia... nessun passato e nessun futuro... nessun "si sposarono e vissero felici e contenti".
Accattivante e paracula la scelta di ambientare il film durante gli anni del disastro economico. Accattivante per via dei costumi, delle ambientazioni, della musica ecc.
Paracula perché così il pubblico entra più facilmente in empatia coi personaggi e ne accetta in qualche modo le loro azioni (il tutto però senza mai appesantire la narrazione con scene pseudo documentaristiche e patetismi da 4 soldi). 
Detto questo mi tocca affermare che la violenza, nonostante possa essere per qualcuno eccessiva, è una violenza onesta. Non c'è nessuna cattiveria e nessun sadismo, si combatte per soldi e tutti i combattenti seguono la ferrea regola del Bare-knuckle boxing... non colpire l'avversario a terra. 
Regola semplice, giusta e soprattutto facile da ricordare!

06 novembre 2011

Accadde al penitenziario - Giorgio Bianchi

Commedia italiana ad episodi di ambientazione carceraria. La scena è quasi tutta dentro le mura del carcere e tutto durante il turno della guardia interpretata da Aldo Fabrizi
La presenza di Fabrizi e le gag createsi dentro il braccio sono in realtà da collante per i tre episodi che vengono presentati. I protagonisti dei suddetti sono ovviamente dei carcerati e gli episodi ci raccontano di come sono finiti dietro le sbarre. Abbiamo: Walter Chiari, un mite uomo di lettere incastrato da una donna e innocente; Peppino De Filippo, contribuente che vuole restare in carcere sperando di non essere assolto; Alberto Sordi, finito dietro le sbarre per errore giudiziario, ma soprattutto per una surreale presa per il culo del vice-commissario... scena (che vi propongo giù) troppo cult!
Di criminali veri e propri non vi è traccia. Anzi, considerando che due dei protagonisti sono innocenti e vedendo come vengono portati sullo schermo i rappresentanti dell'ordine costituito (il vice-commissario e il superiore di Fabrizi), come risultato abbiamo una velata critica verso l'apparato giustizia.
Un film d'altri tempi, tra ladri di caramelle giocosi e innocui come dei bambinoni cresciuti.


Imdb

05 novembre 2011

Come ammazzare il capo... e vivere felici - Seth Gordon

Film in stile frat pack con un pizzico di black comedy. L'idea è suggestiva, perché gioca con la voglia recondita di molti, ovvero fare fuori il proprio capo. Con magari un pelo di cattiveria e cinismo in più, avremmo avuto quella giusta dose di sano pessimo gusto che non guasta mai. Ottima la scelta dei boss, ognuno dei quali reso sacrificabile per buoni motivi (oddio, per la Aniston magari avrei delle riserve). Così così i tre killer che, sebbene rappresentino dei perfetti idioti che ben si amalgamo tra loro, sono però alquanto standard... insomma sono abbastanza simili, come personaggi, a tanti altri.
Alcuni momenti sono divertenti (vedi il personaggio di Farrell) e altri sono troppo tirati per le lunghe (la scena con la coca che cade, che se non erro è una gag riciclata e ampliata da Allen). 
Una commedia gradevole ma nulla più. Un maggior equilibrio e qualche livellamento avrebbe certamente giovato.
Il cast è comunque da grandi occasioni!

04 novembre 2011

Un poliziotto da happy hour - John Michael McDonagh

A leggere il titolo italiano (in originale è The Guard) mi sento imbarazzato. Penso a quello che devono passare i genitori di queste persone. Il sapere che i loro figli si sono macchiati di tale... di... che non so manco come definirla questa merdata! Ma dico io, non potevano avventurarsi verso una più decorosa tossicodipendenza o diventare necrofili, piuttosto che decidere di voler fare i titolisti?
Comunque a parte queste inutili illazioni, tocca premettere che il titolo è assolutamente fuorviante (vedete? mi fanno perdere tempo a fare inutili precisazioni!) e che non si tratta di una commedia demenziale in stile Ezio Greggio. Trattasi invece di una bella black-comedy ben composta, dallo humor molto irlandese e dalle verdi ambientazioni! 
Ottimi gli interpreti con il sempre grandioso Brendan Gleeson, che sostiene praticamente tutto il film sulle spalle, nell'interpretare questo sbirro fuori luogo, un po' malinconico e un po' puttaniere, e Don Cheadle nella parte dell'integerrimo agente dell'effebiai
Ottimo intrattenimento tra crime story, gangster, grottesco, battute nerissime (anche un pelo razziste) e un po' di western nel finale.
Un'altra conferma per l'Irlanda dopo Perrier's Bounty!

03 novembre 2011

Bad Teacher - Jake Kasdan

Doveva essere un altra grande tacca sul politicamente scorretto, ma alla fine risulta molto più una furbata che altro. Le cadute di stile (in senso positivo) pur essendo interessanti, sono oramai standard (Babbo Bastardo ancora la fa da padrone!), facendo risultare il prodotto finale molto meno cinico e cattivo rispetto alle premesse date. Comunque ottima la Diaz che gigioneggia e prende su di se tutte le attenzioni, oscurando gli anonimi comprimari maschili. 
Ma tutto ciò non basta! Non basta per niente. 
Sono alla fin fine cose viste e riviste, senza niente di veramente originale e licenzioso. E a dimostrazione di questo, vi è un finale troppo da commedia per famiglie. 
Un filmettino carino, ma che non mantiene in alcun modo le promesse fatte.
Se devi colpire basso bisogna avere le palle di andare a fondo e senza pietà!

02 novembre 2011

La doppia ora - Giuseppe Capotondi

Debutto nel thriller per Capotondi, peccato che funzioni a metà!
Infatti fino a poco più della metà la pellicola viaggia che è una meraviglia, è suggestiva, ha una trama accattivante e degli intrecci che tengono lo spettatore incollato allo schermo. Sembra davvero un ottimo thriller! Purtroppo però, pare che in fase di sceneggiatura ci sia stato come un intoppo e tutte le belle idee fossero rimaste senza soluzione. Allora che si fa in casi come questo? Be, è molto semplice. Si cambia registro, si butta dentro un escamotage banalissimo (usato per esempio anche ne Il sesto senso) e ci si avvia verso la strada più facile e semplicistica, con un finale ovvio e telefonato. Davvero un peccato, perché si fosse sviluppato meglio l'intrigo costruito (e mai finito) avremmo avuto un signor filmone... certo non v'è certezza che avrebbe funzionato, ma almeno a sforzarsi!
Comunque è girato bene, si denota una buona capacità tecnica di Capotondi, così come non sono per niente male i due protagonisti Filippo Timi e Kseniya Rappoport.
Speriamo meglio la prossima volta!

01 novembre 2011

Il giustiziere della notte - Michael Winner

Death Wish è da sempre considerato un film controverso. Vi furono molte polemiche circa l'esaltazione della violenza e della giustizia sommaria, tanto da tacciare il film come fascista. È indubbio che le tematiche proposte dal film sono forti, e che al tempo stesso sia estremamente difficile prendere una posizione ben definita sull'argomento. Va bene (è anche giusto che sia così) condannare a prescindere qualsiasi atto di violenza o di giustizia privata, ma comunque il dubbio sulla domanda "e se dovesse capitare a me?" resta. La pellicola non a caso, proprio a voler amplificare il dubbio, trasforma un uomo mite, un bravo marito e padre, un obiettore di coscienza in killer vendicativo e senza pietà... non si tratta di un esaltato, di un pazzo maniaco, ma di una persona normale e con dei sani principi. Ma non si ferma qui perché va addirittura oltre, mostrandoci anche la dipendenza, il protagonista arriva al punto da non poter più fare a meno degli omicidi.  
Andando oltre le forti tematiche etiche e morali, ci troviamo di fronte un film che con gli anni, vuoi per il grande successo di pubblico, vuoi per il franchising, vuoi per Bronson, si è elevato allo status di cult. 
Winner da parte sua opta per una messa in scena scarna e cruda, filma una New York notturna, tetra (vicoli bui, metropolitane vuote, parchi in balia della notte ecc.) e fragile.
Una New York dove la bestialità ha vita facile... fin troppo facile!