01 novembre 2011

Il giustiziere della notte - Michael Winner

Death Wish è da sempre considerato un film controverso. Vi furono molte polemiche circa l'esaltazione della violenza e della giustizia sommaria, tanto da tacciare il film come fascista. È indubbio che le tematiche proposte dal film sono forti, e che al tempo stesso sia estremamente difficile prendere una posizione ben definita sull'argomento. Va bene (è anche giusto che sia così) condannare a prescindere qualsiasi atto di violenza o di giustizia privata, ma comunque il dubbio sulla domanda "e se dovesse capitare a me?" resta. La pellicola non a caso, proprio a voler amplificare il dubbio, trasforma un uomo mite, un bravo marito e padre, un obiettore di coscienza in killer vendicativo e senza pietà... non si tratta di un esaltato, di un pazzo maniaco, ma di una persona normale e con dei sani principi. Ma non si ferma qui perché va addirittura oltre, mostrandoci anche la dipendenza, il protagonista arriva al punto da non poter più fare a meno degli omicidi.  
Andando oltre le forti tematiche etiche e morali, ci troviamo di fronte un film che con gli anni, vuoi per il grande successo di pubblico, vuoi per il franchising, vuoi per Bronson, si è elevato allo status di cult. 
Winner da parte sua opta per una messa in scena scarna e cruda, filma una New York notturna, tetra (vicoli bui, metropolitane vuote, parchi in balia della notte ecc.) e fragile.
Una New York dove la bestialità ha vita facile... fin troppo facile!

4 commenti:

  1. A suo modo, e con tutte le controversie del caso, un vero cult.
    E Bronson spacca, niente da dire.

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  2. bronson spacca troppo... sempre e ovunque ;)

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  3. film grandissimo.
    secondo me non si mostra un'apologia della giustizia privata, quanto più una descrizione della discesa alla follia di un uomo che ha perso tutto o quasi, senza implicazioni politiche o cose simili- come credo, alla fine, pensi pure te.
    in ogni caso, cult!

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  4. un uomo in preda ad una lucida follia!
    le implicazioni politiche ci sono, ma sono più una critica al sistema (polizia e amministratori) che una connotazione fascistoide o di apologia alla giustizia privata.
    in ogni caso resta un mega-cult!

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