31 dicembre 2012

Spicci Awards 2012


Dopo un'attesa quasi straziante ecco i vincitori degli Spicci Awards 2012.
Come potete notare la giuria non ha avuto vita facile in quest'annata. Molti sono stati i film meritevoli e un'attenta selezione ha persino portato alla cancellazione (momentanea) di alcuni premi come l'horror più brutto e quello per il miglior film d'animazione. Come già detto in precedenza alcuni film tra i più attesi e chiacchierati dell'anno mancano, ma non è detto che non vengano recuperati il prossimo anno. 
Ah, la cerimonia è stata divertentissima.

Miglior Film - Plissken da 1$ in 3D
Take Shelter di Jeff Nichols
Per la sua estrema potenza.



Peggior Film - Il Bonifico Ore di vita
A.C.A.B. di Stefano Sollima
Perché mi ha fatto incazzare con la sua falsità democristiana.


Miglior Film per gli Spiccetti
Killer Joe di William Friedkin
Perché ha preso più voti... cioè 4.

Miglior Regia
Ti West per The Innkeepers
Per la sua capacità di saper creare atmosfera e tensione con i soli movimenti di macchina.

Miglior Interprete
Joseph Gordon-Levitt
Per quanto ha dimostrato in 50/50, Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, Looper e anche in Senza Freni.

Miglior Horror
The Innkeepers di Ti West
Leggi quanto già detto al premio Miglior Regia...

Miglior Film di Botte
The Raid Redemption di Gareth Evans
Perché lo si può facilmente considerare il primo "film di botte d'autore".

Miglior Instant Cult
Lockout di James Mather e Stephen St. Leger
Perché nel suo essere una mega-cazzata riesce nell'impresa di essere divertente, cool e action.

Miglior Commedia
Cena tra amici di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte
Per il suo essere cinico, bastardo, estremamente drammatico, talvolta dolce e al tempo stesso cattivissimo.

Miglior Documentario
Per il suo andare oltre la semplice biografia. 

Miglior Cinecomics
The Avengers di Joss Whedon
Perché è fumettoso.

Miglior Trash
Bad Ass di Craig Moss
Perché Danny Trejo si fa bello, piange e mena cartoni indossando un marsupio.

Miglior Mitico ex Premio Nostalgia "Una lacrima sul viso"
Trappola di cristallo di John McTiernan
Rasenta la perfezione... anzi no, è la perfezione.

Miglior Mitico per gli Spiccetti
Clamoroso ex aequo per Clerks e Point Break
Perché non siete stati capaci di decidere.

Di seguito i premi collaterali della giuria di qualità

Premio "Non ci avrei puntato una lira e invece..."
Safety not Guaranteed di Colin Trevorrow
Perché è stata una vera sorpresa.

Premio "Ma perché l'ho visto solo ora?"
Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli
Per avermi fatto conoscere l'opera di grandissimo del cinema italiano.

Premio "Me la sono andata a cercare"
Abduction di John Singleton
Perché è una merda e mi ha fatto scadere Singleton.

Premio "Autoflagellazione" (il peggior Italiano)
Sharm El Sheik di Ugo Fabrizio Giordani
Perché lo sapevo.

Premio "Bancarella... a 3 Euro" (il qualità prezzo)
L'ultima vergine americana di Boaz Davidson
L'ho pagato 3 Euro.

Premio "Jimmy Il Fenomeno" (all'attore imbarazzante)
Taylor Lautner per Abduction
Perché il massimo della sua capacità attoriale è togliersi la maglietta.

Premio "M'attizza"
Lauren German vista in The Divide.
Il perché credo sia ovvio.

Premio "Cane"
Daniele La Leggia e Ludovica Bizzaglia ovvero i bambocci di Sharm El Sheik
Perché come hanno abbaiato loro quest'anno non ha abbaiato nessuno.

Premio "Ho cacato fuori dal vaso"
Tetsuya Nakashima per Confessions
Perché passa l'anno da imbattuto mantenendo il titolo.

Premio "Titolisti Italiani"
Perché sono quattro e perché i responsabili di Medusa e Moviemax sono stati tanto carini nonostante i miei insulti.

Premio "Inutilità"
Friends with kids di Jennifer Westfeldt
Perché inutile.

Premio "Film mai finito di vedere"
The Wedding Party di Leslye Headland
Perché l'ho stoppato.

Premio "Riscoperta"
Scandalo a Filadelfia di George Cukor
Perché è grandissimo cinema e non lo ricordavo.

Premio "Coraggio"
50/50 di Jonathan Levine e La guerra e dichiarata di Valérie Donzelli
Per come trattano un tema tanto delicato e importante come quello del cancro.

Premio "Recidivo"
Diablo Cody per Young Adult
Perché è ormai chiaro che Juno è stata una botta di culo.

Premio "Come viene viene"
Solo per vendetta di Roger Donaldson
Perché si vede che nessuno aveva voglia di farlo sto film.

Premio "Cazzotto nello stomaco"
Kill List di Ben Wheatley
Per il martello.

Nicolas Cage Award 
Ghost Rider: Spirito di vendetta di Mark Neveldine e Brian Taylor
Perché a Nic un premio tocca darlo e facendo il tocco è venuto Ghost Rider 2.

30 dicembre 2012

ROAD TO SPICCI AWARDS 2012 - #4

Siamo quasi giunti al gran finale ed ecco le nomination più attese, ovvero quelle per il Miglior Film e Peggior Film del 2012


Va' e uccidi - John Frankenheimer

Classico thriller fantapolitico dei primi anni '60 nonché uno dei capolavori del grande Frankenheimer.

Va' e uccidi, nonostante debba portarsi sulle spalle un'età importante avendo raggiunto ormai i 50 anni, riesce ancora ad essere molto efficace e, per certi versi, anche abbastanza credibile... soprattutto pensando all'assassinio di Kennedy avvenuto solamente un anno dopo l'uscita.
All'interno della pellicola vi sono rappresentati i timori dell'epoca, come ad esempio l'avanzata comunista, lo spionaggio e la paranoia con tanto di parodia (ma in realtà non tanto) della caccia alle streghe perpetuata dal senatore Joseph McCarthy nei primi anni '50.

Quindi è tra scenari reali, o presunti tali, che si insinua la vicenda.
Davvero ottimo e in perfetta forma il trio di protagonisti Frank Sinatra, Laurence Harvey e Angela Lansbury, con quest'ultima alla sua interpretazione migliore e nell'inedita veste di cattiva.
Molto buona la regia di Frankenheimer, che regala parecchie scene degne di nota come quelle angoscianti degli incubi.

Tra paranoia, manipolazione, omicidi, annullamento della personalità e politica, il thriller Va' e uccidi viaggia che è una vera meraviglia.
Da vedere.

IMDb

Esiste anche un remake del 2004 di Jonathan Demme con Denzel Washington, Liev Schreiber e Meryl Streep che non è per niente male. Ma ne parliamo un'altra volta.

29 dicembre 2012

Una sposa in affitto - Sheree Folkson

Devo confessare che l'unico motivo che mi ha spinto a vedere questo film è stato sapere che nel cast c'è David Tennant, che se non sapete chi è vergognatevi... dai scherzo, però rimediate. 
Poi ho scoperto che vi appare, anche se in una particina poco sfruttata, Dylan Moran che è uno forte ma ancora non gli danno le giuste parti nei film. Poi c'è il bel vedere di Alice Eve che, insomma, ha un suo perché, e l'altrettanto bella (ma in modo più particolare) e brava Kelly Mcdonald.

Tutto ciò per dire che sarò stato traviato ma la pellicola, per quanto sia una commedia romantica prevedibilissima sin dai primi secondi, mi ha preso bene e mi ha pure abbastanza divertito. Le cose migliori manco a dirlo sono gli scambi di battute tra Tennant e Mcdonald, che coadiuvati dal paesaggio naturalistico offerto dall'Isola di Man, forniscono al film quel piglio in più che film così scontati devono avere per essere almeno guardati. 

Un film che sa di già visto, pieno di tutti quei cliché che il genere impone ma che risulta, tutto sommato, godibile e senza troppe pretese. 
Per tutto il resto c'è David Tennant.

IMDb 

28 dicembre 2012

Photos - Robert Frank


Robert Frank
Parata Hoboken, New Jersey
1955, stampa alla gelatina d'argento

Milano Calbro 9 - Fernando Di Leo

milano calibro 9
Uno dei film più belli... no scusate, il film più bello e significativo del poliziottesco italiano. Che poi, a dirla tutta, proprio poliziottesco non è.

Milano Calibro 9, tratto largamente dalla raccolta di racconti omonima di Scerbanenco, è il primo capitolo della trilogia del Milieu, che ha al suo interno anche i bellissimi La mala ordina e Il Boss. Questi tre film sono il top del top che l'Italia sia mai stata capace di partorire nel noir, genere forse più consono rispetto al poliziottesco.

L'ispirazione melvilliana è palese, ma Di Leo non si limita certo alla mera trasposizione Francia Italia, riesce invece a creare un qualcosa di nuovo, tipicamente nostrano e assolutamente strepitoso per stile, ritmo, ripresa, costruzione dei personaggi e quant'altro. Siamo a dei livelli tali che alcune della scene presenti in questo film fanno ormai parte della storia del cinema, e se così non fosse... dovrebbero. 
Basti pensare a tutta la sequenza iniziale con di sfondo l'esaltante Preludio composto da Luis Bakalov ed eseguito dagli Osanna. Per me è Storia del cinema.
Ma che ve lo dico a fare!

Una pellicola che deve essere vista almeno una volta nella vita, perché è un regalo che DOVETE fare a voi stessi. E nel caso non vi dovesse piacere... be, probabilmente c'è qualcosa che non va in voi.

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milano calibro 9

27 dicembre 2012

Demoted - J.B. Rogers

demoted
Non che mi aspettassi moltissimo da questo film. Mettendo play ero sicuro al 93% di star investendo, ancora una volta, 90 minuti della mia vita in un film decisamente del cazzo di fattura discutibile.

Ma si sa come siamo noi del Capricorno!
(non so cosa voglia dire quest'affermazione, ma suonava bene)

La cosa che rende la fattura di Demoted "discutibile" è senza ombra di dubbio la banalità, la ripetitività,  la forzatura e la non riuscita di parecchie gag e battute nonché, dulcis in fundo, l'assoluto menefreghismo che si prova rispetto ai due protagonisti.
Non dico che in qualche occasione il sorriso non te lo riesca pure a strappare, ma è proprio che non ne vale la pena.

Unico pregio della pellicola è che ti fa credere di essere chiaroveggente, ma anche questo dura appena il tempo di capire che si tratta di un film di fattura discutibile del cazzo.

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26 dicembre 2012

Men in Black 3 - Barry Sonnenfeld

men in black 3
Dieci anni dopo quel secondo capitolo un po' "si carino, ma è uguale all'altro", tutta l'allegra combriccola di Men in Black (cioè Sonnefeld, Smith e Jones) torna baldanzosa con un terzo capitolo.

Come già sapete sono un fan della serie, e in particolar modo del primo episodio, quindi avevo un certo timore di ritrovarmi un qualcosa di vecchio e stantio con roba scartata dal 2. Ma vi dico sin da subito che mi son dovuto ricredere.

Men in Black 3 funziona alla grande. Smith è in gran forma, l'aggiunta di Josh Brolin nella parte di un K ventinovenne è azzeccata poiché evita il "trauma" del nuovo personaggio e, in più, il cambio di ambientazione dà quel tocco vintage che non guasta certamente.

Si ride, ci si diverte, gioca come sempre sui personaggi famosi, (in passato Elvis e Michael Jackson) questa volta con Andy Warhol, ma soprattutto c'è tanta bella fantascienza e azione. Cala leggermente la quota rosa rispetto al capitolo precedente, che viene tenuta su solamente dalle brevi, ma sempre belle a vedersi, apparizioni di Alice Eve.

Men in Black 3 in sostanza passa la prova a pieni voti.

23 dicembre 2012

Men in Black II - Barry Sonnenfeld

Il ritorno degli agenti J e K!

Il secondo capitolo della saga Men in Black era doveroso dopo il successo planetario ottenuto nella precedente occasione. Però, come spesso capita in queste occasioni, si finisce col ricalcare la traccia già data cambiando giusto un tot qua e là. Non che sia brutto o poco divertente, ma la sensazione di déjà vu è presente durante tutti i suoi 88 minuti.

Funzionanti stavolta l'uso delle parti femminili, che vengono aumentate sia per numero (da una a due) che per importanza nella storia... molto sexy sia la cattiva Lara Flynn Boyle che l'innocente fanciulla Rosario Dawson.
Eccellenti come sempre gli effetti speciali a tecnica mista (trucco, animatronic e CGI) e le parti comiche dell'affiatata coppia Smith/Lee Jones.

Non necessario ma divertente.

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22 dicembre 2012

ROAD TO SPICCI AWARDS - IL SONDAGGIONE 2012


Cari i miei Spiccetti siamo finalmente giunti al mega-sondaggio dell'anno... proprio quello che tanto stavate aspettando!
Ebbene sì, per il secondo premio che vede voi protagonisti ho voluto alzare un po' il tiro sfidandovi a decretare il 
Miglior Film 2012 degli Spiccetti

Come potete notare c'è stato un qualche piccolo recupero dell'anno passato, ma davvero poca roba, e mancano molti dei film più blasonati di questo 2012. Perché mancano questi film? Per il semplicissimo fatto che non sono ancora apparsi su queste pagine e di conseguenza sono fuori dai giochi.
(Nel caso poi tra gli esclusi ci fosse un film davvero meritevole, il prossimo anno ci inventiamo un bel premio collaterale così da risolvere ogni ingiustizia. Ok?)

Siete pronti? 
Sappiate che avete tempo fino al 30 Dicembre.

NE RESTERÀ SOLO UNO!!!

21 dicembre 2012

Photos - Stephen Shore


Questa che vedete è una nuova piccola rubrica. Si tratta di foto e fotografi, niente di più e niente di meno.
Alcune foto saranno gioiose, altre tragiche e altre un po' così.
Alcune hanno fatto la storia e altre no.


Stephen Shore
5th Street & Broadway, Eureka, CA, September 2, 1974
stampa cromogenica

Tres días - F. Javier Gutiérrez

Tres días
Variazione Made in Spain sul tema fine del mondo.

Dico "variazione sul tema" perché, come spesso capita, in questi casi l'inesorabile distruzione del pianeta fa da contenitore per raccontare altro. Ma mentre spesso, o almeno ultimamente con i Maya in agguato, si va verso l'introspezione, l'amore e quant'altro oppure verso l'ultimo eroico estremo tentativo (ricordando l'Armageddon di Bay), nel caso di Tres días si gioca la carta thriller con elementi simil western. La scelta di questa particolare svolta intrapresa da Gutiérrez e Velarde, regista e sceneggiatore, di buttarsi sul thriller, cioè un genere che prevede tra le tante cose anche che una certa angoscia per la salvezza dei protagonisti, è sulla carta da incoscienti.
Com'è possibile provare speranza quando si sa, già in partenza, che nell'arco di poche ore sono comunque tutti fottuti?

La particolarità e la bellezza del film però sta proprio qua, ovvero nell'essere riuscito nell'immane impresa. (Chi ha letto Cronaca di una morte annunciata di Márquez credo abbia capito di cosa sto parlando... spreco di inutile speranza.)

Ad aumentare poi la riuscita della pellicola, come se quanto detto non bastasse, vi sono in più tre piccole particolarità.
Primo: un cast striminzito ma davvero ottimo, con in primis il protagonista Victor Cavijo.
Secondo: un'ambientazione indefinita che dovrebbe essere attorno agli anni '60 - particolarità questa non casuale che aiuta sia i fini narrativi che quelli scenografici.
Tre: una fotografia ricercata, quasi bianchiccia, capace di essere personale e assolutamente funzionale sul livello atmosferico.

Per concludere, Tres días è un film che merita.
Se oggi non esplode tutto vi consiglio di recuperarlo.

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20 dicembre 2012

Chef - Daniel Cohen

Nel vedere Chef i rimandi al bellissimo film d'animazione della Pixar Ratatouille sono immediati e scontati.

Una commedia gradevole che scorre facile facile, nonostante si sappia già dopo 5 minuti come si svolgerà e come andrà a finire. Il plot infatti è di quanto più sfacciatamente classico e lineare ci sia, non che sia una cosa necessariamente malvagia ma ve lo dico giusto per mettere le cose in chiaro e per farvi sapere cosa vi aspetta (in pratica niente perché le sorprese sono pari a zero) nel caso decidiate di vederlo.

Il punto a favore della pellicola sono la coppia Jean Reno, anche se un po' imbolsito e meno frizzante rispetto a I Visitatori o Wasabi, e Michaël Youn (già apprezzato in Paris Express) che solo a vederlo mette simpatia.

Siamo a cospetto di una commediola e niente di più, le situazioni simpatiche ovviamente non mancano... una di quelle pellicola da vedere mentre si sta facendo altro.

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19 dicembre 2012

ROAD TO SPICCI AWARDS 2012 - #3


E queste sono le nominations per l'Horror

Come potete notare è una categoria molto variegata. Abbiamo un solo horror "puro", poi uno che è un misto tra thriller e qualcos'altro, c'è pure una parodia, uno splatter goliardico e quello che definirei un epitaffio dell'intero genere. 

Potrebbe accadere di tutto!

The Bourne Legacy - Tony Gilroy

the bourne legacy
La prima trilogia di Bourne, proprio ad essere sincero, mi era piaciuta con qualche riserva. Ricordo bene il primo capitolo, mentre del secondo e soprattutto del terzo ho pochissima memoria. La mia teoria a riguardo è la seguente: o ho problemi di memoria, oppure le due pellicole non avevano l'impatto tale da restarmi impresse. Mah!

Con The Bourne Legacy dovrebbe invece cominciare una nuova trilogia, che prende però solo spunto dall'originale imbastendo una specie di continuum. Come fu anche per The Bourne Identity il primo film è più di presentazione ma, sebbene i personaggi abbiano degli interpreti di ottimo livello (Jeremy Renner, Rachel Weisz e Edward Norton), è proprio tutta la matassa che non si scioglie come dovrebbe.

Mi spiego.
La partenza mi è garbata e l'aggancio alla trilogia precedente ci può stare, ma quando arriva il momento di mostrare la ciccia, cioè il corpo di quello che sarà poi distribuito su TRE episodi, l'asino casca inesorabilmente gettandosi per le strade di Manila e spingendo a mille sull'action con inseguimenti (per carità belli e ben fatti) infiniti.

Il buon Tony Gilroy, nel caso l'operazione Bourne 2.0 dovesse continuare, non si è certamente facilitato la vita, nonostante abbia lasciato un finale apertissimo a qualsiasi scenario possibile e immaginabile... che tradotto vuol dire che non sa ancora cosa cazzo si inventerà. 

Tony, lo vuoi un consiglio? Prova a rendere più interessante il villain Norton, che a 'sto giro non ha né scopo né ragione.

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18 dicembre 2012

The Day - Douglas Aarniokoski

The Day è un film che rientra nel filone post-apocalittico
Ora che siete in possesso di questa semplice informazione vi sarete già fatti un'idea di quello che vi aspetta e state tranquilli che, in linea di massima, l'idea che vi siete fatti è abbastanza giusta.

Questa prevedibilità, se così si può chiamare, è dipesa dal fatto che i post-apocalittici debbano seguire delle regole non scritte... cioè, tipo, che hanno l'obbligo di essere esteticamente simili tra loro e devono avere dentro i cannibali. Siccome The Day non vuole uscire dal coro, almeno sotto questo punto di vista, segue anche lui questi due semplici impliciti dictat. Ma The Day, in qualche modo, riesce comunque a salvarsi.
Come? Come mai lui si e altri no? 

Ebbene The Day ci riesce adottando delle precauzioni tanto semplici quanto efficaci.

Primo: l'atmosfera. Questa è azzeccata nel suo mix tra storia, personaggi e desaturazione (=desolazione) post-apocalittica/atomica o quel che è. 
Secondo: la velocità di esecuzione.The Day non si concede manco un minuto in spiegozzi o quant'altro. La storia è tutta un qui e ora, con nessi e connessi (ovvero azione e reazione dei protagonisti).
Terzo: ha un'attitudine nichilista (mi ha ricordato tanto La notte dei morti viventi), condita da morte e distruzione, con lampi di sangue che illuminano lo schermo... specialmente nel finale.

In definitiva sono bastati solo queste tre semplici cosucce per rendere un piccolo film come The Day bello.

Provatelo e ditemi, nel caso poi non sia di vostro gradimento il buon Eddy - per quanto mi riguarda è lui il blogger alfa che l'ha segnalato - sarà ben felice di rimborsarvi.

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17 dicembre 2012

...altrimenti ci arrabbiamo! - Marcello Fondato

altrimenti ci arrabbiamo
...altrimenti ci arrabbiamo! potrebbe anche non essere il più bello della coppia Bud Spencer e Terence Hill, ma di certo è uno dei più famosi e quello, forse, più citato.

Per quanto mi riguarda, nella mia personale classifica circa la filmografia della coppia, è al secondo posto dopo il capolavoro Lo chiamavano Trinità... nel caso ve lo stiate chiedendo.

Come dicevo è una pellicola molto ma molto famosa e il motivo sta nel fatto che è composto quasi in toto da scene ormai iper-cult. Avete presente, chessò, quella strepitosa del coro dei pompieri? Oppure quella della palestra? O ancora meglio la gara di salsicce e birra? Ma perché vogliamo parlare del leitmotiv dei mitici Oliver Onions? Ma che ve lo dico a fare tanto sono certo che, anche involontariamente, già sapete tutto.

I film di Bud e Terence infatti, volente o nolente, fanno parte della cultura italiana degli ultimi 30 anni e, nonostante siano ormai datati, dalle trame facilone e piene di buoni sentimenti (da cui spesso si scappa per apparire più duri e "vissuti"), sono film che vanno bene per tutte le stagioni, divertenti, privi di volgarità e con una violenza da cartoon/slapstick irrestistibile. Sono pellicole uniche e praticamente impossibili da imitare - hanno provato in molti ma hanno tutti fallito - e quasi fatti apposta per entrare nel cuore dei ragazzini.

IMDb

L'uomo con i pugni di ferro - RZA

L'uomo con i pugni di ferro
Avete presente l'espressione "menare come fabbri"?
La base de L'uomo con i pugni di ferro è proprio questa espressione, tant'è che il protagonista di mestiere fa proprio il fabbro e ha i pugni di ferro, non metaforici ma per davvero... cioè sono forgiati e tutto.

L'uomo con i pugni di ferro è il debutto alla regia di RZA che, affiancato da Tarantino come produttore ed Eli Roth come co-sceneggiatore, si lancia in questa nuova veste nel mondo dei cinematografari. La pellicola è un mega omaggio ai film di kung-fu degli anni '70, con parecchia roba wuxiapian, un pizzico di spaghetti western, gore quanto basta e combattimenti ed evoluzioni a iosa.

Il prodotto finale verte decisamente sul divertissement tanto che non si è badato molto alla storia, la quale talvolta si perde per strada andando dietro ai vari personaggi di contorno. Ma in fondo è un particolare di relativa importanza vista l'alta mole di scontri, davvero di tutte le salse, ottimamente coreografate ai limiti del sovrumano (l'umano è superato in partenza) da Corey Yeung.
Insomma RZA predilige più mostrare l'azione, quindi l'estetica, che il contenuto.

Molti sono i personaggi di contorno che appaiono in scena, interpretati tra gli altri da Russell Crowe, Lucy Liu, il wrestler Dave Bautista e Byron Mann. Tutti risultano molto cool e se la cavicchiano discretamente mentre è proprio RZA, nelle vesti del fabbro protagonista, l'unico un po' debole e mono-espressivo. 

Si poteva fare di più viste le carte che aveva, ma essendo un'opera prima ci possiamo accontentare.

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16 dicembre 2012

I diabolici - Henri-Georges Clouzot

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«Non siate DIABOLICI! Non distruggete l'interesse che i vostri amici potrebbero nutrire per questo film. Non raccontate loro quello che avete visto. Grazie per loro.»
Questo è il cartello che appare in chiusura del film. Un avviso importante e necessario perché svelare la trama, i continui colpi di scena o il finale sarebbe un gesto delittuoso.

La pellicola di Clouzot è un capolavoro mastodontico appartenente al genere noir o se vogliamo polar, un esempio perfetto di thriller e suspense con addirittura punte che toccano l'horror. Un escalation all'interno della perfidia umana in un climax emotivo che non lascia scampo. Sin dalla sua uscita I Diabolici è stato paragonato a Hichcock, paragone per certi versi calzante ma che forse tende a sminuire un po' le effettive qualità del film.
Tutto è costruito per creare quasi fastidio, durante la visione si può sentire sulla propria pelle ciò che viene provato dai protagonisti e la sorpresa finale dove si scopre che in realtà.... naaa, non ve lo dico state tranquilli!

Ottime le due attrici, la grande Simone Signoret e Véra Clouzot (moglie del regista), con quest'ultima legata nella vita reale ad un macabro parallelismo con il personaggio da lei interpretato. La regia di Clouzot è abbastanza formale, non ci sono giochi con macchina presa o altre trovate visive, la storia è talmente forte che non se ne ha il bisogno. In più l'assenza quasi totale di musiche a commento danno maggiormente un senso di reale che aiuta non poco a far immergere lo spettatore nella trama.

Assolutamente da recuperare, non ve ne pentirete!

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15 dicembre 2012

Road To Spicci Awards - Il MITICO 2012


È giunto finalmente il vostro momento! 
Cari miei Spiccetti (d'ora in poi sarete chiamati così, sappiatelo) siete chiamati alle urne per votare l''importantissimo, nonché prestigiosissimo, Mitico 2012 degli Spiccetti
Non abbiate fretta e pensateci bene, avete tempo fino al 30 Dicembre per dire la vostra.

  

14 dicembre 2012

Friends with Kids - Jennifer Westfeldt

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Friends with Kids segna il debutto alla regia dell'attrice Jennifer Westfeldt, nota per aver partecipato a qualche serial ma per lo più per essere la compagna del Mad Man Jon Hamm.

La pellicola è un surplus di dramedy, con un leggero sbilanciamento verso la parte drama più che su quella comica, che cerca di indagare su temi quali il matrimonio, la fine dell'amore, l'amicizia, la ricerca dell'anima gemella e soprattutto i figli. La storia narra di due amici, interpretati dalla stessa Westfeldt e Adam Scott, che attuano una versione più responsabile dello Scopamici, dove invece del letto si dividono le responsabilità di un figlio.

La Westfeldt assolda nel cast metà degli attori de Le amiche della sposa, con in più l'aggiunta del già citato Scott, del fidanzatino Hamm, di Megan Fox e Edward Burns. Tutti esplicano al meglio il proprio lavoro tanto che l'unica che convince poco è proprio la Westfeldt, che è tanto levigata da non avere praticamente più alcuna espressione facciale.

In definitiva è film un tantinello inutile che in alcuni punti risulta un po' ripetitivo.

IMDb 

13 dicembre 2012

Deadfall - Stefan Ruzowitzky

Deadfall è un thriller senza infamie e senza lodi del regista austriaco Stefan Ruzowitzky, vincitore dell'Oscar nel 2008 con Il Falsario.

La storia si dipana raccontando di tre famiglie, ognuna con i propri problemi, che si ritrovano loro malgrado a confrontarsi. Sebbene tutto voli via con estrema facilità, la sceneggiatura di Zach Dean spesso cade in facilonerie. Non sviluppa al meglio i caratteri dei vari personaggi e si concentra poco sulla parte veramente interessante della vicenda, cioè il confronto finale... che, personalmente, avrei preferito avesse più spazio nel film.

Ottimi comunque gli interpreti i quali però pagano le scelte troppo schematiche di sceneggiatura nonché un approfondimento blando dei rapporti. Quello tra Eric Bana e la sorella Olivia Wilde, ad esempio, sarebbe dovuto essere più morboso, lasciando intendere un forte senso di sudditanza di quest'ultima verso il fratello, ma tutto ciò ci viene solo suggerito lasciandoci anche parecchio perplessi. Il rapporto tra Charlie Hunnam e i genitori (tipici americani), Kris Kristofferson e Sissy Spacek, allo stesso modo non viene indagato a fondo così come viene praticamente buttato via il personaggio di Treat Williams, il quale non si capisce il perché maltratti la figlia Kate Mara, la quale comunque alla fine risulta quella con il personaggio più sfaccettato. 

Ruzowitzky alla regia se la cava bene sfruttando molto gli ambienti innevati e dando un taglio quasi western alla pellicola, con rimandi che vanno a Soldi Sporchi di Raimi e Ore Disperate di Cimino.

Con più attenzione, un leggero spostamento della vicenda e maggiori dettagli sulle relazioni tra i personaggi avremmo avuto un signor thriller invece di un thrillerino.

IMDb 

12 dicembre 2012

Road to Spicci Awards 2012 - #2


Si va ancora avanti con le nomination! 
Oggi è il momento di presentare i candidati per le categorie di Instant Cult, Miglior Regia e il nuovissimo Nicolas Cage Awards



Il Nicolas Cage Awards, qui alla sua prima edizione, è un premio che verrà consegnato a prescindere al nostro amatissimo attore.
Ma resta un dubbio, "Per quale film se lo porterà a casa?".
[I criteri di scelta sono tutt'ora ignoti]

Nudi e felici - David Wain

nudi e felici
Dopo il simpatico Role Models, Wain torna alla regia ancora una volta accompagnato dal fido Paul Rudd.

La produzione di Apatow delinea sin da subito cosa ci si dovrebbe aspettare da questa commedia, ovvero coppia in crisi, volgarità leggera e situazioni grottesche condite da un pizzichino di drammaticità verso il finale.
That's the dramedy, baby!

Causa del tutto, questa volta, è la fuga dalla società frenetica e asfissiante della metropoli, dalle sue regole e dai suoi comportamenti sociali. La risposta per la nostra coppia in crisi è la comunità hippy che però, nonostante professi libertà e quant'altro, non è esente da codici da seguire e anche un po' difficili da accettare (in qualche modo lo si doveva creare un benedetto "conflitto").

Punto di forza maggiore di questo film sono, più che la coppia protagonista formata da Paul Rudd e Jennifer Aniston, i comprimari Alan Alda, Justin Theroux, Ken Marino e Kathryn Hahn. Per quanto riguarda il resto, cose tipo regia, fotografia, scenografia, sceneggiatura ecc. siamo sullo standard. 

Commedia a tratti divertente ma anche abbastanza scontata e dal sapore di già visto. 
Non brutto ma senza verve. Tendenzialmente innocuo e inutile.

11 dicembre 2012

God Bless America - Bobcat Goldthwait

god bless america
Dio benedica l'America, la sua spazzatura e i suoi killer. Ecco di cosa stiamo parlando, di lobotomizzazione della società e conseguente caduta caduta della civiltà... più o meno. 

La crociata, comico-macabra, intrapresa da Frank (Joel Murray fratello di Bill) e dalla giovane Roxy è quella di colpire i responsabili di questa decadenza, ovvero personaggi della Tv spazzatura e/o gente poco simpatica. A Frank poco importa di questioni politiche o quant'altro, lui vuole solo più gentilezza e rispetto.
Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, lui ammazza le persone proprio per questi motivi.

È innegabile che la pellicola giochi parecchio sulla recondita voglia, intrinseca in ognuno di noi, di ammazzare o veder soffrire gente che in qualche modo ci infastidisce o che semplicemente ci sta sul cazzo. Si tratta ovviamente di una  mezza paraculata per portare lo spettatore a tifare per Frank e Roxy, ma tutto sommato ci sta e accettarlo vi garantisco che è molto facile. È vero che la contraddizione di fondo della pellicola, cioè quella di mostrare un uomo che usa proiettili contro la maleducazione, stride un pochetto con l'idea di "attacco al sistema" rendendo la pellicola più grottesca che altro, ma se si pensa che nella realtà esistono "le missioni militari di PACE" a suon di missili... be, questa contraddizione non è poi così inverosimile. O no?

Nel tentativo di concludere, dando al tempo stesso un senso a tutto, God Bless America mi è piaciuto e un minimo fa pensare a quello che è la nostra società. 
Secondo me questo piccolo particolare non è roba da poco. Anzi.

10 dicembre 2012

La parte degli angeli - Ken Loach

Chi mi segue sa che non sono un tipo che si beve facilmente le menate autoriali, così come sa che mi incazzo letteralmente quando mi trovo di fronte ad un film autoreferenziale che fa presagire un certo fare spocchioso. Insomma non tollero in alcuna maniera chi si crede autore e fa di tutto per dimostrarlo. 
Ogni riferimento al caro Testuia o come si chiama lui è assolutamente voluto.

Ma perché tutto questo? Cosa c'entra con La parte degli angeli? C'entra perché il Signor Ken Loach è un personaggio spesso definito autore, uno che fa film sociali, è uno che bazzica i festival e si può permettere pure il lusso di mandarli a cagare, i suddetti festival. Insomma Ken Loach è un regista tanto amato dai cinefili militanti, quelli che quando esce un suo film si mettono gli occhiali con la catenella (anche se non ne hanno bisogno) e la loro bella giacchetta con le toppe ai gomiti e corrono al cinema per una cospicua e sana dose di sociale.  Ma dovete sapere una cosa. E cioè che al Signor Ken Loach di compiacere critica, cinefili o festival non gliene sbatte assolutamente un cazzo. 

I suoi film non hanno bolle di sapone o rallenty, i suoi film sono schietti e sinceri perché fa il film per il pubblico, non per pochi aficionados. Dentro i suoi film insieme alle tematiche sociali, a lui tanto care, c'è sempre e comunque lo spettacolo ed è questo La parte degli angeli, uno spettacolo puro.
Un film spiazzante, un film capace di passare dal dramma più pesante alla comicità più esilarante, un film che parla di gente comune perché è a quella stessa gente che vuole rivolgersi. 

La parte degli angeli è un film che semplicemente narra della vita così com'è, fatta di alti e bassi, dramma e comicità, violenza e generosità. 
La parte degli angeli è un film meraviglioso.

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09 dicembre 2012

Il Rompicuori - Elaine May

Molti avranno visto la commedia Lo Spaccacuori dei fratelli Farrelly con Ben Stiller, ma credo che in pochi abbiano mai visto l'originale e cioè Il Rompicuori.
Questo film che in Italia credo sia letteralmente sconosciuto è invece considerato un classico, tanto da essere presente nella classifica delle 100 migliori commedie americane di tutti i tempi stilata dall'American Film Institute. E tanto per la cronaca l'ho scovato, con un entusiasmo un tantinello spropositato, proprio curiosando in questa classifica.

La pellicola della May effettivamente è davvero divertente, anche se a differenza del suo remake si punta decisamente molto meno sul demenziale. È una commedia in perfetto stile anni '70, tanto che facilmente la si accosta per stile ad altri film (non solo divertenti) dell'epoca come Io e Annie, Il Laureato o A piedi nudi nel parco. Con quest'ultima poi i punti in comune sono più forti poiché il grande Neil Simon è l'autore di entrambi i film.

Altre differenze principali con il remake sono lo spazio temporale della vicenda e, principalmente, le motivazioni che spingono il protagonista verso l'altra donna. Mentre nel film dei Farrelly la fresca mogliettina si trasforma repentinamente da santarellina in psicopatica, nella sua versione originale è solamente una sbarbina fastidiosa i cui modi di fare si rivelano inconciliabili con la pazienza del nostro protagonista, il quale a sua volta non risulta più essere una povera vittima ma semplicemente un egoista che cerca scuse per liberarsene.

Il Rompicuori è una commedia, ma con qualcosina di più perché è sì una commedia dove si ride, ma si ride tragicamente...

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08 dicembre 2012

Road to Spicci Awards


Si avvicina la fine dell'anno e di conseguenza si avvicinano anche gli Spicci Awards!
Per la seconda edizione l'ente organizzativo proverà ad alzare l'hype con una serie di iniziative (credo questa e un'altra) a dir poco eccezionali.

Quella che presentiamo oggi è facile facile e mostra solo i film finalisti nelle loro rispettive categorie.
Ecco a voi la prima tranche dei finalisti per Miglior Interprete e Miglior Film di Botte



Ovviamente tutto ciò che verrà mostrato non è in alcun modo definitivo poiché, vi ricordo, che il termine ultimo resta il 30 Dicembre a circa un minuto prima della cerimonia. 
Altra cosuccia importante è tenere sempre presente che tutto è basato su film visti e postati qui su Il Cinema Spiccio e che il gioco si basa sui film della stagione, perciò il primo che mi dice che manca un film che ancora non è da queste parti lo carico di botte.

07 dicembre 2012

Frankie go boom - Jordan Roberts

3,2,1... Frankie go boom è una commedia in stile Apatow, che frammista le dolci delizie della commedia romantica alla cruda volgarità.

Il risultato di questo mix-up è per me abbastanza riuscito, si ride parecchio, ci sono alcune scene memorabili, il ritmo è tenuto abbastanza bene, i cambi di rotta hanno la particolarità di essere precisi e inaspettati. Grande del merito va comunque dato al cast, che vede protagonisti molti volti dei tanto amati serial americani e in particolare ritroviamo il duo protagonista di Sons of Anarchy, Charlie Hunnam e Ron Perlam, in vesti molto lontane dallo show televisivo... Perlam ad esempio è un trans post-operazione che scopre di essere lesbica.


Sul lato scorrettezze non si scherza e si va giù anche pesante costruendo gag su qualsiasi cosa, dal porno all'alcolismo fino agli angeli arrivando persino ad un discorso meta-cinematografico.
C'è veramente di tutto dentro.

Provo ad esagerare affermando che Frankie go boom sia una delle migliori commedie del 2012, almeno del tipo che piace a me.

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06 dicembre 2012

Cockneys vs Zombies - Matthias Hoene

Dopo ben 8 anni dalla sua uscita Shaun of the dead continua a creare cloni, facendomi sempre più pensare che la suddetta pellicola abbia fatto più danni che altro.

Cockneys vs Zombie però non si ferma certo al suo lustre predecessore poiché prendicchia qualcosina anche da altri film dello stesso genere, tra i quali il più lampante di tutti è il famigerato cambio di genere da crime a zombie movie. Esempi ce ne sono tanti e a memoria cito solo Dal tramonto all'alba, The Cottage e The Horde. Perciò sappiate che se vi dovesse venire voglia di vedervi il film vi è alta probabilità di incappare nel déjà vu.

Sul piano effettistico le cose non mi sono piaciute tantissimo, sebbene i make-up degli zombie siano passabili boccio, senza accettare giustificazioni, l'alta percentuale di CGI usata sia per incrementare gli schizzi di sangue che per le sparatorie... e qui si spara per quasi il 40% della durata.
Sul versante comico pure non ci si è sforzati troppo, ma devo ammettere che un paio di scene mi hanno fatto quasi rotolare giù dal divano.

In conclusione, Cockney vs Zombie non dà assolutamente niente di nuovo al genere. Sembra tutto troppo già visto e l'uso eccessivo di effetti digitali non fa che peggiorare la situazione. Azzardo però affermando che forse i più giovini potrebbero addirittura apprezzare, il perché non lo so ma ho questa sensazione.

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05 dicembre 2012

Resa dei conti a Little Tokyo - Mark L. Lester

mitici

There's nothing wrong with my form!

Resa dei conti a Little Tokyo era uno di quei film che la tv generalista italiana trasmetteva a getto continuo, non si sa bene il perché ma è così... stateci. 
Io poi, non contento degli innumerevoli passaggi e per prevenire un'eventuale cambio di rotta, mi feci pure una bella copia personale e quindi, visto che c'era, è capitato che nell'attesa, tra una messa in onda e l'altra, me lo rivedessi pure così da arrivare sempre più preparato alla visione successiva.
- All'epoca se mi affezionavo a qualcosa non c'erano cazzi, diventavo praticamente ossessivo. -

resa+dei+conti+a+little+tokyo
Comunque sia, Resa dei conti a Little Tokyo oggi rientra di diritto tra I Mitici per svariati motivi che non vi sto ad elencare perché tanto sono sempre gli stessi, motivi che si possono riassumere nella sola parola nostalgia.
Ovviamente trattasi di un film tamarrissimo, ma attenzione perché non si ferma qui poiché è del 1991, una data cruciale che fa aumentare esponenzialmente la sua tamarraggine. Provo a spiegarmi.
Prendiamo ad esempio i costumi. Questi sono di un orripilante che è difficile pure parlarne, tra abiti dai colori pastello, paiette, camice dai motivi floreali/copridivani/tende e Superga bianche... cioè gli yakuza con le Superga bianche!!!
Altro esempio può essere la scelta "stilistica" di far recitare Dolph nelle seguenti modalità: con chiodo di pelle e canotta, solo canotta, a petto nudo, a petto nudo con mini-shorts e anfibi, con un bel kimono nero ma senza allacciare la giacca e fascia in testa con simboli nipponici (ma tranquilli la giacca del kimono avrà vita breve).

Ma sorvoliamo i costumi e parliamo dei combattimenti e delle scene action...


... vabbé si vede il trampolino, ma che importa? Sappiate che comunque si picchiano, si sparano, si mutilano, si esplodono e ci sono donnine nude praticamente sempre. 
Per dirla in modo spiccio, c'è tanta robetta mitica.

04 dicembre 2012

Niente da dichiarare? - Dany Boon

Dany Boon, attore d'oltralpe, nel 2008 fece un boom stratosferico in patria con il divertente Giù al nord. Il successo e la formula del film è stata tale da essere stata poi anche esportata qui in Italia da Benvenuti al sud, il quale a sua volta ha partorito un sequel del film ecc.

Per la sua terza prova dietro la macchina da presa, e dopo un successo di tale portata, Boon porta sugli schermi Niente da dichiarare? e chiama a sé l'estroverso attore belga Benoît Poelvoorde. E stavolta, invece di giocare in casa sfruttando i contrasti e i luoghi comuni interni alla Francia, Boon punta su quelli con i vicini Belgi. Per sfruttare al meglio questa "rivalità" usa l'escamotage dell'apertura delle frontiere (avvenuta nel Gennaio 1993) e gli scontri di civiltà tra i due doganieri protagonisti, il già citato Poelvoorde (Belga) e lo stesso Boon (Francia).

Il prodotto non è vivace come il precedente campione di box office ma resta comunque godibile, con parti abbastanza divertenti e puntatine, da me molto gradite, nel politicamente scorretto.
Commedia leggera e divertente quanto basta.

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03 dicembre 2012

Senza freni - Premium Rush - David Koepp

Piccolo riassuntino. Koepp è divenuto noto in quel di Hollywood per aver scritto, negli ultimi vent'anni, dei film importanti che hanno guadagnato una valanga di soldi. Dal suo pc è uscita roba tipo Jurassic Park, Spider-man, Mission Impossible e Carlitos' Way. Come regista invece le cose non sono andate invece così bene, ha diretto dei film carucci e discreti ma non da botto.
Premium Rush risulta quindi essere una pellicola in linea con questa seconda categoria.

Volendo inserire Premium Rush all'interno di un genere credo che lo si possa definire facilmente un teenage-thriller, che ha per protagonista un eroe (quasi super poiché praticamente indistruttibile) che si muove  nella giungla urbana mosso da spirito di sacrificio, bontà e quel pizzico di esuberanza ribelle sempre utile per caratterizzare questo tipo di personaggio. È un film che, in linea di massima, di negativo non ha nulla... sempre a patto che lo si prenda per quello che è e che si applichi la sospensione  dell'incredulità.
Fatto questo potrete tranquillamente godere dello spettacolo, che vi annuncio è qualitativamente ben costruito, con un intrigo non cervellotico ma accurato nella sua semplicità, con delle belle sequenze action e un'estetica trendy abbastanza efficace. In più, non lasciando un attimo di tregua e viaggiando velocissimo, sarà anche una visione indolore. In più ha come carta jolly la presenza di due degli attori più in forma degli ultimi anni, ovvero Joseph Gordon-Levitt e Michael Shannon, e una velocità di esecuzione talmente elevata da far risultare la visione indolore.

Premium Rush è un film senza pretese, divertente e di puro intrattenimento. 

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02 dicembre 2012

Gioventù perduta - Pietro Germi

Seconda prova registica di Pietro Germi dopo il bellissimo esordio de Il Testimone. Gioventù perduta è da sempre ritenuto un film minore nella filmografia del grande autore, ma non tanto per via della qualità del film in se quanto piuttosto perché messo a confronto con un numero troppo elevato di capolavori.

Come nel successivo In nome della legge, l'ispirazione al genere americano è presente e pesante. E se nel film siciliano ritroviamo il western qui invece vi è un chiaro richiamo al noir. Questo aspetto però non fu prontamente colto dalla critica dell'epoca che invece lo inserì - dividendosi nei pareri - all'interno del neorealismo, "errore" altamente giustificabile per il periodo e per la critica sociale presente all'interno della pellicola, che tra l'altro portò anche alcuni problemi in censura.
Questo secondo film di Germi può considerarsi sicuramente riuscito e, sebbene non sia proprio perfetto e abbia un ritmo traballante, si fa guardare che è un vero piacere. Un prodotto eccellente, girato benissimo, con discrete scene d'azione, una buona dose di cattiveria, un'interessante inquadramento storico temporale, un problema sociale forte (poi riutilizzato anche dal poliziottesco e comunque attuale) e un ottimo cast di giovani e bravi attori (Jacques SernasCarla Del Poggio e Massimo Girotti).

Da vedere... come tutti i film di Germi.
E se ciò non dovesse bastare, vi dico anche che tra gli sceneggiatori ci sono anche Monicelli e Pietrangeli.

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01 dicembre 2012

La Top 5 #17 - Romantici Stalker

top 5

Questa Top 5 racconta di quei personaggi maschili delle commedie romantiche che a causa dell'amore attuano dei comportamenti particolari, quegli stessi comportamenti che se applicati nella vita reale ti portano direttamente prima in tribunale e poi dietro le sbarre.
Ecco i...

ROMANTICI STALKER

5 - Jon Cryer in Bella in rosa
Bella in rosa

4 - John Cusack in Non per soldi... ma per amore
non+per+soldi+ma+per+amore

3 - Dustin Hoffman ne Il Laureato
il laureato

2 - John Cusack in Alta Fedeltà
alta fedeletà

1 - Ben Stiller e Matt Dillon in Tutti pazzi per Mary
tutti+pazzi+per+mary