24 gennaio 2012

J. Edgar - Clint Eastwood

Biopic del grande Eastwood sull'ambigua figura di J. Edgar Hoover, creatore e storico direttore dell'FBI (ha guidato il Beaureu per quasi 50 anni).
Quella di Hoover è una figura molto effimera. Non si possono avere notizie certe e infatti quello che viene raccontato nel film sono appunto mezze verità, spesso anche esagerate. Unica "certezza" che abbiamo  è che spesso Edgar abbia usato mezzi non proprio ortodossi e che probabilmente abbia accresciuto la fama dei criminali a cui dava la caccia, rendendoli mitici, per poi poterli abbattere a suo piacimento e così accrescere la sua di fama insieme a quella dei G-Men.

L'opera di Eastwood è essa stessa appunto creata su mezze verità e la scelta di far raccontare la travagliata vicenda (e quasi 50 anni di storia americana) da Hoover stesso è una bella mossa - diciamo che è un modo per pararsi il culo. Purtroppo però la pellicola, e questo capita spesso con i biopic, per quanto sia formalmente eccellente, esteticamente ineccepibile è fin troppo lineare e stancante... manca quel guizzo da rendere la storia avvincente. Un po' forse come accadeva anche in Invictus, bello ma freddo e distaccato. E ci casca anche Di Caprio, che per quanto sia stato bravo e abile nella caratterizzazione di Hoover, oserei dire anche perfetto, non riesce a infondere al suo personaggio anima. È come se, pure lui, avesse eseguito il compitino a regola d'arte, senza riuscire concedersi quel minimo in più da far innalzare il suo personaggio.
Il tocco di Eastwood è ahimè  anonimo.

15 commenti:

  1. "Clitn Eastwood".... ecchecczz Frank, va be' che non t'è piaciuto molto, però dai, un refuso nel titolo è troppo, ahah!
    ma ti stimo lo stesso :D

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    1. ahahahha mannaggia al titolo... ad andare a botta sicura :D

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  2. Io, invece, l'ho trovato un film di cuore, soprattutto nella seconda parte.
    E il faccia a faccia tra J. Edgar e Clyde sul finale è stato da brividi.
    Comunque concordo sul fatto che ricordi molto l'eleganza parzialmente "fredda" di Invictus.

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    1. la scena del confronto è bella carica, gli attori sono belli che presi, ma resta comunque lì. non vengono indagati a fondo i rapporti personali (come ad esempio tra Edgar e la segretaria, o quello morboso con la madre) e resta solo una sequela di fatti sporadici.

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  3. a giorni lo vedtrò anch'io Clint è uno dei miei autori preferiti quindi la visione è OBBLIGATORIA ^_^

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    1. si una visione se la merita a prescindere... stiamo parlando pur sempre di Clint!

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  4. sono tra i pochi ad aver trovato Hereafter un grande film. Riconosco che, considerando il mio interesse per l'argomento, non sono stato del tutto obbiettivo nel valutarlo. Dico questo perchè penso che mi succederà lo stesso con questo altro suo film :)

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    1. hereafter ancora non l'ho visto, non ho trovato il coraggio e i continui pareri negativi mi hanno allontanato sempre di più dal film.
      su questo non saprei, sei particolarmente preso dalla storia di Hoover?

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    2. già, è per questo che penso mi coinvolgerà almeno un po', a prescindere dalla qualità del film.

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  5. Però nella parte privata, sentimentale, c'è molta "anima", molta emozione, anzi è uno dei film più emozionanti degli ultimi anni. Peccato che siano una manciata di scene in un biopic troppo lungo e come dici te, in gran parte anonimo

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    1. le parti emotive non mancano, questo è certo, ma per l'appunto non vanno mai oltre le sporadiche e misere scene dove si presentano e di consequenza ogni volta è come se bisogna ricominciare daccapo.

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  6. Io ho adorato questo film, ma proprio che stavo lì tutta presa e felice, proprio perché mi mancano i film freddi e trattenuti. Poi è vero, l' emozione a volte è poca, ma quando Clint decide di metterla, ti stronca.
    Alla fine si parla di un uomo importante, ma tutto sommato un po' grigio e meschino. Quindi forse il distacco è anche voluto. Non saprei.

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    1. si molto probabilmente il distacco è voluto, ma si sarebbe potuto optare anche per sentimenti negativi veso hoover vista la sua machiavellica meschinità. certo non pretendo di mettere bocca sulle decisioni di clint ma di questo distacco il film nel suo complesso ne risente.

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  7. A me è piaciuto molto, anche se non è sicuramente all'altezza dei migliori film di Eastwood.
    D'altronde, l'argomento non era facile, il personaggio in sé era odioso anche se molto interessante, ma Clint è comunque riuscito a renderlo in qualche modo delicato e "umano".
    Quindi sufficienza piena, e mi spiace per il povero Di Caprio, ingiustamente snobbato agli Oscar di quest'anno.

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    1. sicuramente hoover non era un personaggio di facile trasposizione.
      Di Caprio sono del parere che l'oscar non lo riceverà mai... sta ancora pagando lo scotto del successo giovanile. secondo me se lo beccherà alla carriera :D

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