29 gennaio 2012

Liberi armati pericolosi - Romolo Guerrieri

Artigianale e solido poliziottesco anni '70!
Lo si include nel genere poliziottesco in realtà per fare prima, perché a Liberi armati pericolosi il termine poliziottesco sta molto stretto.
Dietro le redini di questo film c'è un regista di mestiere, Romolo Guerrieri, e uno sceneggiatore (nonché grande regista) che di nome faceva Fernando Di Leo, a sua volta ispirato (ma sarebbe più consono usare il verbo "saccheggiare") dallo scrittore Scerbanenco
Liberi armati pericolosi è un classico b-movie italiano anni '70, e in quanto tale ha un forte senso del ritmo ma si perde ogni tanto in qualche assurdità e in una morale forse troppo accentuata. Di Leo, come al solito, cerca di buttare dentro messaggi sociali. Lo fa senza una mira precisa scagliandosi un po' verso tutti, senza alcuna distinzione, e non lasciando intendere una vera e propria presa di posizione... dall'incapacità della polizia ai genitori che hanno creato questi mostri, dalla ragazza che si fa portavoce di un malcontento fino alle bestie ormai fuori controllo e senza speranza. 
Il finale tragico segna però il fallimento di tutti. Non ci sono ne eroi ne vinti!
Nel cast Tomas Milian ed Eleonora Giorgi sono visibilmente una spanna sopra tutti, mentre i tre giovani e spietati protagonisti, Stefano Patrizi, Max Delys e Benjamin Lev, giogioneggiano un po' troppo tendendo a caricaturare  i loro rispettivi personaggi.
Se è da vedere? Certo... a me, nonostante tutto, piace molto!


Il film segna il debutto (credo) di Diego Abatantuono.

2 commenti:

  1. gran bel pezzo di film, nulla di eccezionale comunque.
    visto una vita fa, ma comunque lo ricordo in particolar modo per Milian e per il moralismo un po' cialtrone e accentuato. ah, e poi c'è la scena scult del tizio sbranato dal cane, se non erro ;)

    RispondiElimina