24 febbraio 2012

E ora parliamo di Kevin - Lynne Ramsay

Un film certamente controverso questo We need to talk about Kevin (titolo originale).
La regista scozzese Lynne Ramsay affronta l'orrore quotidiano che ha colpito in svariate occasione la cronaca, ovvero le stragi a scuola, e decide di affrontarlo raccontando le vicende della madre del folle assassino. Attraverso sbalzi temporali vediamo la nascita e la crescita di Kevin, sociopatico sin da piccolo, e il post dramma che una madre distrutta deve affrontare, tra sensi di colpa e una società che la denigra, ritenendola in qualche modo responsabile. E sulle responsabilità della madre ruota quasi tutto il perno della pellicola. 
Quanta colpa può avere? Ha mai amato suo figlio?
Da quello che vediamo è difficile a dirsi. Certo Kevin è un ragazzino difficile, voltafaccia (è bravo e affettuoso con il padre) con una personalità glaciale. La madre si sforza nel tentativo di volergli bene e forse l'errore - se così si può chiamare - è proprio qui, nel doversi sforzare.
Una pellicola che comunque non lascia indifferenti, ottimamente diretta (quasi tutto è in sottrazione con la Ramsay che il più delle volte lascia intuire piuttosto che mostrare) e ottimamente interpretata da: Tilda Swinton, che sembra monocorde e invece è una scelta voluta dal suo personaggio (non vi fate ingannare); John C. Reilly, bravo ma comunque in un ruolo un po' in disparte; e i tre inquietanti Kevin interpretati da Ezra Miller, Jasper Newell e Rock Duer.

Drammaticamente bello.

10 commenti:

  1. Sono contenta che tu abbia apprezzato. E' un film difficile, ma una volta che ti lasci irretire dalla struttura così strana, poi non ne esci più.

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    1. me l'aspettavo strutturalmente diverso, molto più lineare. invece così ti prende e ti tiene sempre in "allerta". ed è vero che non ne esci più.

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  2. Lo metto nella lista delle prossime visioni.
    Il trailer mi aveva presa tantissimo, idem per la trama, e le recensioni che leggo in giro mi confermano la bontà del film!!

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    1. si, mettilo in lista assolutamente. può essere forse difficile da digerire, ma ne vale la pena.

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  3. ezra miller mi ha colpito tantissimo.

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    1. è perfetto per la parte. ha la giusta faccia arrogante tipica degli stronzi.

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    2. e figurati che io l'avevo visto in Californication dove faceva il ragazzino carino carino...

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    3. si è trasformato in inquietante inquietante.

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  4. Ce l'ho lì da qualche giorno.
    A questo punto vedo di abbreviare l'attesa.

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