08 febbraio 2012

Retreat - Carl Tibbetts

Retraat è un thrillerino inglese.
L'idea, molto economica, del film non è affatto male: abbiamo 2 coniugi in vacanza su un'isola deserta (con lei piagnucolosa e frigida), un uomo disperso e un'epidemia.
Tutto qua!
Il film gioca il tutto per tutto sull'ambiguità, sul dubbio (l'uomo dice la verità oppure è un folle?), sul dispotismo dell'estraneo - che fa quel che fa per un bene maggiore - e sul crescente di tensione e intolleranza che si viene a creare tra i tre. 
Le premesse sono sicuramente molto interessanti, un po' meno lo è la riuscita. Purtroppo c'è una specie di continua ripetizione nei meccanismi di "ribellione" della coppia, nonché una pochezza nella caratterizzazione dei tre protagonisti. Non si riesce, per quanto siano bravi gli attori, ad avere empatia con loro. 
La regia l'ho trovata discreta. Il debuttante Tibbetts è riuscito a dare parecchio respiro alla pellicola considerando che, per la sua quasi totalità, è tutta ambientata dentro il casolare. 
Ho molto apprezzato la fotografia del casolare sigillato (lo sigillano dall'interno per evitare di far "entrare" l'epidemia), le cui finestre colorate (per via delle buste di plastica) sembrano dare l'effetto da cattedrale e rendono l'ambiente quasi sacro e, appunto, inviolabile.
Con una maggiore attenzione sui personaggi e una minore considerazione de La Notte dei morti viventi - in più di un'occasione balzano agli occhi le similitudini - avremmo potuto avere un film coi fiocchi.

5 commenti:

  1. Verissimo: ottime premesse, realizzazione un po' traballante, proprio perché ripetitiva e senza una vera e profonda caratterizzazione dei personaggi, che c'era tutto il tempo di fare.
    Però Murphy è sempre di una bravura stellare

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    1. gli attori ci provano, ma hanno veramente poco materiale su cui giocare.

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  2. Non mi pare una di quelle visioni esaltanti da non perdersi assolutamente, quindi mi sa che per ora resta in attesa.

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  3. mi è piaciuto abbastanza, anche se è verissimo quello che dici sulla scarsa caratterizzazione. ma mi è parsa l'unica pecca "vistosa" del film: alla fine me lo sono goduto serenamente e il finale riscatta un po' della monotonia precedente, no?

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  4. @james: si tienilo per i tempi di magra ;)

    @einzige: è un film che piace con dovute riserve.
    a me il finale non mi ha proprio esaltato, lo spiegozzo l'ho trovato un po' forzato con poi il finalissimo (ci siamo capiti a cosa mi sto riferendo) che mi ha dato un senso di deja-vu

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