26 febbraio 2012

Senna - Asif Kapadia

Non sono mai stato un appassionato di Formula Uno e da ragazzino l'unica cosa che mi legava a questo sport era proprio Ayrton Senna. Ignoravo tutto e tutti, a parte il fatto che ci fossero le Ferrari e le McLaren e che a guidarne una ci fosse Senna.
All'epoca (parlo del periodo tra il 1990 e 1994) era già leggenda, tant'è che mio zio cercò di convertirmi regalandomi il modellino della sua monoposto. Io più che altro seguivo Senna in modo passivo, le sue imprese arrivavano distrattamente attraverso la tv o da chi ne parlava. Ma ricordo nitidamente quel fatidico Gran Premio di San Marino del 1994 e l'incidente che gli tolse la vita. Non so perché, ma quel gran premio lo guardai.

Il documentario di Kapadia racconta, in stile molto tradizionalista (con interviste e immagini di repertorio), di Senna. Dell'uomo, del pilota ma soprattutto del mito. Del suo straordinario talento, della sua dedizione verso uno sport e del suo rapporto con il rivale Prost. Più volte, attraverso le parole dello stesso Senna viene messo in ballo Dio (alla fine di una gara affermò anche di averlo visto), e la sensazione che ci fosse un piano prestabilito, quasi divino, dell'ascesa e della caduta del pilota brasiliano è forte. 
Sta di fatto che, sia a causa di un intervento divino o a causa di un più laico cedimento meccanico, quell'uscita di pista alla curva del Tamburello portò Senna nella schiera delle legende. 
Questo era Senna, forse il più grande pilota di tutti i tempi!

2 commenti:

  1. Mi incuriosisce molto, anche perchè ai tempi ero davvero appassionato di F1.
    Senna, tra l'altro, era uno dei miei "avversari", dato che lo vedevo sempre vincere ed io sono, come sai, sempre a favore dei losers.
    Vedrò di recuperarlo, comunque.

    A proposito, occhio: è Prost, non Proust. Non credo che il pilota francese se la cavasse benissimo con la penna! :)

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    1. un errore intellettuale. questo da me non me lo sarei mai aspettato :D

      il documentario te lo consiglio. ben fatto, interessante e anche commuovente. dura tipo un millennio ma ne vale la pena.

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