25 marzo 2012

Il giorno dopo la fine del mondo - Ray Milland

Nel 1962 anno in cui venne girato Panic in Year Zero! (titolo originale) si era in piena Guerra Fredda e la paura che questa si trasformasse in Guerra Atomica era costante.

Ovviamente la pellicola diretta dall'attore Ray Milland è un b-movie poverissimo, ma l'accuratezza della costruzione e il suo mantenersi il più verosimile possibile lo rende un film divertente e che si fa seguire, anche con un certo piacere. Certo c'è da tener presente che non ci sono effetti speciali (visti gli scarsi mezzi è pure una cosa buona) e che comunque è un film dei primi anni '60 e di conseguenza qualsiasi tipo di violenza non la si poteva ancora sbattere in faccia al pubblico. 
Mi è piaciuto invece il modo in cui viene rappresentato una possibile risposta dei sopravvissuti ad un attacco atomico, con questi che abbandonano tutti e in modo quasi istantaneo ogni forma di civiltà, distruggendo in un attimo secoli di duro lavoro, e lasciandosi andare a sopraffazione e violenza. C'è chi come i Milland - cioè i perfetti piccolo borghesi americani - che, pur facendo la loro parte di menefreghismo e indifferenza, in qualche modo cercano di mantenersi il più possibile umani nell'attesa del ritorno dell'ordine costituito. Trattasi di una visione ormai usata e abusata, ma il considerare che all'epoca i post-atomici non esistevano mi ha fatto intenerire.

Il giorno dopo la fine del mondo ad oggi resta un b-movie - non un cult - anche abbastanza ingenuo, ma che può divertire se non ci aspetta molto.

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