18 marzo 2012

La peggior settimana della mia vita - Alessandro Genovesi

La nuova commedia italiana è ormai un fenomeno più che assodato. Nel giro di pochi anni ha conquistato il mercato e ha creato un codice ben identificabile. 
Abbiamo infatti gli stessi attori, stessi registi, la crisi come tema portante (d'amore, economica ecc.) fino alle locandine tutte uguali. La volgarità è stata leggermente accantonata per adeguarsi ad un pubblico più "maturo" e stanco dei cinepanettoni ma che comunque vuole uno svago simile a quello offerto dalla tv.

La peggior settimana della mia vita come ci si poteva aspettare entra appieno nella "nuova commedia". Anche se Genovesi è al suo debutto, bisogna tenere presente che trattasi pur sempre dell'autore della pièce da cui è stato tratto Happy Family di Salvatores... quindi in qualche modo il cerchio si chiude.

La struttura del film è quanto di più televisivo mi sia capitato di vedere. È costruito quasi a sketch, tra il grottesco e il tristissimo (non nel senso drammatico ma nel senso che vorrebbe far ridere ma non ci riesce), della roba molto simile alle sitcom Camerà Caffè e Love Bugs (mi riferisco però alla sola comicità e non alla tecnica di ripresa che invece è classica).
L'operazione, almeno negli intenti, poteva essere anche interessante ma così non è, e abbiamo qualcosa di peggio della solita solfa. Le battute raramente fanno ridere, le situazioni sono vecchie e già viste in pellicole come Ti presento i miei (ma senza manco avvicinarsi)  e si arriva anche a toccare il fondo con la comicità delle bucce di banane. 
Tra gli attori l'unico, più o meno, a suo agio è Fabio De Luigi, che però interpreta sempre lo stesso personaggio da finto tonto. Alessandro Siani risulta sempre fuori luogo e costruito, mentre la Capotondi è imbolsita e quasi affannata.

Totalmente evitabile.

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