30 marzo 2012

Romanzo di una strage - Marco Tullio Giordana

Marco Tullio Giordana è probabilmente il regista più adatto per un film di cronaca come questo. Come già ha dimostrato in passato, ad esempio con I Cento Passi o La meglio gioventù, è uno ben attento e che si trova a suo agio nel narrare le sfocate vicende che hanno caratterizzato l'Italia dal dopoguerra a oggi.

Con un tema così grosso e importante, altamente ambiguo e, soprattutto, irrisolto c'era alto rischio di fare la catastrofe. La storia della Strage di Piazza Fontana, senza entrare nello specifico storico che non è di mia competenza, è un vero casino. Una schiera di personaggi, di morti misteriose, di piste sbagliate, di fatti insabbiati, di negligenza e quant'altro. In pratica tutto il repertorio di nefandezze raccapriccianti cui noi italiani siamo stati (e siamo ancora) capaci... spesso son cose che abbiamo inventato noi, e c'è pure chi ne va fiero. Ma vabbè.

Il film di Giordana quindi è un vero e proprio romanzo. Una storia "basata" su fatti reali e documenti ma della quale non vi è alcuna certezza, solo supposizioni che forse rispecchiano la realtà. Una pellicola corale, che avanza negli anni, suddivisa in capitoli, dove le pedine e i casi messi in gioco (l'"incidente" Pinelli, l'omicidio Calabresi, la bomba del 12 Dicembre 1969 ecc.) sono tantissimi. Una struttura anche questa pericolosa perché, narrativamente parlando, si rischia di creare confusione e perdita di attenzione. 

Riprendendo la prima frase di questo post non mi resta altro che concludere dicendo che Giordana, per questo film, è perfetto. Tutti i rischi di sbagliare vengono largamente superati grazie a una sceneggiatura (di Giordana, Petraglia e Rulli) intrigante e appassionante (e che fa pure parecchio incazzare); una messa in scena sobria, attenta ai particolari e ben ritmata; una schiera di attori (Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Michela Cescon e Giorgio Tirabassi) bravi e molto convincenti.

Un film molto bello che per ora (e credo ancora per molto) è solo un Romanzo... un romanzo crudele e commuovente.

8 commenti:

  1. Spero di recuperarlo a breve: del resto è praticamente l'unico film decente ad uscire questa settimana.

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    1. recupera. grande e ahimè inquietante storia e film bellissimo.

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  2. come romanzo sarebbe ottimo, ma come film non funziona del tutto.
    valerio mastandrea poi è davvero modesto. favino invece per una volta mi ha convinto!

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    1. io l'ho trovato eccellente. un film potente e fatto e recitato da dio. pure gli effetti speciali (di solito il tallone d'Achille dei nostri film) sono incredibilmente non finti.

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  3. Non riesco + ad affrontare sti film. Mi fanno venire il nervoso e soprattutto, cinematograficamente parlando, si continua a guardare al passato senza investire nel futuro.

    Solo cinematograficamente? Forse è vero che l'arte è lo specchio della società.

    Cordiali saluti,
    Eddy Travaglio

    LOL

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    1. Caro Sig. Travaglio,
      capisco la ritrosia nell'affrontare film con certi argomenti, ma oltre al nervoso sale anche l'incazzatura. Ma Le dirò che secondo me film che affrontano questi oscuri argomenti sono più che necessari e assolutamente non passati di moda. Basti pensare ad esempio al recentissimo "caso Marrazzo" (i trans i ricatti ecc.) con quasi tutti i protagonisti misteriosamente scomparsi (legga morti).
      L'arte è e sarà sempre specchio della società... purtroppo!

      Spero di risentirLa presto
      con trasporto
      Frank "gola profonda" Manila

      ;)

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    2. ;) che scemo che sono... XD

      Cmq hai ragione, ci mancherebbe! Ci stanno dentro, eccome!
      Io dico solo che ne abbiamo davvero troppi. Tra commediole che lasciano il tempo che trovano e drammi "all'italiana" non se ne può più. E poi diventano delle "cronache romanzate" poco appetitose. Perché i nostri registi non fanno come i francesi\spagnoli\inglesi\etc che usano il fantastico per calcare la mano sulle loro problematiche? (vedi Frontiers, ad esempio).

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    3. ma guarda che la tua osservazione non e' per niente sbagliata. purtroppo credo che sia la societa' ad essere sbagliata, completamente rincoglionita e che invade le sale solo per le cazzate (30 anni di cinepanettoni credo sia uno specchio piu' che eloquente nonche' dimostrazione della nostra decadenza). in poche parole siamo, e non solo cinetograficamente, terzo mondo. magari si ritorni allo scenario date auspicato!

      -Frank Manila in incognito-

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