13 maggio 2012

In me non c’è che futuro - Michele Fasano

Questo documentario è stato come un'illuminazione. Un esempio importante, nonché la storia e i sogni di un grande uomo che ha saputo vedere avanti di decenni. 
Quell'uomo era Adriano Olivetti.

Il ritratto che ne esce fuori dal documento filmato da Fasano è qualcosa di incredibile. Non conoscevo affatto il personaggio di Olivetti ma nel sentire, anche attraverso testimonianze dirette di chi ha vissuto il suo operato, il suo pensiero e le sue azioni sono rimasto sconcertato che alla Olivetti di Ivrea esisteva già nell'immediato dopoguerra una realtà ad oggi inimmaginabile. 
Adriano era un uomo eclettico, un uomo che andava oltre l'azienda che portava avanti, occupandosi anche di politica, del sociale, di urbanistica, di editoria, di architettura e soprattutto di cultura. 
Basti pensare che quando visitavano la Olivetti gli stessi sindacalisti restavano basiti. Un posto dove gli operai spendevano una delle due ore previste di pausa per leggere un libro nella biblioteca dell'azienda, un posto dove l'operaio poteva decidere finire le scuole o addirittura laurearsi tutto a spesa dell'azienda, un posto dove hanno lavorato poeti e romanzieri come Sinisgalli e Terzani
E mi sono limitato con giusto un paio di esempi!

Questa (e molto altro) era la Olivetti pensata e messa su da Adriano, una fabbrica a misura d'uomo.

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