04 maggio 2012

L'ultima vergine americana - Boaz Davidson


Il film porcellone della Cannon!

Abbiamo già affrontato in varie occasioni il discorso Cannon, leggendaria casa di produzione che nei suoi anni di attività ha sfornato ogni sorta di film tra i quali autentici cult.

L'ultima vergine americana non rientra tra i cult della Cannon, ma è comunque la testimonianza della suddetta ad un genere che nei primi anni '80 prese piede dopo gli straordinari successi di Animal House, Porky's e American Graffiti. La pellicola in realtà è il remake di un film israeliano, tale Eskimo Limon diretto sempre da Davidson (che è anche un produttore di film di botte), ed è una specie di mix-up degli ultimi due film citati. Parte abbastanza bene con le imprese, più o meno goliardiche e divertenti, dei tre amici in cerca di sesso ma poi prende nel parte finale un registro abbastanza serio che lascia un po' sorpresi e che combatte con estrema fatica per trovare il suo perché all'interno di una pellicola che, nonostante tutto, stava mantenendo le sue promesse demenziali. 

L'ultima vergine americana è quindi uno dei tanti figli bastardi del film di Clark dove, tolte le immancabili tette e una visione antropologica della moda anni '80, resta ben poco.

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