30 giugno 2012

La Top 5 #8 - Fisiologici


La Top 5 numero 8 è una cagata! 
No davvero, ecco a voi i migliori 5 bisogni...

FISIOLOGICI

5 - Un ex aequo per E alla fine arriva Polly.
Nella prima scena troviamo Philip Seymour Hoffman che si auto-stupisce con una "scorreggia vestita" o come dice lui scacareggiato (sharted in inglese)


Nella seconda invece Ben Stiller è vittima di uno stomaco delicato aggravato da problemi di scarico


4 - L'ormai classica prestazione di Jeff Daniels in Scemo e più scemo


3 - Estemporanea, sanguinosa e dentro un cestino della spazzatura in Maial College


2 - In Funeral Party, quando allo zio Alfie scappa bisogna pur dargli... una mano


1 - Decisamente poco femminile (nonostante il tanga) quella di Libera Uscita


29 giugno 2012

Men in Black - Barry Sonnenfeld


Elvis non è morto, è tornato a casa!

Quando uscì nell'autunno del 1997 Men in Black fu una specie di evento da non lasciarsi assolutamente sfuggire. Le promesse del film era molte: alieni, esplosioni, un carlino parlante e l'Edgar-abito!

Devo confessare che ero un tantinello scettico specialmente dopo la mezza delusione subita da Independence Day, che pur essendo fracassone e tamarro  (elementi spesso indispensabili ai miei occhi) non mi aveva proprio esaltato.

Fu così che armato di coraggio, spalleggiato da un compagnio di classe e con la bellezza di 10.000 Lire in tasca (per biglietto e schifezze varie) mi recai al cinema. Lo spettacolo fu totale!
Tutto quello promesso venne mantenuto, Will Smith era veramente in forma ed ebbi il piacere di scoprire Tommy Lee Jones, che avevo visto solo nei panni di Due Facce in Batman Forever. Insieme, questi due personaggi, spaccavano lo schermo creando siparietti oggi diventati veri e propri cult. Gli effetti speciali erano qualcosa di strabiliante, gli alieni erano incredibili - qualcosa mai visto prima -, variegati e anche comici.

Nel rivederlo oggi si ride ancora tanto e ci si diverte alla grande. 
Lo so che il film è quanto di più vicino alla cazzata, un semplice entertainment, ma il suo lavoro e il suo scopo lo svolge alla grande.

Exit Humanity - John Geddes

È un prodotto abbastanza interessante questo Exit Humanity, horror low budget canadese costato circa  300.000 $, dollari sempre del Canada.

Interessante perché ha certa audacia nell'inscenare uno zombie movie ambientato sul finire della Guerra Civile americana (un film in costume per un low budget è una mossa spesso azzardata), per una discreta qualità tecnica, per l'ottima fattura delle creature mortali e degli effetti speciali e per una costruzione drammatica del plot che in qualche modo lo scosta da quei film dove il tutto è approssimativo e servile alle splattate. C'è da aspettarsi ovviamente qualche nota dolente ma, questa volta, non è niente che inficia veramente la godibilità della pellicola. Vi sono, infatti, alcuni cali di narrazione, un uso forse troppo massiccio della voce narrazione - che però ha dalla sua il fatto che appartenga al grande Brian Cox - e una desaturazione delll'immagina che per i miei gusti è fin troppo esagerata. Quest'ultimo punto però alcuni lo infilano nella categoria "ficata!", perciò è molto relativo.

Non un film imprescindibile ma comunque un onesto zombie-western.

28 giugno 2012

Fuga per la vittoria - John Huston


"Questa maledetta partita mi sta fottendo la vita!"

La pellicola di Huston si ispira a fatti reali tristemente noti come "la partita della morte", match che si disputò a Kiev nel 1942 durante l'occupazione tedesca tra ufficiali della Luftwaffe e giocatori della Dynamo e Lokomotiv.

Fuga per la vittoria è sotto alcuni aspetti una pellicola molto americana farcita di eroismo, una trama un po' pretestuosa, retorica e buonismo.
Nel cast vi figurano oltre agli attori Michael Caine, Sylvester Stallone e Max von Sydow anche calciatori professionisti (ex-campioni del mondo) come Bobby Moore, Osvaldo Ardiles e Pelé.

Un film, a dir la verità, forse troppo ingenuo e pure facilone ma sfido  los tesso chiunque a non esaltarsi su quell'ultimo rigore.
Un classico del filone calcistico/sportivo!

slancio di labbro

27 giugno 2012

Kingpin - Bobby Farrelly, Peter Farrelly

Secondo film dei Farrelly dopo Scemo e più Scemo.

Ambientato nel temibile mondo del bowling, i due fratelli non risparmiano niente e nessuno con gag assolutamente divertenti, demenziali (ma non stupide) e un cast in palla che vede uno strepitoso Woody Harrelson, Randy Quaid in versione Amish, la bella Vanessa Angel e un cattivissimo Bill Murray acconciato con un riporto estremo.
Tra le scene cult esemplari sono le citazioni a Lo Spaccone, Il Laureato (vedere contributo video) e Proposta Indecente... per quest'ultima ovviamente il ricevente è nuovamente Harrelson.

Kingpin è un commedia che punta tutto sull'irriverenza, la scorrettezza, il cinismo e la cattiveria... e funziona veramente bene.

Imdb

26 giugno 2012

Blackthorn - Mateo Gil

E se uno dei personaggi più leggendari della mitologia western non fosse deceduto in quel di Bolivia sotto i colpi della polizia locale? Il dubbio che fosse scampato assieme all'amico Sundance Kid, non è un dubbio campato in aria. Sono state fatte ricerche e anche il finale del famoso film con Paul Newman e Robert Redford non dava certamente risposte a riguardo.

Se non ci siete arrivati il personaggio di cui parlo è nientepopodimenoche' Butch Cassidy e la storia parte ben 20 anni dopo il famoso agguato. Ritroviamo il buon Butch, che sotto il falso nome di Blackthorn, conduce una tranquilla vita da vecchio. E sarà l'incontro con uno spagnolo, la prospettiva di parecchi soldi e il sogno di tornare in patria a rimetterlo in sella.

Il film di Mateo Gil, sceneggiatore di Amenàbar, non è propriamente definibile un western. Lo sappiamo sia perché è cronologicamente fuori tempo massimo - gli anni '30 sono alle porte-, sia per la figura stanca e acciaccata di una legenda vivente creduta morta da tempo. Gil questo sembra saperlo tanto da non infondere al film la tipica epica dei western dando alla pellicola, sempre tenendo però in considerazione le opere cinematografiche precedenti, un'aurea di modernità molto forte. Ottimi gli attori con il grande Sam Shepard nella parte del vecchio Butch, Eduardo Noriega (mi capita di vederlo poco ma mi piace molto) in quella dello spagnolo e il bravo Nikolaj Coster-Waldau (alias Jamie "The Kingslayer" Lannister) nelle vesti del giovane Cassidy.

Pellicola interessante questa coproduzione Spagnola, Francese, Boliviana e Statunitense, che avvince e incuriosisce.

25 giugno 2012

Bad Ass - Craig Moss


Il cazzuto ritorno di Danny Trejo!

Il film prende spunto da un'episodio realmente accaduto su un bus poi finito prontamente in rete
mai fare incazzare un 67enne veterano del Vietnam!

Ricostruendo in parte questa stessa identica scena, con l'aggiunta però di cretini neo-nazi e di un signore di colore da aiutare, Bas Ass (cioè Trejo) diventa un eroe e da qui la sua vita cambia.

Abbiamo a che fare non con una pellicola sociale (la solita solfa delle gang ecc. sono mero pretesto per far tirare cazzoti al messicano) ma con un b-movie fiero di esserlo. Costruita con estrema sapienza e condita con punte di trash, tanto per ribadire che NON è un prodotto da prendere troppo sul serio, il film funziona alla grande e diverte.
Protagonista assoluto è il grande Danny Trejo, qui in versione barbuta, che si presta bene al ruolo e regala alcuni momenti per me già diventati cult. Ron Perlman, secondo nome sul cartellone, appare invece per un totale di circa 2/3 minuti riuscendo comunque a lasciare anche lui un piccolo segno.

Tamarro quanto basta, veramente divertente - con tanto di micro-scena con Trejo che PIANGE - e soprattutto... CAZZUTO.

Imdb

video
la vestizione di Bad Ass

24 giugno 2012

Ti amerò... fino ad ammazzarti - Lawrence Kasdan

Ottima black comedy firmata dal grande Lawrence Kasdan.

La pellicola dopo più di vent'anni funziona ancora alla grande regalando perle di vera comicità, anzi quell'aspetto un po' retrò gli da forse un non so che.

Ma bando alle ciance perché si necessita subito dire che il 90% della riuscita della pellicola, sebbene stata scritta egregiamente e diretta a regola, è da dare al cast. Un cast non solo stellare ma assolutamente azzeccato e altamente in sintonia che vede: un immenso e ispiratissimo Kevin Kline (ascoltatelo in originale perché diverte il doppio) nella parte del buzzurro, adultero e baffuto italo-americano Joey; una tenera, servizievole e vendicativa Tracey Ullman; la bravissima e rude Joan Plowright (vedova di Sir Lawrence Olivier) con pesante accento jugoslavo; e una delle più promettenti attori della sua generazione, morto troppo presto, River Phoenix. Ma non finisce certo qui perché, come ciliegina sulla torta, abbiamo il duo composto da William Hurt e Keanu Revees nelle parti dei tossicissimi killer che da soli valgono la visione.
Per Kasdan sbagliare un film con un cast del genere era praticamente impossibile. 

Chi non l'ha visto si faccia un favore e gli dia un'occhiata!

23 giugno 2012

La Top 5 #7 - Voglio Pure Io!

Con La Top numero 7 ci addentriamo nella fantascienza e in particolar modo nelle armi da fantascienza. Ecco quindi le 5 armi dei film di fantascienza che...

VOGLIO PURE IO!


5 - La Noisy Cricket (da noi conosciuta come Spillo) di Men In Black


4 - La Pistola Organica di eXistenz


3 - La Auto 9 di Robocop


2 - Le spade laser (Light Saber) di Star Wars


1 - Lo Sforzo (Schwartz) di Balle Spaziali


Sono o non sono fighissime?

22 giugno 2012

Benvenuto a Bordo - Eric Lavaine

Una fiorente e sana industria cinematografica ha nella sua faretra oltre a film esponenzialmente grandi anche i così detti "film medi".
Questi film medi (commedie, action, horror ecc.) a volte si rivelano un caso facendo il botto al botteghino, oppure si elevano a cult o magari si dimostrano essere delle schifezze immonde. L'importante è però la presenza costante di questo tipo di questi film, perché servono a riempire il vuoto che intercorre tra le uscite di prodotti di fattura più elevata nonché per creare una varietà nell'offerta data al pubblico.
Anche in Italia oggi si fabbricano i prodotti medi ma come per tutto c'è un piccolo neo, l'anomalia italica. Il neo in questione è dato dal fatto che nella ridente pellicola si fabbricano SOLO prodotti medi (spacciati per grandiosi) e SOLO commedie... almeno nella maggioranza dei casi.

Benvenuti a Bordo è un prodotto medio francese (specificare è rispetto a quanto appena detto vitale), e come tale va preso. Racconta la storia di un coglione (interpretato da Frank Dubosc) e si sviluppa nella solida struttura della commedia dell'equivoco. Un filmettino leggero e spensierato, senza infamia e senza lodi, banale e scontato che però intrattiene e possiede anche qualche battuta riuscita.
Tutto qua, semplice, lineare, già visto, veloce e innocuo.
Il classico film che alla fa scattare il commento: "Carino, ho visto di peggio!"


Il film è stato girato su una nave della Costa Crociere e per cause note la pellicola ha subito un forte ritardo nella distribuzione. Pare anche, leggendo dichiarazioni in rete, che come consulente al film ci fosse proprio il più famoso dei comandanti della suddetta compagnia, tale Francesco Schettino, il cui nome però non compare nei titoli di coda. Ma presumo che il motivo lo si possa facilmente intuire.

21 giugno 2012

Piccoli omicidi tra amici - Danny Boyle


I've never seen a dead body before. I saw my grandmother of course, but I don't think that counts. I mean, she was alive at the time.

Esordio sul grande schermo dell'eclettico Boyle.

Piccoli omicidi tra amici è uno dei tanti film del mio periodo post-adolescenziale, quel determinato periodo dove capisci tante cose che di solito si rivelano essere sbagliate. Mi colpì sin dalla prima visione (assieme a tanti  altri capolavori usciti nel grandissimo 1995) perché era un film comico, cattivo, teso, drammatico e brutale. E raramente si trova tutto così ben congegnato in un unico film. 
Boyle in seguito ha  girato Trainspotting e così via fino a The Millionaire e 127 Ore ma Shallow Grave (questo il titolo originale), con la sua impurezza e  le sue imperfezioni, ancora oggi fa la sua porca figura e nel ri-guardarlo si evince tutta l'influenza data a molto cinema della seconda metà degli anni '90.
Grande anche il cast che vede Ewan McGregor, nel suo primo ruolo importante, e il futuro decimo (sono costernato e imbarazzato per l'errore) nono Dottore Christopher Eccleston.

Piccoli omicidi tra amici ha i suoi detrattori, questo lo so, come so che Boyle è qui ancora acerbo e che Trainspotting è di molto superiore, ma per me resta un film strepitoso.

19 giugno 2012

The Raid Redemption - Gareth Evans

OH-MIO-DIO!
Ripeto

OHMMIODDIO!!!

The Raid Redemption è uno dei film di botte più incredibile che i miei umili occhi abbiano mai visto. 101 minuti di mazzate, proiettili e machetate e dove, nonostante la massiccia e preponderante presenza di queste cosucce, le parti di "vera trama" sono comunque coerenti e ben raccontate. 

Gareth Evans e Iko Wais erano già passati da queste parti con il precedente Merantau Warrior (film per certi versi simile a Ong Bak) ma, con The Raid Redemption, alzano decisamente il tiro creando un qualcosa che va veramente oltre. Ma così oltre che, tanto per farvi un'idea, il film ha partecipato a festival poco probabili come quello di Toronto, il Sundance e Torino. Oltre.

A decretare la grandezza di questo film ci sono molti fattori.
L'attenta e non banale regia di Evans che, come detto prima, riesce ad amalgamare bene l'enorme quantità di sberle con una trama nonché ad avere interessanti intuizioni stilistiche. Le prodezze di Iko, le cui sequenze d'azione sono a dir poco incredibili e soprattutto non iper-ripetute come accade per il circense Tony Jaa. La dose di violenza amplificata a mille con scene da standing ovation dove (e qui vi è la vera forza) gli stunt sono pronti a morire o comunque a farsi molto ma molto male, per la causa cinematografica o per un pezzo di pane... ancora non è molto chiaro.

video

 Evans è uno che ha capito tutto!

The Raid Redemption è quindi un film che lascia a bocca aperta. Esaltante, incredibile e pieno di indonesiani che si picchiano forte forte come se non ci fosse un domani.

CAPOLAVORO  DEL BOTTE MOVIE!

18 giugno 2012

Le paludi della morte - Ami Canaan Mann

Passa l'esame Ami Canaan Mann, figlia del grande Michael, con Le paludi della morte (Texas Killing Fields nella versione originale)

Il thriller messo in piedi dalla regista è tratto da fatti reali (le foto delle donne scomparse nelle paludi texane sono vere), e proprio con un piglio reale cerca di raccontarci questa storia. La realtà della Mann prevede la trasposizione di un Texas afoso e amorale, una terra dimenticata anche da Dio (parafrasando due personaggi nel film) lontanissima anni luce dal sogno americano o di frontiera.

I due detective, i convincenti Sam Worthington e Jeffrey Dean Morgan, devono lottare non solo con il mondo circostante ma anche con loro stessi, che di quel mondo fanno parte, per non cadere e mantenere vive le loro credenze.
Da segnalare tra gli attori anche la brava e cazzuta Jessica Chastain e la giovanissima Chloë Grace Moretz, sempre più certezza hollywoodiana. 

 Un film riuscito e impietoso. 

17 giugno 2012

Weekend con il morto - Ted Kotcheff

Film che ho visto e rivisto da ragazzino, Weekend con il morto non tornava sui miei schermi da almeno... boh, 15 anni? No, forse di più... comunque l'ultima volta erano ancora gli anni '90!

La pellicola diretta da Kotcheff, regista del primo indimenticabile Rambo, è invecchiata maluccio. Molte gag ancora funzionano - tutta la parte della festa non è niente male - e altrettante fanno sorridere più per il fatto che qualcuno abbia pensato che fossero divertenti, che per la loro effettiva carica comica. Ma si sa, erano altri tempi e perciò si passa sopra a queste piccole imperfezioni in nome della nostalgia.

Carini e tipicamente dell'epoca i due protagonisti Andrew McCarthy e Jonathan Silverman, il primo nel ruolo del buffone e il secondo in quello del più serio e innamorato. Sicuramente tra gli attori però a spiccare è Terry Kiser specialmente quando il suo personaggio passa a miglior vita.

Weekend con il morto è una commedia del 1989. 
(Non so come spiegarlo ma, secondo me, questa semplice frase lo racchiude e lo esplica benissimo)


Come già capitato e come ricapiterà, lo stimolo al recupero della pellicola è stato scaturito dall'esimio collega Mr Ford.

16 giugno 2012

La Top 5 #6 - Occhio alle Palle

Doloroso anche solo a guardare ma comunque sempre divertente, i colpi alle parti bassi sono un classico della commedia... e non solo!
Pertanto, con estremo piacere, ecco a voi la Top 5

OCCHIO ALLE PALLE


5 - L'abbondanza di colpi di pallone, e non solo, in Dodgeball.


4 - Calci e cazzotti tra bimbo, nano e Billy Bob Thornton in Babbo Bastardo.


3 - L'estremismo di Sonny Chiba con evirazione manuale ne Il Teppista.


2 - Jean Claude ci delizia con una pugno-spaccata in Senza esclusioni di colpi.


1 - Il grandissimo Topper Harley chiude uno degli incontri più belli di sempre con una ginocchiata ai coglioni ben assestata in Hot Shots 2.

15 giugno 2012

21 Jump Street - Phil Lord, Chris Miller

Divertente buddy comedy ispirata dal celebre serial di fine anni '80 con Johnny Depp.

I due registi (quelli di Piovono polpette) imbastiscono un discreto prodotto dal sapore fumettoso, ottimamente ritmato e con buoni tempi comici, che strizza l'occhio a parecchi classici del genere come Arma Letale o Bad Boys. Sul lato comico si mantiene gli standard in voga degli ultimi anni e si punta più verso il demenziale e il politicamente scorretto, ma il tutto risulta molto funzionale, riuscito e soprattutto divertente. Ottima la sceneggiatura di Bacall (già Bastardo per Tarantino nonché autore dello script di Scott Pilgrim) che ha la felice intuizione di capovolgere i ruoli dei due protagonisti, trasformando l'impacciato e goffo Jonah Hill in figo e il palestrato Channing Tatum in nerd.

Un buon film per passare una serata spensierata e per farsi qualche risata.
Già cult le 5 fasi della fattanza!

14 giugno 2012

Bad Boys - Michael Bay


Bad boys, bad boys whatcha want Whatcha gonna do?

Che il signor Michael Bay sia una calamità abbattutasi sulla settima arte, ormai è cosa assodata. Ma ciò che è giusto è giusto e mi tocca affermarlo. 
Bad Boys spacca, ha sempre spaccato e continuerà a spaccare. 
È simply Mitico. 

Il Bay dell'epoca era uno che veniva dai videoclip, uno giovane, spigliato e truzzo il giusto. Gli attori erano un divetto della Tv che ancora si doveva svezzare sul grande schermo mentre l'altro, fino ad allora, non l'avevo mai visto.
E che ti combinano questi? Creano il vero action americano anni '90. Esteticamente giallino, pieno di ralenty e riprese dal basso, tamarrissimo e che strizza l'occhio ai giovini pre-internet che vedevano i videoclip su Mtv. 
Poi tutto è andato in malora.
Bay con The Rock ha giocato le sua ultima carta e quel che ne è rimasto è solo il gusto truzzo. Will Smith è diventato Will Smith, mentre Martin Lawrence ha fatto tutta una carriera incentrata su film orribili. Téa Leoni è l'unica rimasta uguale a se stessa.

Bad Boys è una pellicola che ha fatto più danni che altro, tipo farmi vestire con i gilet di raso traslucido, con delle camice dai colori improponibili in perfetto copri-divano style o farmi vedere parecchi dei brutti film di Lawrence e di Bay
Ma che volete che vi dica, io Bad Boys ci voglio bene lo stesso!



13 giugno 2012

Viaggio in Paradiso - Adrian Grunberg

Il ritorno di Mel Gibson!

Mel, che fino a non molto tempo fa era uno dei super favoriti per l'oblio (era in lista anche per lo Spiccio Award "Sempre più giù"), tira un colpo di coda ed esce fuori con un film, al limite del B-Movie, per niente male... anzi, davvero caruccio. Spazza così, in un lampo (o quasi), gli orribili ricordi di lui con la mano nel culo di un castoro proprio facendo quello che gli riesce meglio, e cioè il cazzone. 

La pellicola, che Mel ha anche contribuito a scrivere nonché a produrre per il suo assistente Adrian Grunber, ha quel vecchio e sempre funzionale mix di azione e ironia, lo stesso in poche parole che ha reso celebre l'attore.
E la classica pellicola sulla quale non ci avrei scommesso mezzo centesimo e che invece mi ha parecchio divertito.

Grande Mel, resti sempre un fondamentalista idiota ma almeno fai le cose ci piacciono espiando un pochetto i tuoi peccati.


Il messaggio che segue è per gli "amici" della Eagle Pictures, i distributori italiani del film.

Carissimi, 
capisco la vostra voglia creativa, la voglia di farvi riconoscere nonché quella di vantarsi con parenti e amici ma PORCO CAZZO, già recentemente avete svaccato con Un Matrimonio all'inglese (Easy Virtue), Le Regole della truffa (Flypaper) o il clamoroso UN POLIZIOTTO DA HAPPY HOUR (The Guard), mi dite cosa vi passa per il cervello quando decidete senza alcuna motivazione di chiamare questo film Viaggio in Paradiso? Come avete fatto a passare da Get The Gringo o l'altro titolo - era il working poi usato per il mercato Britanico, nonché fighissimo - How I spent my summer vacation? Cosa c'entra il Paradiso? DOVE CAZZO STA IL PARADISO? 

Detto questo vi porgo i miei più cordiali saluti,
Frank

12 giugno 2012

Enter Nowhere - Jack Heller

Davvero un prodotto interessante questo thriller/horror indipendente.

La pellicola, pur partendo dall'escamotage del classico capanno nel bosco, inizia a percorrere sin  da subito una strada secondaria abbandonando l'ovvietà del maniaco omicida, del torture o simili. Il film gioca molto su indizi e sull'orrore psicologico, costruendo un'ottimo thrilling e una più che discreta twilight zone. La resa tecnica è molto buona con meriti particolari che debbono andare al reparto fotografia che ha fatto un eccellente lavoro, contribuendo al  giusto mood di mistero.
Gli attori Scott Eastwood e Katherine Waterston se la cavano bene benché talvolta s'impallino, a differenza della bella Sara Paxton che va sempre più spedita e continua a sorprendere.

Una pellicola che, nonostante svariati difetti (degli indizi visibili dallo spazio o gli effetti speciali del finale), in fin dei conti convince e porta a casa un buon risultato. 

11 giugno 2012

Project X - Nima Nourizadeh

Siccome è prodotto dal grandissimo Todd Phillips e mi sono semi esaltato dal trailer, da Project X qualcosina di buono me l'aspettavo, ma purtroppo il film non mi ha convinto appieno.

Interessanti sono sia l'idea del mega-party fuori controllo che la modalità di ripresa, con quest'ultima descrivibile come un simil-mockumentary frammisto a riprese fatte con cellulari e macchinette fotografiche - che a quanto pare sono state distribuite direttamente alle comparse che si sono sbizzarrite nel riprendersi. Ma mentre il primo punto risulta carente di quella demenzialità e nerdità che hanno decretato il successo di film come Superbad, il secondo funziona parecchio sia per qualità di immagine che per l'eccellente lavoro di mix-up tra i vari formati.
A conti fatti la pecca maggiore è da attribuire alla sceneggiatura, perciò all'ossatura del film,  che risulta molto ripetitiva e con le parti divertenti bruciate per il 95% nel trailer. 

Qualche trovata funziona alla grande, ok pure il tripudio di tette... ma non mi basta per un'intero film.

10 giugno 2012

Funeral Party - Frank Oz

Commedia più o meno irriverente e ordinariamente scorretta sulla morte.

Funeral party, diretto da quel Frank Oz che già ci ha regalato film come In & Out e Tutte le manie di Bob, è una divertente commedia poco sofisticata ma molto demenziale che cerca di dissacrare un tema cupo e tradizionalmente triste come la morte. Purtroppo questa dissacrazione o scorrettezza o intemperanza, insomma chiamatela come vi pare, non è proprio riuscitissima. Non che non faccia ridere, perché di ridere si ride, ma perché resta comunque nell'accettabile tanto da non essere mai spinta verso lidi inaspettati.
Ma, come ho scritto poche righe fa, il film fa ridere e intrattiene abbastanza bene e questo può anche bastare. 
Il ritmo è molto serrato, anche se forse un pelo macchinoso, ma comunque incalzante e sempre a pallaLa regia di Oz è abbastanza discreta ma non vi sono guizzi degni di nota. 

Un divertissement piacevole e condito con quel british humor che non guasta.


note
1 - Del film esiste un'inutile remake americano, girato a soli 3 anni di distanza dal film di Oz. Nel cast di entrambe le versioni vi è Peter Dinklage. Lo dico tanto per farvi comprendere quanto sia stata inutile questa operazione.
2 - Il titolo originale del film ovviamente non è Funeral Party ma Death at a Funeral. La mia domanda è: che senso ha "tradurre" il titolo di un film da Inglese a Inglese?

09 giugno 2012

La Top 5 #5 - Go Go Gore

La classifica numero 5 prevede degli stomaci forti. Scorrerà sangue, ci saranno urla di dolore e tanta tanta cattiveria. 
Ecco a voi le

GO GO GORE

Top 5 delle scene Gore... sempre secondo me.
 - ATTENZIONE -
SI SCONSIGLIA LA VISIONE DEI VIDEO A SOGGETTI SENSIBILI.
VI SONO CONTENUTI SPOILER. 


5 - Tenebrae di Dario Argento.
Veronica Lario presa ad accettate con relativa pitturazione del muro di rosso.



4 - Audition di Takashi Miike.
La tortura effettuata dalla dolce Asami per mezzo di agopuntura e l'amputazione della gamba con il filo d'acciaio. Kiri kiri kiri kiri...



3 - Alta Tensione di Alexandre Aja.
La brutale e originale decapitazione del babbo.



2 - ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà di Lucio Fulci.
La morte della fanciulla zombie... inevitabile il WTF!



1 - Scanners di David Cronenberg.
La famosissima esplosione della testa.



08 giugno 2012

The Iron Lady - Phyllida Lloyd

Margaret Thatcher è di sicuro una figura interessante nella storia del 20° secolo. Una figura sfaccettata, controversa e non di facile accettazione, ma indubbiamente importante.

La pellicola della Lloyd scava all'interno di questa figura da un punto di vista politico, di donna, di moglie e di madre. Si viaggia su un arco storico che va dalla fine degli anni '40 fino ai primi anni '90, sbalzando parecchio tra i piani temporali e facendo spesso ricorso ai confusi ricordi di una vecchia Thatcher, ormai mentalmente provata, forse come escamotage per giustificare imprecisioni storiche o finzioni narrative. Purtroppo i vari piani di lettura di questa donna offerti dalla Lloyd (che non prende posizioni o giudizi) dicono tanto e al tempo stesso non dicono niente, poiché si riesce ad evincere dalla pellicola solo piccoli frammenti di quello che è stata la Thatcher sia come Primo Ministro che come madre e moglie. È il classico errore di quando si mette troppa carne sul fuoco dove alla fine resta una specie di quadro generale, che però è completamente sfocato.

Tecnicamente la messa in scena è abbastanza formale ed austera, niente di particolare ma assolutamente azzeccato per il film. Ottime sono ovviamente le ricostruzioni, il trucco, il parrucco e i costumi, così come sono ottime le inserzioni di spezzoni presi da filmati di repertorio. Bravissima la Streep, ma non mi dilungo su questo aspetto perché tanto lo sappiamo tutti così come sappiamo che dovrebbe essere gustata in lingua originale.

Film di maniera, su un personaggio molto particolare ma il cui esito è un po' sfocato.

07 giugno 2012

Matinee - Joe Dante


He's not a monster, he's a shoe salesmen

Da queste parti a uno come Joe Dante ci si vuole tanto, ma davvero tanto, bene. 
Al Joe Dante vero e proprio anche di più.

Elencare su cosa si basa il mio affetto verso il buon vecchio Joe sarebbe superfluo, ma mi accingo a farlo per quelli poco attenti. 
Pronti? 
Via: L'ululato, Greemlins, Explorers, Salto nel buio, L'erba del vicino e pure Small Soldiers... e anche La seconda guerra civile americana. Non so per voi ma secondo me la percentuale di capolavoro è quasi al 90%.
E se avessi messo pure Matinee nella lista la percentuale sarebbe salita come minimo al 97%.
Poi mi sta simpatico pure nelle interviste, perché si vede che quando parla di cinema gli si illuminano gli occhi. 

A questo punto dovrei parlare anche un po' di Matinee
Matinee è caruccio assai. Un film che sprigiona passione da qualsiasi punto lo si guardi e pur essendo un film anche imperfetto, a tratti un po' banalotto e bonario, vince su tutti i fronti grazie al suo cuore. 
È una dichiarazione d'amore di Dante verso i brutti film, quelli che oggi si potrebbero definire Scult.

Joe è uno troppo forte!





Imdb

06 giugno 2012

Savage - Brendan Muldowney

Savage è un revenge-movie (o quasi) di matrice irlandese.

La pellicola diretta da Muldowney però cerca di dare una visione meno exploitation ad una trama vista al cinema già troppo spesso concentrandosi, più che sulla vendetta simil Il Giustiziere della notte, sul percorso di declino psicologico che il protagonista affronta. Questi, espropriato della sua virilità (e parlo in senso letterale) per puro diletto da due bulli, passerà infatti attraverso tre cruciali stadi che lo porteranno ad una totale rottura dell'equilibrio mentale e quindi degli schemi permessi. 

Scelta senza dubbio coraggiosa quella optata dal debuttante Muldowney che, invece di puntare ad un facile gore, preferisce una lettura sulla violenza che genera violenza interiore e quindi auto-distruzione. Purtroppo il film non è perfetto, talvolta cade in banalità e cliché (mi sono stati fatti notare spunti presi da Taxi Driver) e forse ha un finale un po' tirato via o che comunque non compensa la preparazione e l'attesa.

Un'occhiata secondo me se la merita, però non vi aspettate nulla di simile al giustiziere di Bronson o a  Vigilante.

05 giugno 2012

Safe - Boaz Yakin

Le cose sono andate così. 
Jason durante le riprese degli ultimi tre film (The Mechanic, Blitz e Killer Elite) si è veramente molto annoiato così, prima di iniziare a girare Safe, è andato a casa di Yakin per parlare del suo personaggio. Jason ha gentilmente chiesto al regista/sceneggiatore se, per favore (è inglese perciò chiede sempre per favore), nel film gli facesse tirare calci e schiaffi a volontà. Yakin all'inizio ha obiettato ma poi all'improvviso, subito dopo aver parlato con Jason, si è convinto. Ha cancellato scene random dalla sceneggiatura e le ha rimpiazzate con Jason che massacra cinesi, russi e poliziotti. Come abbia fatto il britannico a convincere Yakin resta ad oggi un mistero.
Perciò se durante la visione vi chiedete il perché di alcune scelte narrative, ricordatevi quanto appena dette e andate avanti a cuor leggero fino alle prossime botte che si materializzeranno sullo schermo.

Yakin, nonostante tutto, gira discretamente e inserisce anche alcune riprese che non ti aspetti... io ho proprio detto "Apperò!". Dal punto di vista attoriale abbiamo Jason che picchia forte forte - e credo che come analisi possa bastare -;  la bimba cinese se la cava abbastanza bene e quelli che si scontrano con il Re hanno le facce giuste per i loro ruoli (bestioni Russi sembrano bestioni Russi, Cinesi sembrano Cinesi ecc.).

In parole povere un discreto action con il solo, l'unico, il Re Jason Statham.

04 giugno 2012

Iron Sky - Timo Vuorensola

GENI!!!

Iron Sky un film che, sin dai primi rumor, attendevo trepidamente mantiene le attese e si attesta come una grandissima genialata. La sola idea di partenza merita la standing ovation, cioè Nazisti sulla luna, e tutto il resto altro non è che una serie di trovate tanto assurde quanto brillanti. 
Dico davvero!

Questa comedy sci-fi dagli effetti strabilianti, che vanta una co-produzione Finnico-Tedesca-Australiana (un po' weird, non trovate?), è in realtà un low budget di appena € 7.500.000. Questi possono sembrare tantissimi ma se si considera, chessò, che Amici Miei - Come tutto ebbe inizio è costato sui 15 milioni... capite  cosa cerco di dirvi?

Ottimamente girato e, come dicevo poc'anzi, pieno di trovate il film è ovviamente una trashata... stiamo parlando sempre di Nazi sulla luna, che vi aspettavate? 
Però è una trashata intelligente, assolutamente voluta e che non si dimentica di mandare frecciatine verso praticamente tutti. Difatti oltre ai nazisti, rappresentati come perfetti idioti, sono gli Stati Uniti e tutte le Nazioni Unite il bersaglio preferito degli autori, i quali non risparmiano nessuno colpendo anche duramente.

Iron Sky è un vero e proprio gioiellino, fintamente stupido e decisamente divertente.

03 giugno 2012

Faccia a Faccia - Sergio Sollima

Siamo di fronte ad uno dei grandi masterpiece dello spaghetti-western.

Faccia a Faccia, per merito soprattutto dell'interpretazione dei due grandissimi protagonisti Gian Maria Volonté e Tomas Milian, è uno di quei film che sotto una "facciata" di semplicità, di azione e revolverate fa pensare e pone quesiti semplici quanto efficaci. La pellicola di Sollima va ben oltre il genere, sembra infatti che il western sia solo un pretesto per chiedersi (e chiederci) se effettivamente l'ambiente circostante può influenzare l'uomo che lo abita e se un uomo, con un retaggio particolare (da bandidos o dotto che sia), possa cambiare radicalmente fin'anche ad estremizzarsi. La figura di Fletcher, ex professore malaticcio, timido e impacciato nel selvaggio west è quella più inquietante e più interessante tra quelle rappresentate nel film. Il suo cambiamento è drastico e totale, così imponente da andare oltre a quello dello zotico maestro... probabilmente criminale non per scelta ma per sopravvivenza. E sono proprio la scelta, elemento cardine della storia, e il favore delle circostanze che trasformano il mite professore in spietato bandito, il quale libero dalle restrizioni del mondo puritano e civilizzato può dar libero sfogo alle più recondite intenzioni. Dal'altra parte il bandidos Beauregard Bennet fa da controparte in questo gioco, elevandosi e scegliendo liberamente di abbandonare quei panni, che probabilmente era costretto ad indossare, di spietato pistolero.

Chiudo con una frase di Fletcher/Volonté che sintetizza meglio tutta la pellicola:
"Un violento, sì, è un fuorilegge; cento sono una banda, centomila un esercito... Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!"
Imdb

02 giugno 2012

La Top 5 #4 - Dipartire

Per la classifica numero 4 abbiamo un tema un po' macabro ma con il quale bisogna farci i conti... LA MORTE!!!
A livello cinematografico la morte è stata percepita e riprodotta nei modi più disparati. Ha fatto piangere e ha rattristato, ha fatto esultare di gioia e ha fatto torcere la testa, talvolta ha lasciato anche  indifferenti. 
Ma bando alle ciance ecco a voi

DIPARTIRE

non me l'aspettavo ma anche in questo caso le scelte sono state difficili e sofferte.

Le morti causate da mitragliate, fucilate, pistolettate, bazookate ecc. non sono state prese in considerazione.  Vi potrebbero essere Spoiler.


5 - Jared Leto accettato da Christian Bale in American Psycho

4 - La caduta nel vuoto di Jason Statham in Crank

3 - Amrish Puri asporta il cuore di un disgraziato in Indiana Jones e il Tempio Maledetto. Kalimaaaaaaa!!!!


2 - Clara Calamai con l'ascensore in Profondo Rosso


1 - Ovviamente Janet Leight nella doccia del Bates Motel in Psyco.

01 giugno 2012

Hell - Tim Fehlbaum

Prima di addentrarmi nella classica pseudo analisi del film, è meglio se faccio un paio di precisazioni preliminari.
La prima riguarda il titolo, cioè quell'Hell che son sicuro (l'ho fatto pure io) molti hanno già tradotto con Inferno. Cari miei sappiate che non è così, perché il film è in germanico e suddetta lingua prevede che Hell significhi in realtà luminoso, brillante, illuminato, abbagliante.
La seconda è che... boh... non ci avevo proprio pensato... magari che potreste pensare sia un horror. Cioè è un survivor, quindi un po' horror lo è, ma è molto relativo. Per esempio dovessi essere io a decidere non direi "è un horror". 
Ok? Siete più confusi di prima ora? 
Bene.

Lo scenario della pellicola è quello post-apocalittico, con il sole che letteralmente brucia e arde tutto. L'umanità è già andata ovviamente a puttane, l'acqua è il bene principale e i pochi sopravvissuti arrancano e si scannano per sopravvivere. Insomma un po' come accade in quasi tutti i post-apocalittici/atomici. L'idea del sole che infiamma e acceca la scena, oltre ad essere cool, permette un'escamotage interessante per gli esterni di un film dal budget sicuramente non astronomico. Difatti le riprese di giorno sono sempre tutte bruciate e sovraesposte, mentre quelle notturne hanno comunque un'illuminazione chiara e costante come quella che si può avere all'alba e al tramonto. Che in termini economici significa meno proiettori, meno problemi di scenografia e risparmio sui generatori. Mica male! 
Il film viaggia abbastanza bene, il minutaggio è contenuto (meno di un'ora e mezza) e vengono accannati fronzoli e spiegozzi. Mi ha ricordato per similitudine Monsters di Gareth Edwards ma con meno chiacchiere e senza romanticismo.

Un film sicuramente interessante e che fa ben sperare per la vitalità del cinema di genere europeo che, Italia a parte, ha le palle di osare e sfidare i colossi americani.