03 giugno 2012

Faccia a Faccia - Sergio Sollima

Siamo di fronte ad uno dei grandi masterpiece dello spaghetti-western.

Faccia a Faccia, per merito soprattutto dell'interpretazione dei due grandissimi protagonisti Gian Maria Volonté e Tomas Milian, è uno di quei film che sotto una "facciata" di semplicità, di azione e revolverate fa pensare e pone quesiti semplici quanto efficaci. La pellicola di Sollima va ben oltre il genere, sembra infatti che il western sia solo un pretesto per chiedersi (e chiederci) se effettivamente l'ambiente circostante può influenzare l'uomo che lo abita e se un uomo, con un retaggio particolare (da bandidos o dotto che sia), possa cambiare radicalmente fin'anche ad estremizzarsi. La figura di Fletcher, ex professore malaticcio, timido e impacciato nel selvaggio west è quella più inquietante e più interessante tra quelle rappresentate nel film. Il suo cambiamento è drastico e totale, così imponente da andare oltre a quello dello zotico maestro... probabilmente criminale non per scelta ma per sopravvivenza. E sono proprio la scelta, elemento cardine della storia, e il favore delle circostanze che trasformano il mite professore in spietato bandito, il quale libero dalle restrizioni del mondo puritano e civilizzato può dar libero sfogo alle più recondite intenzioni. Dal'altra parte il bandidos Beauregard Bennet fa da controparte in questo gioco, elevandosi e scegliendo liberamente di abbandonare quei panni, che probabilmente era costretto ad indossare, di spietato pistolero.

Chiudo con una frase di Fletcher/Volonté che sintetizza meglio tutta la pellicola:
"Un violento, sì, è un fuorilegge; cento sono una banda, centomila un esercito... Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!"
Imdb

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