27 luglio 2012

La Top 5 #12 - BEST OF THE BEST CHE FANNO RIDERE FORTE!!!


La Top 5 numero 12 in realtà non è una Top... nel senso che non c'è classifica.
Sono andato a prendere quelle che, per me, sono le scene comiche più cult della storia del cinema italiano. Quelle scene che pur avendole viste centinaia di volte ancora mi fanno ridere, quelle scene che quando uno prova a raccontarle non ci riesce perché scoppia a ridere, quelle scene che conoscono tutti e basta dire solo una parola come "Robertino" o "Lavoratori" che già tutti sanno di cosa si sta parlando, quelle scene che È IMPOSSIBILE mettere in classifica. 
Ecco, quindi, quelle che sono per me, le migliori scene comiche del Cinema Italiano di Sempre le

BEST OF THE BEST CHE FANNO RIDERE FORTE!!!

Amici Miei (1975) regia Mario Monicelli - Schiaffi in stazione.


Fantozzi (1975) regia di Luciano Salce Partita di Tennis.


I Vitelloni (1953) regia Federico Fellini - Lavoratori?


I Soliti Ignoti (1958) regia Mario Monicelli - Cercando Mario.


Ricomincio da Tre (1981) regia Massimo Troisi - L'orchestra di Robertino.

26 luglio 2012

Trappola di cristallo - John McTiernan


Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo da matti...

Cult assoluto dell'action anni '80. Il film che ha creato un'icona indimenticabile della settima arte, John McClane, ed elevato il tamarro a vero e proprio modello.

Questo post molto probabilmente sarà del tutto inutile, perché Trappola di cristallo è uno di quei film che hanno visto tutti. Un film che per la sua ironia, il suo ritmo e il suo eroe, è entrato dritto dritto nel cuore degli spettatori, i quali al solo sentire "Yippee-ki-yay, motherfucker" annuiscono sogghignando mestamente... manco fosse un codice segreto o alta letteratura russa del tardo '700.
Tante, anzi tantissime, le scene e le frasi cult, come cult è la canotta sfoggiata da McClane fin da subito che in seguito diverrà un vero e proprio marchio di fabbrica.

Bruce Willis, qui al suo secondo film di rilievo dopo la commedia Appuntamento al buio, diventa istantaneamente star grazie alla sua interpretazione, da vero duro, del personaggio di McClane. Il motivo è abbastanza semplice: è lui la vera forza, il segreto, del film. Un eroe grezzo e volgare, un figlio di puttana che proprio non ne vuole sapere di morire.
Aggiungendo poi la maestria di McTiernan e un comprimario del calibro di Alan Rickman (qui, ma vado a memoria, per la prima volta villain), il cerchio di questo capolavoro si chiude e noi spettatori devotamente ringraziamo.

Imdb

Now I have a Machine Gun Ho-Ho-Ho


25 luglio 2012

Contraband - Baltasar Kormákur

Remake americano di un film islandese del 2008 che si chiama Reykjavík Rotterdam e fin qui ok, ma la cosa curiosa è che il regista di Contraband, Baltasar Kormákur, nell'originale aveva il ruolo del protagonista... che gli islandesi abbiano mandato uno a caso?

Lo stampo della pellicola è di quelli classici, con un plot abbastanza credibile o almeno di quelli dove non vi è l'ormai abusatissimo e massiccio uso di tecnologie. Gli attori sono bravi con Giovanni Ribisi e Ben Foster che spiccano di più rispetto a Wahlberg e alla Beckinsale, che comunque non sono proprio da buttare. La regia di Kormákur, così come tutta la parte tecnica, non dispiace ma manco incanta, siamo in pratica nello standard che prodotti come questo richiedono... e anche questo va bene.

Contraband è alla fine un discreto action movie, niente di eccezionale o di esaltante, che si dimostra tutto sommato un prodotto innocuo e di facile fruizione.

24 luglio 2012

Cleanskin - Hadi Hajaig

Cleanskin, termine che sta ad indicare quei ricercati dei quali non si sa assolutamente nulla, è un più che discreto thriller di stampo europeo.

Diretto dal regista Hadi Hajaig, ci racconta una doppia storia nell'ambito del terrorismo con da una parte un' uomo tormentato che deve trovare e fermare dei terroristi e dall'altra uno dei terroristi con tutto il percorso, anch'esso tormentato, che l'ha portato all'estremismo e alla scelta di guadagnare il paradiso.
Una pellicola se vogliamo ruvida, a tratti dilatata, talvolta riflessiva ma al tempo stesso anche molto brutale. Ognuno dei personaggi persegue la sua strada nonostante le afflizioni causate dalle loro azioni, sono in pratica costretti a farsi del male perché è la loro stessa natura che lo impone.

Ottimi i due attori protagonisti, il solito buon Sean Bean e la scoperta (almeno per me) Abhin Galeya. I due, grazie alle loro caratterizzazioni, riescono a dare ai loro personaggi umanità, cupezza e ambiguità.

Una visione se la merita certamente ma fate attenzione, se ci si aspetta un action thriller adrenalinico e fracassone si potrebbe restare delusi.

23 luglio 2012

È nata una star? - Lucio Pellegrini

È nata una star? è un film abbastanza carino. 
Davvero, lo è!

Son d'accordo, ovviamente, con chi dice che in Italia si fanno solo commedie, che ci sono sempre le stesse facce, che ormai non se ne può più, che non racconta l'Italia di oggi ecc. Quanto molti dicono è giustissimo, son cose che dico pure io, ma ciò non significa che non bisogna guardare e apprezzare quelle commediuole che, senza troppe pretese, fanno passare una serata tranquilla e riescono  addirittura a farti sorridere.
È nata una star? riesce nel suo intento. Non sto gridando al capolavoro, non ci sarà alcuna rivoluzione scatenata da questo film. Semplicemente è un film che funziona e raggiunge lo scopo per il quale è stato creato.

Detto questo mi concentro un po' di più sul film. 
È stato tratto da un romanzo di Nick Hornby (quello di Alta Fedeltà, About a boy e Febbre a 90°). Purtroppo la lettura del romanzo mi manca, ne ho letti altri suoi ma questo proprio no. Così sono andato a vedere i pareri di chi ha messo a confronto i due formati e mi è parso di capire che, nella trasposizione, si venga a perdere un po' quel tipico umorismo britannico presente nella versione cartacea... "E grazie al cazzo!" aggiungerei scusandomi. 
"È stato ambientato a Torino, con protagonisti Rocco Papaleo (un Lucano, cioè della Basilicata, cioè un Terrone ovvero mio conterraneo) e Luciana Littizzetto (Torinese doc). Non sarebbe stato un tantinello ridicolo, nonché assurdo, che i due sopracitati avessero quello 'spiccato humor britannico'?" 
Ma meglio sorvolare, perché tanto il romanzo non l'ho letto e vado di semplice logica.

La trama gioca sullo shock di due genitori che scoprono che il figlio, oltre ad essere tripode (e ci siamo capiti), ha girato anche un film hard. Da qui in poi partono incomprensioni, gag e quant'altro senza mai. però, scadere nelle volgarità che gli argomenti trattati servono praticamente su un piatto d'argento.
Per concludere vorrei poi segnalare come nota più che positiva la prova di Pietro Castellitto, che affronta la recitazione con un naturalezza veramente difficile da trovare in quasi il 98% degli attori italiani.


Le locandine delle 'nuove commedie italiane' fanno veramente schifo!

22 luglio 2012

Pirati! Briganti da strapazzo - Peter Lord, Jeff Newitt

Divertente film dello studio d'animazione Aardman Animations, quella di Wallace & Gromit, che con questo The Pirates! Band of Misfits (questo il titolo originale) ibrida in maniera esemplare claymation (stop-motion fatta con la platilina) e CGI.

La storia, tratta dal romanzo The Pirates! In an Adventure with Scientists di Gideon Defoe, qui in veste anche di sceneggiatore, riprende un po' quanto già visto nella saga di Pirati dei Caraibi, perciò mischiando avventura e comicità. Tutto è fatto per piacere molto ad un pubblico di piccoli, ma anche gli adulti sicuramente si divertiranno andando a scovare citazioni e personaggi in un viaggio anacronistico dove appaiono una Regina Vittoria nella parte di villain, John Merrick (alias Elephant Man), Charles Darwin (con la scimmia-maggiordomo) e Jane Austen.

Non male anche il doppiaggio italiano, con gli unici due a me noti - ovvero Christian De Sica (Capitan Pirata) e Luciana Littizzetto (Regina Vittoria) - assieme a tutto il resto della cast, fanno un lavoro discreto andando comunque a competere con Hugh Grant, David Tennant, Salma Hayek, Brendan Gleeson e Martin Freeman.

21 luglio 2012

La Top 5 #11 - Stripper

Con La Top numero 11 l'aria si fa improvvisamente caliente. 
La mia personalissima Top 5 su le più sensuali, le più arrap brave 

STRIPPER

(Una Top, in pratica, dedicata a Robert Rodriguez... poi uno dice che non gli deve voler bene)

5 - Jessica Alba in Sin City


4 -Marisa Tomei in The Wrestler


3 - Rose McGowan in Planet Terror


2 - Salma Hayek in Dal tramonto all'alba


1 - Demi Moore in Striptease


Menzione speciale per Vanessa Ferlito e la sua danza in Death Proof. La scena non è entrata in classifica perché il personaggio della bella Ferlito NON esercita la professione. 

20 luglio 2012

Lockout - James Mather, Stephen St. Leger

Tratto da un'idea originale di Luc Besson (così c'è scritto sui titoli di testa), Lockout proprio originalissimo non è.

Da prima di subito il pensiero va a Fuga da New York/Fuga da Los Angeles, ma "l'idea originale" di Besson non si ferma qui perché sembra di assistere ad un bignami con rimandi e citazioni che vanno ad altre pellicole come 2013 - La Fortezza, L'impero colpisce ancora, Minority Report, Alien - La Clonazione, Trappola di Cristallo fino addirittura a Cobra. Tutto ciò non è da prendere in modo negativo, sia ben chiaro, perché Mather e St. Leger (autori assieme a Besson dello script) riescono ad imprimere al film un buon ritmo mixando tutto alla perfezione e dando al buon Guy Pearce una tamarragine e una sbruffonaggine tale da farlo andare immediatamente in simpatia.

Una pellicola assolutamente ludica, fracassona e da prendere con pochissima serietà. Se vi si approccia in modo diverso la delusione sarà imminente, se invece si decide di stare al gioco... be, il divertimento è garantito!


Già cult per il sottoscritto i titoli di testa e Guy Pearce che dice "Non sono Houdini".



Un ringraziamento speciale va a Bradipo il cui post sul film mi ha spinto a vederlo.

19 luglio 2012

Scuola di polizia - Hugh Wilson


Mahooooneeeey!!!

Scuola di Polizia, primo capitolo di una serie lunga ben 6 titoli nonché capostipite anche di una serie animata uscita successivamente, è quasi un punto saldo per tutti i ragazzini tirati su dalla tv tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90.

Sfido chiunque a non accennare almeno un sorriso, i più nostalgici forse spenderanno anche qualche lacrimuccia, al solo ricordare i nomi dei protagonisti. 
Vogliamo provare? Mahoney, Hightower, Tackleberry, Jones, Hooks, Barbara, Tenente Harris, Comandante Lassard, Zed e Sweetchuck (questi ultimi due però appariranno solo dal secondo film). 
Allora? Avevo o non avevo ragione?

Come dicevo, trattasi di un cult generazionale, una pellicola che seppur si mantiene ancora bene, a quasi 30 anni di distanza, deve molta della sua riuscita al ben volere del pubblico. Rivederla così, quasi per caso, dopo tanti anni di martellamento (l'hanno passato in tv a getto continuo per quasi un decennio) è stato in partenza quasi una sfida, perché avevo come la sensazione di averne avuto abbastanza. E invece è stata una visione piacevole e anche parecchio divertente, soprattutto nel gioco di ricordarsi cosa sarebbe successo.

Che altro dire, un must per quelli della mia generazione... per gli altri... chissà.

18 luglio 2012

Mosse vincenti - Thomas McCarthy

Dramedy alla Sundance con lotta grego-romana come condimento.

Il bravo Thomas McCarthy, che ricordo essere l'uomo dietro il bellissimo L'ospite inatteso, confeziona un film molto godibile che rientra appieno in quello che si potrebbe definire "tipico cinema indipendente americano" (in stile Payne, tanto per capirci). Ad aiutarlo vi è un attorone come Paul Giamatti, capace di rendere interessante e variegato anche un personaggio apparentemente anonimo e  banale, e una schiera di bravi attori come il giovane Alex Shaffer, Amy Ryan, Burt Young, Jeffrey Tambor e il giogionesco Bobby Cannavale.

Tra sprazzi di dramma familiare, scene di lotta, entusiasmi adolescenziali (però intrapresi da adulti) e l'importanza della seconda chance si evolve la storia tirata su da McCarthy il quale, senza scadere in pippe autoriali, con semplicità porta a casa un bel prodotto.

17 luglio 2012

Il vendicatore - Mark Goldblatt

Si sa che alcuni personaggi dei fumetti, come ad esempio Ghost Rider (tanto per restare ai tempi recenti), non hanno avuto molta fortuna al cinema. Uno di questi è senza dubbio Punisher che delle tre versioni a lui dedicate solo quella filmata da Lexi Alexander e impersonata da un glaciale Ray Stevenson si può definire degna.

Questa prima esperienza di Frank Castle con la settima arte non fu, a ragione, accolta molto bene dai fan. Della fonte originale rimane infatti solo il nome del protagonista, mentre tutto il resto (teschio compreso) viene beatamente ignorato. Sotto questo particolare punto di vista purtroppo la pellicola di Goldblatt (già regista di Sbirri oltre la vita ma soprattutto montatore di capolavori dell'action) fa acqua da tutte le parti. Se invece si è a completo digiuno del Punisher cartaceo, ci si trova d'avanti ad un classico action di fine anni '80, con un granitico Dolph Lundgren a bordo di motocicletta, una trama imbecille, un po' di roba marziale giappo che all'epoca tirava un casino e tanta violenza gratuita e brutale. 

Io personalmente ho conosciuto prima questo film e in seguito il fumetto, perciò sono comunque benevolo e nostalgico. Non è un brutto film... il suo unico problema è l'essere stato tratto (male) da Punisher!


video
OH YEAH!!!

16 luglio 2012

A casa con Jeff - Jay Duplass, Mark Duplass

Tempo fa rimasi molto stupito da un film chiamato Cyrus, una pellicola scritta e diretta da due fratelli, tali Jay e Mark Dupless. Ritrovatomi nuovamente di fronte ad un loro lavoro più recente, Jeff, Who Lives at Home per l'appunto, posso affermare con molto piacere di aver inserito la coppia nella lista di quelli da tenere sempre d'occhio. 

Con Jeff, Who Lives at Home i due fratelli continuano nel loro percorso di raccontare storie di persone semplici. In bilico tra la commedia, il dramma e l'esistenziale, con molta delicatezza, con la camera a mano concentrata per la maggior parte sui primi piani dei protagonisti e con quei dialoghi tanto naturali da sembrare improvvisati.

La riuscita di tutto questo, così come fu anche per il precedente Cyrus, è stata possibile solo grazie all'aiuto di un grande cast, nel quale abbiamo Jason Segel e Ed Helms a palla e Susan Sarandon e Judy Greer che li seguono a ruota. 

Ancora applausi da parte mia per i Duplass e  per il loro cinema che colpisce.

15 luglio 2012

Berserk: The Golden Age Arc - The Egg of the King - Toshiyuki Kubooka

Per chi non è mai venuto a contatto con Berserk sappia solamente che è un manga e un anime molto ma molto figo.  Se invece siete fan sappiate che, nonostante qualcosina manchi (come ad esempio l'infanzia di Gatsu), questo primo film della trilogia è una gran ficata!

Tra violenze inaudite, scontri brutali, giochi di potere, sogni e onore, la storia di Gatsu, Grifis e dei Falchi è appena iniziata. Si spera che alcune delle cose non dette e/o date per scontate, vengano riprese nel secondo e terzo capitolo ma, anche se ciò non dovesse accadere, l'augurio è che si continui con l'ottima qualità e rispetto per il manga.

Non sono forse particolarmente felice del disegno, non conosco i tecnicismi ma l'ho trovato troppo pulito e fashion... personalmente preferisco le impurità dell'anime originale.

Ora non resta altro da fare che aspettare il secondo episodio.

Imdb

14 luglio 2012

La Top 5 #10 - Don't Panic

Giunti alla numero 10 vi vorrei proporre la mia personale Top 5 sulle urla. 
Come potete immaginare i migliori urli appartengono al genere horror, essendo parti cruciali della stragrande maggioranza dei film dichiarati tali... molti di questi urli, com'è facile intuire, sono dovuti restare fuori e addirittura per la quinta posizione più che sull'horror o film della paura, si va sul weird. 
Ma basta indugi, keep calm and...

DON'T PANIC

5 - L'imbarazzante gridolino emesso da Jonah Hill in Ammesso


4 - Con timbrica aliena quello di Donald Sutherland in Terrore dallo spazio profondo


3 - Disperato e con sbalzi di speranza nell'opening de Lo Squalo


2 - Di terrore e frustrazione quello di Shelley Duvall in Shining


1 - Di sorpresa e paura quello di Janet Leigh nella leggendaria scena della doccia in Psyco

13 luglio 2012

The Raven - James McTeigue

James McTeigue stupì tutti qualche anno fa quando portò sullo schermo la graphic novel di David Lloyd V per Vendetta, un debutto eccellente al quale è seguito il bruttarello Ninja Assassin.

Per questo sua terza prova McTeigue torna al gotico partendo da una curiosità sullo scrittore Edgar Allan Poe e sulle misteriose circostanze che lo portarono alla morte. Il film dovrebbe narrare, in modo molto fantasioso (e poco plausibile visto che non sarebbero più tanto misteriose le circostanze), proprio dei fatti che portarono al ritrovamento di un moribondo e delirante Poe su quella panchina in un parco di Baltimora.

Il film, tra rimandi a La vera storia di Jack lo Squartatore, alla rivisitazione tipo lo Sherlock Holmes di Ritchie, ad una velata ricostruzione frammista di storia e letteratura e qualche alleggerimento ironico, si rivela essere un discreto thriller d'intrattenimento. Siamo di fronte ad un prodotto per niente insormontabile ma comunque onesto, ben girato e ben interpretato dai solidi John Cusack, Luke Evan e il grande Brendan Gleeson.

Si può fare, ma senza troppe pretese.

Imdb

Una volta, a mezzanotte, mentre stanco e affaticato
meditavo sovra un raro, strano codice obliato,
e la testa grave e assorta — non reggevami piú su,
fui destato all’improvviso da un romore alla mia porta.
«Un viatore, un pellegrino, bussa — dissi — alla mia porta,
                          solo questo e nulla più!»

Oh, ricordo, era il dicembre e il riflesso sonnolento
dei tizzoni in agonia ricamava il pavimento.
Triste avevo invan l’aurora — chiesto e invano una virtù
a’ miei libri, per scordare la perduta mia Lenora,
la raggiante, santa vergine che in ciel chiamano Lenora
                          e qui nome or non ha più!

E il severo, vago, morbido, ondeggiare dei velluti
mi riempiva, penetrava di terrori sconosciuti!
tanto infine che, a far corta — quell’angoscia, m’alzai su
mormorando: «È un pellegrino che ha battuto alla mia porta,
un viatore o un pellegrino che ha battuto alla mia porta,
                          questo, e nulla, nulla più!».

Calmo allor, cacciate alfine quelle immagini confuse,
mossi un passo, e: «Signor — dissi — o signora, mille scuse!
ma vi giuro, tanto assorta — m’era l’anima e quassù
tanto piano, tanto lieve voi bussaste alla mia porta,
ch’io non sono ancor ben certo d’esser desto». Aprii la porta:
                          un gran buio, e nulla più!

Impietrito in quella tenebra, dubitoso, tutta un’ora
stetti, fosco, immerso in sogni che mortal non sognò ancora!
ma la notte non dié un segno — il silenzio pur non fu
rotto, e solo, solo un nome s’udì gemere: «Lenora!»
Io lo dissi, ed a sua volta rimandò l’eco: «Lenora!»
                         Solo questo e nulla più!

E rientrai! ma come pallido, triste in cor fino alla morte
esitavo, un nuovo strepito mi riscosse, e or fu sì forte
che davver, pensai, davvero — qualche arcano avvien quaggiù,
qualche arcan che mi conviene penetrar, qualche mistero!
Lasciam l’anima calmarsi, poi scrutiam questo mistero!
                          Sarà il vento e nulla più!

Qui dischiusi i vetri e torvo, — con gran strepito di penne,
grave, altero, irruppe un corvo — dell’età la più solenne:
ei non fece inchin di sorta — non fe’ cenno alcun, ma giù,
come un lord od una lady si diresse alla mia porta,
ad un busto di Minerva, proprio sopra alla mia porta,
                          scese, stette e nulla più.

Quell’augel d’ebano, allora, così tronfio e pettoruto
tentò fino ad un sorriso il mio spirito abbattuto:
e, «Sebben spiumato e torvo, — dissi, — un vile non sei tu
certo, o vecchio spettral corvo della tenebra di Pluto?
Quale nome a te gli araldi dànno a corte di Re Pluto?»
                          Disse il corvo allor: «Mai più!».

Mi stupii che quell’infausto disgraziato augello avesse
la parola, e benché quelle fosser sillabe sconnesse,
trasalii, ché, in niuna sorta — di paese fin qui fu
dato ad uom di contemplare un augel sovra una porta,
un augello od una bestia aggrappata ad una porta
                          con un nome tal: «Mai più!».

Ma severo e grave il corvo più non disse e stette come
s’egli avesse messo tutta quanta l’anima in quel nome:
sovra il busto, appollaiato — non parlò, non mosse più
finché triste ebbi ripreso: «Altri amici m’han lasciato!
il mattin non sarà giunto ch’egli pur m’avrà lasciato!».
                          Disse allor: «Mai più! mai più!».

Scosso al motto ch’or sì bene s’era apposto al mio pensiere,
«Certo, — dissi, — queste sillabe sono tutto il suo sapere!
e chi a tale ritornello — l’addestrò, forse quaggiù
sarà stato sì infelice ch’ogni canto suo più bello
come un requiem, non aveva ogni canto suo più bello
                          a finir che in un mai più!»

Ma un pensier folle ancor voltomi a un sorriso il labbro torvo:
scivolai su un seggiolone fino in faccia al busto e al corvo,
e qui, steso nel velluto — presi intento a studiar su
cosa mai volesse dire quel ferale augel di Pluto,
quel feral, sinistro, magro, triste, infausto augel di Pluto
                          col suo lugubre: «Mai più!».

Così assorto in fantasie stetti a lungo, e sempre intento
all’augello i di cui sguardi mi riempivan di spavento,
non osai più aprire labbro — sprofondato sempre giù
fra i cuscini accarezzati dal chiaror di un candelabro
fra i cuscini rossi ov’ella, al chiaror di un candelabro,
                          non verrà a posar mai più!

Allor parvemi che a un tratto si svolgesse in aria, denso
e arcan, come dal turibolo d’un angelo, un incenso.
«O infelice, dissi, è l’ora! — e infin ecco la virtù
e il nepente che imploravi per scordar la tua Lenora!
Bevi, bevi il filtro e scorda! scorda alfin questa Lenora!»
                          Mormorò l’augel: «Mai più!».

«O profeta — urlai — profeta, spettro o augel, profeta ognora!
o l’Averno t’abbia inviato — o una raffica di bora
t’abbia, naufrago, sbalzato — a cercar asil quaggiù,
in quest’antro di sventure, di’ al meschino che t’implora,
se qui c’è un incenso, un balsamo divino! egli t’implora!»
                           Mormorò l’augel: «Mai più!».

«O profeta — urlai — profeta, spettro o augel, profeta ognora!
per il ciel sovra noi teso, per l’Iddio che noi s’adora
di’ a quest’anima se ancora — nel lontano Eden, lassù,
potrà unirsi a un’ombra cara che chiamavasi Lenora!
a una vergine che gli angeli ora chiamano Lenora!»
                           Mormorò l’augel: «Mai più!».

«Questo detto sia l’estremo, spettro o augello — urlai sperduto.
Ti precipita nel nembo! torna ai baratri di Pluto!
non lasciar piuma di sorta — qui a svelar chi fosti tu!
lascia puro il mio dolore, lascia il busto e la mia porta!
strappa il becco dal mio cuore! t’alza alfin da quella porta!»
                           Disse il corvo: «Mai, mai più!»

E la bestia ognor proterva — tetra ognora, è sempre assorta
sulla pallida Minerva — proprio sopra alla mia porta!
Il suo sguardo sembra il guardo — d’un dimon che sogni, e giù
sui tappeti il suo riflesso tesse un circolo maliardo,
e il mio spirto, stretto all’ombra di quel circolo maliardo
                           non potrà surger mai più!

Il Corvo - Edgar Allan Poe (1845)

12 luglio 2012

Ammazzavampiri - Tom Holland


Welcome to Fright Night! For real.

Chi l'avrebbe mai detto che a distanza di tanti anni, dopo averlo assaporato in chissà quale delle tante notti horror su Italia 1, Ammazzavampiri (Fright Night) si sarebbe rivelato un cult!

Un perfetto mix di horror, citazionismo e commedia e con un ritmo davvero invidiabile da molto cinema recente. A vederlo oggi, dopo tantissimo tempo, la parte comica è ampiamente esaltata da effetti speciali che definirei un po' vintage, dei quali ancora non mi capacito di come possano avermi terrorizzato all'epoca.

Il lavoro di Tom Holland (che ricordo essere anche l'artefice de La Bambola Assassina), regista e sceneggiatore, è davvero eccellente sia per il sopracitato mix che per le caratterizzazioni dei personaggi e in particolar modo quelli di Chris Sarandon, come perfetto vampiro yuppie, e Robby McDowall, maestro del terrore televisivo nonché improvvisato Van Helsing.

Film da (ri)scoprire perché divertente, molto estivo e che batte senza indugi il suo remake digitale!

11 luglio 2012

Collateral - Michael Mann

Metti una Los Angeles senza sole, un divo come Tom Cruise in tonalità grige (capelli e abito) e un regista come Michael Mann voglioso di sperimentare il digitale ed il risultato è lo strepitoso Collateral.

Collateral è un action-thriller in pieno stile Mann, tant'è che si prediligono i comportamenti umani alle fracassonate tipiche del genere. Un continuo gioco verbale, uno scambio di emozioni, credenze e speranza è quello che i due protagonisti, il tassinaro Max e il killer Vincent, si scambiano. Il thriller metropolitano diventa un mero pretesto così come le indagini condotte dal detective Fanning (il bravo Mark Ruffalo). 

I due protagonisti, Tom Cruise e Jamie Foxx, si concedono parecchio a Mann
Il primo uscendo dallo status di sex symbol e vestendo l'inedito abito di un villain malinconico e inquieto, il secondo invece se la cava sfoderando una vasta gamma di emozioni e la capacità di diventare qualcos'altro a causa delle circostanze.

Molto bello, teso, coinvolgente e claustrofobico.
Da vedere.

10 luglio 2012

Dragon Eyes - John Hyams

Il nuovo film con Jean-Claude Van Damme... più o meno!

Il vero protagonista della pellicola è tale Cung Le, un torello vietnamita che mena discretamente anche se non in maniera proprio esaltante. La storia è semplice, talemnte semplice che hanno deciso di incasinarla così che spesso e volentieri non si capisce il come e il perché di quello che accade.
L'estetica scelta è quella che pare andare tanto di moda nell'action degli ultimi tempo, ovvero il giallognolo insipido (un po' piscio style) con rallenty nelle scene di botte e freeze frames per presentare i personaggi. Tutti i personaggi.
Jean-Claude stavolta è relegato nelle retrovie, nella parte un po' zen del maestro di Le, apparendo per un totale di circa 15 minuti. È un po' una miseria per noi fan, ma tocca abbozzare. Invece risulta molto interessante, nonché gradita, la presenza di Peter "Robocop" Weller, che sciorina parole e frasi in italiano pronunciate anche discretamente... quelle del contributo qui sotto non sono proprio perfette, ma vi assicuro che se la cava bene.

In pratica una mezza delusione, confusionaria, non entusiasmante e che diverte poco.
Speriamo che la After Dark (quella dei 8 Film To Die For) raffini un po' queste sue recenti produzioni action e soprattutto vieti l'odioso piscio-filtro.

Imdb

Frittura di pesce, apertura di cosce, tutto finisce!

video

09 luglio 2012

Bellflower - Evan Glodell

Bello, struggente, disperato e infuocato il film d'esordio del giovane Evan Glodell

Girato nel sud della California, tra Ventura e Camarillo, con il misero budget di $17.000 la pellicola narra di una storia d'amore. 
E cosa c'è di più classico di una storia d'amore? Niente. 
Però l'amore raccontato da Glodell non è per niente bello, perché quando l'incanto viene spezzato parte l'imprevidibilità dell'essere umano e delle azioni. Tra sogno e realtà, in un'aurea indefinibile e bruciata - resa molto anni '70 grazie a bianchi accesissimi e colori virati sul giallo - si consumano le storie dei protagonisti. I rapporti tra i protagonisti, tra i quali vi è lo stesso Glodell, sono quasi sempre al limite del morboso e dell'accanimento. I due amici Woodrow e Aiden con il loro tentativo di ricreare nella realtà l'immaginario post-apocalittico di Mad Max; la storia d'amore tra Milly e Woodrow e le sue tappe passione-ossessione-morte; il triangolo Aiden-Courtney-Woodrow mosso da sentimenti contrastanti e quello squallido e letale tra Woodrow-Milly-Mike. 

Tutto molto umano e tutto molto doloroso.

08 luglio 2012

Goon - Michael Dowse

Sapete perché Slap Shot è uno dei migliori film sullo sport e probabilmente il migliore mai fatto sull'hockey? Si? No? Ve lo dico lo stesso... perché ci sono gli Hanson Brothers che giocano sporco e fanno sputare sangue!



NOOOO! NON QUESTI HANSON PER DIO...



Ecco, ora si che ragioniamo.
Questo è quello che mi piace ed è questo che mi aspetto da un film che parla di Hockey.

Ma parliamo di Goon, che dal solo titolo fa presagire qualcosa di buono - Goon sta per Picchiatore... ma anche per Idiota. 
Fate un po' voi!

La pellicola prende spunto dall'autobiografia di tale Doug Smith, che ha scritto della sua esperienza nell'hochey professionistico nel libro Goon Qualcosa e del suo ruolo di enforcer, che sarebbe un eufemismo di boxer o spacca culi. Scritto dalla coppia Evan Goldberg/Jay Baruchel e diretto da Michael Dowse, la pellicola potrebbe dare l'idea di essere una commedia demenziale ma proprio così non è.
Certo ci sono delle battute ma il tutto è molto improntato sullo sport, sul senso di squadra e sulla storia di quest'uomo il cui unico scopo,  l'unica cosa che sa e che può fare, è picchiare la gente per la sua squadra.
Ottimo e variegato il cast con Sean William Scott nella parte di Doug "The Thug" Glatt, cazzotto-man dal cuore tenero, Alison Pill, Liev Schreiber, Jay Baruchel, Eugene Levy e quel mito di Kim Coates.

I think i nailed him!


07 luglio 2012

La Top 5 #9 - Italian Pizze

Top 5 abbastanza particolare questa numero 9. Il tema sono gli schiaffi nazionali, un tempo (tra anni '70 e primi '80) vero e proprio fulcro delle trame delle pellicole nazional popolari. 
È quindi con immenso piacere che vi presento le

ITALIAN PIZZE


5 - Pizza giustiziere quello inferto dal maresciallo Giraldi al topo d'appartamento Venticello in Squadra Antifurto


4 - Velocissimo nel combinare pistola e sberle il Terence Hill di ...continuavano a chiamarlo Trinità


3 - Sono schiaffi, cazzotti e calci d'amore sono quelli che invece si becca Monica Vitti dal marito Alberto Sordi in Io so che tu sai che io so


2 - Come rivalsa classista e sociale le cinquine che Gennarino infligge alla bottana industriale Raffaelle Pavone Lanzetti in Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto


1 - Schiaffi d'incontro, davanti al Colosseo, tra Don Peppino e Pasquale Zagaria in Vieni avanti cretino con sottotitoli in Arabo... memorabili!



Lino Banfi si becca anche il premio della giuria per: velocità di esecuzione, coordinamento, doppio bersaglio e inventiva per la performance data in La liceale seduce i professori

video

06 luglio 2012

L'Amore Dura Tre Anni - Frédéric Beigbeder

Per il debutto alla regia lo scrittore e pubblicista Frédéric Beigbeder sceglie di adattare un suo breve romanzo... che si chiama per l'appunto L'amore Dura Tre Anni.

Le vicende, ispiratre comunque da eventi autobiografici dell'autore, vedono il giovane scrittore Marc Marronnier che depresso a causa del divorzio butta giù questa teoria e nel tentativo di dare una spiegazione all'amore finisce egli stesso vittima del sortilegio. 

Beigbeder nel costruire questa commedia sentimentale usa, in un modo un po' beffeggiatorio, tutti i cliché del genere. Sembra infatti che abbia come l'intenzione di non voler fare una commedia romantica quando invece è proprio quello che sta facendo. Il risultato alla fine non è proprio riuscitissimo, molto sa di già visto e soprattutto il lato provocatorio (lo scrittore è famoso per essere un provocatore) è carente o comunque poco incisivo.
La qualità tecnica c'è ed è innegabile, infatti troviamo una bella fotografia, un montaggio che salva momenti di noia e l'interpretazione dei due protagonisti Gaspard Proust e Louise Bourgoin.

Il problema della pellicola, per farla breve, è che non graffia come vorrebbe far credere. Insomma siamo lontanissimi dal Beigbeder che tirò sonori calci nelle palle al mondo pubblicitario con il suo Lire 26.900.

05 luglio 2012

Piramide di paura - Barry Levinson


Elementare Watson!

Un classico del cinema per ragazzi nonché un vero e proprio must, siamo al pari de I Goonies o Explorers.


Nell'epoca di formazione combat (accennato nel post su Scuola di Eroi) avevo dimenticato di citare anche Piramide di paura, perché mi sembra ovvio che gli insegnamenti di Sherlock possono sempre tornare utili. 

La pellicola è figlia del suo tempo, nel senso che si percepisce a pelle sia la vena produttiva dello Spielberg del periodo (la scena del rito che ricorda moltissimo quella di Indiana Jones e il tempio maledetto) , che quella creativa dello sceneggiatore Chris Columbus (sceneggiatore de I Goonies e Gremlins e regista di Tutto quella notte). 

Una pellicola oggi ancora divertente, con effetti speciali per l'epoca all'avanguardia (contiene il primo personaggio nato completamente in Computer Graphic), una sceneggiatura spumeggiante - anche se le parti "investigative" sono un po' risicate - e degli interpreti convincenti.


04 luglio 2012

Lobos de Arga - Juan Martínez Moreno

Dopo gli zombie di Shaun of the dead con cloni annessi, le vampire di Lesbian Vampire Killers, le pecore-mannare di Black Sheep e lo slasher di Tucker & Dale, questa volta è toccato ai licantropi finire nella rete della commedia.

La pellicola che Juan Martinez Moreno ha messo su, scrivendone anche la sceneggiatura, è molto ben fatta e ritmata. L'iberico riesce a far collimare i due generi e, nonostante il versante comico abbia un percentuale di molto superiore, non mancano scene horror e sanguinolente.
Azzeccato il cast con il trio Gorka Otxoa, Secun de la Rosa e il bravissimo Carlos Areces (già visto nel bellissimo Balada triste de trompeta). I tre risultano infatti molto affiatati, riuscendo a mettere su grotteschi siparietti veramente divertenti.
Bella anche l'idea di dare ai lupi-mannari un'immagine retrò, tanto che questi esteticamente ricordano molto più quelli di Lon Chaney Jr., Oliver Reed e di Benicio del Toro che quelli de L'Ululato o Un lupo mannaro americano a Londra.

Ancora un'ottima prova dalla Spagna che può facilmente segnare una tacca sul suo segnapunti. 

03 luglio 2012

Inbred - Alex Chandon

INT - CASA FRANK - GIORNO
Squilla un telefono. Un giovine, bello d'aspetto (non carino o passabile ma proprio BELLO), si alza dal  divano, afferra l'apparecchio e risponde.

FRANK
Pronto!

AMICO
Fantafestival, alle 18... si dice che splatta!

FRANK
Ci sarò... Ah! Ma quanto costa?

AMICO
È gratise!

La telefonata si interrompe di colpo.

INT - CINEMA - GIORNO
Il pubblico comincia a prendere posto. La sala è piccolina ma le poltrone sono comode e la visione è garantita da qualsiasi punto. Frank si posizione in una zona centrale, accanto a lui amici e conoscenti. Frank si guarda intorno e nota dei vecchi che dietro di lui stanno prendendo posto.

FRANK
Ma lo sanno 'sti vecchi che splatta?

Gli amici si voltano a guardare i nuovi arrivati. Si nota una signora, in avanti con l'età, con capelli cotonati e tinti di un rosso innaturale, ingioiellata e ben vestita. D'avanti a lei brutti ceffi tatuati stanno prendendo posto attenti a non rovesciare le birre pagate € 7 CADAUNA!!

AMICO
E Sticazzi!!!

Nella sala si fa tutto buio. Un tipo si alza e prende in mano un microfono. Presenta un altro tipo che dice di essere il produttore del film. Tutto quel che dice viene tradotto un po' alla buona e le uniche cose che la sala percepisce e che fanno scattare l'applauso sono le parole Blood, Gore e Strong Stomach.

Tempo pochi minuti e finalmente il film inizia. 2 minuti dopo i titoli di testa un'accetta va a squartare il volto di uno. La sala esplode e applaude. Vengono lanciate urla e segni di incitamento. I vecchi si alzano e se ne vanno.

Il resto della pellicola è una robetta molto simpatica che ricalca un classico come 2000 Maniaci di Gordon Lewis. Ogni tanto i protagonisti si comportano da veri imbecilli e alcune situazioni sono un pelo forzate ma, alla fine, se il tutto deve essere portato al massacro ci si formalizza poco. Alcune situazioni sono veramente divertenti e grottesche, segno che la pellicola ha scopi prettamente ludici e scanzonati. Tecnicamente è molto ben fatto, sia per come girato che per la qualità degli effetti. 

Un prodotto simpatico questo Inbred, ironico e splatteroso.

02 luglio 2012

National Lampoon's Vacation - Harold Ramis

Siamo quest'oggi di fronte ad un classico della commedia anni '80 americana, il primo della fortunata serie sulle vacanze della famiglia Griswold.

La pellicola narra delle tragicomiche avventure della famigliola piccolo borghese americana nell'infernale tragitto che va da Chicago al parco giochi di Walley World in California. Un road movie attraverso i cliché degli Stati Uniti condotto, a petto in fuori, da un capo-famiglia americano medio (Chevy Chase) pieno di assurde convinzioni.

Le gag sono tantissime. Alcune di queste fanno ancora sbellicare, altre sono ormai stagionate, mentre altre ancora hanno fatto così scuola da essere state sfruttate fino all'inverosimile (ad esempio in Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo ne vengono riprese un paio) e svuotate di qualsiasi carica comica.
Discreta e funzionale la regia di Ramis, che sappiamo essere un regista specializzato del genere avendo diretto roba tipo Ricomincio da capo e scritto perle come Animal House, Polpette e Ghostsbuster.

National Lampoon's Vacation è una simpatica commedia per famiglie che soprattutto i nostalgici apprezzeranno.

01 luglio 2012

Election - Alexander Payne

Oggi Alexander Payne è uno dei guru del cinema indipendente americano ma nel 1999, prima dell'exploit di Sideaways, scrisse e diresse questo Election.

Il film narra dei mostri comuni della società, in particolare quelli dentro la piccola borghesia della provincia americana. Attraverso la narrazione diretta dei vari protagonisti, il professore Matthew Broderick, l'odiosa arrivista Reese Witherspoon, il bamboccione ingenuo Chris Kline e l'anarchica Jessica Campbell, si indaga sui rapporti e sull'educazione dei mostri nell'orrorifico scenario della scuola il cui fulcro scoppia durante la banale elezione dei rappresentati degli studenti, che in men che non si dica si trasforma in guerra aperta. 
Partendo come una teen-comedy il sapore amaro viene svelato subito da Payne il quale è molto bravo, soprattutto in fase di scrittura, nel mixare ipocrisia e disillusione con ironia e umorismo.

Una pellicola dove nessuno viene risparmiato, dove non c'è posto per il buonismo e dove a farla da padrone vi è solo una divertente assurdità.