05 settembre 2012

Simon Konianski - Micha Wald

Che gli ebrei abbiano un forte senso dell'umorismo è cosa certa e assoldata. È un dato di fatto che molti dei grandi comici della storia sono ebrei. Dico questo perché, più di tanto, non stupisce trovarsi di fronte ad un film che tratta in modo anche abbastanza leggero di una tematica tabù come quella dell'olocausto. 

La bravura di Wald, autore anche della sceneggiatura, è quella di non strizzare l'occhio allo spettatore con semplici e facili battute, magari un po' auto-ironiche, che giocano sui luoghi comuni ma nell'esagerare e spingere, anche pesantemente, i toni del racconto così tanto da caricarli e renderli alla fine grotteschi - come ad esempio i raccapriccianti racconti del campo di concentramento inflitti da un nonno, ex-deportato, al nipote seienne.
Ma questo è solo un aspetto del film perché Wald va anche oltre, cercando di raccontare l'incomunicabilità tra le diverse generazioni di ebrei che rivela essere il reale fine nonché il vero tema del film.
Tra personaggi un po' assurdi (come il vecchio zio Maurice convinto che la Stasi lo stia ancora cercando), un viaggio improvvisato attraverso l'europa e una ex moglie ballerina la pellicola strappa molti sorrisi e offrendo anche un affresco interessante sulle nuove generazioni ebraiche.
Da vedere.

6 commenti:

  1. Me lo sono sempre visto passare davanti ma non mi sono mai deciso.
    Prima o poi lo vedrò, in fondo non sembra affatto male.

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    1. dagli un'occhiata, è molto carino e divertente.

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  2. io l'ho visto al cinema e in alcuni punti mi ha fatto veramente collassare dal ridere. Bello!

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    1. ha dei momenti che fanno effettivamente questo effetto :D

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  3. vero è. è sciolto e leggero

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    1. si ma comunque non in modo stupido. si sente comunque una certa amarezza.

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