31 ottobre 2012

Il ragazzo dal kimono d'oro - Larry Ludman

Mitici

Hai paura? Tu stato molto spiritoso ieri, adesso si diverte Quino

Come nasce Il ragazzo dal kimono d'oro:
1984 - gli americani producono un film che si chiama Karate Kid.
1986 - sempre gli americani, producono il sequel, ovvero Karate Kid 2.
1987 - in Italia un produttore dice "Famio pure noi er film co' li  regazzini che se pistano!".
Nello stesso anno Il ragazzo dal kimono d'oro prende vita.

Dovete sapere che questi due film, Il ragazzo dal kimono d'oro e Karate Kid (con i loro rispettivi sequel), hanno influenzato non poco il corso della mia vita essendo la causa scatenante dell'avermi fatto fare karate nei primi anni '90 - se non ricordo male dal febbraio 1991 al maggio/giugno del 1995. 
Ebbene si, c'ho delle armi al posto di mani e piedi... no, non è vero. Per 4 quattro anni ho, in pratica, fatto da sacco umano a futuri campioni italiani. 
Sono cose che capitano quando una pippa (cioè io) finisce in una delle palestre più forti d'Italia.
Viviamo in un mondo generalmente ingiusto.

ilragazzodalkimonodoro
Ma torniamo a Il ragazzo dal kimono d'oro.
Ambientato nelle Filippine, dove anche i filippini quando parlano tra loro non coniugano i verbi, racconta di un giovanissimo Kim Rossi-Stuart che prima si fa pestare a sangue dal temutissimo Quino (ovvero il quindicenne più cazzuto delle Filippine) e poi dopo un training intensivo di due/tre giorni di karate, ovviamente dentro una foresta, torna e lo sconfigge grazie al magico "colpo del drago".
Vabbè ho spoilerato, ma sto parlando di un film del cazzo quindi state buoni che non fa niente.

Non vedevo Il ragazzo dal kimono d'oro credo dal mio periodo di karateka. Del film mi ricordavo giusto un paio di scene e nulla più e durante la visione mi sono così tanto stupito dal me stesso del passato da aver chiesto alla mia spalla usuale di "film di mazzate" (che poi è uno di quelli che vinse il titolo italiano di karate... questo per dire che sono uno che non porta rancore) com'è stato possibile che all'epoca non ci importasse un cazzo di recitazione, plausibilità, di inseguimenti in moto alla folle velocità di 10 km/h, di un karate che in realtà non è karate, della mega-cazzata del "colpo del drago" o della mancanza di un qualsiasi altro elemento che renderebbe un film almeno decente. La risposta non me l'ha saputa dare e manco io ne ho trovata una, però vi posso dire che per quanto Il ragazzo dal kimono d'oro sia una coglionata resta un film mitico... così come il secondo della saga. 
No regrets!

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Perdonate la lunghezza del post.

30 ottobre 2012

Salvation Boulevard - George Ratliff

salvation boulevard
Cosa succede quando quella che dovrebbe essere una farsa sulla chiesa evangelica, che parte anche in maniera scoppiettante, invece che colpire duro spara a salve?
Succede che non funge.

Salvation Boulevard di George Ratliff purtroppo fa questo. Ha una discreta partenza, dei presupposti intriganti, un cast che mette i brividi ma si perde inesorabilmente proprio quando l'aspetto satirico dovrebbe entrare in azione. Forse la mancanza di colpi bassi sono stati dipesi dalla poca voglia di Ratliff di far incazzare gli evangelici o, addirittura, il regista era così infoiato e voglioso di colpire duro da aver sbagliato incredibilmente il bersaglio e fatto così cilecca... come se avesse sparato random il più possibile, puntando tutto sulla logica del 'ndo cojo cojo

Come detto poco sopra il cast è di quelli da grandi occasioni, abbiamo Pierce Brosnan, Greg Kinner, Jennifer Connelly, Marisa Tomei, Ciarán Hinds e Ed Harris. Ma nonostante cotanta razza purtroppo anche questi seguono la stessa logica del film perdendosi nel cammino. Gli unici che leggermente si salvano alla fine risultano Brosnan, perché sembra nato per interpretare un pastore tutto immagine e poca fede, e Kinner, il quale riesce comunque a rendere commuovente un personaggio già sulla carta delineato in modo sommario.

Salvation Bulevard non funge, risulta anemico e di poca sostanza. Ogni tanto fa sorridere ma niente di più.

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29 ottobre 2012

Il mio migliore incubo! - Anne Fontaine

Quest'ultima fatica della Fontaine, regista i cui film non mi hanno mai detto granché, è un commediola sugli opposti che si attraggono.

Tutta la prima parte è abbastanza riuscita, c'è un discreto gioco di parti e una divertente presentazione dei due personaggi principali. Ma nel finale tutto precipita clamorosamente con una chiusura che non si capisce se sia troppo tempestiva o priva di qualsiasi idea (probabile entrambe), con scene messe un po' a caso e una confusione generale che di certo non aiuta. L'unico merito del film, che lo eleva un minimo e che potrebbe giustificarne la visione, è stata la scelta dei protagonisti: Isabelle Huppert, perfetta nella parte della stronza borghese, e Benoît Poelvoorde, che mi piace pensare abbia girato il film senza saperlo... lo portavano sul set, gli davano alcool e lui partiva.

Grazie a loro il film diventa guardabile, almeno fino all'intoppo.

28 ottobre 2012

Parade's End - Susanna White

Parade's End è un drammone tratto dallo scrittore Ford Maddox Ford, adattato da Tom Stoppard, diviso in 5 puntate e prodotto da BCC e HBO.
Tutto ciò significa che, già sulla carta, è imperdibile!

La miniserie, ambientata nell'alta borghesia inglese a ridosso (e poi durante) il primo conflitto mondiale, gioca tutto sull'importanza di mantenere una certa apparenza, che tradotto sta per "Non facciamo figure di merda che qua mi conoscono tutti!".

Come al solito la qualità tecnica e le perizie scenografiche sono di grande qualità, ma parlando di BBC e HBO non potevamo non aspettarcelo. Sempre restando ancorati a quest'ultimo punto, è necessario citare anche l'ottimo cast che questa miniserie sfoggia: Benedict Cumberbatch, Rebecca Hall (bellissima, conturbante e stronza), Adelaide Clemens (bellissima, delicata ma combattiva), Stephen Graham, Miranda Richardson e Rupert Everett (semplicemente un grande). 
Da citare è anche l'ottimo lavoro della regista Susanne White che se la cava in maniera superba sia con le scene da "salotto" che, soprattutto, con quelle di trincea. Forse meriterebbe una maggiore attenzione anche dal cinema da sala.

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27 ottobre 2012

Sondaggio: Interpretarsi


ATTENZIONE!!!
I sondaggi precedenti risultano azzerati. Non so da cosa sia dipeso e non so se mostreranno mai i risultati delle votazioni. Da oggi i sondaggi verranno gestiti da un altro servizio e non più da blogger, sperando che non accada di nuovo. Forse in futuro recupererò quelli rovinati.
Tanto per la cronaca, il sondaggio precedente "Posto di lavoro" fino all'azzeramento delle votazioni vedeva in parità, con nove voti per uno, Videoteca/Market di Clerks e Il negozio di Alta Fedeltà.


Capita a volte che attori, musicisti, sportivi ecc. vengano chiamati a ricoprire il ruolo di se stessi in film di finzione.
Perciò, tra quelli presenti in lista (e non)...


Chi si è interpretato meglio?

Steve Carell (Molto incinta)0%
Jean-Claude Van Damme (JCVD)0%
Nanni Loy (I Complessi)0%
Bill Murray (Zombieland)0%
Bruce Springsteen (High Fidelity)0%
Stan Lee (Generazione X)0%
Mike Tyson (Una notte da leoni)0%
Tom Cruise (Austin Powers in Goldmember)0%
Roberto Benigni (Caterina va in città)0%
Lou Ferrigno (I Love You Man)0%
Bruce Campbell (My Name Is Bruce)0%
Tom Jones (Mars Attacks)0%
Ben Affleck & Matt Damon (Jay & Silent Bob Fermate Hollywood)0%
John Malkovich (Essere John Malkovich)0%
Martin Sheen (Hotshots 2)0%
Spice Girls (Spice Girls - Il film)0%
Pamela Anderson (Borat)0%
Hulk Hogan (Gremlins 2)0%
Michael Jordan (Space Jam)0%
Joshua Jackson (Ocean’s Eleven)0%
Alice Cooper (Fusi di testa)0%
David Bowie (Zoolander)0%
Chuck Norris (Missing in action)0%
Un Altro non presente nella lista0%
Il sondaggio chiude il 9 novembre 2012.

26 ottobre 2012

Killer Joe - William Friedkin

Decadente, crudo, violento e a tratti anche grottesco. Ecco le prime parole che mi sono venute in mente ripensando a Killer Joe.

Leggendo un po' in giro sul film mi è parso di capire che molti chiamano subito in causa Tarantino e il suo cinema. Io sinceramente, a parte un'inquadratura dal bagagliaio della macchina, tutti questi rimandi non li ho trovati mentre mi verrebbe più istintivo portare come termine di paragone il cinema dei fratelli Coen (provate a paragonare Killer Joe a Blood Simple, Fargo o Non è un paese per vecchi e poi fatemi sapere). Ma d'altronde credo si possa ritenere Friedkin, che ricordo è colui che ha messo la firma ad autentici capolavori come Il braccio violento della legge, L'esorcista, Cruising e Vivere e morire a Los Angeles, esente dal gioco dei confronti e dei rimandi.

Come detto all'inizio il film è crudo, la violenza è una presenza costante se non addirittura ricercata. I personaggi costruiti da Tracy Letts, autore prima dell'opera teatrale e poi delle sceneggiatura del film (attenzione che è un uomo e non una donna come vi potrebbe capitare di leggere), agiscono in continua ambiguità, tanto che anche un valore classico come quello della famiglia viene completamente messo in gioco e brutalizzato. È molto difficile prendere le parti di chicchessia, l'unica cosa che ci resta da fare come spettatori è quello di provare ribrezzo, pena o sorridere amaramente.

Il lavoro di Friedkin alla regia è ovviamente impeccabile e come dimostrazione pratica e tangibile (tanto da poterla sentire addosso) vi è tutta la parte finale della cena.
Ottimo anche il cast con un superbo Matthew McConaughey forse nel ruolo della vita, ma anche Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon e la conturbante Juno Temple se la cavano alla grande.

Ancora una volta Friedkin dimostra di che pasta e fatto e da ammiratore non posso che esserne più che felice.

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25 ottobre 2012

Safety Not Guaranteed - Colin Trevorrow

- Wanted: Qualcuno che torni indietro nel tempo con me. Non è uno scherzo. Verrete pagati al nostro ritorno. Dovete portarvi le vostre armi. La sicurezza non è garantita. L'ho fatto solo una volta. -

La particolarità di Safety Not Guaranteed non sta nel viaggio nel tempo ne tanto meno nello scoop giornalistico che i tre protagonisti cercano di portare a casa, ma sta tutta nel sorprendere lo spettatore... e state tranquilli perché quello che ci si aspetta semplicemente non accade. Mai.
Il merito di tutto ciò è da attribuirsi alla scrittura, premiata al Sundance 2012, di Derek Connolly, il quale ha la straordinaria peculiarità di riuscire ad inserire con precisione chirurgica i giusti sviluppi dei personaggi all'interno della storia nonché a dare alla narrazione una perfetta combinazione di commedia (a tratti veramente divertente) e dramma. La parte sci-fi, un po' come accade anche in Extraterrestre di Vigalondo, diventa altro ed in questo caso specifico si tramuta per i personaggi sullo schermo in materia di scoperta di se stessi e dei propri rimpianti.
Ma se Connolly e la sua sceneggiatura sono state le pedine decisive della riuscita di questo piccolo film, non possiamo dimenticare anche quelle importantissime del cast con la bravissima Aubrey Plaza, che riprende a grandi linee il suo personaggio di Parks and Recreation, Jake Johnson, nella parte del disperato istrione, e Mark Duplass che invece interpreta il folle viaggiatore temporale.

Film consigliatissimo, all'apparenza piccolo ma in realtà gigante.

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24 ottobre 2012

Cosa fare a Denver quando sei morto - Gary Fleder

mitici

My new motto: Fuck the head!

Era metà degli anni '90, Pulp Fiction era il top e tutti cercavano in qualche modo di cavalcare l'onda del cool creata da Tarantino. Tanti provarono e altrettanti fallirono nell'impresa di provare a raggiungere la perfezione toccata dal regista di Knoxville, solo in pochi riuscirono a dare un reale contributo e quei pochi riuscirono ad arrivare anche qui da noi - la distribuzione italiana ha in questo senso importato prevalentemente i migliori. All'epoca (parlo di periodo che va dal 1995 al 1999... più o meno) io ero letteralmente affamato di film criminali/cool/cazzuti come a Pulp Fiction perciò, quando nel 1997 arrivò dopo due lunghissimi anni Cosa fare a Denver quando sei morto, ovviamente mi fiondai a vederlo e ovviamente divenne uno dei tanti miei cult (sono uno dal cult facile, lo so!).

cosa fare a denver
Nel corso degli anni Cosa fare a Denver quando sei morto è rimasto si nel mio cuore ma comunque in una posizione gregaria, così nonostante possedessi la VHS quando mi capitava di rivedere un film andavo spesso a prendere i must - che poi spesso, se rivedevo un film, era per fare opera di educazione e diffusione a parenti, amici o avventori. Comunque tutto ciò era per dire che Cosa fare a Denver quando sei morto mi è sempre piaciuto ma non me lo sono inculato più di tanto, almeno non quanto si sarebbe meritato.
E mi dispiace pure, perché è un film figo, girato bene, con un cast da paura che interpreta bei personaggi, una Denver cattiva e spietata e seppure il plot sia semplice e lineare il gioco funziona alla grande. 

Un film che ha pagato l'essere venuto al mondo dopo Pulp Fiction
Ok, resta comunque due o tre scalini al di sotto del predecessore ma una rivalutazione secondo me se la merita.

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23 ottobre 2012

No habrá paz para los malvados - Enrique Urbizu

No habrá paz para los malvados
No habrá paz para los malvados è il film che ha sbancato ai Goya 2012... e 'sticazzi pure direbbe qualcuno. Considerando comunque rispettabile l'opinione di questo ipotetico qualcuno, tocca tenere presente che i Goya nelle ultime edizioni sono andati a dei film non proprio scontati. Questa considerazione può dire tutto o niente, ma il dato resta e tocca prenderne atto.

No habrá paz para los malvados (la cui traduzione letterale dovrebbe essere Non c'è pace per i malvagi) è un film duro e per la sua quasi interezza di difficile fruizione. Si fatica ad un certo punto a seguire per bene gli avvenimenti, richiede davvero un'alta dose di concentrazione però alla fine, grazie ad una buona regia e all'interpretazione disperata e cattiva (nel senso di cattiveria non di pessima) di José Coronado, la pellicola si tiene a galla e ci regala anche delle belle scene.

Una pellicola questa di Urbizu senza speranza e senza eroi, sicuramente affascinante ma faticosa.

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22 ottobre 2012

Cercasi amore per la fine del mondo - Lorene Scafaria

Come affrontereste un'eventuale e imminente fine del mondo?
Ultimamente al cinema questa domanda sta venendo fuori un po' spesso, e seppur non abbia visto nessuno dei film che sto per elencare tra parentesi (2012, 4:44 Last Day on Earth, Melancholia e Contagion) presumo che le risposte date dai personaggi di questi film non siano proprio rassicuranti.

In Cercasi amore per la fine del mondo, in linea di massima, vengono presi in considerazione un po' tutti gli eventuali comportamenti che il genere umano potrebbe intraprendere nelle sue ultime tre settimane di vita. C'è chi si butta nella distruzione totale con mega riot, chi si lascia abbandonare in party a base di alcool ed eroina, chi scappa semplicemente via, chi continua imperterrito il proprio lavoro fino alla fine e chi invece cerca semplicemente di non restare solo. Quest'ultimo punto segna la partenza dei due eroi di questa storia che, affrontando un viaggio on the road senza alcun scopo reale se non quello di fare effettivamente qualcosa, finiscono col trovare la vera felicità.

La Scafaria mette su un'interessante visione delle fine del mondo, una visione forse un po' troppo romantica ma comunque in qualche modo speranzosa. E sebbene i due protagonisti Steve Carell e Keira Knightley per quanto bravi siano forse un po' troppo stereotipati, con il primo nella solita parte del 40enne triste e sfigato mentre la seconda vivace e un pelo sopra le righe, la regista/sceneggiatrice dà il meglio con la grande schiera di personaggi e caratteri che incontriamo durante il road trip. 

Davvero un bel film, non molto comico ma neanche così tragico però sicuramente romantico.

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21 ottobre 2012

Hatfields & McCoys - Kevin Reynolds

Hatfields & McCoys
"Gli Hatfield e i McCoy sono famosi."
"Famosi per cosa?"
"Per uccidersi l'un l'altro."

Quella degli Hatfield e i McCoy è una storica faida familiare del folclore americano, durata quasi 30 anni. Tutto ebbe inizio con un omicidio scaturito da insulti da saloon, per poi amplificarsi nel corso degli anni tra piccoli screzi, beghe legali, un Romeo e una Giulietta, e soprattutto tanti altri omicidi. Insomma il classico caso di una faccenda sfuggita un po' di mano. 

Questa, a grandi linee, è l'assurda vicenda raccontata da questa miniserie di History Channel, un film per la Tv di oltre 4 ore diviso in tre puntate. La cura tecnica del prodotto è qualcosa di veramente straordinario e non avrebbe in alcun modo sfigurato all'interno delle sale cinematografiche. La lunghezza poi del film permette anche di dare un ampio quadro di quello che è accaduto e, pur non conoscendo nei dettagli (ho dato una sbirciatina su wikipedia) ciò che è successo, confido che History Channel abbia raccontato con precisione storica i fatti. 
Il cast poi è anche di incredibile qualità e vi basti sapere che vi fanno parte Kevin Costner, Bill Paxton e un irriconoscibile Tom Berenger che, assieme a Costner, si è pure portato a casa un meritatissimo Emmy.

Un western eccezionale, un saga incredibile e morti ammazzati come se non ci fosse un domani.

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20 ottobre 2012

La Top 5 #14 - Martello


Trovo le scene con protagonista un martello spesso insostenibili e sinceramente è una cosa che non mando giù. Di fronte a sparatorie, accoltellamenti, esplosioni, pestaggi a mani nude, seghe di ogni tipo o mazze generalmente non faccio una piega. Ma mettetemi una scena col martello e vi assicuro che mie devo sforzare, non poco, per non girare la testa. Perché questo? Perché è facile trovarne uno? Forse perché conosco il dolore provocato da una martellata? È la conoscenza a creare quel senso di fastidio? Siccome scommetto che è capitato anche a voi di auto-infliggervi una sonora martellata sul dito, provate anche voi l'impulso irrefrenabile di distogliere lo sguardo di fronte a scene come quelle qui sotto?

Ecco La Top 5 delle "Scene con Martello" che ho più sofferto.

5 - Casinò
casino hammer

4 - Kill List
kill list hammer

3 - Misery
misery hammer

2 - Drive
drive hammer

1 - Oldboy
oldboy hammer

Tremende!

19 ottobre 2012

Stolen - Simon West

Stolen è film action diretto da Simon West.
Come potete immaginare West è uno che avrà sempre il mio rispetto per il semplice motivo di aver diretto Con Air.

Questo Stolen, come dicevo, è uno di quei film action che meriterebbe un posto d'onore nel cestone del supermercato. Banalissimo, prevedibilissimo, irrealissimo e che si differenzia da Taken di Pierre Morel solo per il fatto che il titolo ha 6 lettere invece di 5 - che poi devo confessare che a me Taken nel suo essere una boiata mi piacque pure, ma un giorno ve ne parlerò.

Ma parliamo un po' del nostro eroe, il sempre e comunque mitico Nic Cage.
I capelli sono rigorosamente osceni, imbolsito come non mai e in più è incapace di farci credere, manco per sbaglio, che gli freghi veramente qualcosa delle sorti della figlia (ovviamente quella finta) rapita da un improbabile freak simil Kurt Cobain.

Cari West e Cage
capisco che ormai avete abbracciato la "Esticazzi Philosophy", ma occhio perché alla lunga uno poi si stanca e non venite a piangere quando i vafxxxxulo vi sommergeranno.
Io ve l'ho detto.

18 ottobre 2012

Indovina perché ti odio - Sean Anders

L'ultima volta che Sandler è apparso tra queste pagine è stato un paio di anni fa con Un weekend da bamboccioni che non mi aveva proprio entusiasmato (e tanto per essere chiari è un eufemismo che sta ad indicare che mi ha fatto moderatamente cagare). Mi ci sono voluti 2 anni per dare a Sandler un'altra chance... lo so che sono duro ma spero che abbia imparato la lezione.

That's my boy (titolo originale del film) è un film con Adam Sandler, peculiarità questa che comporta tutta una serie di cose che non vi sto a dire ma che se conoscete un minimo la sua filmografia capirete benissimo. Personalmente, avendo apprezzato in passato il buon Adam e il suo humor fatto di birra e volgarità, sono ben conscio delle sue potenzialità demenziali così nel ritrovarmelo in un film volutamente e stupidamente esagerato lontano dalla tendenza dei "film per famiglie", mi ha fatto veramente piacere. 
Le gag proposte sono spesso di un basso imbarazzante, ma se prese con piglio goliardico (diciamo in stile anni '80) il divertimento è assicurato.

Ottimo come sempre il cast di contorno, con Andy Samberg (mito personale dopo Hot Rod), Milo Ventimiglia, Will Forte, Vanilla Ice e le partecipazioni di James Caan e Susan Sarandon.

Indovina perché ti odio è un film con stripper ciccione, beauty farm, strani tattoo, traumi infantili e il sogno adolescenziale. 

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17 ottobre 2012

Beverly Hills Cop II - Tony Scott


"Quanto ci mette di solito a depilarsi le gambe?" "Devo supporre che si tratti di un complimento..." "No, a dire il vero cercavo solo di offrirle il mio aiuto!" "Non credo che accetterò..."

Dopo aver fatto un film clamoroso e mitico come Beverly Hills Cop, qual è secondo voi la migliore delle mosse possibili per un sequel? Ovvio, farlo girare a Tony Scott.

beverly hills cop 2
Tony all'epoca di Beverly Hills Cop II non era certamente un cult man riconosciuto com'è oggi, aveva fatto giusto un paio di film e gli mancava ancora qualche anno per raggiungere la fama di action-director. Però che succede, qualcuno ha l'intuizione che il ragazzo è uno con le palle - secondo me è stato Jerry Bruckheimer - e gli affida la regia. 
Ti voglio bene Jerry!

Il risultato è come sappiamo sorprendente, così tanto che non solo riesce ad eguagliare il primo film del 1984 ma addirittura a superalo, infondendo un qualcosa in più aumentando, quantitativamente e qualitativamente, l'escalation action. Eddie Murphy e in formissima e pronto a spaccare, si amplifica la componente buddy dando maggior risalto ai due sbirri Rosewood e Taggart e si condisce tutto con la chicca della cavalla glaciale Brigitte Nielsen.

Era praticamente ovvio che ne sarebbe uscito fuori un secondo mitico.

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16 ottobre 2012

Hunger Games - Gary Ross

Devo ammettere che partivo molto prevenuto verso Hunger Games aspettandomi una roba tipo melensissima e sfrangia-palle alla Twilight. Non sto certo dicendo che sia un capolavoro, ma un sei meno secondo me se lo merita.

Per prima cosa, secondo me, 142 minuti, cioè due ore e venti, sono veramente troppi. Specialmente se bisogna aspettare 70 minuti per avere un minimo di azione. Capisco che il target film per ragazzi deve essere rispettato e che non si può mostrare la dura e cruda mattanza in modo, diciamo, pornografico, ma quello che non si vede a me è sembrato esagerato.
Ma sorvolando sulla mancanza di parti veramente interessanti, che vengono quasi del tutto celate, è il resto della storia che in più di un'occasione mi ha fatto veramente cadere le braccia. Ad esempio restando sempre in zona survival, per tipo quindici minuti abbiamo la nostra protagonista appollaiata sugli alberi. Ma che davvero? Quindici minuti? Erano necessari? Per non parlare poi di tutte le manfrine nella preparazione o di lei che si dispera nel bosco oppure delle scene di casta passione.

Anche il personaggio della ragazza non l'ho proprio apprezzato del tutto, mi sembra un pelo paraculo renderla completamente innocente non facendole mai ammazzare nessuno se non per difesa oppure lasciando fare a un altro. E tutto basato sugli omicidi, se lei non uccide perché vince?

Ripensandoci gli do un 5 considerando anche che è un mix-up per teens di roba come Battle Royale, L'implacabile, The Condemned e di parecchie altre cose che vanno da Orwell a Rollerball fino a Fahrenheit 451. Interessante però il nutrito cast con Jennifer Lawrence, Wes Bentley, Stanley Tucci, Elizabeth Banks, Donald Sutherland, Woody Harrelson e Lenny Kravitz.

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15 ottobre 2012

Battleship - Peter Berg

In Battleship ci stanno un casino di esplosioni.
E la trama l'ho detta... andiamo avanti.

Per prima cosa se fate parte delle seguenti categorie: estremisti del pacifismo, anti-americani, estremisti del cinema impegnato e/o con dei contenuti, vegani, organizzatori di un qualche cineforum che prevede alla fine un dibattito e/o esercenti di una sala d'essai, possessori di giacche con le toppe sui gomiti o se rientrate in quel 93% di donne che si schifano per un rutto e avete deciso che questo sarà il vostro film per la serata sappiate che state toppando alla grande.

Battleship rientra in quella categoria di film da vedere in stato comatoso. Non necessita di alcuna attività cerebrale. Uno di quei film che se durante la visione ricevete una chiamata o vi scappa quella grossa potete tranquillamente non mettere in pausa. E dura pure 2 ore. Avete presente un film di Michael Bay? Be, siamo lì.
Quindi, dov'è il problema? Di solito io sono uno che esalta stronzate del genere. Il problema sta nell'assoluta mancanza di ironia, di personaggi veramente cool o di qualsiasi battuta degna di memoria.
In spiccio way si prende troppo sul serio.

La regia di Berg (quello di Cose molto cattive) è adatta per questo fracasso-movie e, come già detto, sembra sia stato posseduto dal Bay-Touch. Il cast se la cavicchia, ma alla fine resta abbastanza anonimo e con un Liam Neeson sprecatissimo. L'intro della pellicola, che sarebbe dovuta essere la parte più comica, è copiata (cioè hanno proprio fatto ctrl-c/ctrl-v) da questo famoso video che gira da anni su internet


e gli alieni sono tanti Halo.

Battleship alla fine è una cazzata di 2 ore con le esplosioni e, se siete ben disposti ad accettare la cosa è probabile che siate pure intrattenuti... e ricordatevi che dovete tifare USA!

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