30 novembre 2012

Travolti dalla cicogna - Rémi Bezançon

[Quel che segue mi è stato raccontato da una fonte anonima. Perciò lascio a voi decidere se trattasi di storia vera o inventata. Io, da parte mia, mi limito solo a riferire e cercherò di non far trapelare alcun giudizio in merito.

La voce che mi è giunta narra della genesi del titolo italiano dato al film Un heureux événement (Un lieto evento tradotto in italiano). Secondo quanto riferitomi il fattaccio si è svolto negli uffici della Videa CDE (e su questo ci si può facilmente credere poiché sono effettivamente loro a distribuire la pellicola sul suolo italico). Ma la storia va ben oltre perché, sempre secondo la mia fonte anonima, la scelta del suddetto titolo non è stata una cosa facile. Egli mi ha infatti riferito di una riunione che è durata qualcosa come 4 giorni ininterrotti.  Discussioni accesissime, urla e pianti, minacce di morte, fazioni e alleanze nate e morte durante il meeting ecc. Mi ha raccontato di un testa a testa brutale, durato ben due giorni, tra il consiglio di amministrazione - con in più la centralinista e l'addetto stampa - e il reparto creativo - che avevano però dalla loro il ragioniere/tesoriere e il grafico. I primi spingevano per Travolti dalla cicogna (l'anonimo, nonché maligno, ha aggiunto che ha vinto il CdA minacciando un licenziamento di massa) mentre i secondi volevano osare con il temerario E alla fine sgravò!
Detto questo personalmente non saprei dire se quanto appena detto sia verità o finzione, io preferisco non esternare il mio pensiero ma mi permetto di chiudere con questa considerazione. Cari amici della Videa, cagata per cagata quello dei creativi avrebbe portato il film nella memoria collettiva per almeno una decina d'anni.]

Ora però è il caso che dica anche due paroline su questo Travolti dalla cicogna.
Il film viaggia sulla sufficienza. È un po' al di sotto degli elevati standard a cui ci ha ormai abituato il cinema d'oltralpe e che personalmente mi aspetto. Si parte come se fosse una commedia frizzantina, personalmente mi ha ricordato un po' quella robetta alternativa-radical chic del cinema  indipendente americano (mi riferisco a tutta la scena dei DVD, per quanti hanno visto il film), che poi però gradualmente cala nel drammatico. L'idea che mi sono fatto è che Bezançon, incerto su che strada prendere - commedia? dramma? abbattere i tabù sulla gravidanza? - abbia un po' incasinato le cose mettendoci dentro un pizzico di questo e un pizzico di quello in maniera direi randomica.

Bravi comunque gli attori, con la bella Bourgoin che si concede parecchio mostrando spesso e volentieri le sue grazie.

29 novembre 2012

Terror Train - Roger Spottiswoode

terror train
Terror Train è uno slasher di inizi anni '80 che ricalca un po' il successo di Un Natale rosso sangue o Halloween, da quest'ultimo prende anche l'attrice protagonista Jamie Lee Curtis. La pellicola non è riconosciuta come un must del genere e, seppur non sia un brutto film, è anche giusto che non lo sia.

Il film sa intrattenere ancora bene anche se cominciano a farsi sentire gli anni. Il plot è abbastanza pretestuoso persino per uno slasher, tanto che in alcuni punti si denotano forzature. Ottima invece è stata l'intuizione di ambientare la vicenda all'interno di un treno a vapore, il quale con la sua claustrofobica particolarità ha aiutato parecchio l'economia dell'azione. Interessante e di baviana memoria la fotografia, ricercata e molto colorata, ma soprattutto capace di delineare e caratterizzare i vari ambienti del treno. Come altra nota felice vorrei far notare anche la scelta di aver inserito la festa in maschera, particolarità non banale che riesce a dare sia colore che un senso straniante alla vicenda. 

Terror Train ripeto non è un brutto film, ha in se parecchie cose positive e una visione se la merita sicuramente, ma non è un cult.

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28 novembre 2012

Ghostbusters - Ivan Reitman


"Beh, dove sta il problema? Avete visto, è un marinaio, è qui a New York, lo portiamo a scopare ed abbiamo risolto il problema!"

Molti sono stati gli eventi accaduti nell'anno di grazia 1984.
Ad esempio: Al Bano e Romina vincono Sanremo; muoiono Berlinguer, Irina Gandhi e quello che, leggenda vuole, sia stato il paziente zero dell'AIDS; Maradona passa al Napoli; viene presentato il primo computer della Apple; nasce Frank Manila; Mastelloni dice una bella bestemmia in diretta Tv; vengono dati alle stampe album come Born in the USA, Ride The Lightning dei Metallica e quello su "la fava grossa" di Madonna; al cinema escono autentici cult come Karate Kid, C'era una volta in America, Terminator, Scuola di Polizia, Nightmare, Alba Rossa e appunto Ghostbusters
- Ora provate e immaginare quale tra questi sia stato quello a cui sono più affezionato! -

ghostbustersVi starete chiedendo (probabilmente no, ma tanto ve lo dico lo stesso) il perché di questa lista di avvenimenti. La motivazione, tanto idiota quanto semplice, è che non volevo partire in quarta, in preda a esaltazione, per poi ritrovarmi, a causa di mancanza di parole, un post di due sole frasi del cazzo che non dicono nulla.

Ok. Vi confesso che in realtà, preso dall'emozione, ho effettivamente cominciato a scrivere il post e che mi sono bloccato a sole due frasi. Queste due frasi:
Ghostbusters, cari miei, è uno di quei cult, ma talmente cult, che manco ve lo sto a dire. Ghostbusters non solo è un film Mitico (appellativo che spesso appioppo per meri fattori nostalgici) ma è tipo giga-Mitico.
E ho detto tutto!

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27 novembre 2012

The Girl - Julian Jarrold

the girl
Interessante film per Tv della HBO e BBC sul morboso rapporto tra Tippi Hedren e Alfred Hitchcock sui set de Gli Uccelli e Marnie.

A dirla tutta l'ossessione che il maestro Hitchcock sviluppa verso la sua nuova bionda non viene proprio indagata a fondo, tutto si sviluppa in modo mono-direzionale verso la Hedren lasciando un po' al di fuori gli altri personaggi cardine. Questo credo perché quel che si preme raccontare è come la Hedren abbia vissuto questa particolare esperienza. Quindi abbiamo le cause e non gli effetti.
Nell'osservare la storia si nota però che i comportamenti assurdi e dittatoriali (cioè proprio roba da denuncia) del regista hanno fatto si che i sentimenti reali della Hedren coincidessero con quelli da riportare in scena, quindi fa salire un po' il dubbio che la manipolazione effettuata da Hitch sia stata almeno in parte voluta e servile per la riuscita del film e che la narrazione sia forse un po' troppo "dalla parte" dell'attrice.

Sul piano prettamente tecnico sono molto interessanti le ricostruzioni dei set de Gli Uccelli e di Marnie, poiché ci mostrano in che modo sono state girate, con tanto di sacrifici fisici e mentali della Hedren, alcune di quelle scene che ormai fanno parte della storia del cinema.

Jarrold alla regia si difende abbastanza bene, però tocca dire che ho storto un po' il naso in occasione di alcuni frame in puro stile "filmino del matrimonio".
Sul reparto attoriale sia Sienna Miller, che interpreta Tippi Hedren, che Toby Jones, nei panni di Hitch, sono molto credibili facendo un lavoro che definirei facilmente ottimo.

The Girl si rivela essere un ottimo e interessante film per la Tv che però farà odiare Hitchcock... almeno sul lato umano.

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Piccolo trivia, in scena c'è anche una giovanissima Melanie Griffith figlia reale di Tippi Hedren.

26 novembre 2012

Le Belve - Oliver Stone

le belve
Guardando Le Belve e tutto lo svolgimento iper-incasinato mi è tornato alla mente Guy Ritchie e il suo cinema, nello specifico mi è venuto il mente RocknRolla. Perché proprio RocknRolla e non Lock & Stock? Perché RocknRolla aveva quell'aria da "si è caruccio, ma non mi convince fino in fondo". 
Le Belve è così, caruccio ma niente di più.

Ha cose interessanti al suo interno, sia ben chiaro. Una trama discreta, un paio di personaggi abbastanza fighi e ben interpretati come quelli di Benicio del Toro e Salma Hayek, un buon ritmo e tante altre cazzatine. Ma alla fine quel che resta è come un film vuoto, fatto di sola apparenza, con una ricerca continua del cool e con tanti giochetti visivi che, a conti fatti, un vero scopo (come potrebbe essere quello estetico o di linguaggio, o altro) non hanno.

Un film che non ha alcuna forza, non ha alcun motivo per essere ricordato se non per delle virate in bianco e nero messe un po' a cazzo e/o i capelli osceni di Del Toro
Molti l'hanno confrontato a Natural Born Killers ma è tutto inutile perché, secondo me, è uno spreco di tempo scomodare un film come quello, così carico di significati e cool fino all'inverosimile.

Natural Born Killer è figo nell'anima, Le Belve è caruccio ma niente di più.

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25 novembre 2012

L'uomo ombra - W.S. Van Dyke

uomo ombra
Classico del giallo americano, L'uomo ombra è stato tratto dal romanzo omonimo del grande Dashiell Hammett.

Peculiarità e fortuna del film, dal quale sono partiti ben 5 sequel, è data dal fatto che non si tratta del tipico noir torbido. La parte gialla, per intenderci quella dell'indagine, resta comunque molto ben intrigata e sviluppata ma ciò che lo distingue dalla massa di suoi simili è la sua seconda faccia da commedia sofisticata.

Tanti sono i siparietti presenti tra i quali si segnala il finale, con tutti i sospettati convocati in un solo luogo, che definirei frammisto geniale di commedia e giallo alla Poirot. L'inedita coppia di investigatori con cagnolino, i coniugi Charles, sono un vero portento tanto che quando sono presenti in scena non si può non sorridere tra gag, battute e litri d'alcool. Il merito senza dubbio va ai due attori che interpretano la coppia, William Powell e Myrna Loy, affiatatissimi e letteralmente di un'altra classe.

Come già detto anche l'intrigo, che resta comunque l'elemento centrale del film, è di alto profilo, abbastanza complesso e ben architettato... ed essendo di matrice hammettiana non poteva che essere altrimenti.
La regia di Van Dyke, che è stato uno dei pionieri del cinema americano avendo cominciato nel periodo in cui il cinema stesso è cominciato (almeno come industria), è in linea con lo stile dell'epoca ma riesce comunque a giostrarsi bene facendo incastrare alla perfezione la doppia natura del film.

In parole spicce questo è un classico imperdibile.

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24 novembre 2012

Sondaggio: Mezzi di trasporto


So per certo che molti di voi hanno sognato di possedere o anche solo guidare molti dei mezzi di trasporto visti nei film. Non vi resta altro da fare che sceglierne uno tra quelli elencati (e non) e dire la vostra. Come potete vedere alcuni sono mezzi che nella realtà esistono, altri un po' meno.

Quale mezzo di trasporto vorreste guidare?


Il sondaggio precedente Va' e uccidi è stato vinto da Leon
Per questo avete tempo fino al 7 Dicembre.

23 novembre 2012

Zack and Miri Make a Porno - Kevin Smith

Do per scontato che voi sappiate quanto io adori Kevin Smith.
Anche se da queste parti è apparso poco (con Clerks e Red State), ve lo ribadisco così da non creare incomprensioni. 
IO ADORO KEVIN SMITH!

Zack e Miri è l'ultima vera commedia del Nostro, in seguito c'è stata quella cosa di Poliziotti Fuori (che non è "un film di Smith" e quindi non lo considero tale) e Red State.

Il film si nota, sin da subito, essere di passaggio. Ci sono, difatti, elementi tipici del cinema smitthiano (la caffetteria, la pornografia, i gay, l'hockey, Jason Mewes e Jeff Anderson), ma ne mancano anche alcuni (il tanto caro Jersey o attori feticcio come Ben Affleck o Jason Lee). È la prima collaborazione con Seth Rogen, all'epoca ancora astro nascente della commedia americana, che si dice abbia iniziato Smith all'uso di marijuana. La presenza di Rogen nel film si sente moltissimo sul piano narrativo, facendomi notare una sorta di iterazione tra i due modi di vedere la commedia. 

Il risultato comunque è ottimo. La pellicola funziona, diverte moltissimo e l'uso della pornografia come base per la storia romantica è a dir poco geniale.
Interessante poi il cast che vede, oltre ai già citati Rogen, Mewes e Jefferson, anche Elizabeth Banks, Craig Robinson, l'ex-pornostar Traci Lords, la pornostard Katie Morgan, con piccole apparizioni di Justin Long, Brandon Routh, Tyler Labine e Tom Savini.

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22 novembre 2012

Lawless - John Hillcoat

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Tre fratelli sono al centro di Lawless, tre fratelli dediti alla fabbricazione e al contrabbando di alcool nell'ignorante provincia americana durante l'epoca del proibizionismo.

La nuova pellicola di Hillcoat e Cave torna ancora una volta a raccontare dei rapporti tra tre fratelli banditi, ma sebbene Lawless si possa facilmente ascrivere alla lista dei bei film non può però competere, per potenza di impatto, con La Proposta, film del 2005 e loro precedente collaborazione.

Ciò che quel La Proposta aveva come marcia in più era forse un senso maggiore di disperazione, un senso di inevitabilità e quella consapevolezza da tragedia classica che ti fa sperare ben poco per le sorti dei protagonisti. Dalla sua Lawless ha l'essere basato su fatti realmente accaduti, i quali sebbene rendano più reale quel che viene raccontato è anche vero che annullano quelle intuizioni che erano de La Proposta il punto forte.

Detto questo, Lawless resta comunque un film molto ben fatto, con una sceneggiatura precisa e puntuale e con dei bei personaggi. Ad interpretare questi poi abbiamo alcuni dei migliori attori che offre la piazza come: Shia LaBeouf, che se la cava meglio rispetto alle ultime prove offerte; Tom Hardy, come sempre il più cool di tutti; un cattivo e viscido Guy Pearce, con tanto di acconciatura improponibile; e a seguire Gary Oldman, Jessica Chastain, Mia Wasikowska, Jason Clarke e in una particina Noah Taylor.

Hillcoat dirige tutta la baracca con mestiere, sapendosi ben destreggiare tra gli spazi e i personaggi, tra ambiente e rapporti personali. 

Un bel film, non memorabile, ma un bel film.

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21 novembre 2012

Karate Kid - John G. Avildsen


“Questo è un dojo di Karate, non una scuola di ricamo. 
Lei non può venire da noi, lanciare una sfida e poi andarsene, amico.

karate kidSe avete letto il post dedicato a Il ragazzo dal kimono d'oro, già sapete che Karate Kid è stato un tassello importante della mia esistenza.

La visione di Karate Kid fu come travolgente. Lo vidi la prima volta in tv credo verso i 5 o i 6 anni di età, e cominciai subito a imitarne le mosse pur non avendo ricevuto alcun training. A tal riguardo chiesi a mio padre di lasciarmi pittare lo steccato, ma lui mi fece notare che vivevamo in un condominio quindi dello steccato me sarei potuto pure dimenticare. Incalzai subito tirando in ballo la macchina, ma la risposta fu un semplice "Vedremo!".
Il training alla karate kid non iniziò mai, ma continuai comunque ad esercitarmi arrivando a saltare addirittura tutti gli step per concentrarmi esclusivamente sulla Mossa della Gru... che a parer mio riusciva anche benissimo. Quando poi cominciai a fare karate come si deve, arrivò la prima grande delusione della mia vita con lo scoprire che, nella palestra che avevo iniziato a frequentare, la fatidica mossa non l'avrei mai imparata e tanto meno mai usata.
Le ore passate davanti allo specchio, in un niente, finirono letteralmente nel cesso.

Essendo Karate Kid una specie di Rocky per piccini fu chiamato a dirigere la baracca Avildsen, e la scelta ovviamente fu azzeccatissima, tanto che il film ebbe un successo clamoroso da aver generato ben 3 sequel, un reamke e svariate imitazioni. Col passare degli anni, e delle visioni, cominciai anche a provare un pelo di empatia per i ragazzi del Cobra Kai. Nel senso che pur essendo stronzi, mi facevano quasi pena per come venissero plagiati dal loro maestro... e poi tocca dirlo, Daniel San è un coglionissimo e almeno in un paio di occasioni le mazzate se le va a cercare. Non sto certo giustificando le azioni bullistiche dei biondini, ma tocca dare a Cesare quel che è di Cesare. 

Karate Kid ad oggi è ancora un mega-film senza se e senza ma, nel rivederlo si scopre anche una sotto-trama proletaria, uno scontro tra ricchi e poveri il cui fulcro, molto probabilmente, avviene nella scena motocross vs. bmx.
Almeno, così credo!

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20 novembre 2012

Take Shelter - Jeff Nichols

Alla sua seconda prova il giovane regista Jeff Nichols torna a collaborare con Michael Shannon, già protagonista del precedente e molto bello Shotguns.

Take Shelter racconta di fobie, paranoie, malattia mentale, incertezza sul futuro, catastrofi e famiglia ma più che le tematiche, che restano comunque importanti e attuali, è l'approccio che Nichols ha scelto di dare a queste che rendono il film peculiare e altamente interessante. Infatti, invece di buttarsi sul drammone strappalacrime o esistenziale, modi comunque già usati e un pelo faciloni se non adoperati alla perfezione, Nichols opta per un qualcosa di più visionario, con sprazzi di thriller se non addirittura di horror. Riesce, in più, a costruire anche una tensione latente per tutta la durata della pellicola, che porta lo spettatore a stare sempre sul chi va là aspettandosi costantemente uno scoppio improvviso di violenza. Questa, che comunque non manca, viene stemperata e sfogata attraverso le scene oniriche ma il suddetto sfogo non si compie mai appieno, creando il solo risultato di accrescere la sensazione.

Il protagonista Michael Shannon da parte sua, conferma la bravura già mostrata in Shotguns portando sulla scena un personaggio pacato ma al tempo stesso iper-sfaccettato, riuscendo nell'immane impresa di riuscire a far percepire, senza strafare visivamente, un tormento interiore di proporzioni bibliche.

Take Shelter, anche se gioca con le paure dell'uomo comune, è senza ombra di dubbio uno dei film più belli visti in questo 2012 per la sua potenza visiva, la sua narrazione, il suo essere spiazzante e incredibilmente vero.

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19 novembre 2012

Shotgun Stories - Jeff Nichols

Shotgun Stories, esordio del 2007 di Jeff Nichols, è una gemma grezza e ruvida che ci porta a guardare all'interno della profonda provincia americana. Tra ferite mai rimarginate e voglia di un qualcosa che non si potrà mai ottenere.

La faida che si racconta, causata molto tempo prima degli eventi mostrati, si basa su carenze affettive, quindi su sentimenti, e per questo il sangue versato non porterà mai a nessuna risoluzione ma solo ad altro odio. Una storia dura, per certi aspetti anche comprensibile ma di certo non giustificabile. Per raccontarla Nichols sceglie la via della sottrazione, rinunciando a qualsiasi elemento che potrebbe creare spettacolo nonostante si sfiori più volte il thriller. Anche le scene di violenza vengono in parte nascoste, si preferisce di più il prima e il dopo dei fatti, si preferisce mostrare gli uomini.

Tra questi spicca per intensità Michael Shannon, attore che tornerà con Nichols in Take Shelter e Mud, bravo nel rappresentare un uomo sofferente sopraffatto dall'inutilità della violenza, la quale porta  a trovarsi, suo malgrado, in un ambiguo stato di attrazione e repulsione.

Shotgun Stories non è un film perfetto, non è un film di intrattenimento, non vuole dare alcuna morale e non pretende di essere compreso. Mostra solo il dolore di anime in pena.

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18 novembre 2012

Great Expectations - Brian Kirk

great expectations
Adattamento BBC del classico dickensiano Grandi Speranze.
Come al solito la miniserie, divisa in tre puntate, proposta dalla rete nazionale britannica è ineccepibile, ben fatta e presumo (ovviamente il romanzo da cui è tratto non l'ho letto) anche abbastanza rispettosa della matrice.

La trama è leggermente intrigata nonché complicata per essere descritta in poche righe, ma se proprio volete posso dirvi che in linea generale siamo di fronte ad una storia sulla crescita, la maturità, la ricerca di se stessi e del proprio ruolo all'interno della società. Come detto poco sopra il prodotto è eccellente, in particolare spiccano per accuratezza costumi, scenografie molto dettagliate e una ricercata e variegata fotografia capace di descrivere, e dare identità visiva, ad ambienti e periodi narrativi.
Anche il cast, altra ovvietà della BBC, è di prim'ordine sebbene i più conosciuti siano solamente Ray Winstone e l'ex Dana Scully Gillian Anderson, quest'ultima di una bravura imbarazzante.

Se poi vogliamo trovare un piccolo neo ho trovato un po' gettato via il finale, ma potrebbe anche essere una peculiarità ereditata dal libro o una mia semplice impressione.

Great Expectations è un signora miniserie che non delude le aspettative e conferma l'ottimo stato di forma della Tv d'oltremanica.

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17 novembre 2012

La Top 5 #16 - Serial Killer

top 5

La Top 5 dei miei assassini seriali del cinema preferiti. 
[Specifico "del cinema" per non confondere... cioè, non ho fatto anche una classifica di quelli veri. Non sarebbe carino, anzi sarebbe proprio sbagliato. Un fail di quelli ultra clamorosi con ricovero coatto. Ok? Tutto chiaro? È importante. Non mi voglio ritrovare gli infermieri che mi bussano la mattina presto che sto ancora dormendo e che quando apro la porta coi capelli scompigliati, le occhiaie e i segni del cuscino in faccia subito dicono  "Alvà, hai visto che faccia? Se vede popo che questo nun ce sta de capoccia!".]

SERIAL KILLER

5 - Mickey e Mallory Knox (Natural Born Killers)
Mickey e Mallory Knox sono sicuramente la coppia più schifosamente depravata e perversa di merdosi delinquenti che ho avuto il dispiacere di avere davanti agli occhi. Per dirla tutta quei due rottinculo sono la prova vivente di come hanno smerdato questo sistema, Scagnetti. (cit. Mickey)
Natural Born Killers

4 - Frank Zito (Maniac)
Ora sei mia per sempre. E ne sono felice (cit. Frank Zito)
alt

3 - Patrick Bateman (American Psycho)
Amo vivisezionare le ragazze. Sapevi che sono totalmente pazzo? (cit. Patrick Bateman)
american psycho

2 - John Doe (Se7en)
Credo che l'invidia sia il mio peccato (cit. John Doe)
seven

1 - Norman Bates (Psyco)
Il migliore amico è la propria madre (cit. Norman Bates)
psyco

16 novembre 2012

Ruby Sparks - Jonathan Dayton, Valerie Faris

ruby sparks
Dopo il meritato successo ricevuto con Little Miss Sunshine, la coppia di videocclippari Dayton e Faris torna sul grande schermo con questo Ruby Sparks, film scritto dalla giovane attrice Zoe Kazan (nipote di Elia Kazan e findatina di Paul Dano).

L'idea di base del film gioca sulla finzione che diventa realtà, un po' come accade anche in Vero come la finzione. Ma mentre il film con Will Ferrell mostra gli effetti inflitti sulla vita del personaggio di fantasia divenuto consapevole della sua sudditanza, questa volta si sposta tutta l'attenzione sullo scrittore e sul suo ruolo di vero e proprio padrone. La macchina da scrivere diviene quinti strumento diabolico di controllo supremo, che piega al volere di chi digita il potere di condizionare la "vita" del personaggio da lui creato e tanto amato, andando a creare una vera e propria autocratica storia d'amore. E come ogni forma di potere, anche in questo caso, il potere è destinato a portare sia gioie ma soprattutto dolore.
Lo so che quanto detto potrebbe far sembrare il film più un fantasy dispotico che altro, ma tenete sempre presente che viene messo tutto su un piano di plausibilità e che i toni sono mantenuti tra la commedia, il dramma e talvolta anche il grottesco... insomma come Little Miss Sunshine.

La pellicola funziona molto ma molto bene, c'è chi lo ha anche preferito al precedente film della coppia registica, i quali confermano la loro bravura di cantastorie. Bravi i due protagonisti, Paul Dano e Zoe Kazan, così come i vari attori che impersonano i personaggi di contorno tra i quali Elliott Gould, Steve Coogan, Annette Bening e Antonio Banderas

Io ancora non ho capito se lo preferisco a Little Miss Sunshine, ma gli va comunque pericolosamente vicino. Ad oggi comunque è uno dei film più belli del 2012.

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15 novembre 2012

Jimmy Bobo - Bullet to the Head - Walter Hill

bullet to the head
Bullet to the Head è un film di Walter Hill con protagonista Sylvester Stallone, dando per scontato che i precedenti di questi due signori siano noti a tutti salto le presentazioni.

Quella vecchia canaglia di Walter non tornava dietro la macchina da presa da un po', ha fatto giusto qualcosina per la TV recentemente, ma al cinema era proprio da tanto che mancava. Stallone invece non solo è sempre stato presente in modo abbastanza costante ma è tornato addirittura in auge negli ultimi anni con il tamarro revival de I Mercenari.
Tutto ciò per dire solo che se questi due nomoni, che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli anni '80, fanno un film... beh, io lo devo andare a vedere.

Bullet to the Head, tratto da una graphic novel di un tipo francese o belga (credo), è ignoranza pura. Viene ripresa un po' la formuletta della strana coppia, tipo come quelle di 48 ore o Danko, anche se la parte comica è molto più contenuta rispetto ai due film appena citati. La suddetta comicità anche se poca è però in perfetto stile anni '80, cioè senza fronzoli, affettata, concisa e virile. La trama è di un hard boiled terra terra e va benissimo così, poiché la pellicola viaggia che è una meraviglia senza deviare mai in assurdi ghirigori ma restando concentrata sull'obiettivo.
Quel'è l'obiettivo? L'obiettivo è mettere il più possibile in scena energumeni che si pestano come fabbri sottopagati (tra questi troviamo oltre al già citato Stallone, che funziona parecchio bene, anche Jason Momoa, che altri non è che quella branda di Khal Drogo di Games of Thrones).

Insomma un filmettino niente male dove si danno certi cartoni come se non ci fosse domani (se le danno pure con le asce, capito come?), con tante belle scenette molto action e parecchio sangue sparso, parecchio quasi  per gioco.

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PS - Non so se il poster sia quello ufficiale, per ora ci accontentiamo aspettando aggiornamenti nel prossimo futuro.

14 novembre 2012

Black Rain - Pioggia sporca - Ridley Scott


"Vi pioverà tanta di quella merda addosso che maledirete il mio nome tra una doccia e l'altra!"

Quando un thriller non poteva essere considerato tale se dentro non ci mettevi qualcosa di asiatico. Perché l'Asia nei thriller anni '80 tirava un casino.

Siamo tutti d'accordo (credo) che Scott dopo quella fantastica tripletta degli esordi (I Duellanti, Alien e Blade Runner) si sia leggermente adagiato sugli allori. Certo la sua carriera in seguito ha riscosso parecchi successi commerciali, ma le vette raggiunte da quei primi tre film non sono mai state raggiunte. Tra i tanti alti e bassi della sua carriera vi è anche Black Rain

Prima di trasformarmi in una groupie del film, mi tocca premettere che sono assolutamente cosciente del fatto che Black Rain sia ben lontano dall'essere un film perfetto, essendo una pellicola piena di banalità, largamente inverosimile, con parecchia retorica e un sacco di "Noi Americani facciamo come cazzo ci pare e voi giappo di Osaka non capite niente e meno male che sono venuto io... oh, yeahh!!!", che potrebbe facilmente essere letto come un pelo razzista. 
Sono anche cosciente che se l'avessi visto per la prima volta oggi, l'avrei blastato (dall'inglese to blast = distruggere) con tutte le mie forze. 
Ma non è andata così. 
Il film mi ha plagiato quando ero ancora inerme e grazie alla sua semplicità e retorica mi ha fatto suo, rendendolo automaticamente un Mitico. E sempre grazie a questo plagio sono tutt'ora convinto del fatto che gli sbirri giappo di Osaka devono essere istruiti dai poliziotti corrotti di New York.
Capito come sto messo?

Black Rain è un adorabile tripudio di tamarro style di fine anni '80, dal ritmo strepitoso che il buon Tony deve essere stato tanto fiero del fratellone.
Black Rain è un filmone e merita tutti i privilegi dello status di cult... cioè, non manca neanche la ferrea regola del "solo una volta sospeso, lo sbirro risolverà il caso".

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13 novembre 2012

Safe House - Daniel Espinosa

Safe House è un action/thriller, su sfondo spionistico, senza infamie e senza lodi.

Per il suo debutto americano il regista svedese Espinosa (del quale sembra interessante il suo Easy Money), usa tutti le regole e i sotterfugi che il genere ha costruito e fatti suoi in anni di sana attività. Quindi niente di nuovo sul fronte occidentale e pure orientale. Tutto scorre veloce e senza intoppi tra sprazzi di banale intrigo e scene ad alto potenziale action... in pratica, per farla proprio spiccia, siamo dalle parti della saga Bourne.

Ad aiutare Espinosa, che comunque da bravo scolaretto porta a casa il prodotto, troviamo un cast di alto profilo professionale - Denzel Washington, Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson, Liam Cunningham e Sam Shepard - che eleva il film quel minimo da essere "da sala" invece che "da cestone del supermercato". 

Ideale per una serata senza sorprese.

12 novembre 2012

Looper - Rian Johnson

looper
Looper era uno dei film che più attendevo, quest'anno. Perché?
Perché sia il suo regista/sceneggiatore (Rian Johnson) che il suo protagonista (Joseph Gordon-Levitt) avevano dato vita, un po' di tempo fa, a un film bellissimo intitolato Brick.
In più, come motivazione bonus, ci mettiamo la presenza di Bruce Willis... così da chiudere "cerchio".

Looper è un film fantascientifico che gioca su viaggi temporali (o meglio sugli effetti dei viaggi temporali), assassini e destino. Ma attenzione perché non vi dovete aspettare un qualcosa altamente iperbolico e/o da videogame pieno di cazzate hi-tech o ritmi ipersonici. Looper preferisce restare ancorato al reale e mantenere plausibili gli intricati eventi, concentrandosi sulle azioni dei personaggi e sulle loro conseguenze.

Johnson a livello registico regala delle belle scene, sia action che non, giostrandosi bene tra i due spazi temporali nei quali è ambientata la pellicola. Ottimo poi il lavoro svolto da Gordon-Levitt, il quale ha fatto un lavoro straordinario per parlare e muoversi come fosse un giovane Bruce Willis, aiutato anche da un make-up applicativo che gli modifica leggermente i connotati. Nel cast poi c'è da segnalare anche la presenza di Emily Blunt, Jeff Daniels, Paul Dano, Piper Perabo e l'inquietante bimbetto di cinque anni Pierce Gagnon... quest'ultimo è qualcosa di veramente incredibile.

Looper è davvero un bel film.
(Chiusura semplice e concisa vince sempre)

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11 novembre 2012

Perché si uccide un magistrato - Damiano Damiani

perché si uccide un magistrato
Quali possono essere i motivi dell'uccisione di un magistrato? 
Per rispondere a questo quesito Damiani prova a scardinare, con un film tra il sociale e poliziesco, l'intricata trama di collisioni, corruzione, voltafaccia, teatranti, politici, affaristi e quant'altro.

Per quanto mi riguarda il risultato è riuscito, specialmente per via della parte centrale dell'opera che tra le varie indagini e l'immane ambiguità dei personaggi sviluppa un'interessante effetto domino e concatenazione di eventi davvero notevole. Interessante poi è anche il discorso, relativamente marginale, che Damiani fa sui media ed in particolar modo sul cinema (sociale), come un mezzo che cerca di raccontare la realtà attraverso la finzione.

Perché si uccide un magistrato è un film figlio del suo tempo che comunque può essere facilmente attualizzato e trasposto ai giorni nostri, perché alla fine non è cambiato un bel niente e se l'hanno fatto sono solo peggiorate. La regia di Damiani non è di particolar rilievo ma è comunque stata eseguita con mestiere. Bravi nelle loro parti Franco Nero, Tano Cimarosa e Renzo Palmer, facce usuali del b-movie italiota e non solo.

Anche se in molti non hanno apprezzato il finale a me è risultato funzionale e beffardo, ma ci sta che qualcuno possa non averlo apprezzato.

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10 novembre 2012

Sondaggio: Va' e uccidi


Allora, mettiamo il caso che dovete/volete ingaggiare un killer per fare fuori qualcuno voi...

Chi assoldereste?

Ghost Dog (Forest Whitaker) - Ghost Dog0%
Willi Cicci (Joe Spinell) - Il Padrino0%
Mr Shhh (Steve Buscemi) - Cosa fare a Denver quando sei morto0%
13 Samurai - 13 Assassini0%
Fox (Angelina Jolie) - Wanted0%
Jimmy 'The Tulip' Tudeski (Bruce Willis) - FBI Protezione testimoni0%
Nikita (Anna Parillaud) - Nikita0%
Beatrix 'Black Mamba' Kiddo (Uma Thurman) - Kill Bill0%
Harlen Maguire (Jude Law) - Era mio padre0%
Vincent (Tom Cruise) - Collateral0%
Silenzio (Jean-Louis Trintignant) - Il Grande Silenzio0%
Ichi (Nao Omori) - Ichi the killer0%
Derek Zoolander (Ben Stiller) - Zoolander0%
Il Duce (Billy Connolly) - The Boondock Saints0%
Joubert (Max Von Sydow) - I tre giorni del Condor0%
Jef Costello (Alain Delon) - Le Samouraï0%
Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) and Vincent Vega (John Travolta) - Pulp Fiction0%
Raymond Shaw (Laurence Harvey) - Va' e uccidi0%
Cyberdyne Systems Model 101 Terminator (Arnold Schwarzenegger) - Terminator0%
Anton Chigurh (Javier Bardem) - Non è un paese per vecchi0%
Ah Jong (Chow Yun Fat) - The Killer0%
Red Grant (Robert Shaw) 007, Dalla Russia con amore0%
Miho (Devon Aoki) - Sin City0%
John and Jane Smith (Brad Pitt and Angelina Jolie) - Mr. e Mrs. Smith0%
Léon (Jean Reno) - Léon0%
Bullseye (Colin Farrell) - Daredevil0%
Robert Ford (Casey Affleck) - L'assassinio di Jasse James0%
I Mercenari0%
Ray (Colin Farrell) and Ken (Brendan Gleeson) - In Bruges0%
The Jackal (Edward Fox) - Il Giorno dello sciacallo0%
Sentenza (Lee Van Cleef) - Il Buono, il brutto, il cattivo0%
Hit-Girl (Chloe Moretz) - Kick Ass0%
Oddjob (Harold Sakata) - 007, Missione Goldfinger0%
Jason Bourne (Matt Damon) - Saga di Bourne0%
Un Altro, ma te lo dico nei commenti0%
Avete tempo fino al 23/11 Il Sondaggio precedente Interpretarsi è stato vinto dall'idolo delle folle Jean Claude Van-Damme.