13 dicembre 2012

Deadfall - Stefan Ruzowitzky

Deadfall è un thriller senza infamie e senza lodi del regista austriaco Stefan Ruzowitzky, vincitore dell'Oscar nel 2008 con Il Falsario.

La storia si dipana raccontando di tre famiglie, ognuna con i propri problemi, che si ritrovano loro malgrado a confrontarsi. Sebbene tutto voli via con estrema facilità, la sceneggiatura di Zach Dean spesso cade in facilonerie. Non sviluppa al meglio i caratteri dei vari personaggi e si concentra poco sulla parte veramente interessante della vicenda, cioè il confronto finale... che, personalmente, avrei preferito avesse più spazio nel film.

Ottimi comunque gli interpreti i quali però pagano le scelte troppo schematiche di sceneggiatura nonché un approfondimento blando dei rapporti. Quello tra Eric Bana e la sorella Olivia Wilde, ad esempio, sarebbe dovuto essere più morboso, lasciando intendere un forte senso di sudditanza di quest'ultima verso il fratello, ma tutto ciò ci viene solo suggerito lasciandoci anche parecchio perplessi. Il rapporto tra Charlie Hunnam e i genitori (tipici americani), Kris Kristofferson e Sissy Spacek, allo stesso modo non viene indagato a fondo così come viene praticamente buttato via il personaggio di Treat Williams, il quale non si capisce il perché maltratti la figlia Kate Mara, la quale comunque alla fine risulta quella con il personaggio più sfaccettato. 

Ruzowitzky alla regia se la cava bene sfruttando molto gli ambienti innevati e dando un taglio quasi western alla pellicola, con rimandi che vanno a Soldi Sporchi di Raimi e Ore Disperate di Cimino.

Con più attenzione, un leggero spostamento della vicenda e maggiori dettagli sulle relazioni tra i personaggi avremmo avuto un signor thriller invece di un thrillerino.

IMDb 

4 commenti:

  1. se non è né un granché, né nemmeno una gran schifezza da massacrare, mi sa che me lo risparmio. nonostante olivia wilde...

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    1. secondo il mio modesto parere la wilde merita sempre, poi decidi tu ;)

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  2. Non sapevo nulla di questo film e a quanto pare non vederlo non implica chissà quale perdita... però la Wilde...

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