13 gennaio 2013

Estate Violenta - Valerio Zurlini

estate violenta
Per prima cosa è importante inquadrare le vicende di Estate Violenta all'interno della Storia. Siamo nell'estate del 1943, a Rimini. Le truppe alleate sono sbarcate in Sicilia e si iniziano a percepire i primi sintomi della disfatta fascista, fino alle dimissioni di Mussolini del 25 Luglio e le conseguenti rappresaglie perpetuate dai soldati a scapito della popolazione.

È all'interno di questo scenario che la pellicola di Zurlini si inserisce, mostrandoci la spensieratezza, fuori luogo, dei giovani alto-borghesi che si godono tranquillamente le vacanze.
La guerra c'è e il pericolo pure, ma tutto viene filtrato e fatto apparire come lontano. Esemplare è la scena dove gli stessi personaggi cambiando la frequenza della radio per mantenere inalterata la finta realtà che si sono costruiti. Una realtà che è destinata a crollare con la precipitazione degli eventi e con la Storia fa il suo implacabile corso travolgendo tutto e cambiando tutto.

I due personaggi principali sono l'emblema di questa vicenda. Carlo cresciuto all'interno della borghesia, figlio di un gerarca fascista, è completamente svuotate e indifferente agli obblighi civili e morali. La più matura Roberta, che già è stata toccata dalla guerra, è una donna in cerca di libertà che cerca di scrollarsi quell'austerità (sempre borghese) che gli è stata cucita addosso, anche a costo di abbandonare la figlioletta.

Zurlini gira molto bene, anche se si denota una certa teatralità nella disposizione dei personaggi, i quali talvolta tradiscono movimenti molto affettati e innaturali. Resta però ben lontano da ogni giudizio etico e morale, anche se è comunque impietoso nel mostrare i suoi personaggi nella loro superficialità e menefreghismo. Ottimi gli attori Jean-Luis Trintignant nella parte del giovane Carlo, Eleonora Rossi Drago in quella di Roberta, ed Enrico Maria Salerno nella parte del fascistissimo padre di Carlo.

Drammone molto interessante nonché affresco inedito del periodo. 

IMDb

0 commenti:

Posta un commento