28 febbraio 2013

Tower Block - James Nunn, Ronnie Thompson

tower blockDiscreto thrillerino britannico che scivola via in maniera talmente veloce da non dare il tempo, allo spettatore, di realizzare bene se quello a cui sta assistendo sia una ciofeca oppure no.

Il plot è molto semplice e prevede il classico escamotage di persone costrette dentro un edificio poiché fuori c'è qualcuno che li vuole fare fuori. Siamo dalle parti di Distretto 13, Trappola di Cristallo, fino ad arrivare ad Attack the block e F (film sempre british al quale vi partecipò lo stesso James Nunn). E, proprio come F, il film si posizione nella categoria dei "discreti" grazie ad un prima parte molto ben costruita e avvincente e a personaggi interessanti i quali, anche se come al solito rispecchiano un po' tutte le varie categorie di persone, non si possono inserire appieno nella schiera dei buoni, tanto che alla figura del misterioso e oscuro assalitore/killer viene da dargli un minimo di ragione. Unica vera grande pecca è un calo di idee nella seconda parte e un finale un po' troppo buttato lì, quasi a casaccio. 

Tower Block è comunque un b-movie ben fatto, ideale per serate veloci e senza troppo impegno, con un ritmo serrato e un buon spargimento di sangue.

IMDb

27 febbraio 2013

Skyfall - Sam Mendes

skyfall
Ero molto scettico nei confronti del 23mo episodio di James Bond.
Non sono stato mai un vero e proprio fan della serie e infatti quelli che più apprezzo sono le versioni interpretate da Connery e qualcuna di Moore. Cioè le più banali.

Quando nel 2006 venne rinnovato il franchise e ingaggiato Daniel Craig come nuovo 007, la curiosità mi spinse a vederlo. La svolta fisica, l'aggiunta di maggior action e la potenza delle pizze in faccia mi fece garbare parecchio Casino Royale. In seguito uscì Quantum of Solace, c'era ancora il buon Daniel, ma le mie aspettative non furono mantenute. Del film non ricordo granché e quel poco che mi è rimasto è solo un senso di noia. Perciò alla notizia dell'uscita di Skyfall l'indifferenza quasi totale mi ha spinto a concentrarmi su altro.

Devo ammettere che forse sono stato troppo duro con i preconcetti, perché Skyfall è un signor film, ben diretto da Sam Mendes (che non ce lo vedevo proprio alle prese con l'action) e, soprattutto, ben scritto. L'inizio frenetico in Turchia, a dir la verità, per quanto carico di adrenalina, mi ha inizialmente fatto storcere un po' il naso per la troppa somiglianza alla serie Bourne ma, armatomi di pazienza, ho resistito e sono stato ampiamente ripagato. Infatti nel momento di "calma" le cose hanno cominciato a farsi interessanti con: Bond che è tornato a fare James Bond; l'entrata in scena di un istrionico Barden; qualche battutina ironica sui gadget e una trama che cominciava ad avere un senso logico. Ma il tocco di classe è giunto con il contrapporsi continuo e sempre più marcato tra vecchio e nuovo, poi esploso a circa 40 minuti dalla fine con la scelta di "tornare alle origini". Con questo clamoroso salto Skyfall raggiunge un nuovo livello molto galvanizzante che, oltre a regalarti le sequenze migliori del film, ci mostra uno James Bond se vogliamo imperfetto, carico di segreti e tormenti.

Non mi resta che sperare per il prossimo.

IMDb

26 febbraio 2013

Uomini di parola - Fisher Stevens

stand up guys
Uomini di parola (Stand Up Guys il titolo originale) è una commediola geriatrica a tinte crime.
Niente di irrinunciabile, sia ben chiaro, ma comunque guardabile e con delle gag pure simpatiche.

Il punto di forza del film è ovviamente il super trio Pacino-Walken-Arkin nelle parti di goliardici vecchietti buontemponi, che per una notte ripercorrono le baldorie del passato. Qualche scenetta riuscita la si trova, risultano anche parecchio divertenti e mi sto ripetendo, ma sappiate poi sono di grana grossa,   spesso legate al sesso e che comunque si possono contare su una sola mano.

Sotto un punto di vista tecnico siamo sullo standard pieno, la regia di Stevens (ve lo ricordate? era la spalla comica di Kyle Chandler in Ultime dal cielo) non ha alcuno motivo per essere menzionata, sia che la si giudichi da un punto di vista positivo che da uno negativo.
Anonima, piatta e lineare è il suo motto!

Si poteva chiedere di più? Da principio non è che mi aspettassi chissà cosa, anzi credo di essere rimasto anche un pelo stupito dall'auto-ironia dei protagonisti... cioè, almeno non cadono nel ridicolo.

IMDb

25 febbraio 2013

Hitchcock - Sacha Gervasi

hitchcock
Dopo il film per la tv The Girl, ecco arrivare l'altra pellicola, per il grande schermo, su Alfred Hitchcock. Ancora una volta non si tratta di un vero e proprio biopic sul regista, ma su sprazzi ben precisi della sua vita e della sua carriera.

Nella pellicola di Gervasi ci spostiamo indietro di due film rispetto a The Girl, andando a vedere la genesi del capolavoro Psyco, concentrandoci  sull'ossessione del maestro - visivamente riscontrabile nella figura del serial killer Ed Gein -, sulla voglia di portare avanti un progetto rischiosissimo e soprattutto sulla figura di Alma Reville, moglie di Alfred ma anche donna di cinema. Di grande cinema.
Sotto un certo punto di vista, più che la figura di Hitchcock, genio assoluto ma personaggio anche abbastanza tormentato nonché molto particolare (aspetto che viene indagato più a fondo nell'altro film), è quella di Alma che prende il sopravvento nella pellicola di Gervasi. Sarà ciò dovuto alla reale importanza della donna nell'opera del marito o per la bravura di Helen Mirren, sarà per entrambi i motivi, ma tant'è che è lei la figura più affascinante e anche più sfaccettata.

In definitiva questo Hitchcock è una più che discreta pellicola, ben costruita tra sprazzi di biopic, dramma e commedia e piena di bravi attori (abbiamo anche Anthony Hopkins, Scarlett Johansson, Toni Collette, Jessica Biel e James D'Arcy).

IMDb

24 febbraio 2013

Oscar 2013

Anche quest'anno vi tocca sorbire l'inutile giochino del pronostico degli Oscar. Inutile perché l'Academy continua a non darmi credito come consulente, perché non ho visto molte delle pellicole in gara e perché, in fondo (perché nella realtà non si possono ignorare), pure "sti ricchissimi caxxx degli Oscar!!!".

Esattamente come l'anno passato, vedrete espresse due preferenze, in Rosso i miei premiati mentre in Ocra sono i probabili premiati. Di quelle categorie che non ho visto manco un film il premio lo assegnerò in modalità "randomica"... tanto per darlo.


Miglior Film
Ne ho visti 5 su 9, e di questi 5 ci sono 4 che sono molto belli e uno non proprio bello. I miei preferiti sono Django (a cui assegno il mio oscar), Argo e ZDT. Dovesse vincere uno di questi tre sarei contento. 

Miglior regia
Clamorosamente mancano all'appello Tarantino, Affleck e Bigelow perciò il mio lo regalo a Russell perché Il lato positivo è comunque un bel film.

Miglior attore protagonista
Sempre per simpatia dico Bradley Cooper. Per quello vero c'è grossa indecisione e opto per il meno probabile... così, tanto per creare scalpore.

Miglior attrice protagonista
Qua c'è una bella lotta! Che vinca la Chastain o la Lawrence mi sta bene.

Miglior attore non protagonista
Waltz è in pratica il protagonista di Django e la sua interpretazione è strepitosa. Non credo però che i giurati daranno per la seconda volta il premio all'austriaco. Secondo me gli preferiranno un classico e rassicurante De Niro.

Migliore attrice non protagonista
  • Amy Adams - The Master
  • Sally Field - Lincoln
  • Anne Hathaway - Les Misérables*
  • Helen Hunt - The Sessions
  • Jacki Weaver - Il lato positivo*
Avendo potuto apprezzare solo la Weaver lo assegno a lei, che già se lo sarebbe meritato per Animal Kingdom.

Migliore sceneggiatura originale
Non posso non premiare Quentin... 

Migliore sceneggiatura non originale
  • Lucy Alibar e Benh Zeitlin - Re della terra selvaggia
  • Tony Kushner - Lincoln
  • David Magee - Vita di Pi
  • David O. Russell - Il lato positivo
  • Chris Terrio - Argo**
Qua non ci sono storie, entrambi per Argo. Orsù!

Miglior film straniero
  • Amour, regia di Michael Haneke (Austria)*
  • Kon-Tiki, regia di Joachim Roenning, Espen Sandberg (Norvegia)
  • No, regia di Pablo Larraín (Cile)
  • A Royal Affair, regia di Nikolaj Arcel (Danimarca)*
  • War Witch, regia di Kim Nguyen (Canada)
Amour vincerà sicuramente, ma non esprimo giudizi poiché ancora mi manca. Tra i due che ho visto, Kon-Tiki e A Royal Affair, ho preferito il danese.

Miglior film d'animazione
Frankenweenie proprio no. Cioè carino, ma no. Ho visto anche Pirati e pure per lui dico no. A questo punto il mio lo assegno a ParaNorman per la fiducia.

Migliore fotografia
  • Roger Deakins - Skyfall
  • Janusz Kaminski - Lincoln
  • Seamus McGarvey - Anna Karenina
  • Claudio Miranda - Vita di Pi*
  • Robert Richardson - Django Unchained*
Se ancora non si è capito sto premiando Django ovunque sia nominato!

Miglior montaggio
  • Jay Cassidy e Crispin Struthers - Il lato positivo
  • William Goldenberg - Argo*
  • Michael Kahn - Lincoln
  • Tim Squyres - Vita di Pi
  • Dylan Tichenor e William Goldenberg - Zero Dark Thirty*
Per i tecnici, a patto che non ci sia Django, il palleggio è tra Argo e ZDT. Non c'è storia.

Migliore colonna sonora
  • Mychael Danna - Vita di Pi
  • Alexandre Desplat - Argo*
  • Dario Marianelli - Anna Karenina*
  • Thomas Newman - Skyfall
  • John Williams - Lincoln
Il mio va a Argo, ma stavo per dire pure Skyfall... che non è male.

Migliore canzone
  • Before My Time, musica e parole di J. Ralph - Chasing Ice
  • Everybody Needs A Best Friend, musica e parole di Walter Murphy e Seth MacFarlane - Ted*
  • Pi's Lullaby, musica e parole di Mychael Danna e Bombay Jayashri - Vita di Pi
  • Skyfall, musica e parole di Adele Adkins e Paul Epworth - Skyfall
  • Suddenly, musica e parole di Claude-Michel Schönberg, Herbert Kretzmer e Alain Boublil - Les Misérables*
I Miserabili sicuramente si beccano quello vero. Io invece dico Ted... ma solo per vedere Seth MacFarlane auto-premiarsi.

Migliori effetti speciali
  • Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e R. Christopher White - Lo Hobbit
  • Cedric Nicolas-Troyan, Philip Brennan, Neil Corbould e Michael Dawson - Biancaneve e il cacciatore
  • Janek Sirrs, Jeff White, Guy Williams e Dan Sudick - The Avengers*
  • Richard Stammers, Trevor Wood, Charley Henley e Martin Hill - Prometheus
  • Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott - Vita di Pi*
Ma The Avengers tutta la vita, e se fosse esistito l'oscar alla Migliore Scena Post Titoli di Coda avrebbe vinto anche quello.

Miglior sonoro
  • Argo - John Reitz, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia*
  • Lincoln - Andy Nelson, Gary Rydstrom e Ronald Judkins
  • Les Misérables - Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes*
  • Skyfall - Scott Millan, Greg P. Russell e Stuart Wilson
  • Vita di Pi - Ron Bartlett, D.M. Hemphill e Drew Kunin
Vabbè Les Misérables è un musical.

Miglior montaggio sonoro
  • Argo - Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn
  • Django Unchained - Wylie Stateman
  • Skyfall - Per Hallberg e Karen Baker Landers
  • Vita di Pi  - Eugene Gearty e Philip Stockton
  • Zero Dark Thirty - Paul N.J. Ottosson**
No regrets!!!

Migliori costumi
  • Anna Karenina - Jacqueline Durran
  • Biancaneve - Eiko Ishioka*
  • Biancaneve e il cacciatore - Colleen Atwood
  • Lincoln - Joanna Johnston
  • Les Misérables - Paco Delgado*
Dai, almeno sono fantasiosi.

Miglior trucco e acconciatura
  • Hitchcock - Howard Berger, Peter Montagna e Martin Samuel*
  • Lo Hobbit - Peter Swords King, Rick Findlater e Tami Lane*
  • Les Misérables - Lisa Westcott e Julie Dartnell

Non che il trucco di Hitch sia da Oscar, ma è l'unico dei tre che ho visto. E tanto per la cronaca, gli altri due è probabile che non li vedrò mai.

Siamo quindi giunti ai premi Random. Si va di sola simpatia per nomi, cose o città...

Miglior scenografia
  • Rick Carter e Jim Erickson - Lincoln*
  • Sarah Greenwood e Katie Spencer - Anna Karenina
  • David Gropman e Anna Pinnock - Vita di Pi
  • Dan Hennah, Ra Vincent e Simon Bright - Lo Hobbit
  • Eve Stewart e Anna Lynch-Robinson - Les Misérables

Miglior documentario
  • 5 Broken Cameras
  • The Gatekeepers
  • How to Survive a Plague*
  • The Invisible War
  • Searching for Sugar Man
Miglior cortometraggio documentario
  • Inocente - Sean Fine e Andrea Nix Fine
  • Kings Point - Sari Gilman e Jedd Wider
  • Mondays at Racine - Cynthia Wade e Robin Honan
  • Open Heart - Kief Davidson e Cori Shepherd Stern
  • Redemption - Jon Alpert e Matthew O’Neill*
Miglior cortometraggio
  • Asad - Bryan Buckley e Mino Jarjoura
  • Buzkashi Boys - Sam French e Ariel Nasr
  • Curfew - Shawn Christensen
  • Death of a Shadow - Tom Van Avermaet e Ellen De Waele*
  • Henry - Yan England
Miglior cortometraggio d'animazione
  • Adam and Dog - Minkyu Lee 
  • Fresh Guacamole - PES* 
  • Head over Heels - Timothy Reckart e Fodhla Cronin O’Reilly 
  • The Longest Daycare - David Silverman 
  • Paperman - John Kahrs

23 febbraio 2013

La Top 5 #22 - Errori Fatali


Nei film horror spesso e volentieri si denotano strani comportamenti non proprio plausibili. Questi vengono poi riproposti e riciclati in tutte le salse, ma ciò che si evince è sempre e solo una cosa e cioè che: i personaggi dei film horror sono, e devono essere, inesorabilmente stupidi.
In questa Top 5 ho raccolto e classificato, per stupidità e prevedibilità, i cinque migliori

ERRORI FATALI


5 - Guarda dove metti i piedi
Quando siete inseguiti da un maniaco assassino, ricordate di guardare sempre dove state andando. Se vi girate in continuazione non potrete fare attenzione ai mille ostacoli messi lì apposta per farvi inciampare e raggiungere dal killer. Sebbene sia un errore che suggerisce fatalità, ci rivela in realtà idiozia.

4 - Prendete la scorciatoia
Con la bella stagione vi avventurate per un week-end fuori porta, nel bel mezzo del nulla, in compagnia dei vostri amici. Vi fermate a una lugubre stazione di servizio e qui vi si avvicina un tizio dall'aspetto poco raccomandabile e dalla scarsa igiene. Il suddetto decide di darvi una dritta rivelandovi una facilissima scorciatoia che nessuno conosce e che non è segnalata manco sulle mappe. Voi e i vostri cari amici finirete morti ammazzati per mano di strani esseri deformi. Tipico!

3 - Chiacchiere al telefono
Siete a casa da soli con in programma una tranquilla seratina tutto relax sul divano. Uno stalker comincia a telefonarvi. Voi invece di chiamare la polizia, cominciate a urlare e a inveire contro lo stalker mantenendo viva la conversazione e permettendo al simpatico confidente di entrare in casa. Quando realizzate di aver perso troppo tempo, lui è dietro di voi. Troppo tardi!

2 - Cosa sarà mai questo strano rumore?
Il vento tra gli alberi? Il gatto sui secchi dell'immondizia? Una finestra rimasta aperta nel seminterrato o in soffitta? Il serial killer che, entrato in casa, sta per sterminare te e la tua famiglia? Ma cosa potrà mai essere? Quasi quasi vado a dare un'occhiata armato di mazza da baseball.
Regola uno di ogni slasher: quello che va a investigare su rumori sospetti crepa per primo!

1 - "Dividiamoci" e/o "Torno subito"
Classicone della stupidità dei personaggi dei film horror nonché ottima modalità evoluzionistica della specie umana. Non c'è davvero alcuna ragione sensata per questo atto, potremmo discuterne per secoli e non ne riusciremmo a trovare neanche una semi-plausibile.
È molto semplice, se ti dividi meriti di morire.

22 febbraio 2013

Photos - David LaChapelle


David LaChapelle
Body Building, Cape Canaveral, Florida
1993, Stampa a colori

Argo - Ben Affleck

argo
E poi giunse Argo!
Dopo gli ottimi due primi film, Ben Affleck continua a non mollare e riesce nell'ardua impresa di creare un film ancora più bello di The Town. Da regista in pratica sta avendo una vera e propria escalation, cosa che è riuscita solo a pochi e solo ai più grandi.

Sicuramente uno dei meriti maggiori della fortuna di Argo è la storia che racconta, assurda e incredibile, e l'inevitabile eccezionale sceneggiatura di Chris Terrio il quale, oltre ai semplici fatti - tratti da eventi reali -, riesce a inserire al suo interno elementi thriller, drammatici e da black comedy.

Non per sminuire l'ottimo lavoro registico di Affleck che, anzi, è molto preciso e attento sia nel districarsi tra i vari elementi che compongono il racconto, sia nel dare credibilità all'ambientazione anni '70 che a fare una bella prova attoriale. Che sia quindi chiaro che non intendo sminuire niente e nessuno quando affermo che: con una storia come questa, sbagliare il film è quasi impossibile. 

Argo, senza alcun dubbio, è uno dei film più belli del 2012. Perfetto sotto ogni suo aspetto, con attoroni come Alan Arkin, John GoodmanBryan Cranston e con una simpatica presa in giro nei confronti della fabbrica dei sogni.

IMDb 

21 febbraio 2013

Zero Dark Thirty - Kathryn Bigelow

Zero Dark Thirty
Ancora uno scenario di guerra per Kathryn Bigelow e Mark Boal dopo The Hurt Locker e posso certamente dire che, nonostante il loro precedente fosse un film bellissimo,  Zero Dark Thirty lo è molto di più.

Da un punto di vista prettamente cinematografico il film è un qualcosa di straordinario. Sfaccettato narrativamente, con momenti di alta tensione e presunta calma, con scene di ufficio e di attesa e con scene di puro action. I tempi sono rispettati e puntuali come se seguissero un metronomo immaginario e le scene, così come le inquadrature, sono visivamente ed emozionalmente incredibili.
Mi permetto di citare come esempio tutta la parte riguardante i Navy Seals e l'operazione che porta all'uccisione di Bin Laden. In questa particolare lunga sequenza lo spettatore viene praticamente proiettato all'interno, prima della stessa squadra e poi dell'azione. Lo schermo durante le fasi concitate dell'attacco è praticamente sempre buio ma ad ogni minima fonte di luce ci si apre un mondo. Siamo di fronte a un cinema esaltante, dove nulla è stato lasciato al caso, dove un led o uno spiraglio di luce vengono adoperati per illuminare l'ambiente. La Bigelow, in poche parole, crea una delle migliori sequenze action viste negli ultimi anni, senza praticamente mostrarci quasi niente.

Altro punto a favore poi è la storia. Questa è tratta da eventi reali e come tali sono stati spiattellati. Lo stile è semi-documentaristico o meglio è un finto cinema vérité. Tutto viene trattato con oggettività, senza retorica e senza moralismi. Basti pensare alla delicata questione delle torture perpetuate dagli americani sui prigionieri. La Bigelow sceglie di mostrare i fatti e perciò anche le torture, ma senza ricamarci sopra una linea politica o strappalacrime, ci sono gli eventi storici e gli scandali per questo.
Ed infine tocca citare lei, l'assoluta protagonista, ovvero Jessica Chastain che con questa mastodontica prova conferma quello che ci ha mostrato negli ultimi anni. Cioè di essere una grandissima attrice, una di razza.

Ho forse esagerato con le parole, ma per un filmone come questo non ce ne saranno mai abbastanza.

IMDb 

20 febbraio 2013

Io sono l'amore - Luca Guadagnino

io sono l'amoreDopo averlo ignorato per parecchio tempo per via dei pregiudizi: "Guadagnino è quello che ha fatto Melissa P." e "mmm... deve essere di un pallosissimo!", sono stato preso dall'improvvisa e inspiegabile voglia di vedere il tanto acclamato Io sono l'amore.
Così, armatomi di coraggio e con il dito pronto a pigiare Stop, mi sono buttato nell'avventura.

Ma appena il film parte un qualcosa di strano accade. I titoli di testa sono talmente belli, formali, eleganti e freddi che Io sono l'amore si merita tutta la mia attenzione. Con il solo elencare cast e troupe mi ha letteralmente spiazzato e affascinato.
Nel resto della pellicola le cose non cambiano e non riesco a distogliere lo sguardo dallo schermo. Il lavoro estetico effettuato da Guadagnino: le scelte delle inquadrature con la perfetta calibrazione dei tagli da dare alle immagini in base alle architetture; le mille attenzioni scenografiche e l'armonia dei costumi all'interno degli ambienti - dove gli unici sbalzi di colore (rossi, gialli e arancione) sono concessi alla sola Swinton -, è a livelli magistrali tanto da far ripensare a Il Gattopardo di Visconti... e l'azzardo non è campato in aria poiché si viene indotti a pensare al capolavoro del 1963 grazie al palese omaggio inserito da Guadagnino, il quale ha chiamato uno dei personaggi Tancredi.

Io sono l'amore è così bello da vedere, nonché ben recitato, che la trama (una sorta di soap borghese) ne guadagna così tanto da risultare addirittura avvincente.

Qui sotto potete notare l'eccellente lavoro tipografico di Luca Barcellona.



IMDb 

19 febbraio 2013

Crows Zero - Takashi Miike

crows zero
Crows Zero è la trasposizione di un manga degli anni '90 di Hiroshi Takahashi ed è puro e semplice intrattenimento.

È tipo il milionesimo film (più o meno) firmato dal grande regista nipponico, il quale, come già accaduto in altre occasioni, decide di mettere in scena l'opera in maniera fumettosa. Fumettoso è un termine che personalmente odio, ma è al momento anche l'unico che trovo veramente calzante per descrivere Crows Zero. Ambientato in una scuola che è tutto fuorché educativa, almeno in senso culturale, mantiene nell'esile trama i classici messaggi di formazione, rispetto, amicizia, responsabilità ecc. Ma non pensate che sia un qualcosa di palloso perché questi messaggi restano sempre nello sfondo, tanto che quello che ne fuoriesce sono le mega-risse surreali e, appunto, fumettose.

Crows Zero lo si può quindi identificare come un film prettamente ludico, forse troppo lungo in alcune sue parti e con stacchetti musicali dal dubbio gusto, ma comunque molto divertente.

IMDb 

18 febbraio 2013

John Travolta Day - Broken Arrow


Hey amico, zitto e ascolta
siam riuniti ancora una volta
per un attore che di fama ne ha molta,
il suo nome? ma è John Travolta
Yo!

Con questa breve strofa, da cantare su ritmo rap, vi auguro un felice John Travolta Day.
Nel caso ve lo stiate chiedendo si tratta di un'iniziativa uguale, precisa e spiccicata a quella fatta per Nicolas Cage. Perciò valgono le stesse regole, lo stesso spirito e, di conseguenza, le stesse FAQ.

Per il grande John Travolta, attore dai molteplici talenti e uomo presente sia in grandi capolavori come Pulp Fiction che in schifezze immonde come Battaglia per la terra, ho scelto Nome in codice: Broken Arrow di John Woo
(Sì, il mio intento è quello di riuscire a fare qualsiasi celebrazione utilizzando solo i film del regista cinese)

Ma parliamo un po' di questo Broken Arrow.
Trattasi del secondo film di Woo in terra americana che, tra esplosioni, stunt di ogni tipo, bombe nucleari, sparatorie ecc. confeziona un prodotto abbastanza discreto anche se comunque risulta minore quando lo si mette a confronto con la sua intera filmografia. Anche per Travolta, il quale ha avuto una carriera molto altalenante, non è certamente il film della vita ma da bravo attore porta a casa un buon risultato... e poi i cattivi di Travolta, si sa, hanno sempre un qualcosa in più.

Oh, Travolta è pur sempre Travolta!

Buon compleanno John, anche se a volte i copioni li scegli proprio male.


A questo punto, esattamente come l'altra volta, le celebrazioni continuano anche negli altri fantastici blog che partecipano all'iniziativa:

WhiteRussian


Queste invece le FAQ copiaincollate e aggiustate dalla mia pigrizia:

Cos'è il Nicolas Cage John Travolta Day? 
Il Nicolas Cage John Travolta Day è una festività che si spera diverrà un giorno riconosciuta tanto da avere anche lei il rosso sul calendario. 

Perché proprio il 7 di Gennaio 18 di Febbraio? 
Perché è il compleanno di Nicolas Cage John Travolta. 

Perché proprio Nicolas Cage John Travolta e non un altro? 
Perché no? Cioè, chi altri se non Nicolas Cage John Travolta merita una festività tutta in suo onore? Orsù! 

Ma solo i blog che parlano di cinema possono fare le celebrazioni? 
Si, perché siamo snob ed elitari e odiamo tutti. Però se proprio si vuole partecipare ricordatevi che avete tempo fino a mezzanotte, che sarebbe carino segnalarlo in qualche modo e che non vi dice niente nessuno. 

Ciao, sono un blogger di cinema e non ne sapevo niente perché non ho lasciato la mia email ben visibile sul mio blog. Posso partecipare? 
DEVI partecipare, ma ricorda sempre che il giorno finisce a mezzanotte e soprattutto di segnalare l'eventuale post nei commenti qui sotto o su quelli di un altro blogger che partecipa. 

Ma dimmi la verità, c'è un qualche scopo commerciale o non avete proprio niente di meglio da fare? 
Non abbiamo proprio niente di meglio da fare.

IMDb 

17 febbraio 2013

Lovely Molly - Eduardo Sánchez

lovely molly
Ve lo ricordate Eduardo Sánchez? Era uno dei due registi di The Blair Witch project. Io non avevo collegato, me l'ha detto Imdb.
Il buon Eduardo era da un po' che non lo vedevo in giro, ma pare che nel frattempo abbia fatto altre cose... tutte a me ignote. Il punto è che scoprire questa cosa mi ha fatto uno strano effetto, tanto che mi son detto "Ma pensa!".

Lovely Molly è un discreto horrorino, non un imprescindibile ma uno di quelli che, tra alti e bassi, in qualche modo se la cava. Vi è un miscuglio di roba all'interno, come il tanto caro found footage e digressioni che vanno da Paranormal Activity a Shining, passando per Bug. Ogni tanto poi la pellicola sembra imbambolarsi sul nulla e vi sono addirittura inseriti inspiegati elementi simil pagani, che lasciano il tempo che trovano. Ma giuro che se la cava.

Lovely Molly passa l'esame, per il rotto della cuffia, grazie a momenti molto riusciti, per l'ottima prestazione di Gretchen Lodge nella parte della protagonista Molly e per il mio buon cuore.

IMDb 

16 febbraio 2013

Sir Arthur Conan Doyle's Sherlock Holmes - Rachel Goldenberg

Sherlock Holmes
Avrei tanto voluto fare un altro post criptico come quello per Nazis at the center of the earth, ma in questo caso specifico l'Asylum non mi ha soddisfatto.

Cioè il film è sì brutto, ma non quel brutto che mi aspettavo. Gli manca di quel fattore trash che tanto distingue le produzioni della famosa casa cinematografica e, nonostante ogni tanto svacca clamorosamente, ciò non basta. Non basta di quel tanto che non riesce a raggiungere il livello che mi sarei aspettato e che avrei voluto.
Per lo più ci si annoia, ecco.

Il livello qualitativo è sempre clamorosamente tendente al basso, ma c'è una certa congruenza generale che fa rientrare il tutto nella sfera del possibile. Gli effetti speciali sono anch'essi di infimo livello, mi son sembrati simili a quelli del Doctor Who prima stagione (quella del 2005 non del 1963), e la storia ambiguamente esposta tra il serio e il faceto. Che tradotto significa che sono rimasto perplesso, perché non ho ben compreso se mi stessero prendendo per il culo o se davvero credevano al progetto.

Insomma questo Sir Arthur Conan Doyle's Sherlock Holmes delude perché non è abbastanza brutto... è una situazione molto contorta ma credetemi che è così.

IMDb

15 febbraio 2013

Photos - Robert Doisneau


Robert Doisneau
Uno sguardo obliquo
1948, stampa alla gelatina d'argento

Attack the Gas Station! - Sang-Jin Kim

Attack the Gas Station
Attack the Gas Station! è una spassosa commedia di botte Sud Coreana.

Non che sia una di quelle commedie da sganasciarsi dalle risate, sia ben chiaro, ma è comunque divertente nonché una vera figata. Tanto per capirsi siamo dalle parte della comicità alla Miike, con scene surreali, grottesche e talvolta anche kitsch. C'è anche molta violenza e comportamenti giovanili quasi accostabili all'Arancia Meccanica del sommo Kubrick, ma tranquilli poiché in questo caso tutto è virato verso la farsa che rende i toni più scanzonati. L'accostamento non vuole certo essere una blasfemia, ma solo un modo per dire che sotto una coltre di demenziale violenza la pellicola contiene anche un messaggio sul disagio giovanile. Che poi questo non sia spiattellato o moralizzato (come ad esempio quello del bullo di Breakfast Club che si piange addosso) è un altro discorso, perché qui sta allo spettatore decidere se accettare il messaggio oppure no.

Poco sopra parlavo di figata. 
Questo appellativo se lo merita per svariati motivi quali: un'idea di base indovinata, dei personaggi tanto assurdi quanto grandiosi quanto iper-esagerati, degli attori molto bravi - anche nelle parti secondarie -, risse spettacolari, gag a go-go e un finale da applauso. 

Anche se sono conscio che molti potrebbero non apprezzare questo tipo di comicità, mi prendo il rischio di consigliarlo comunque. Nel caso non vi dovesse piacere prendetelo come un esperimento su voi stessi, come quando assaggiate una cucina esotica.

IMDb 

14 febbraio 2013

Cloud Atlas - Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski

cloud atlas
Molto molto particolare Cloud Atlas! 
Da principio non sapevo bene cosa aspettarmi e le mie speranze erano relativamente poche. Il nome dei Wachowski non era già da tempo segno di garanzia, così come quello di Tykwer del quale ho apprezzato alla follia Lola Corre e moderatamente Profumo.

Se dovessi raccontare la trama di Cloud Atlas credo che mi verrebbe un aneurisma, ma siccome è una pratica che generalmente non perseguo, vi basti sapere che è un vero casino.

Dicevo all'inizio che trattasi di un film molto particolare, dico questo principalmente perché ritrovarsi nel 2013 una pellicola che prova ad osare e riesce a stupire, senza tanti trucchetti speciali - che ci sono anche qui, ma non sono il clou -, è un qualcosa di veramente raro. Ebbene sì, cari miei, raccontare contemporaneamente 6 storie differenti, ambientate tra il passato, il presente e il futuro, immersi in scenari di ogni sorta, alcuni dei quali fantastici (nel senso letterale, cioè "appartenente alla fantastia"), è quello che io chiamo osare o, se vogliamo, cacciare fuori le palle. 

Vita, amore e rivoluzione, possibilità di riscatto e viaggio nell'animo umano.
Questo è essenzialmente Cloud Atlas.
Ed è uno spettacolo!

IMDb

13 febbraio 2013

Il mitico ebook de I Mitici!


Salve a tutti, sono qui in veste di Publisher per presentare al grande pubblico il primo ebook della neonata Edizioni Spicce.

Codesta piccola, ma già chiacchierata, pubblicazione vuole essere un inutile raccolta dei primi 40 Mitici - da Rambo a Little Odessa - apparsi nella rubrica omonima. Ma la notizia, che già di suo è stata accolta come un evento, non si ferma certamente qui. Pensate che, sempre grazie al buon cuore di Frank, potrete avere questo preziosissimo volumetto al modico costo di due soli click del tasto sinistro del vostro mouse. 

Prendete al volo l'occasione, cliccate fortissimo sull'immagine qui sotto (o sulla scritta Scaricami) e portate sempre con voi I Mitici!

Scaricami

Sappiate che se siete frequentatori della rubrica, potete vantarvi con amici e parenti di averlo già letto.

[Edit: Dopo innumerevoli fallimentari tentativi sono riuscito nella conversione in PDF, che potete prelevare cliccando QUI . Forse non è proprio il massimo dei PDF, ma questo offre la mia pazienza.]

12 febbraio 2013

RockDoc: Midlake - The Courage Of Others



Bugiardino Midlake  - The Courage Of Others 


1 - DENOMINAZIONE DEL FARMACO

Midlake - The Courage Of Others (2010)

2 CHE COS’E’

È il terzo disco dei Midlake, band statunitense di stampo Indie-Folk-Psichedelico e si caratterizza per sonorità prevalentemente bucoliche ed atmosfere medievali e decadenti che si dipanano per tutto l’album, sorrette da chitarre acustiche, flauti e linee melodiche dolci ed evocative di un certo progressive-folk anni ’70.

3 COMPOSIZIONE QUANTITATIVA E QUALITATIVA

Il disco contiene: 11 tracce musicali.
Principio attivo: Folk, Psichedelia, Progressive,

4 INDICAZIONI TERAPEUTICHE

  • Influenza stagionale
È particolarmente indicato al rockettaro che abbia contratto l’influenza stagionale, per aver vantato la sua virile resistenza al freddo all’uscita da un concerto, coperto di sola giacca di pelle (primaverile e rigorosamente aperta) , dopo aver pogato e sudato come un caimano. Costituisce un valido supplemento a FANS e Paracetamolo nei casi in cui risulti difficile ascoltare hard rock o metal ad alti volumi e pressoché impossibile praticare l’headbanging a causa di vertigini e mal di testa.

  • Auto induzione di stati depressivi
Il disco è uno strumento indispensabile se si vuole trovare un motivo per piangere e auto commiserarsi qualora la suggestione indotta dalla grigia periferia romana nel freddo pomeriggio di una domenica invernale non dovesse bastare.

  • Disorientamento spazio temporale PROG-ressivo
Come palliativo nella cura di questo raro disturbo dispercettivo, indotto dall’ascolto reiterato di gruppi Folk/Prog come Jethro Tull, Pentangle e Fairport Convention e resistente a terapia, che vede il paziente affetto credere di trovarsi nella campagna inglese del Medioevo ogni volta che si reca in un qualsiasi parco cittadino.

  • Attività sessuale
L’album è un eccellente complemento sonoro ad una atmosfera soffusa e profumata se si vuole intraprendere una sessione sessuale intimista che sia celebrativa di un anniversario o ricorrenza, in caso di relazioni durature, e non si voglia ricorrere per l’ennesima volta ai King Crimson o ai Pink Floyd, o dimostrativa di alta caratura intellettuale in caso di primo appuntamento con squinzia appassionata di Radiohead. Può altresì essere utilizzato per uso meramente personale dal paziente che cerchi originalità nel suo solipsismo cibernetico.

5 MODO DI SOMMINISTRAZIONE

Cd
Mp3
Vinile

6 CONTROINDICAZIONI

  • Recente delusione amorosa
L’ascolto del disco è controindicato nelle prime settimane di riabilitazione dopo una delusione amorosa. Potrebbe far ripiombare il paziente in stati di profonda prostrazione morale, specie se ha usato il farmaco nei giorni precedenti come coadiuvante sessuale. In tali casi si consiglia l’ascolto di Laura Pausini per relativizzare e prendere le distanze da detti stati psicologici e per indurre alti livelli di ira da canalizzare successivamente nell’ascolto di Testament o Overkill.

  • Sport anglofoni
Si sconsiglia l’assunzione del medicinale prima o durante attività sportive come running, cycling e qualsiasi cosa finisca in -ing. È assolutamente sconsigliato durante pratiche sportive di combattimento (soprattutto Kick BoxING).


7 EFFETTI INDESIDERATI

  • Allucinazioni/deliri
Nel caso la febbre raggiunga valori al disopra dei 38,5°C potrebbero comparire, in concomitanza dell’ascolto del disco, deliri e allucinazioni a tema druidico-medievale. Il paziente potrebbe indossare il piumone a mo’ di cappa e abbandonare il domicilio, dichiarando di essere in perfetta armonia con la natura.

  • Dipendenza
Il disco può indurre dipendenza. In questo caso si consiglia di indirizzare il paziente verso percorsi di guarigione, prima che questi si dedichi totalmente alla manifattura di collanine e braccialetti e dichiari l’intento di unirsi alla Rainbow Family o di trasferirsi a Christiania.


11 febbraio 2013

Goats - Christopher Neil

Goats è un film proveniente dal Sundance. Cosa significa in termini cinematografici? Che è un film indie, alternativo ecc. ecc.

L'ex acting coach Christopher Neil, un membro del clan Coppola, sembra costruire ad hoc la pellicola proprio in vista del famoso festival e difatti non ci si stupisce più di tanto nel vederlo farcito dei soliti cliché. C'è la tipica famigliola disastrata, il c'è il giovine protagonista che è molto maturo per la sua età, c'è il personaggio grottesco che si fa le canne, c'è il pomposo stronzo, ci sono i rapporti amore/odio genitori figlio, c'è la ricerca interiore, c'è l'amore, ci sono le scene di paesaggi e/o momenti intimi a ritmo di musica giovane suonata probabilmente da gente coi ciuffi. Insomma Neil non si fa mancare niente. 

Parlare in questi termini sembra che io stia denigrando le pellicole provenienti dal già citato festival, non voglio assolutamente lanciare questo messaggio e anzi sono sempre molto curioso perché, spesso e volentieri, le chicche vengono fuori proprio da lì. Ma non è questo il caso.

Goats di partenza sarebbe potuto anche essere interessante, ma si limita a girare a vuoto tra i vari incidenti che capitano al povero Ellis (il giovine di sopra), tra rapporti familiari e tra personaggi che fanno a gara a chi risulta più strambo. A questa competizione del più "strambo" partecipa anche la stessa sceneggiatura, ma da sola.

Un'occasione, quindi, ampiamente sprecata perché il cast era di quelli che avrebbe potuto regalare grandi cose.

IMDb

10 febbraio 2013

Nemico Pubblico - Michael Mann

nemico pubblico
Con questo post intendo fare mea culpa e scusarmi per quanto detto in passato su Nemico Pubblico. Non che l'abbia blastato o deriso, ma quando lo vidi, all'epoca dell'uscita, di certo non mi era tanto garbato. Cosa sia successo, tra la prima visione e questa, sinceramente non lo so ma so per certo che il film è rimasto uguale, di conseguenza le motivazioni dipendono tutte da me.
Un'ipotesi probabile è stata forse la tempistica. Forse non ero ancora pronto, forse non l'avevo visto con la giusta attenzione o forse non avevo accettato (e in realtà mi è ancora leggermente ostica) l'estetica "piatta" del digitale.
Forse tutto assieme, chissà!

La sostanziale differenza tra il mio parere odierno e quello che avevo in precedenza è da cercare nell'iperrealismo. All'epoca del misfatto era stato il punto cardine su cui vertevano le mie invettive mentre oggi, seppur non mi esalti tantissimo come concetto in sé (avrei preferito in questo caso una visione più leggendaria e carica di pathos piuttosto che una documentaristica) e nonostante dubbie scelte fotografiche,  riconsiderandolo su altri piani come quello scenografico, storico, attoriale e di movimenti di macchina, una rivalutazione è doverosa e necessaria. 
Doverosa perché ho finalmente compreso che Mann non intendeva raccontare il periodo storico o la leggenda di Dillinger ma bensì i rapporti umani, mettendo a confronto i due protagonisti visti come facce della stessa medaglia (Dillinger e l'Agente Melvin Purvis). 

La mia riconsiderazione del film non mi sta facendo gridare al capolavoro, ma mi sta facendo dire che l'avevo erroneamente interpretato. 

Nemico Pubblico è un bel film, del quale non condivido alcune scelte ma che comunque resta oggettivamente tale.

IMDb 

09 febbraio 2013

La Top 5 #21 - Onomastica Western


Restiamo ancora in ambito Spaghetti Western, ma questa volta invece dei titoli dei film mi sono preso la briga (solo per voi) di stilare i migliori 5 nomi di personaggi del genere. Come al solito mi sono concentrato solo sull'effetto del nome, sul suo essere "da applauso", e non su altro... anche se in genere quello con il nome figo ha anche una parte figa ed è un asso con la pistola. 
Quindi ecco la Top 5 

ONOMASTICA WESTERN

5 - Keoma
Interpretato da Franco Nero nell'omonimo film di Castellari del 1976

4 - Tigrero
Interpretato da Klaus Kinski ne Il Grande Silenzio di Sergio Corbucci del 1968

3 - Sentenza
Conosciuto anche come Angel Eye, è stato interpretato da Lee Van Cleef ne Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone del 1966

2 - Django
Ha avuto 3 interpreti, Franco Nero, Terence Hill e Jamie Foxx. Ma l'unico vero Django resta quello di Franco Nero nell'omonimo film del 1966 di Sergio Corbucci.

1 - Silenzio
Interpretato da Jean-Louis Trintignat ne Il Grande Silenzio di Sergio Corbucci del 1968.

08 febbraio 2013

Photos - Chris Steele-Perkins


Chris Steele-Perkins
La spiaggia di Blackpool in estate
1989, stampa a colori

Flight - Robert Zemeckis

flight
Generalmente Zemeckis è un regista che viene accostato a una serie di film diciamo lucidi come ad esempio la trilogia supercult di Ritorno al futuro e Chi ha incastrato Roger Rabbit. È anche il regista di Forrest Gump e del soporifero Cast Away, quindi non è proprio novello a storie che puntano più verso il drammatico. Negli ultimi anni, cioè da Le verità nascoste in poi, personalmente l'avevo lasciato perdere... non eravamo più in sintonia e il nostro rapporto si era un po' incrinato. 

Oggi torna con questo Flight, che in definitiva è da considerarsi più un film di Denzel Washington che un film di Zemeckis. Per carità il regista usa bene la macchina, riesce a dare una forte impronta alle scene simbolo del film e gira persino una sequenza action (ovvero il trailer) da capogiro. Ma è indubbio che è l'attore il centro della pellicola e è grazie alla sua ottima performance che il film si tiene a galla. 
Come avrete capito non si tratta di un disaster movie, anche se sconsiglio di visionarlo prima di prendere un aereo, ma piuttosto della parabola su questo pilota che deve confrontarsi con una vita di bugie che si è cucito addosso. Un viaggio tra buoni propositi, disastri umani, sensi di colpa, fatalità, negazione e accettazione. 

Sinceramente mi ha lasciato un po' così, un po' dubbioso, poiché il personaggio di Washington è forse fin troppo sfumato da non lasciare che lo spettatore patteggi nettamente per lui o contro di lui. Viene posto sempre sul limite, tra il bene e il male, tra l'essere colpevole e il non esserlo.

Alla fine quello che mi è rimasto del film è solo la domanda: "Quindi è grazie all'alcol e alla coca che Whip è riuscito a salvare tutte quelle vite?".

IMDb

07 febbraio 2013

Into the White - Petter Næss

Into the White
Into the White (conosciuto anche come Cross of Honour) è un war-drama Norvegese ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. La storia è basata su fatti realmente accaduti e narra di 2 piloti inglesi e 3 piloti tedeschi che dopo essersi abbattuti a vicenda nel selvaggio nord delle montagne norvegesi, si ritrovano a condividere un rifugio.

La trama, per quanto reale, non è proprio originalissima, ogni tanto cade nell'ovvietà tanto da farmi tornare alla mente pellicole similari come Duello nel pacifico, Il mio nemico e persino il bellissimo No man's land. Date queste premesse, unità di luogo e di cinque soli personaggi, mi sembra quasi inutile comunicarvi che siamo di fronte ad un film prettamente verbale e con pochissima action.
Tolto questo non posso certo scagliarmi contro la pellicola di Næss, difatti ciò che abbiamo di fronte resta un prodotto più che valido, ben strutturato e soprattutto ben interpretato. Ottima poi è anche la qualità tecnica, così come il giusto dosaggio di enfasi e una retorica che, seppur presente, è altamente moderata.

Film quindi in fin dei conti godibile, che non richiede grandi sforzi di partecipazione e che ha dei panorami naturalistici mozzafiato.

IMDb

Consiglio l'accensione preventiva del riscaldamento poiché si potrebbe patire un freddo empatico.

06 febbraio 2013

Vacanze di Natale - Carlo Vanzina


Zartolin... tenga, la mutanda!

Ma cosa gli si potrà mai dire a un film come Vacanze di Natale?
Io lo considero come l'amico scemo al quale, nonostante tutto, gli si vuole bene. Che fa persino ridere, ma più per la grevità verbale o per le freddure estreme, che per un vero senso comico.

Personalmente si eleva nella schiera di Mitico per alcune battute ormai leggendarie, per un Christian De Sica sì volgare ma anche moderno, per la presenza del grande Mario Brega e per altre amenità simili. Come dicevo è un film da prendere un po' così, senza impegno, senza andare a cercare scusanti come "è una fotografia dell'Italia degli anni '80".
Frasi simili le considero tutte puttanate perché a me il primo Vacanze di Natale fa ridere e diverte proprio per la sua rozzagine e delle "fotografie" mi frega veramente poco. A me piace per le sue battute anche velatamente razziste (proprio uno 'sti cazzi al politically correct, che forse all'epoca non c'era) e non per comprendere un'immaginario passato della nostra amata italietta.

Non mi sono rincretinito o quant'altro, non sono in pieno delirio. Cioè lo so che Jerry Calà è praticamente incapace nel recitare nonché improbabile nelle vesti di latin lover, che gli sguardi intensi e sentimentali del buro Amendola sono ridicoli, che non ha una vera e propria trama ma solo siparietti stupidi basati quasi tutti sul sesso, che è girato coi piedi e che è la causa scatenante del fenomeno Cinepanettone che ancora oggi affligge la penisola. 
Comprendo benissimo qual è il reale valore di un film come Vacanze di Natale, non temete miei cari accademici, ma vi confido anche che se lo si vede con il giusto mood e magari con la giusta compagnia, questo piccolo stupido film, altamente cretino, fa passare bene la serata. Con tanto di gara ad anticipare le battute o le varie gag.
Provare per credere.

E poi è anche uno specchio di quello che eravamo nel periodo... no, sto scherzando.

IMDb

05 febbraio 2013

A Royal Affair - Nikolaj Arcel

A Royal Affair
A Royal Affair (En kongelig affære in originale) è un drammone storico tendente persino verso thriller.

La vicenda narrata è ispirata a fatti realmente accaduti nella corte di Danimarca sotto la sovranità di re Cristiano VII, del suo matrimonio disastroso, dei suoi problemi psichici e dell'enorme influenza sul re e sul regno del suo medico personale, l'illuminato Johann Friedrich Struensee.

Nonostante la vicenda possa spesso cadere nel melodramma, la bravura di Arcel (anche sceneggiatore) sta nell'aver dosato bene ogni singolo aspetto della pellicola, andando a condensare ogni eccesso che sia quello melò, di complotto o storico, rendendo la pellicola facilmente fruibile nonché affascinante. Unica cosuccia, ma è più una nota personale che non inficia la qualità del film, è quella di non aver inserito e/o amplificato la figura del cattivo. C'è sì tutta la corte bigotta e conservatrice che svolge questo compito, ma nessuno viene elevato a tale ruolo perciò, mancando un vero e proprio bersaglio, ho avuto l'impressione di non sapere bene chi odiare.

Molto benevolmente vengono rappresentati da Arcel i tre protagonisti, ovvero il re, la regina e il medico, tutti interpretati magistralmente da Mikkel Boe Følsgaard, dall'astro nascente del cinema europeo Alicia Vikander e dal grandissimo a prescindere Mads Mikkelsen

In definitiva A Royal Affair si dimostra un film riuscito e molto interessante da un punto di vista sia storico che politico. 


IMDb 

04 febbraio 2013

The Paperboy - Lee Daniels

the paperboy
The Paperbooy è un thriller giornalistico tratto da un romanzo di Peter Dexter, qui nelle vesti di co-sceneggiatore assieme a Daniels.

L'inizio della vicenda, così come tutti i presupposti della trama, sono molto intriganti. Un buon mistero da risolvere, una Florida anni '60 umida e afosa, pregiudizi razziali, sessualità distorte e personaggi variegati e anche abbastanza ben caratterizzati. Il tutto parte molto bene, gli attori si capisce che sono in palla e la storia, come ho già accennato, prende. Ma quando si arriva a tre quarti di film le cose precipitano, ci si discosta dalla strada percossa e ci si addentra verso altri lidi che sembrano appartenere a chissà quale altro film. Si ha come la sensazione che si giri a vuoto, in una sorta di autocommiserazione, con la speranza di far combaciare tutto con il finale. Cosa che però non avviene.

Daniels non gira assolutamente male, anzi alcuni movimenti di macchina nonché le scelte stilistiche sono veramente ben riuscite e ben azzeccate. Almeno un paio di scene possono facilmente essere inserite nella categoria del memorabile, con una in particolare che ha la particolarità di essere weird, morbosa, divertente e al tempo stesso disturbante.
Il cast non è niente male e nulla si può rimproverare alle ottime prove di Matthew McConaughey, Zac Efron, John Cusack e soprattutto Nicole Kidman. Quest'ultima è davvero degna di nota nonché assoluta protagonista della scena che ho citato qualche rigo fa. 

The Paperboy aveva tutte le carte in regole per essere un film importante, peccato però che abbia deciso di andarsene per i fatti suoi.

IMDb