20 febbraio 2013

Io sono l'amore - Luca Guadagnino

io sono l'amoreDopo averlo ignorato per parecchio tempo per via dei pregiudizi: "Guadagnino è quello che ha fatto Melissa P." e "mmm... deve essere di un pallosissimo!", sono stato preso dall'improvvisa e inspiegabile voglia di vedere il tanto acclamato Io sono l'amore.
Così, armatomi di coraggio e con il dito pronto a pigiare Stop, mi sono buttato nell'avventura.

Ma appena il film parte un qualcosa di strano accade. I titoli di testa sono talmente belli, formali, eleganti e freddi che Io sono l'amore si merita tutta la mia attenzione. Con il solo elencare cast e troupe mi ha letteralmente spiazzato e affascinato.
Nel resto della pellicola le cose non cambiano e non riesco a distogliere lo sguardo dallo schermo. Il lavoro estetico effettuato da Guadagnino: le scelte delle inquadrature con la perfetta calibrazione dei tagli da dare alle immagini in base alle architetture; le mille attenzioni scenografiche e l'armonia dei costumi all'interno degli ambienti - dove gli unici sbalzi di colore (rossi, gialli e arancione) sono concessi alla sola Swinton -, è a livelli magistrali tanto da far ripensare a Il Gattopardo di Visconti... e l'azzardo non è campato in aria poiché si viene indotti a pensare al capolavoro del 1963 grazie al palese omaggio inserito da Guadagnino, il quale ha chiamato uno dei personaggi Tancredi.

Io sono l'amore è così bello da vedere, nonché ben recitato, che la trama (una sorta di soap borghese) ne guadagna così tanto da risultare addirittura avvincente.

Qui sotto potete notare l'eccellente lavoro tipografico di Luca Barcellona.



IMDb 

17 commenti:

  1. Hai ragione: questo film è stato una vera sorpresa. La sua eleganza ti conquista dall'inizio e ti imprigiona come una ragnatela

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    1. ma troppo che ne sono rimasto assuefatto!

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  2. Non me lo aspettavo: questo quindi è un altro film da vedere

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    1. secondo me si, almeno per il rigido gusto estetico.

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  3. d'accordissimo dal punto di vista estetico: gran lavoro. ma la storia... ehm... cerco una metafora?... è una pippa

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    1. si la storia è praticamente quella di una soap, ma al tempo stesso non mi ha particolarmente annoiato. poi ogni tanto spararsi i drammoni melò ci sta ;)

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  4. Formalmente indubbiamente impeccabile, ma mi ha lasciata completamente indifferente...

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    1. forse perché la stessa storia rispecchia un'andatura molto fredda e anche abbastanza distaccata che non lascia ampio spazio alle immedesimazioni. ma sto sparando solo una possibile motivazione.

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  5. dopo Melissa la Puttana ho fortissimi dubbi a riguardo... si i titoli son fighi (anche se nulla di paragonabile a Enter The Void, ci siamo intesi ;)) ma il resto ne vale davvero la pena?

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    1. i titoli di enter the void sono un trip, totalmente imparagonabili con questi molto pacati. secondo me anche il resto merita, c'è da tener presente che la messa in scena li rispecchia molto avendo anch'essa un'andatura molto pacata e fatta di attese.

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  6. Frank, sai che ti voglio bene, ma a vedere questo film non mi convinci neanche tu! ;)

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    1. eheheheheheh e vabbè dai ci posso stare ;)

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  7. io all'epoca l'avevo bellamente ignorato.

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  8. è bello ma senza anima...è vero ti perdi nella bellezza delle immagini ma per me è il nulla sotto vuoto spinto. Mi piace la sua aria internazionale, credo che sia uno dei nostri pochi film che possiamo esportare senza vergogna ma non mi ha detto nulla, non mi ha emozionato e storie come questa ti dovrebbero strappare il cuore dal petto...e secondo me Visconti è su un altro pianeta...je piacerebbe a Guadagnino essere paragonabile a Visconti...

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    1. se ci pensi però questa sua vuotezza rispecchia molto quanto racconta la stessa trama. vedi narrare di vite vuote in cui conta solo l'apparenza. non strappa il cuore perché non c'è passione, e quella poca che c'è non è completamente accettata dagli stessi che la vivono. visconti è su un altro pianeta, non ci sono dubbi, ma l'estrema ricerca estetica e gli ovvi riferimenti me l'hanno fatto ricordare.

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  9. certo non può mai essere paragonato ai lavori di un grande artista come Visconti, che era completamente agli antipodi con Guadagnino, che ovviamente apprezza Visconti come autore, ma i paragoni sono fuori luogo, il film esalta il vuoto in cui i protagonisti vivono, ed è un vuoto esistenziale, quando arriva la novità ecco che questo vuoto opprime, schiaccia, e si cerca una via d'uscita a tutto questo, film senza subbio apprezzabile e di gran lunga migliore del pasticcione melissa p.

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