03 febbraio 2013

Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide - Jean-Pierre Melville

Da dove partire per parlare di Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide?
Come avrete notato mi trovo sempre in difficoltà davanti a film di questo tipo, poiché quello che abbiamo di fronte è una pietra miliare del cinema francese, il capolavoro di Melville, il fiore all'occhiello del polar, la miglior performance di sempre di Lino Ventura...

Una macchina a dir poco perfetta, con dei dialoghi lapidari e mortali. La sola sequenza iniziale, quella dell'evasione silenziosa, è leggendaria e solo pochi altri incipit, nella storia del cinema, possono essere accostati a questo. I personaggi, nonostante seguano i dictat imposti dal loro ruolo (poliziotto, criminale, amante), riescono nelle mani di Melville ad essere iper-sfaccettati e per questo risultano umanamente imprevedibili nella loro prevedibilità. La scansione temporale della storia è anch'essa molto particolare, lineare e ben scandita la prima parte, mentre confusa e nelle mani del destino la seconda e, come se ciò non bastasse, all'interno di esse vi è sempre e comunque l'alternarsi di fasi di stallo con esplosioni di violenza improvvisa.
Anche la storia narrata sarebbe da segnalare poiché, nonostante parta da basi tipiche del genere, specialmente se si guarda il noir americano, si denotano vari cambi di registro nonché un approccio differente perpetuato da Melville proprio sugli stessi cliché... ad esempio sulla figura della femme fatale/amante o del rapporto/caccia tra il criminale e il commissario. 

Comunque, quello che mi premeva dire e che spero si riesca a capire nel garbuglio di parole è che Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide è assolutamente da vedere.
Ma proprio troppo!

IMDb

2 commenti:

  1. L'ho visto una sola volta nel mio periodo "solo Cinema d'autore", e ricordo pochissimo oltre l'incipit. Devo rispolverarlo.

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    1. scoprirai che è un film che ha un'anima tamarra ;)

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