27 marzo 2013

Prima dell'alba - Richard Linklater

mitici

Mi sento come il generale di un esercito quando comincio ad uscire con un ragazzo: progetto la mia strategia, le mie manovre, individuo i suoi punti deboli, cosa potrebbe ferirlo, sedurlo. È una cosa orribile.

Forse qualcuno non si aspettava di trovare un film come Prima dell'alba tra le file de I Mitici che, nel bene o nel male, è una rubrica costellata per la maggior parte di tamarrate. Ma siccome le eccezioni capitano e siccome capitano anche a me, è capitato che tra un film di botte o un film pulp si venga a inserire anche una romanticheria come Prima dell'alba.

prima dell'alba
Con tutti quei "capita" non sto cercando giustificazioni o altro, ne tanto meno sto cercando di dire che mi vergogno di qualcosa... anzi non mi vergogno affatto, perché reputo il film di Linklater (così come il suo sequel) bellissimo. Una delle motivazioni principali, se non proprio La motivazione principale è che, secondo me, è la commedia romantica più reale che mi sia mai capitato di vedere. 
Prima dell'alba, nonostante abbia un presupposto abbastanza classico, con tanto di destino ecc., affronta tutta la questione amorosa in un modo non sfacciatamente melenso o da "tragica passione", metodi spesso usati in film suoi simili. Ha un modo di mostrare l'amore, i sentimenti e proprio la passione, in una maniera quasi pacata, molto vicina a quanto potrebbe accadere ad ognuno di noi, senza troppi gesti plateali o dichiarazioni con l'applauso finale.
Questo suo approccio, che fa tanto anni '90, assieme al finale incerto (e ci sono voluti tipo 10 anni per dare certezza a quel finale) sono le cose che più mi piacciono del film.

Da quando lo vidi la prima volta (avevo qualcosa come 15 anni) è rimasto un punto saldo, una pellicola che mi ha insegnato (credo) parecchie cose e che mi ha fatto in qualche modo anche sperare... a Vienna ancora non c'ho mai messo piede.
Ma dico per dire!


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26 marzo 2013

Mme De Lapage: La Strada - Cormac McCarthy


La strada è uno di quei libri che si leggono tutto d'un fiato, e che una volta finiti ti lasciano la vaga sensazione di aver appena vissuto qualcosa di cupo e difficile. 

In un'atmosfera cinerea post-apocalittica un uomo e suo figlio viaggiano a piedi attraverso gli Stati Uniti, verso Sud, con un malandato carrello della spesa come bagaglio e una pistola quasi scarica. Non sappiamo esattamente cosa sia successo prima: Cormac McCarthy, con uno stile scarno e diretto, ci catapulta in uno scenario desolato, arso, senza vita: gli alberi e la terra bruciati, le città vuote, incendiate e saccheggiate, l'aria densa e gelida, carica di polveri e cenere che quasi impediscono la vista del sole. I pochi sopravvissuti si trascinano in una feroce quanto insensata e disumana lotta per la sopravvivenza. 

In questo paesaggio devastato e sterile solo la strada sembra essere rimasta al suo posto. Ma non è più la strada del sogno americano: non c'è più posto per le avventure oniriche di Dean Moriarty e Sal Paradise, non è più l'infinita distesa asfaltata di Easy Rider, né la "strada madre" di Steinbeck che in Furore conduceva famiglie intere verso la California, nuova terra promessa. Quella di McCarthy è una strada morta, feroce e fredda che accompagna verso il nulla, perché il mondo non è più un posto per esseri umani. Il bambino e suo padre la percorrono con ostinata disperazione, in fuga dal freddo, dalla fame e dai propri simili, in attesa di un paesaggio più radioso, di un clima più mite che sembrano non arrivare mai. 

La commovente delicatezza del loro rapporto fa da contraltare alla schiacciante durezza del mondo circostante: è nella costruzione di questo snervante contrasto che sta la forza narrativa di McCarthy

 "Si alzò e uscì sulla strada. Un nastro nero dal buio verso il buio. Poi un rombo sommesso in lontananza. Non un tuono. Lo si avvertiva sotto i piedi. Un suono senza pari e quindi impossibile da descrivere. Qualcosa di imponderabile che si muoveva là fuori nel buio. La terra stessa che si contraeva per il freddo. Non si ripeté. In che stagione erano? Quanti anni aveva il bambino?"

25 marzo 2013

Arn: L'ultimo Cavaliere - Peter Flinth

Arn-L'ultimo Cavaliere
Arn è un film tratto dai primi due libri della trilogia di romanzi dello scrittore svedese Jan Guillou (in Italia Il Romanzo delle Crociate) la cui trama è incentrata sul personaggio di Arn Magnusson , abitante fittizio di una Svezia pre-svezia, tra diversi clan che si contendono il potere, una pesante influenza religiosa e le crociate.

La fattura tecnica della pellicola è molto bella e curata, tanto che da questo punto di vista sono stati ben ripagati gli sforzi produttivi messi in campo dalla coproduzione Svedese, Norvegese, Danese, Finlandese, Tedesca, Britannica e Marocchina (è inoltre il film più costoso nella storia del cinema scandinavo). Interessante è poi la ricostruzione storica degli ambienti e dei costumi, nonché la molteplicità linguistica che, oltre allo svedese, sfoggia nientepopodimeno che: latino, inglese, francese e arabo.

Eppure Arn, con tutti questi innegabili pregi, non mi è sembrata una pellicola molto scorrevole... cioè dura troppo e quel troppo è per la maggior parte incentrata sulla turbolenta (della serie "Questo matrimonio non s’adda fare") storia d'amore tra il nostro eroe e la sua bella. Potrebbe essere un mio limite, lo ammetto, ma se mi si comincia il film con un bello scontro nel deserto e poi mi si fanno vedere 2 ore di melodramma prima di ritornarci [in quel benedetto deserto] a me, se permettere, un po' girano. Senza contare inoltre che, nel mentre delle 2 ore, di sviluppi interessanti da approfondire ce ne sono a bizzeffe (addestramento di Arn, guerre tra clan, rapporto tra Arn e il futuro re Knut...) ma probabile nessuno di questi era apparentemente così importante.

Che dire quindi? Che Arn è un film fatto molto bene ma del quale mi è fregato solo dei primi 2 minuti e degli ultimi 30.

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24 marzo 2013

Cose Serial - The Wire


Cose Serial è una nuova rubrichina rivolta a quelli che, come me, si infognano in massacranti maratone di serial senza certezze per il futuro. Non mi trovo particolarmente a mio agio nello scrivere e descrivere una serie tv, i motivi sono semplici: troppo lunghe, troppi avvenimenti, scarsa memoria e poca pazienza. Quindi quel che mi limiterò a fare è una specie di segnalazione, introduzione o semplice esposizione di quelle che sono le mie fisse in campo televisivo.
A tal proposito una delle mie recenti Cose Serial è stato The Wire.


Serie della HBO che tra il 2002 e il 2008 ha sfornato 5 strepitose stagioni. Personalmente me le sono sparate in modalità "come se non ci fosse un domani" arrivando alla puntata finale in uno stato pietoso con tanto di spasmi per la rota, che sapevo non sarebbe mai stata più soddisfatta. 


Nella Top delle migliori di sempre.

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23 marzo 2013

LIEBSTER AWARD

liebster award
Sono stato insignito di ben due Liebster Award  e di tipo 4 Boomstick Award (di cui 3 sono vecchi di una mesata). Colgo l'occasione dei Liebster per ringraziare sia chi mi ha assegnato i due bellissimi nuovi premi sia i "vecchi" Boomstick... scusate ma è colpa della mia pigrizia.
Per prima cosa mi tocca ringraziare chi mi ha insignito di cotanti premi ovvero: Lisa Costa e La Firma Cangiante per i Liebster e Eddy, Combinazione Casuale, Bradipo e Poison per i Boomstick.

Come catena mi accingo però a seguire solo quelli dei Liebster. I motivi di questa scelta sono due e sono molto semplici: 1) Sono gli ultimi arrivati e 2) Le modalità prevedono una specie di intervista e siccome non me ne hanno mai fatte la cosa mi fa sentire importante.

Queste le regole del Liebster Award (premio presumo di matrice germanica):
1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post. (E ci siamo)
2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato. (Ci provo)
3) scrivere undici cose su di te. (Ci provo pure questo)
4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers. (Non mi sembra difficile)
5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger. (Non vedo l'ora)
6) informare i blog del premio. (La vedo difficile)

Queste l'intervista le domande di La Firma Cangiante:
1) Quanto tempo dedichi al tuo blog quotidianamente (più o meno)?
Dipende dai giorni, se vogliamo fare una media diciamo una due ore.
2) Riusciresti a consigliarmi un film, un fumetto, una serie Tv e un disco?
Domanda difficile. Ma attenendomi al momento dico: È stato il figlio, Un polpo alla gola, Utopia ed El Camino dei The Black Keys.
3) Nel giro di quanto tempo questo paese andrà dal culo?
Perché parli al futuro?
4) Dove mettete in casa i vostri libri, fumetti, dvd, etc...?
Librerie.
5) Qual è il vostro personaggio di finzione preferito?
Edmond Dantes.
6) Se foste costretti a rinunciare alla cucina italiana, quella di quale paese adottereste?
Forse quella giappo... sono parecchio bravo con le bacchette.
7) Di che colore sono i muri della stanza in cui dormite?
Bianchi
8) Il paesino/piccola cittadina più bello che avete visitato qual è? Niente grandi città.
mmm... Matera... fiuu fiuuu
9) Se ognuno di quelli che partecipano a questa catena potessero far sparire con un solo pensiero una persona di merda dalla faccia della Terra, il mondo migliorerebbe?
No, sono troppe e si producono in fretta.
10) Eliminando il calcio dall'equazione, quale sport vi piace guardare?
Ogni tanto vedo la pallacanestro e la boxe. Durante le Olimpiadi vedo tutta la Scherma...
11) Avreste preferito undici domande più cretine di queste?
Si.

Queste quelle di Lisa:
1) Ultimo film visto? 
Al momento è Sharktopus.
2) La serie che più avete amato e che ora vi manca? 
The Wire... ma solo perché è un dolore per me recente.
3) Il personaggio filmico che più vi rappresenta? 
Gaetano di Ricomincio da tre.
4) Quello telefilmico invece? 
Louie di Louie.
5) Cosa volevate fare da grandi? 
Il Rambo.
6) La canzone che avete bisogno di sentire per sentirvi meglio? 
Off he goes dei Pearl Jam
7) Quella che più vi vergognate di amare? 
Non saprei... Mutandine di Francesco Niente? Ma non mi vergogno più di tanto.
8) Il film che tutti reputano un capolavoro ma che voi ritenete una cag*** pazzesca? 
Credo sia Bianca di Moretti.
9) Un film che è una cag*** pazzesca ma che a voi piace tanto lo stesso? 
C'è l'imbarazzo della scelta...
10) Il film da tutti ritenuto un pilastro del cinema ma che non avete ancora visto? 
La Passione di Giovanna d'Arco di Dreyer.
11) Come stai?
A parte un po' di dolore alla schiena, tutto sommato bene.

Ora 11 cose su di me:
1) Ho fatto per anni scherma... ecco perché la seguo durante le Olimpiadi.
2) Suono male la chitarra... e mi sta bene.
3) Una volta ho quasi rotto un vaso di Picasso senza sapere che fosse di Picasso.
4) Mi piace cucinare.
5) Da circa 4 anni non vedo il mio mento.
6) La prima cosa che guardo in una ragazza è il culo e quando guido le faccio attraversare solo per questo motivo.
7) Conosco un tipo (che bazzica da queste parti) che ha investito un vigile con la macchina... io ero nella macchina con lui.
8) Ho il problema di arrivare sempre in orario agli appuntamenti e mi scompenso quando sono in ritardo.
9) Non sopporto quando qualcuno mi dice cosa fare. Questo è il motivo per cui sono andato sempre male ai compiti di Italiano a scuola... ero sempre fuori tema.
10) A parte il quinto, ho violato tutti i 10 comandamenti. In particolare mi sono concentrato molto sul secondo.
11) Odio quando al bar insieme al caffè non mi danno automaticamente l'acqua, specialmente se il barista mi conosce E SA CHE LA CHIEDERÒ.

And The Winners Are:

Le mie domande:
1) Secondo te, Adamo aveva l'ombelico?
2) Potrei diventare ricco mettendo in commercio cibo per gatti al sapore di topo?
3) Mi devo comprare uno smartphone e ho un budget di 150€, quale mi consigli?
4) Secondo te, come fa Clark Kent a fare sesso con Lois senza ucciderla?
5) Lo sapevi che è nato prima l'accendino dei fiammiferi?
6) Secondo te, perché Bugs Bunny si chiama così quando in realtà è una lepre?
7) Beatles o Rolling Stones?
8) Sei mai stato/stata al cinema da solo/sola? Perché?
9) Sto cercando di diffondere la nuova parola Giasca (tasca della giacca). Secondo te, prenderà mai piede?
10) Parli mai da solo/sola?
11) Hai mai detto "Stavi dormendo?" a una persona che hai appena svegliato? Ti rendi conto che è una domanda stupida?

È stato il figlio - Daniele Ciprì

è stato il figlio
Primo film in solitaria per Daniele Ciprì che porta sullo schermo il romanzo omonimo di Roberto Alaimo

La messa in scena adoperata da Ciprì non si discosta molto da quanto fatto in precedenza in coppia con Maresco, ovvero una messa in scena dai toni farseschi e a tratti surreale, condito da personaggi sopra le righe ed eccessivi. Non a caso la scelta di un protagonista non siciliano come Servillo è servita per marcare ancora di più il personaggio, che si deve come sforzare per apparire un siciliano verace.

La trama, pur avendo come spunto un fatto molto serio, predilige raccontare non il dramma familiare in sé, oppure la mafia o il degrado civile, quanto piuttosto il degrado materiale e morale di una società che vive quasi al di fuori (ma manco tanto) del resto del mondo. Una società dove le uniche cose che contano sono i soldi e la roba inutile... nel film rappresentate dal Mercedes comprato con "i soldi di Serenella" (figlia del protagonista ammazzata per sbaglio da due mafiosi).

È una Sicilia uggiosa e dai toni spenti quella fotografata da Ciprì, una Sicilia che non ha niente di bello (manco il sole) ma solo case popolari che cadono a pezzi, navi arenate e arrugginite e fabbriche sullo sfondo. 

Una pellicola per certi versi potente e riuscita, condito da humor nero e situazioni grottesche (ma manco tanto), interpretato magistralmente da Servillo così come dagli altri attori - vi è anche il cileno Afredo Castro - e scritto in maniera sublime e intelligente.

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22 marzo 2013

Photos - Thomas Hoepker


Thomas Hoepker 
Muhammad Ali, Chicago, Illinois 
1966

Genghis Khan - Timur Bekmambetov (Imp)

Genghis Khan
Dopo aver covato per anni il progetto, dopo averlo portato cocciutamente avanti facendo personalmente i casting in Cina, dopo aver superato l'arresto per Mafia del suo socio, il sogno di Seagal, quello di dare alla luce un biopic su Genghis Khan, si è finalmente realizzato grazie agli sforzi della co-produzione Kazako-Russo-Cinese che è riuscita a stanziare un budget di oltre 100 milioni di dollari.

Girato tra i bei paesaggi della Calmucchia, la storia narrata è un lungo excursus sulla vita del grande conquistatore Mongolo, dall'infanzia fino alle campagne di conquista, dalla costruzione dell'immenso impero fino alla morte. Ovviamente la pellicola diretta da Bekmambetov è pregna d'azione, tanto che gran parte della vicenda verte proprio sulle guerre, mastodontica tutta la mezz'ora dedicata sull'ultima campagna intrapresa da Khan contro gli Xia. Ma il film non è solo questo, non è solo sangue e sbudellamenti, molto del suo lungo minutaggio (quasi 3 ore) è destinato anche alla vita privata, a una visione se vogliamo più intima, ai rapporti con i figli, alla politica e ai conti con le dure scelte che lo accompagneranno per tutta la vita.

Strabiliante la performance di Steven Seagal nella parte di Genghis Khan, la cui scarsa espressività (spesso causa principale di critiche) riesce a diventare una maschera perfetta e consona all'integerrimo condottiero. 

Genghis Khan risulta essere un film importante poiché, sebbene la storia sia stata romanzata in molte sue parti (vuoi per le poche notizie, vuoi per fini narrativi), è sin'ora la pellicola più completa e profonda su una delle figure più importanti e controverse della storia.



La pellicola fa parte dell'Impossible Movie Project, progetto ideato da Mr. Giobblin del blog Minuetto Express. Il che significa che il film Genghis Khan con Steven Seagal in realtà non è mai stato girato... anche se ci sono andati vicini.

Potete trovare altri Film Impossibili ai seguenti link:

Book And Negative
Combinazione Casuale
Cyberluke Blog
IlGiornoDegliZombi
Minuetto Express
Montecristo

21 marzo 2013

Gambit - Michael Hoffman

gambit
Gambit è il remake dell'omonimo film del 1966 con Michael Caine e Shirley MacLaine. Non avendo visto l'originale non saprei dire quali siano le differenze tra le due pellicole, quale sia il valore dell'originale e quale sia il migliore. Ma dopo aver visionato il rifacimento di Hoffman un mezzo pregiudizio me lo sono fatto.

L'interesse principale di questo Gambit va subito verso la sceneggiatura firmata dai fratelli Coen la quale, in effetti, rispecchia molto il loro modo di vedere l'ammodernamento e il loro linguaggio. Non siamo di fronte ad un capolavoro di sceneggiatura, gli stessi ne hanno sfornate di migliori, ma quegli inserti tipici, quella pasta, insomma quella firma che li contraddistingue la si può percepire nonostante dietro la macchina da presa ci sia l'anonimo e sciapo Hoffman.
Altro punto interessante era poi da riservare al cast della pellicola (Colin Firth, Cameron Diaz, Stanley Tucci e, nella parte del cattivo, il grande Alan Rickman) che, nonostante sia in parte e faccia il suo lavoro in maniera egregia, non riesce a sollevare dal torpore un film probabilmente destinato al dimenticatoio o al cestone del supermercato da principio.

Carino e simpatico quanto anonimo e dimenticabile.

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20 marzo 2013

Ralph Spaccatutto - Rich Moore

Ralph Spaccatutto
Se, come me, hai passato tanti pomeriggi a casa con Mario e Luigi (non potendo salvare la partita) e/o in saletta con Ryu, Blanka e Raiden allora Ralph Spaccatutto ti piacerà un casino. Se invece preferivi giocare a calcio o con i lego, Ralph Spaccatutto ti piacerà lo stesso. 

Nonostante non sia un prodotto molto originale - lo spunto infatti è molto simile a Toy Story - e nonostante sia molto paraculo, perché gioca andando a pescare nell'infanzia e nell'adolescenza di molti spettatori ,non c'è ombra di dubbio che Ralph Spaccatutto sia un signor film d'animazione. 
Emozionante, divertente, piacione, dai buoni sentimenti, classicheggiante se visto nel suo approccio al cinema d'animazione e con una sana (e che ogni tanto ci vuole) spiaccia moralità.

La trama del film è di quelle semplici, zuccherose e persino efficaci, ma tuttavia non è questo quello che importa perché la vera forza è la scrittura. Ovvero le caratterizzazioni dei personaggi, i dettagli e gli inserti che sono stati sapientemente amalgamati per stupire e far esaltare...

In definitiva, Ralph Spaccatutto spacca per davvero!

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19 marzo 2013

Bruce Willis Day - Il Quinto Elemento


Quel vecchio cowboy di Willis è uno che ha accompagnato la mia esistenza. La sua carriera e la mia vita sono cominciate quasi nello stesso periodo perciò, in un qualche modo, i suoi film e i suoi personaggi sono stati una costante presente e persino necessaria in questi miei primi 30 anni. 
Tanti sono i ricordi che mi legano alle sue pellicole, ad esempio l'esaltazione provata di fronte ai Die Hard o l'infinita attesa nel volerlo vedere spaccare i culi (cosa che non accade mai) provata la prima volta che ho visto Il Sesto Senso, oppure il colpo al cuore nel vederlo invecchiato nel bel Solo 2 ore o imbranato in Appuntamento al buio. Bruce in un modo o nell'altro è stato un tassello importante, e lo è ancora dal momento che i suoi film scalano la lista "film da vedere" in maniera quasi istantanea.

Da amante del Willis spaccone, tutto canottiera e spavalderia, potete ben immaginare la gioia provata quando uscii dal cinema dopo Il Quinto Elemento. Avevo davvero assistito ad un tamarrata fantascientifica con John McLane 300 anni dopo? E l'avevano fatto i francesi? Incredibile!
Che poi la pellicola di Besson non fosse perfetta poco mi importava e poco mi importa tutt'ora. Ci sono parecchie incongruenze, personaggi sviluppati maluccio e la fantascienza dell'epoca oggi risulta molto old fashion nonché molto anni '90. E sebbene sia cosciente di queste cose, sono altrettanto cosciente che non mi frega assolutamente nulla perché, al contempo, mi è stato dato un film di grande intrattenimento, un Willis biondo e molto badass, e una Jovovich capace di provocare ancora parecchi pruriti.

Perciò Il Quinto Elemento era, è e sarà un Mitico. Te capì?


Buon Bruce Willis Day e... Yippee-ki-yay, Motherfucker!


Non sono il solo a celebrare quest'oggi il caro Willis, provate a dare una sbirciatina ai link qui sotto:

WhiteRussian

Come le altre volte (Nic Cage Day e Travolta Day) qui sotto ci sono le FAQ copia/incollate


Cos'è il Bruce Willis Day? 
Il Bruce Willis è una festività che si spera diverrà un giorno riconosciuta tanto da avere anche lei il rosso sul calendario. 

Perché proprio il 19 Marzo? 
Perché è il compleanno di Bruce Willis. 

Perché proprio Bruce Willis e non un altro? 
Perché no? Cioè, chi altri se non Bruce Willis merita una festività tutta in suo onore? Orsù! 

Ma solo i blog che parlano di cinema possono fare le celebrazioni? 
Si, perché siamo snob ed elitari e odiamo tutti. Però se proprio si vuole partecipare ricordatevi che avete tempo fino a mezzanotte, che sarebbe carino segnalarlo in qualche modo e che non vi dice niente nessuno. 

Ciao, sono un blogger di cinema e non ne sapevo niente perché non ho lasciato la mia email ben visibile sul mio blog. Posso partecipare? 
DEVI partecipare, ma ricorda sempre che il giorno finisce a mezzanotte e soprattutto di segnalare l'eventuale post nei commenti qui sotto o su quelli di un altro blogger che partecipa. 

Ma dimmi la verità, c'è un qualche scopo commerciale o non avete proprio niente di meglio da fare? 
Non abbiamo proprio niente di meglio da fare.


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18 marzo 2013

Hick - Derick Martini

hick
Hick diretto da Derick Martini, del quale ho un buon ricordo per Lymelife, è tratto da un libro di Andrea Portes che ha anche curato la sceneggiatura.

La storia narra della fuga di una tredicenne nell'oscurità della provincia americana, tra violenza, puttane fatte di crack, un cowboy psicotico e una "bella in rosa" dedita alle rapine. Sebbene gli interpreti non siano affatto male, in particolare la giovane e bravissima Chloë Grace Moretz e la Gossip Girl Blake Lively, la pellicola del duo Martini/Portes non riesce ad essere mai credibile, lasciando lo spettatore sempre scettico e distaccato nei confronti dei personaggi che si muovono sullo schermo. 
Tutte le situazioni si alternano tra l'improbabile e il divertente, tra l'improbabile e il raccapricciante, fino addirittura al ridicolo (non nel senso buono). Noi che assistiamo alle sventure (volontarie?) di Luli non impariamo nulla, non impariamo a conoscerla, non impariamo ad amarla, non impariamo alcuna lezione. 

In pratica alla fine del film ne sappiamo esattamente quanto ne sapevamo prima di vederlo. E di quel che sarà di Luli ci frega veramente poco... per non dire niente.

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17 marzo 2013

Viva L'Italia - Massimiliano Bruno

Viva L'Italia
Per il secondo film da regista di Bruno non c'è molto di diverso da dire rispetto al precedente Nessuno mi può giudicare.

Anche Viva L'Italia è una commedia italiana che prende il giro la situazione sociale del bel paese che, tra macchiette, siparietti, ovvietà, battutacce e cliché, per lo meno qualche momento buono ce l'ha (io personalmente ho trovato più riuscite e divertenti le gag tra Mattioli, Remotti e Fiorentini, ma più per la grevità che per altri motivi).

Bruno indubbiamente ha intenti nobili, questo è fuori discussione, e gli sono persino grato poiché, seppure non viene aggiunto niente di nuovo a quanto già si sa, ribadire le porcherie non fa mai male. Però è anche indubbio che si resta sempre su di un piano superficiale e facilone, ovvero televisivo, ovvero un piano ampiamente tollerato così da non infastidire nessuno. 

Non è che mi aspettassi molto di più di quello che ho ricevuto, ma resto ancora con la speranza (probabilmente vana) che un giorno si arrivi a colpire un po' più a fondo.

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16 marzo 2013

Quattro carogne a Malopasso - Vito Colomba

Quattro carogne a Malopasso
Perché? 
Perché buttarsi in un tunnel come quello di Quattro carogne a Malopasso? Perché una persona con un minimo di buon senso debba scegliere volontariamente di farsi stuprare il cervello? Come può un film, in un'ora e mezza, riuscire a mettere in discussione tutto? Esiste Dio? Perché siamo su questo pianeta? Il mito della caverna di Platone ha dei fondamenti? La materia è davvero inerte e inanimata come afferma Cartesio? Perché si dovrebbe costruire un quadrato sull'ipotenusa? Non è un'operazione un po' forzata? Per quale motivo dovrei accettare un postulato a prescindere? Cosa mi nascondete? Ci si rende conto che il padre della lingua italiana ha come musa una tipa che ha visto solo 3 volte in tutta la sua vita? Ha senso prenderlo come modello? Ci si rende conto che Leopardi era un sociopatico, che Pascoli e il suo fanciullino erano succubi delle sorelle e Caravaggio era un coatto, ovvero l'equivalente odierno di uno che va allo stadio solo per menare le mani? Papa Giovanni XI era figlio illegittimo di Papa Sergio III, il quale aveva stuprato una quindicenne che poi divenne la persona più potente di Roma. Come sia stato possibile? Perché? Come mai nessuno ha mai messo in dubbio la frase di Buzz Lightyear "Verso l'infinito e oltre!"? Caro Buzz, non può esserci l'Oltre se è già il fottuto infinito. INFINITO=SENZA-FINE. Non so voi ma io non ci dormo la notte sapendo che i giorni che vanno dal 5 al 14 Ottobre del 1582 non sono mai esistiti. Cancellati, puff, spariti, così come se nulla fosse. Perché dovrei credere che fu solo un errore del calendario?

E come se tutto ciò (e molto altro) non bastasse mi si aggiunge anche Quattro carogne a Malopasso!
Perché dovrei accettare l'idea di un film che non ha nulla per essere ritenuto tale? Perché dovrei far finta di niente di fronte a Bill (pronunciato Bille) e alle sue smorfie di dolore, ai tetti in eternit, alle pentole in acciaio inox laccate di rosso e con i manici di plastica, agli errori grammaticali (sia della lingua italiana che cinematografica) o allo scippo delle musiche di Morricone? Perché dovrei restare impassibile di fronte A QUEL FINALE? Come dovrei reagire vedendo la scritta a inizio film "Gli Amici del Cinema Presentano"? Posso accettare tutto questo e continuare una vita più o meno normale?

Ma soprattutto: Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito? Perché mi sono divertito?

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15 marzo 2013

Photos - Trent Park


Trent Park
Summer Rain, Sydney, Australia
1998

Flukt - Roar Uthaug

flukt
Flukt è un action in costume norvegese, diretto da Roar Uthaug già regista dell'horror Fritt vilt (aka Cold Prey).

La vocazione al cinema d'evasione di Uthaug è ammirevole, come è notevole la qualità dei suoi prodotti nonché la loro aria internazionale. Però, nonostante questi pregi, nei suoi due film (quelli che ho visto) si percepisce sempre la mancanza di un qualcosa, di idee veramente forti o che comunque sostengano la pellicola. Nel caso specifico di Flukt l'incipit iniziale è molto buono, l'ambientazione pure (siamo nel 1363 nel pieno della peste nera) e gli scenari naturali sono ovviamente splendidi, eppure il tutto sembra non andare da nessuna parte e quel minimo di plot creatosi sembra essere stato buttato e chiuso in fretta. Non si capisce bene il perché di questa scelta, la pellicola dura veramente pochissimo (ci sono puntate di The Wire più lunghe), di tempo a disposizione per creare qualcosa ce n'è in abbondanza così come ci sono occasioni per approfondire la storia. Non ci si è preoccupati di scavare nei personaggi, che restano in un'aurea superficiale, e nel finale si svacca completamente chiedendo allo spettatore un'ulteriore, ingiustificata, sospensione della credibilità.

L'unica consolazione è che l'investimento datogli resta nei minimi termini.

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14 marzo 2013

7 Psicopatici - Martin McDonagh

7 Psicopatici
Ripongo molte speranze in Martin McDonagh dopo che mi ha fatto letteralmente impazzire con In Bruges e con il cortometraggio Six Shooter. Quindi potete ben comprendere che attendevo la visione del suo secondo lungometraggio in uno stato frammisto di curiosità e timore. 

7 Psicopatici, pur non raggiungendo la straordinarietà della precedente pellicola, è un film delizioso, eccentrico e consapevole di essere un film. Un film che però - e sto parlando in termini meta-cinematografici - non ha il film, poiché questo non si sa bene a chi appartenga o da chi provenga (pensiero contorto?). È solo l'immaginazione di Marty? È realmente Marty? Le due parti si intersecano e influenzano a vicenda? 
(basta pensare alla scena iniziale con Michael Pitt... è successa davvero?)

Di certo fin'ora c'è solo che la scrittura di McDonagh ha del geniale, tra pulp di ispirazione tarantiniana, ridefinizione del mexican stand-off, citazioni decodificate (il personaggio di Rockwell, Billy Bickle, porta lo stesso cognome di Travis di Taxi Driver) o il triviale ma continuo e incredibilmente delicato gioco di parola con lo Shih Tzu (basta spostare la T). Sul cast è inutile poi che mi soffermi più di tanto, bravi Colin Farrell, Woody Harrelson e Christopher Walken mentre sono straordinari sia Sam Rockwell che il serial killer di serial killer Tom Waits.

Questo 7 Psicopatici non sarà un capolavoro, ma è sicuramente un bel film.

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13 marzo 2013

Top Secret! - Jim Abrahams, David Zucker, Jerry Zucker


Senti, non sono il primo che si innamora di una ragazza conosciuta in un ristorante che poi è la figlia di uno scienziato rapito e la deve lasciare al suo primo amore che lei vide per l'ultima volta su un'isola deserta e che 15 anni dopo risulta essere il capo della resistenza francese, non sono il primo. 

Questo è un Mitico facile, nel senso che è tale per ovvi motivi di stupida genialità e soprattutto perché è un cult accertato e certificato.

top secret
Era da tempo che non lo rivedevo e debbo, oltre che ringraziare quel buon tempone che me l'ha riproposto, comunicare che  Top Secret! fa ancora la sua porca figura e che le risate si sprecano. Tempi comici perfetti, Val Kilmer in formissima, genuina idiozia e vette elevatissime di demenzialità
Il trio di registi/sceneggiatori, già fautori di un altro caposaldo come L'aereo più pazzo del mondo, non danno un attimo di tregua, spingono l'acceleratore sempre al massimo, non lasciano niente al caso che, per quanto il film sia in linea di massima una mega-cazzata, tocca in realtà fare molta attenzione a tutto quello che succede... famosi in questi film sono le scene, al limite dell'assurdo, che avvengono nello sfondo. 

Non so in realtà se sto stando al film maggior credito e peso di quanto oggettivamente si meriti, ma per me resta (e a meno che non arrivi un colpaccio) nella top 10 dei film più demenziali insieme a roba come il già citato Airplane o Frankenstein Jr.

Assolutamente imperdibile... sempre a patto che vi piaccia 'sta roba.


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12 marzo 2013

Mme De Lapage: Cecità - José Saramago

Il Cinema Spiccio incrementa la sua quota rosa (una) con l'ingresso della bella e soprattutto brava Madame Hau De Lapage che, come avrete oramai compreso, ci delizierà con l'arte letteraria. Ma basta quisquilie, meglio andare a leggere direttamente Madame De Lapage...

Madame De Lapage

Immaginate una giornata qualunque, in una delle città qualunque in cui vivete. Immaginate di essere, come ogni giorno fermi nel traffico, ad un semaforo. Immaginate ora di diventare improvvisamente ciechi, proprio nel momento in cui sapete che deve essere scattato il verde. Deve essere scattato, per forza. Sapete di avere davanti un semaforo, una strada, eppure non vedete altro che bianco. Immaginate il terrore subito dopo, quando scoprite che si tratta di un’inspiegabile quanto fulminante (nonché, per quanto se ne sappia al momento, definitiva) epidemia di cecità, e che sarete costretti a trascorrere con degli sconosciuti un indefinito periodo di quarantena in un vecchio manicomio abbandonato.

cecitàÈ questo lo scenario in cui ci trascina Saramago: e il suo sguardo, che diventa il nostro, segue le vicende di un gruppo di persone, quelle diventate cieche per prime. Gente senza nome (potremmo essere noi stessi), semplicemente il medico, la ragazza dagli occhiali scuri, il ragazzino strabico, il vecchio dalla benda nera… C'è anche la moglie del medico però, l’unica che inspiegabilmente non diventerà cieca: a lei toccherà piuttosto il penoso compito di guardare la cecità altrui, cioè di assistere al violento dissolvimento di ciò che crediamo sia alla base dei nostri rapporti, che lascia il posto all'indifferenza, alla fame, alla violenza, all'abbrutimento. Come se la cecità permettesse finalmente di rendere visibile ciò che nascondiamo.

Saramago costruisce un racconto rabbioso e triste, una critica veemente della società, un microcosmo in cui, senza più leggi, ognuno farà i conti con le proprie paure e sarà costretto ad interrogarsi su se stesso: qualche cieco scoprirà di non essere così altruista come credeva, qualcun altro diventerà un assassino, uno stupratore, qualcuno si prostituirà, altri moriranno pur di non farlo, altri ancora scopriranno di poter sopravvivere solo proteggendo qualcun altro… E voi quale cieco sareste?


"E le persone, come sono, domandò la ragazza dagli occhiali scuri, Come fantasmi, essere un fantasma dev'essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere"

11 marzo 2013

The Brass Teapot - Ramaa Mosley

The Brass Teapot (La Teiera di Ottone) è una piacevole black comedy su una giovane coppia e la loro teiera magica che elargisce danaro ogniqualvolta essi provano dolore, sia fisico che mentale. 

Con questi presupposti è abbastanza ovvio che i punti salienti della storia vertano sull'autolesionismo dei due protagonisti, affamati sempre più di denaro e di dolore. Nella prima parte del film, che rappresenta proprio la scoperta del potere della teiera, la faccenda è abbastanza divertente (molto riuscita in questo senso il montaggio degli escamotage usati dai nostri eroi, che prevedono cose come una "brasiliana" per lei o una procedura dentale senza anestetico per lui). Tutta questa parte dicevo è delineata molto bene, diverte e soprattutto non è carente di fattori sorpresa e inventiva. 
Nella seconda parte il ritmo cala, ci si addentra in uno stato molto più cupo e familiare, la sceneggiatura avanza con qualche sforzo e si sente la necessità di inserire altri elementi (come i "cattivi") di cui forse non c'era reale bisogno.

Comunque sia The Brass Teapot nel suo insieme è un buon film, abbastanza cattivo, pieno di botte e con due bravi giovani attori come Michael Angarano e Juno Temple.

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10 marzo 2013

Il rosso e il blu - Giuseppe Piccioni

Il rosso e il blu
Non so voi, ma a me i film che cominciano con una voce fuori campo simil Amélie, e che si rivela essere solo una scusa per dare il via alla pellicola, mi hanno stufato. 
Se proprio si è a corto di idee tanto vale usare la classica sveglia!

Il rosso e il blu di Piccioni, voce fuori campo a parte, non è un brutto film... ma non è neanche bello. Non è brutto per i semplici motivi che è girato abbastanza bene, per la critica (seppur superficiale) al sistema scolastico, ai metri di giudizio e per le buone interpretazioni di Herlitzka e la Buy e di quasi tutti gli studenti. 
Non è un bel film perché non si capisce bene di chi o di cosa Piccioni voglia parlarci. Non si capisce quale sia il punto. 
Troppe storie, troppi rapporti, troppe situazioni vengono messe in campo e il tempo a disposizione permette solo di abbozzarle. Per non parlare poi del lavoro di Scamarcio che, mi sembra, abbia approcciato male il suo personaggio non dandogli alcun spessore né conflitto (tanto per capirci è un giovane supplente pieno di volontà che toppa clamorosamente il giudizio su una sua alunna per ben 2 volte). 

Approssimativo.

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09 marzo 2013

Kon-Tiki - Joachim Rønning, Espen Sandberg

kon-tiki
La coppia Joachim Rønning e Espen Sandberg me la sono già trovata un paio di volte sul mio cammino con l'orribile Bandidas (proprio quello con Penélope Cruz e Salma Hayek che lesbicchiano) e con il kolossal sul partigiano Max Manus
Con questo Kon-Tiki siamo, per fortuna, molto più dalle parti del secondo che dal western.

Quel che abbiamo è un racconto biografico, un personaggio eroico norvegese e un'impostazione molto paracula ed epica. I due registi indubbiamente ci sanno fare con la macchina da presa riuscendo a costruire una buona impronta leggendaria e dal forte respiro internazionale. Fattore quest'ultimo che però porta sia pregi che difetti, con i primi riscontrabili in una buona dose di visibilità per il film, attori e autori, mentre la seconda con una certa mancanza di anima. Mi è infatti sembrato che, tra le bellissime inquadrature marine e la giusta enfatizzazione dell'impresa, si siano dimenticati di inserire il fattore umano, aggiungendo giusto qualche elemento drammatico qua e là (che pare siano stati inventati di sana pianta, ma non avendo visto il documentario originale della storia non posso asserirlo con certezza) così da rendere il tutto un po' meno didascalico.

Insomma un film bello, girato e recitato benissimo, interessante e con il protagonista che si chiama Thor ma carente per certi aspetti (vitali).

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08 marzo 2013

Photos - Dorothea Lange


Dorothea Lange
Madre migrante, Nipomo, California
1936

La Top 5 #23 - Donne du du buuu!!!


Ah, le donne!
Sarà vero quel che afferma Jean de La Bruyère con la massima "le donne sono estreme: o migliori o peggiori degli uomini"?
Non saprei. Per fortuna le mie personali esperienze tendono ad escludere, in linea di massima, le peggiori limitandone la loro conoscenza alle sole rappresentazioni che, guarda caso, sono il tema di questa Top 5

Donne du du BUUU!!!
- lo so, è cretino e me ne pento -

5 - Baby Jane Hudson (Bette Davis) in Che fine ha fatto Baby Jane? in ex aequo con Joan Crawford (Faye Dunaway) in Mammina cara 



4 - Phyllis Dietrichson (Barbara Stanwyck) ne La fiamma del peccato


3 - Cleopatra (Olga Baclanova) in Freaks 


2 - Annie Wilkes (Kathy Bates) in Misery 


1 - Nurse Ratched (Louise Fletcher) in Qualcuno volò sul nido del cuculo 


07 marzo 2013

Il lato positivo - David O. Russell

Il-Lato-Positivo
Il lato positivo è un'ottima commedia diretta da David O. Russell (quello di The Fighter e Three Kings), il quale con un piglio un po' dramedy riesce a costruire un rinfrescante inno alla vita e alla rivalsa.

Silver Lining Playbook (questo il titolo originale) deve molta della sua fortuna alla generosità e all'alchimia degli attori protagonisti. Certo anche la scrittura che lo stesso Russell ha tirato fuori dal romanzo di Matthew Quick ha parecchia importanza poiché detta situazioni, rapporti, personalità, rivalità e tempi dei personaggi, ma credo che senza la magia creatasi sul set dagli interpreti, avremmo avuto un buon film invece di uno ottimo. La Lawrence e Cooper sono al settimo cielo, riescono ben a rappresentare le innumerevoli problematiche dei loro personaggi, i loro continui cambi di umore, il loro sentirsi quasi inadatti alla vita e la voglia di andare avanti comunque. E sebbene Cooper non sia una vera sorpresa in una pellicola di questo genere, lo è invece la Lawrence che fin'ora si era distinta in parti per lo più tragiche. Belle sono anche le performance sia di De Niro, il quale era da un bel po' che non recitava con una certa sincerità e passione, che di Jacki Weaver, che avevo già molto apprezzato in Animal Kingdom e che dimostra davvero di saperci fare.

Guardando Il lato positivo quel che si evince, o almeno così ho dedotto io, è che la sua bellezza sia il risultato di un ottimo lavoro di squadra.

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06 marzo 2013

Buffalo '66 - Vincent Gallo


Noi siamo una coppia che non si tocca, che non si tocca! Ci piacciamo, ci piacciamo e stiamo un sacco di tempo insieme. Però non ci tocchiamo, va bene?

buffalo 66
L'esordio registico di Vincent Gallo, fino ad allora molto apprezzato in film Mitici come Arizona Dream, Fratelli e Palookaville, fu in parte inaspettato e spiazzante. Inaspettato perché all'epoca non è che ci fosse tutta questa mole di "ultime notizie" e spesso si scopriva il tutto a giochi fatti. In un certo senso era bello perché, una volta essere venuto a conoscenza di un film totalmente inaspettato, si creava come un'aria di mistero e l'unico modo per saperne di più era solo quello di vedere il film. Non è come oggi che, quando scopri che tizio o caio hanno fatto un film di cui non ne sapevi niente, ti basta cliccare sulla tastierina del pc per abbuffarti di notizie a riguardo. 
Ma torniamo a Buffalo '66.

Rivedendolo oggi mi rendo conto di quanto il film fosse addentro agli anni '90, sia per stile, che per resa, che per la sua stessa narrazione. Si denotano molto le influenze generiche che hanno caratterizzato l'ultimo decennio del '900, tanto da far si che il film possa essere considerato come il canto del cigno del post-moderno. Sembra infatti di assistere a una destrutturazione derivata, o anche matrioska (cioè destrutturazione della destrutturazione), di Ferrara, Cassavetes, Scorsese e Van Sant con in aggiunta quella sorta di annichilimento che ha caratterizzato molto la generazione x. Tutto ciò però l'ho capito solo oggi, ad almeno 10 o 12 anni dall'ultima visione.

Il perché mi colpì all'epoca credo che sia dovuto a quella sua vena un po' grottesca, un po' pulp, un po' surreale e per il suo essere molto loser. Mentre a livello visivo fu una sua parte in particolare, che ricordo di aver mandato e rimandato in continuazione (causa principale della morte della VHS), ovvero la bellissima scena dello strip-club.

Buffalo '66, quindi, entra nei Mitici per le solite motivazioni nostalgiche ma assume al tempo stesso anche altri significati. Credo sia la prima volta che ciò accade, cioè di ritrovarmi di fronte ad un Mitico Maturato...


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05 marzo 2013

RockDock: Black Label Society - Order of the Black


Bugiardino Black Label Society - Order Of The Black

Black Label Society

1 - DENOMINAZIONE DEL FARMACO
Order Of The Black (2010)

2 - CHE COS'È
È il nono disco di un quartetto statunitense capitanato dall'ipertricotico e iperborchiato guitar hero Zakk Wylde che, abbandonati definitivamente i pantaloni a zampa, gli addominali e Ozzy Osbourne, trova tutto il tempo e lo spazio per dedicarsi a un eccellente lavoro granitico e monolitico.

3 - COMPOSIZIONE QUANTITATIVA E QUALITATIVA
Il disco contiene: 13 tracce musicali.
Principio attivo: Heavy Metal, Doom Metal, Southern Metal,

4 - INDICAZIONI TERAPEUTICHE

  • Anemia Metallopriva e da deficit di Fomento
E’ un farmaco d’elezione per la cura dei quadri di carenza grave di fomento, specie in ambito metal. È indicato per i fan del metal classico che, disgustati dall’attuale panorama metal composto prevalentemente da cattivissimi bimbiminkia con la faccia truccata di bianco e sedicenni che hanno speso tutta la paghetta dei genitori per tatuarsi fino al collo, versi in grave carenza di fomento, con anemia, mancata comparsa del vomito di fronte a Sanremo, ideazione di automutilazione dei capelli e abbandono del chiodo.

  • Culto Ossessivo Del Chitarrista
Strumento eccellente per il paziente affetto da "Culto Ossessivo per il chitarrista", ormai smarrito da quando: Blackmore è diventato un menestrello alla mercè della figa, Page soffre di pasticcio di solos per la lunga dipendenza da eroina, Iommi ha perso due dita (da sempre), Santana ha deciso di farsi prete, Malmsteen è diventato la versione isterica di Benny Hill, Randy Rhoads è stato schiacciato da un aereo e Dimebag Darrell è stato sparato da un pazzo.

  • Body beer-ding
L’assunzione del farmaco è elemento essenziale e costitutivo del body-beer-ding, pratica pseudo sportiva inventata dallo stesso Zakk Wylde (di cui si possono trovare alcuni video metodi sul web) che consiste nell’assunzione di birra e ascolto di metal durante sessioni di sollevamento pesi. Tale pratica consente di sviluppare soprattutto i muscoli di braccia, collo e gambe, risparmiando assolutamente quelli addominali e trae ispirazione dalla pratica italiana, diffusa nei cantieri edili, di sollevare sacchi di cemento bevendo birra. Ma rispetto ad essa sostituisce l’ascolto di Nino D’Angelo con quello dei Black Label Society, differenza sostanziale che basta da sola a conferire a chi la pratica l’aspetto del vero bovaro americano.

  • Sindrome del Confederato
La presenza di ballads dal sapore southern, corroborata dall’immagine altrettanto evocativa della band, rende il farmaco un ottimo palliativo nella cura di tale patologia che si manifesta con crescita abnorme della barba, predilezione per le voci alcoliche, ascolto ripetuto dell’assolo di Free Bird dei Lynyrd Skynyrd in maniera continuativa per tutto l’arco della giornata, esposizione della bandiera sudista in ogni luogo.

  • Intellettualite acuta
La miscela di riff granitici, voce graffiante e liriche banali, contenuta nell’album consente un rapido recupero da questa grave patologia, causata dall'ascolto protratto di Franco Battiato. Pratica che vede il paziente affetto tentare, in maniera maniacale, di decifrare un ipotetico messaggio celato dietro a riferimenti storici e antropologici sconnessi e alternati a improbabili inglesismi, per poi dichiarare, sconfitto, che il cantante siciliano è un genio assoluto.

5 - MODO DI SOMMINISTRAZIONE

Cd
Mp3

6 - CONTROINDICAZIONI

  • Intolleranza allo shredding
Il farmaco è assolutamente controindicato ai soggetti intolleranti allo shredding, ai minimalisti musicali e ai digitalisti elettronici, per i quali l’ascolto di così tante note e scale musicali eseguite a gran velocità e con massima precisione sulla tastiera di una chitarra elettrica potrebbe rivelarsi addirittura fatale.

  • Etilismo Cronico
Il farmaco è sconsigliato in caso di etilismo cronico o di recente disintossicazione. I costanti riferimenti grafici, musicali ed estetici alla birra e all’alcool in generale potrebbero far ripiombare il soggetto in uno stato di dipendenza.

7 - EFFETTI INDESIDERATI

  • Mania Bikeristica
L’ascolto reiterato dell’album e la partecipazione a concerti della band, specie se associati alla visione della serie tv "Sons Of Anarchy", potrebbero scatenare una mania bikeristica nel soggetto. Questi potrebbe dilapidare i propri risparmi per l’acquisto di una moto custom e richiedere l’affiliazione ad un club motociclistico o, in alternativa, potrebbe solamente cucire sul proprio gilet o giubbotto di pelle i "colori" (toppe identificative di un gruppo motociclistico) dei Black Label Society e incorrere in possibili minacce o pestaggi da parte di esponenti di reali MC.

  • Eritema Nucale (Redneck Syndrome)
Il coinvolgimento emotivo riguardo all'album potrebbe indurre il soggetto ad approfondire le informazioni sulla band, ponendolo dinanzi ad ostentazioni di orgoglio redneck da parte del frontman, dichiarazioni di carattere fondamentalista cattolico, fotografie che lo ritraggono in mimetica e chitarra a tracolla su di un carro armato, dichiarazioni a favore della guerra in Iraq. Il soggetto con labile coscienza politica potrebbe esserne contagiato e sviluppare una Redneck Syndrome con eritema nucale e conservatorismo politico. Si consiglia perciò di prescindere da considerazioni politiche o religiose sulla band e apprezzarla per il mero aspetto musicale ed estetico.

  • Vikingomorfismo
L’assunzione del farmaco protratta nel tempo potrebbe determinare la comparsa di vikingomorfismo, quadro sintomatologico caratterizzato da ipertricosi bionda, comparsa di borchie ai polsi, raucedine e vocalizzi gutturali. In tal caso si consiglia la totale sospensione, oltre che del farmaco, di qualunque trattamento che preveda l’assunzione di "Immigrant Song" dei Led Zeppelin, di Epic e Neoclassic Metal nonché si consiglia al soggetto di non recarsi all'Ikea per almeno 6 mesi.

  • Traumi cervicali da eccessivo headbanging e/o headbanging "a forma di otto"