12 marzo 2013

Mme De Lapage: Cecità - José Saramago

Il Cinema Spiccio incrementa la sua quota rosa (una) con l'ingresso della bella e soprattutto brava Madame Hau De Lapage che, come avrete oramai compreso, ci delizierà con l'arte letteraria. Ma basta quisquilie, meglio andare a leggere direttamente Madame De Lapage...

Madame De Lapage

Immaginate una giornata qualunque, in una delle città qualunque in cui vivete. Immaginate di essere, come ogni giorno fermi nel traffico, ad un semaforo. Immaginate ora di diventare improvvisamente ciechi, proprio nel momento in cui sapete che deve essere scattato il verde. Deve essere scattato, per forza. Sapete di avere davanti un semaforo, una strada, eppure non vedete altro che bianco. Immaginate il terrore subito dopo, quando scoprite che si tratta di un’inspiegabile quanto fulminante (nonché, per quanto se ne sappia al momento, definitiva) epidemia di cecità, e che sarete costretti a trascorrere con degli sconosciuti un indefinito periodo di quarantena in un vecchio manicomio abbandonato.

cecitàÈ questo lo scenario in cui ci trascina Saramago: e il suo sguardo, che diventa il nostro, segue le vicende di un gruppo di persone, quelle diventate cieche per prime. Gente senza nome (potremmo essere noi stessi), semplicemente il medico, la ragazza dagli occhiali scuri, il ragazzino strabico, il vecchio dalla benda nera… C'è anche la moglie del medico però, l’unica che inspiegabilmente non diventerà cieca: a lei toccherà piuttosto il penoso compito di guardare la cecità altrui, cioè di assistere al violento dissolvimento di ciò che crediamo sia alla base dei nostri rapporti, che lascia il posto all'indifferenza, alla fame, alla violenza, all'abbrutimento. Come se la cecità permettesse finalmente di rendere visibile ciò che nascondiamo.

Saramago costruisce un racconto rabbioso e triste, una critica veemente della società, un microcosmo in cui, senza più leggi, ognuno farà i conti con le proprie paure e sarà costretto ad interrogarsi su se stesso: qualche cieco scoprirà di non essere così altruista come credeva, qualcun altro diventerà un assassino, uno stupratore, qualcuno si prostituirà, altri moriranno pur di non farlo, altri ancora scopriranno di poter sopravvivere solo proteggendo qualcun altro… E voi quale cieco sareste?


"E le persone, come sono, domandò la ragazza dagli occhiali scuri, Come fantasmi, essere un fantasma dev'essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere"

4 commenti:

  1. Benvenuta Madame De Lapage
    il libro mi sembra molto, molto interessante, lo leggerò di sicuro. Penso che lo assocerò all'ascolto dei "Blind Faith".
    Cordiali Saluti

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    1. Grazie Monsieur Rock and Roll Doctor. Oserei associare la lettura anche a "Blind" dei Placebo, anche se temo che difficilmente rientrerebbe nella lista delle sue prescrizioni, vero?

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  2. Romanzo spietato. E Saramago ci manca da morire.

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  3. Cara Madame (se posso permettermi...) devo ammettere che ho quasi paura di immaginare che "tipo di cieco" potrei essere...

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