24 aprile 2013

L'implacabile - Paul Michael Glaser

mitici

Killian! I'll be back!

Schwarzy + Stephen King + botte + futuro dispotico + tutine + esplosioni + Hulk fight + Starsky + botte = MITICO

implacabile
Che L'implacabile facesse breccia nei cuori di quanti, come me, lo videro clandestinamente in Tv, in quel fatato periodo conosciuto ai più come primi anni '90, era cosa ovvia e persino banale. Genitori, se mettete vostro figlio di fronte a un eroe senza macchia che mena come se non ci fosse un domani - cosa, tra l'altro, nel film molto incerta -, poi non vi lamentate se lui, almeno fino al prossimo film, lo prenderà a modello.

L'implacabile (The Running Man in originale) oggi paga un pochetto gli anni che si porta sulle spalle, la regia di Starsky è alquanto démodé e gli effetti speciali sono anche loro un pelo spartani. Ordunque, per poterlo apprezzare appieno, nella sua tamarra magnificenza, tocca vederlo con gli occhi stupefatti del bimbo meravigliato da cotanta futuristica tecnologia. Se invece lo vedete per la prima volta ora, a ben venti-e-passa anni di distanza, non storcete il naso. Io vi ho avvertito!

Che altro mai si potrebbe aggiungere a un film come L'implacabile? Che la storia non è proprio originalissima? Vero, prima ci sono stati La decima vittima e Le prix du danger, ma in fondo che importa?

Per concludere, se permettete, vorrei solo aggiungere una cosuccia:

"Hunger Games... tiè, pijate 'sti spicci!"

implacabile


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