06 maggio 2013

Die Hard - Un buon giorno per morire - John Moore

die hard 5
Il quinto capitolo della saga Die Hard è una vera cafonata... non che non me l'aspettassi e non lo volessi, sia ben chiaro.

In quanto cafonata nonché fracassone pop-corn movie, la pellicola di Moore funziona egregiamente. Diverte, ci sono scene action ben congegniate (il lunghissimo e distruttivo inseguimento per le strade di Mosca), c'è John McLane e in almeno in un paio di occasioni ho letteralmente ululato dalla gioia.
Però, a parte questi piccoli dettagli, questo quinto episodio non si può lontanamente paragonare ai primi tre capitoli che hanno elevato il franchise allo status di cult. Purtroppo ci sono parecchie mancanze, quasi tutte attribuibili alla sceneggiatura di Skip Woods (i cui scritti passati non è che sono poi così favolosi), la cui "mancanza" (per l'appunto) si sente pesantemente tanto da non riuscire a dare una vera forza al film. Non esiste un vero cattivo, non esiste una vera spalla per Willis e lo stesso personaggio di McLane   sembra troppo poco motivato e veramente poco credibile. E mi fermo qui per non andare a scavare nelle incongruenze e nei buchi che costellano tutta la trama.

Insomma Die Hard 5 piace per il suo essere goliardico, tamarro e poi perché è pur sempre un Die Hard, ma si nota una forzatura da "passaggio del testimone" che snatura in qualche modo tutta l'operazione.

Ci poteva essere gloria, ma restano solo esplosioni e diti medi.

IMDb 

6 commenti:

  1. Effettivamente tanto fumo e poco arrosto. Poi vabbè, io ho trovato davvero inguardabile il figlio di McLane, roba che anche i manichini riescono ad avere più espressività...

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    1. in effetti se si fossero portati un cartonato al posto del tipo che fa il figlio, avrebbero risparmiato pure un po' di soldini!

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  2. Sei uno dei pochi ad aver colto il vero aspetto del film: una cafonata divertentissima e impossibile da prendere sul serio! Non è paragonabile chiaramente ai primi capitoli (che erano dei film veri e propri). Questo è puro intrattenimento per chi vuole, magari, staccare la spina e farsi due grasse risate... e ci riesce egregiamente. Tutto il resto non conta.

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    1. grazie kelvin. io sono della ferma convinzione che ogni film debba avere un criterio di giudizio a se stante, in base a quali sono gli intenti di chi l'ha fatto e quale sia lo scopo della sua esistenza. poi ovviamente tra consimili i paragoni aiutano, ma non devono essere determinanti.

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  3. L'unica cosa che mi è piaciuta è stato il doppio dito medio volante finale. Il resto si dimentica appena alzatisi dal seggiolino del cinema.

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    1. alla scena del doppio dito medio ho letteralmente applaudito... comunque si, è un film che si dimentica facile. e se da un lato lo si può vedere all'infinito, dall'altro lascerà sempre, alla fine di ogni visione, come un senso di insoddisfazione.

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