20 giugno 2013

Stoker - Chan-wook Park

stoker
Sebbene il titolo rimandi immediatamente a Dracula e al suo autore, la storia di Stoker è molto vicina al classico hichcockiano L'ombra del dubbio.

Il primo film in lingua inglese di Park non è un remake né una copia dell'illustre predecessore, almeno non in senso lato, quanto piuttosto una versione più morbosa e trasgressiva. Si percepisce il freno ricevuto da Park dalla macchina hollywoodiana, sempre attenta a non esagerare, e non si può fare a meno di chiedersi cosa sarebbe potuto essere Stoker se Park l'avesse girato nella natia Korea.

Purtroppo questo elegante e malsano film neo-gotico non riesce, in pratica, a splendere completamente nonostante abbia molte potenzialità. La messa in scena è magistrale, la geometria delle inquadrature è perfetta e l'armonia creata da scenografie, colori, movimenti di macchina e personaggi valgono da sole la visione. L'unica vera pecca che gli si può attribuire sta proprio nel suo essere poco coraggioso, nel non aver osato abbastanza e nel non aver portato fino in fondo tutta quella morosità che si sente essere nell'aria e che in qualche breve occasione, con un paio di scene (girate forse mentre la produzione era distratta), viene fuori ma subito rientra.

Stoker è un film visivamente molto bello ma che, proprio a causa del suo essere bloccato, risulta niente di più che un trasgressivo esercizio di stile.

IMDb

12 commenti:

  1. i registi asiatici hanno un modo di fare e intendere il cinema, anche di "intrattenimento", che gli americani si son scordati da un po'. I secondi preferiscono il cattivismo da happy hour,che fa godicchiare i figli della buona borghesia, gli asiatici ti sbattono dentro l'inferno e chi si è visto si è visto.
    Raramente fanno cose belle quando lavorano in america,ma mooooolto raramente

    Si,dai preferisco il cinema delle nazioni asiatiche e preferirei che rimanessero lì. Liberi e selvaggi

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    1. Il buonismo del cinema americano credo faccia ormai parte integrante del loro modo di fare i film (almeno nella maggior parte dei casi). l'errore di fondo, sempre se di errore si può parlare, è ambivalente. da una parte il produttore o chi per lui che chiama un regista come park e poi lo ferma, e dall'altra lo stesso regista che decide di entrare in quel meccanismo. lo scontro è inevitabile e il compromesso, come in questo caso, non è sempre dei migliori.

      peccato, però secondo me è giusto che ci provino.

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  2. Questo commento mi rende molto triste, eppur ne ho sentito parlare anche in toni entusiastici. Vedremo.

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    1. forse ci troviamo di fronte al classico film che spacca in due le opinioni... comunque vedilo e fammi sapere ;)

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  3. A me è piaciuto proprio perché è bloccato, si sente qualcosa nell'aria che non può essere soddisfatto.

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    1. ecco, a me invece questa non soddisfazione mi ha un po' infastidito :D

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  4. Stavolta sono d'accordo al 100%, soltanto un esercizio di stile.

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  5. Decisamente, sono daccordo con te, avevo molte aspettative da questo film, in parte sono state soddisfatte, ma dall'altra parte mi aspettavo un film decisamente più cattivo, invece è fin troppo controllato, il che lo frena molto, ma forse parlo perchè ho appena finito di vederlo e quindi non l'ho ancora assimilato per bene...

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    1. io invece dopo la visione ero abbastanza entusiasta del film, ho ridimensionato il tutto due o tre giorni dopo.

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  6. Anch'io lo aspettavo da tempo, peccato che per scarso coraggio, come scrivi, risulti alla fine solo uno sterile esercizio di stile. Vuol dire che lo andrò a vedere con meno aspettative e meno entusiasmo.

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  7. Per me, che adoro Park e la sua malsana Trilogia, è stata una delusione su tutti i fronti. Regia magnifica ma una storia che non ha senso di esistere.

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