13 giugno 2013

Vita di Pi - Ang Lee

vita di pi
Tra sopravvivenza e spiritualità, la storia narrata in Vita di Pi è un viaggio allegorico ipnotico che, pur non giocando molto con l'emotività dello spettatore (poiché sappiamo sin da subito che Pi sopravvive), riesce a funzionare e ad appassionare.

Diviso in tre atti, durante il primo conosciamo il personaggio di Pi, della sua ricerca del divino e della sua famiglia. Nel secondo abbiamo il naufragio, il clou della vicenda dove assistiamo alla convivenza di Pi con la tigre, mentre nel terzo abbiamo la visione narrativa. La riuscita di questi tre atti è leggermente discontinua, Lee dà il suo meglio specialmente nella parte centrale con le bellissime scene del naufragio e il calvario di Pi. In particolare è quest'ultimo aspetto che, così come accadeva  in 127 Ore di Boyle (film per certi versi simile), risulta essere la parte più interessante della pellicola sia sul livello tecnico che su quello del racconto.
Un po' debole invece è il finale che risulta tale specialmente perché viene ribaltato il modus operandi, andando a prediligere le chiacchiere alla immagini. 
Come dicevo prima, manca la suspense del destino di Pi, è lo stesso Pi che racconta la storia e questo è un bene poiché ci fa concentrare su altri aspetti invece che sulle sue sorti. Molto intelligente, nonché altro punto di forza della pellicola, è la scelta di usare attori sconosciuti o poco noti, fattore che permette allo spettatore di identificare appieno i personaggi senza interferenze di un background filmico.

Impressionante è poi il lavoro svolto da Lee con gli effetti speciali - il CGI di Richard Parker (che per fortuna si è evitato di antropomorfizzare) è spettacoloso - che vengono sfruttati appieno ai fini narrativi e non sono solo un semplice strumento di vuoto spettacolo.

Film quindi molto bello, intelligente e tecnicamente impeccabile... dispiace giusto un po' per il finale, il cui esito però non inficia di molto il valore della pellicola.

IMDb 

15 commenti:

  1. Uno dei film più belli della scorsa stagione. Sì, sappiamo che alla fine Pi sopravvive, ma personalmente non mi sono sentita distaccata emotivamente... anzi. Il (non) addio finale di Richard Parker, poi, è stato una pugnalata al cuore.

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    1. per me quel (non) addio di richard parker non è stato coinvolgente perché comunque filtrato da Pi... comunque questo distacco io l'ho apprezzato ;)

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  2. Ne ho sentito parlare bene e male, quindi non l'ho ancora visto. Dici che dovrei rimediare?

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    1. secondo me devi, almeno da un punto di vista delle immagini è spettacolare e merita.

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  3. Pensa che invece io ho trovato il finale - con la sua metafora - splendido, la cosa migliore del film - che è girato e ha degli effetti pazzeschi -.
    Comunque, gran roba.

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    1. a me il passare da un film prevalentemente visivo a uno totalmente chiacchierato ha pesato non poco. ho come avuto una sensazione di taglio netto, non c'è stata continuità di racconto.
      comunque è gran roba :D

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  4. ma se è una delle più grosse paraculate dai tempi di forrest gump!

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    1. certo, ma è una paraculata fatta bene e con criterio esattamente come lo era forrest gump. ci sono invece altre paraculate, senza capo né coda, come il tuo tanto adorato confession, che non sono altro che una mega pippa autoreferenziale appoggiate sul nulla.

      comunque io e te, non riusciremo mai ad andare d'accordo. anche quelle poche volte che lo siamo stai sicuro che è per motivi diametralmente opposti :D

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  5. Mah la parte centrale poteva anche scorciarla, troppo ripetitiva, poi roba tipo l'origine del suo nome elo zio con le spalle larghe è da denuncia. Per il resto un buon film con delle belle metafore.

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  6. Cioè il merito princiapale secondo me è riuscire in un unione di forma e contenuto particolare: La dualità dell'uomo con da una parte istinto animale assassino che ti consente di sopravvivere in situazione disperate e dall'altra qualità "umane" cioè razionalità unità ad irrazionalità (sentimenti, religione, ecc.) messi nella forma di un film per famiglie e bambini.

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    1. sui meriti dei contenuti e delle metafore non si può dire nulla. hai perfettamente ragione e per quasi tutta la pellicola unione di queste con la forma funziona benissimo. poi ogni tanto si dilunga, vero anche questo. io personalmente ho sofferto più il finale che le parti sull'origine del nome ecc, le quali hanno comunque un supporto visivo non da poco che aiuta.

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  7. Secondo me questo film non ha punti deboli. Bisogna proprio spulciare i fotogrammi per trovare qualcosa da dire. A me la parte delle chiacchere finale è piaciuta moltissimo, anche perché ti dà tutta la chiave di lettura.
    Un film da pelle d'oca. Gustoso per gli occhi e la mente!

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    1. invece, come ho già detto, a me la trasformazione del finale che prende una piega da "spiegozzo" è stata alquanto ostica da digerire. nulla da dire sulla chiave di lettura, ma l'ho vista come un modo per accorciare e chiudere la faccenda.

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  8. Secondo me è il film più bello della scorsa stagione, ma so che in molti l'hanno detestato

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    1. arrivare a detestarlo mi sembra eccessivo (ho trovato anche io in giro pareri di questo tipo). il film per quanto possa risultare lungo, ridondante e anche paraculo, ha dalla sua una tecnica filmica tale da renderlo quanto meno un film meritevole di attenzione.

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