15 luglio 2013

Torno Subito


Ebbene sì, per cause di forza maggiore debbo anticipare la consueta chiusura estiva... E NO, NON STO ANDANDO IN VACANZA... almeno per ora.


Non vi disperate come Dawson, poiché apparirò - connessioni permettendo - su Twitter, Facebook, Instagram e Flipboard per esternare tante simpatiche stronzate.
(Google+ lasciatelo perdere che tanto non l'ho capito)

Ci rivediamo quando torno... e non fate troppo casino in mia assenza. Tanto me lo vengono a dire.



14 luglio 2013

Le soldatesse - Valerio Zurlini

le soldatesse
Voglio togliere ogni dubbio sin da subito. Le soldatesse NON ha nulla a che fare con nessuna commedia sexy... perciò niente grandi manovre né visite militari. 

La pellicola diretta nel 1965 da Zurlini è una storia tragica, ambientata durante l'occupazione italiana in Grecia e racconta di un viaggio (anche metaforico nel rappresentare le ingiustizie) di "ausiliari greche" destinate ad allietare i bisogni dei soldati. 

Una pellicola di chiaro stampo antifascista, severa, solida e molto onesta nel tratteggiarci nel ruolo insolito di occupanti sbattendo in faccia, alla "brava gente", quelle che furono le nostre infamie.

Unica pecca attribuibile a Zurlini è l'abbracciare spesso la facile strada del sentimentalismo e del melo' perdendo un po' l'impronta drammatica. Naturalmente sono ottime le prove degli attori, con un Tomas Milian nella parte del giovane tenente a capo della spedizione, Mario Adorf come autista (è molto, ma molto, italiano nei modi) e le prostitute Anna Karina, Lea Massari e Marie Laforêt

Da recuperare.

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13 luglio 2013

Pacific Rim - Guillermo del Toro

Pacific Rim è Lo Spettacolo!

Mai, e ripeto MAI, in vita mia mi sono esaltato così tanto al cinema... almeno non con la stessa frequenza. Ammetto di aver applaudito al discorso del Presidente in Independence Day, ma ero giovine e stupido e in breve ho compreso che il film di Emmerich non sarebbe mai andato oltre i fracassi del momento. In altre occasioni mi è capitato di sussultare di gioia in sala, chessò all'esplosione iniziale di Die Hard 3 o durante Street Fighter, ma Mai come con Pacific Rim

In pratica mi sono ritrovato in sala ragazzino, ringiovanito improvvisamente, ammaliato dagli splendidi colpi di tamarrate infinite che si assestano robot e mostroni. Voglioso di vedere 10, 100, 1000 navi cargo infrangersi sulle facce. 

Del Toro crea il Film Spettacolo del nuovo secolo, una pellicola che saccheggia sapientemente tutto e tutti, anche senza ritegno, e si ripropone come perfetto mix dell'immaginario. Ci stanno i Robot, i Mostri, i Russi biondi, c'è l'impavido pilota americano (anche se Charlie Hunnam è in realtà Britannico), c'è il pilota stronzo, c'è la donzella cazzuta ma fragile, c'è il veterano che torna a combattere, ci sono gli scienziati simpatici, c'è la retorica e la morale e ci sono le scarpe improponibili di Ron Perlman. E soprattutto c'è la maestria di Del Toro che ti incolla alla sedia.

"Portate i vostri figli a vedere questo film, anche se sono piccoli. Usciti dal cinema vorranno quasi tutti fare i piloti di jaeger. Ma ci saranno una manciata di bambini che, dopo i titoli di coda, decideranno che da grandi saranno registi. E registi come Guillermo Del Toro." 
(Cit. Lucia de Ilgiornodeglizombi)

Ooooooooo...
...léééééééé!!!

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12 luglio 2013

It's a Disaster - Todd Berger

It's a Disaster di Todd Berger può essere considerato una specie di: " Buñuel incontra Apatow.

La vicenda vede 7 amici più il nuovo arrivato, riunitisi per un domenicale brunch di coppie... proprio mentre fuori sta per cominciare l'armageddon... o qualcosa di simile... che boh, ma non importa.

It's a Disaster potrebbe sembrare una black comedy, ma io non la definirei come tale quanto più come un film sui costumi, sui "cattivi costumi". Gli attori, rappresentanti della media borghesia americana, agiscono secondo canoni prestabiliti, ognuno secondo il proprio ruolo nella società e all'interno del gruppo, avviando discussioni familiari e di poco conto mentre dall'esterno cominciano a palesarsi sentori di un qualcosa che sta accadendo. La comicità della pellicola non è di quelle da piegamenti di pancia ma più da sussulti, tuttoi si scaturisce in modo quasi indiretto, dal basso, fuoriesce dai caratteri dei personaggi, dalle chiacchiere e dal loro reagire al disastro... o quello che è.

Sebbene registicamente Berger sia pulito e senza guizzi o grandi personalità, la sua qualità di scrittore è eccellente. Riesce a mantenere, con l'aiuto comunque dell'ottimo cast e in particolare di David Cross, una sensazione di comicità che pervade per tutta la durata del film e senza l'ausilio di battute clamorose (insomma di quelle poi spendibili). Non deve essere una cosa facile da realizzare e riproporre.

It's a Disaster è una commedia sugli armageddon di ogni giorno!

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11 luglio 2013

Parental Guidance - Andy Fickman

Parental Guidance è quello che generalmente viene definito un film per famiglie e, in quanto tale, si presuppone una certa dose di simpatia e di buoni sentimenti. Un approccio sbagliato a un film di questo tipo può essere deleterio, specialmente per quanti cercano un qualcosa di più ambizioso o alternativo o quello che è. Qua si calca la mano del classicismo, della prevedibilità e della comicità leggera. 

Se si accetta tutto ciò e se ci si predispone per tale visione, la pellicola di Fickman (lo stesso di Ancora Tu!) può rivelarsi molto simpatica e vi farà passare una serata easy e spensierata. La presenza poi di Billy Cristal e Bette Midler sono un segnale di qualità poiché siamo di fronte a due attori di indubbia bravura che purtroppo si ritrovano relegati, da una decina di anni, il primo in doppiaggi di film animati e la seconda in particine all'interno di pellicole che non ha visto quasi nessuno. Questo per dire che il vederli tornare in ruoli da protagonisti e scambiarsi battute e frecciatine è un vero piacere che fa, ma giusto un pochetto, cadere l'oggettività del giudizio sulla pellicola. All'alchimia dei due si aggiunge poi la sempre brava Marisa Tomei che si ritrova nel ruolo di figlia e madre, in una linea di congiunzione tra i giovani nonni e gli sconosciuti nipotini. 

Un film questo Parental Guidance che è come lo spaghetto aglio e olio, semplice, veloce, del quale conosci il sapore alla perfezione ma che, ogni volta, soddisfa alla grande e fa il suo sporco lavoro.

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10 luglio 2013

Gangster Squad - Ruben Fleischer

gangster squad
Avevo lasciato Fleischer con la tragicommedia 30 Minutes or Less, un filmettino che pur avendo spunti interessanti non riusciva a prendere più di tanto. In quel post riposi le mie speranze verso questo più serio Gangster Squad.

Se mi fossi precipitato al cinema a vedere il film, che all'epoca pensavo si sarebbe trattato di un crudissimo gangster movie tutto spietatezza e noir, ne sarei uscito incazzato abbestia e voglioso di andare a prendere a pedate Fleischer. Ma è andata a finire che non mi sono fiondato al cinema e, nel corso di questi mesi, ho letto quanto basta per accantonare le mie pretese e capire che, in realtà, Gangster Squad non sarebbe mai stato il film che avrei tanto voluto vedere.

Si potrebbe criticare la scelta di rendere così macchiettistica una storia basata su fatti reali (almeno quelle che riguardano le vicende di Mickey Cohen), perché diciamolo... non si fa. Ma quest'aurea alla Dick Tracy, piena sì di stereotipi e talvolta di banalità, con personaggi caricaturali e archetipi di un ideale, in una parola fumettoso, finisce per rendere la confezione un buon divertissement. 

Quindi, se vi aspettate da Gangster Squad un qualcosa tipo Gli Intoccabili o chessò io, lasciate perdere. Se invece volete vedere l'idea fumettistica della Los Angeles criminale anni '40, con i buoni da una parte e i cattivi dall'altra... be, accomodatevi.

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09 luglio 2013

Il paese delle spose infelici - Pippo Mezzapesa

L'esordio nel lungometraggio di Pippo Mezzapesa, del quale conoscevo solo il bel corto Come a Cassano del 2006, è un film che sembra non voler osare pur avendo tutte le carte in regola per farlo.

Il giovane regista pugliese mostra capacità tecnica, difatti la pellicola è visivamente bella e riesce a riproporre l'atmosfera primi anni '90 della zona del tarantino... fidatevi, su questo punto di vista è stato una specie di tuffo nel passato per me, avendo girato parecchio in quegli stessi luoghi, o comunque a pochi km di distanza, e in quello stesso periodo. Bravi sono anche i ragazzi della Cosmica, squadretta di calcio che unisce i nostri protagonisti (anche loro archetipi della mia infanzia), così come la bella Aylin Prandi (già vista in Qualche nuvola), sposa infelice e sogno d'amore.

Però Il paese delle spose infelici presenta una piccola leggera (ma decisiva) pecca, ovvero non permette allo spettatore di prendere a cuore la vicenda narrata restando fin troppo distaccato. È come se il film non voglia permettere mai di far fuoriuscire quelle pulsioni viscerali che dettano le amicizie e le ambiguità sessuali. In pratica è presente e costante un distacco che non lascia intaccare l'emotività dello spettatore.

Stavolta è andata così, ma non dispero perché sento che nel futuro verrò ricompensato da Mezzapesa.

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08 luglio 2013

The Call - Brad Anderson

the call
The Call è un thriller ambientato principalmente in due luoghi: il cofano di una macchina e la postazione di un'operatrice del 911.

Finché la storia resta ancorata a questa situazione, spostandosi in continuazione da una parte e all'altra, la struttura messa in piedi da Anderson riesce a funzionare abbastanza bene. Lascia lo spettatore senza  respiro e, soprattutto, senza la possibilità di pensare troppo a quanto sta vedendo. Le due attrici (una vittima e l'altra salvatrice), legate dalla sola linea telefonica, con la completa incertezza che hanno entrambe dell'altra e con un legame molto fragile, se la cavicchiano e portano avanti in questo gioco di rimbalzi buona parte della pellicola. La situazione però, verso il finale, precipita. Questo botta e risposta finisce, si decide di spostare i luoghi dell'azione per poter così arrivare a una conclusione e in concomitanza c'è una repentina quanto ingiustificata e assurda trasformazione della Berry, che da debole signorina del 911 si trasforma in Charles Bronson. Purtroppo entrambe le situazioni, sia il netto distacco dal modus operandi perpetuato fino a questo punto che la trasformazione, inficiano non poco il giudizio finale. Il primo ammazzando quel minimo di tensione creatosi portando a una chiusura debole quanto di poco appeal, mentre l'altro chiedendo un ulteriore sforzo di sospensione dell'incredulità.

Forse se si fosse concluso il tutto con l'incertezza totale dei due destini messi in gioco [quando lo vedrete forse capirete meglio cosa intendo], secondo me, avremmo avuto un film chicca o quanto meno più interessante. 

Brave comunque le due protagonista, Halle "non so scegliere un film da più di 10 anni" Berry e la giovane Abigail Breslin, come bravo è anche il poco sfruttato Michael Eklund nella parte del serial killer.

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07 luglio 2013

Il Rossetto - Damiano Damiani

il rossetto
Il Rossetto non solo segna l'esordio alla regia di Damiano Damiani ma è anche uno degli esponenti di punta della stagione del poliziesco/noir italiano che, su ispirazione chiaramente americana, fece capolino tra la fine della guerra e i primissimi anni '60.

Questo filone, iniziato con Ossessione di Visconti (il noir americano e il neorealismo italiano hanno viaggiato in parallelo e si sono anche influenzati a vicenda), continuato con il Germi di Gioventù perduta e di La città si difende e, per fare un altro esempio, con Fuga in Francia di Mario Soldati, purtroppo ebbe vita molto breve e ad oggi resta per lo più poco indagato... nonché di difficile reperibilità.
Questo Il rossetto, ambientato in una Roma semi-periferica, racconta dell'omicidio di una ragazza che faceva "la vita", delle indagini che ne seguono, dei vari sospettati (e di uno in particolare) e di una ragazzina che sa tutto. 

Sulla narrativa si sente molto la mano pesante dell'epoca in cui è stato realizzato, un'epoca ormai remota dove un semplice rossetto può arrivare a determinare il giudizio sulla moralità di una ragazzina dodicenne e sognatrice. Ma quello che oggi sarebbe potuto essere un limite, dopo 50 anni, ci dà una visione molto interessante di quella che era la percezione sociale, dei costumi e delle interazioni dell'epoca. Dal punto di vista filmico la vicenda risulta da sola anch'essa di certo interesse, il dubbio sull'innocenza o la colpevolezza del protagonista pervade fino alla fine e mantiene viva l'attenzione, il debuttante Damiani già dimostra una buona tecnica e il buon Pietro Germi, qui in veste di solo attore, può rispolverare l'Ingravallo del suo Un maledetto imbroglio per interpretare il commissario. 

Non saprei dire quanto il tempo abbia portato benevolenza verso i film del passato ma posso dire che a me mi è piaciuto assai!

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06 luglio 2013

Vallanzasca - Gli angeli del male - Michele Placido

Il bel Renè è uno dei personaggi più controversi della recente storia criminale italiana tanto che all'uscita del film la schiera di polemiche non mancò di farsi sentire.

Una volta uscito le polemiche si placarono perché difatti nella pellicola non viene dato nessun giudizio all'opera di Vallanzasca, non vengono date giustificazioni e non viene esaltata in nessun modo la sua figura. Placido e Rossi Stuart si elevano a super partes e si limitano al solo racconto (ovviamente romanzato) del famoso rapinatore. Un punto, questo del super partes, che seppure giustamente evita di spaccare in due l'opinione etica degli spettatori, pone dei limiti al racconto, il quale risulta come una sola esposizione degli eventi.
Molto buona è la caratterizzazione del protagonista ad opera di Kim Rossi Stuart, che ci rimanda quello che era il suo stile, la sua arroganza la sua voglia di essere un qualcuno. E sebbene l'attore sia anche in grado di reggere tutta la pellicola attorno a sé, la carenza di personaggi secondari forti si sente eccome. Questi ultimi vengono solo descritti blandamente e risultano poco spiegati nonché poco caratterizzati e l'unico capace di avere un minimo profondità è il solo personaggi di Enzo interpretato da Timi, che è tale solo grazie alla bravura dell'attore.

La regia di Placido non è male e fa quel che può anche se, visivamente, si perde un po' il contorno metropolitano dell'epoca (la Milano di Vallanzasca) che viene per lo più celata... che poi è la stessa cosa che accadeva alla Roma di Romanzo Criminale.

Vallanzasca è un che si può considerare generalmente buono, anche se la preponderanza del suo protagonista tende a squilibrarlo nel racconto.

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05 luglio 2013

Photos - John Gutmann


John Gutmann
L'artista vive pericolosamente
1938

Padre vostro - Vinko Bresan

The Priest's Children
Arriva dalla Croazia questa piccola commedia che prova a parlare di religione, aborto e persino pedofilia.

Credo che si necessiti il dispendio di due parole sulla trama.
In un'isoletta Croata dell'Adriatico i morti superano di gran lunga le nascite così, con l'aiuto dell'edicolante e del farmacista, il giovane prete della suddetta isoletta decide di bucare tutti i preservativi prima che gli ignari acquirenti li adoperino. Carino, eh?

Partendo da questi presupposti, anche abbastanza simpatici, Padre vostro comincia il suo percorso. La messa in piedi del piano, l'attuazione, il cercare di capire chi va con chi ecc. sono tutti escamotage che reggono bene tutta questa prima parte, la quale intrattiene e diverte in modo molto soddisfacente e presenta delle scene, sul grottesco andante, ben congegniate. Poi però, ad un certo punto, proprio quando si arriva nel classico "punto di non ritorno" (uno dei classici punti che mandano avanti qualsiasi storia narrata), arriva il benedetto intoppo che intacca l'effettiva riuscita della pellicola. In pratica, non potendo reggere per tutti i 93 minuti della sua durata, l''idea iniziale - prete che buca i preservativi - comincia lentamente a perdere colpi, la vicenda diventa gradualmente più seriosa, si insinua il sospetto che l'idea fosse solo quella e Bresan, con lo sceneggiatore Matisic, invece di affondare il coltello della satira sulle tematiche sopracitate decide di abbandonare il campo della commedia e di smorzare ogni parvenza di comicità fino a trascinarsi nella tragedia finale. 

I motivi che hanno portato regista e sceneggiatore verso questo cambio di rotta sinceramente non saprei darli, ma un paio di opzioni mi sono venute in mente:
1) non avevano la più pallida idea di come sviluppare quanto raccontato.
2) si sono cacati sotto e hanno evitato di esagerare per non infastidire. 

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01 luglio 2013

31 giugno 2013... tempo di scrutini!


Siamo giunti a metà anno e sento di dover tirare le somme di questi primi mesi cinematografici, almeno per quanto riguarda quelli passati sul blog, tra nuove uscite e recuperi. Siamo ancora in avanscoperta, tanto deve venire, ma credo sia giusto capire quali siano fin'ora le conferme, le delusioni e quanto ci aspetta.

Lo Stuntman - Lezione 1: Fletti e vai!
Partiamo dall'horror.
L'andazzo visto fin'ora sul versante della paura sembra essere di due tipi.
Da una parte abbiamo la cazzata goliardica o il grottesco andante - Grabbers, John dies at the end, Stitches o Nazis at the center of the earth - dall'altra vi è un lato piuttosto serio e oscuro che tende a colpire gli affetti familiari - La madre e Sinister.
Comunque siamo ancora ben lontani dal colpaccio.

L'action/film di botte ha avuto momenti discreti in questi ultimi mesi.
Se l'ultimo Die Hard delude, il sesto capitolo di Fast & Furious invece esalta. Non sono dispiaciuti neanche Skyfall, Snitch e il geriatrico Stand up guys, mentre hanno deluso i britannici The Sweeney e Welcome to the punch (quest'ultimo stoppato per nervosismo) e il norvegese Flukt. E mentre sul versante Ni si assestano Jack Reacher e Parker, segno che mettere i nomi come titolo non porta tanto bene, si elegge come vincitore di questa sfida semestrale The Last Stand... se questo dovesse essere l'andazzo dei prossimi mesi, credo che a Dicembre si porterà a casa anche lo Spiccio Award. Per quanto riguarda la arti marziali tutto tace.

Ah, le donne!
Sul versante thrilling fin'ora non siamo andati benissimo, almeno prendendo i thriller a tutto tondo.
Effetti collaterali, BloodTower Block e L'ipnotista viaggiano sulla mediocrità, mentre sono risultati parecchio buone quelle pellicole dove il thriller è un elemento trasversale, non preponderante, come si può vedere nei bellissimi A royal affair, Argo e Nella casa.

Dando uno scorcio invece alle belle cose, che prescindono il genere, in questi 6 mesi si sono avvicendate pellicole di vario tipo come i magnifici Django Unchained, Zero Dark Thirty o il già citato Argo, il cartoon ParaNorman, gli italianissimi È stato il figlio, Io e te, Gli Equilibristi e Viva la libertà, il punkettoso DonT Stop (che spero un giorno avrà una distribuzione), i disorientanti Killer in viaggio e Wrong, lo splatter/fantasy Hansel & Gretel (lo so, ma a me ha divertito), la pezza emotiva También la lluvia (che è del 2010 ma io l'ho visto ora), lo sportivo De Marathon, il working class Wild Bill, il multi-storia Cloud Atlas, il vitalissimo Il lato positivo e l'avventuroso Kon-Tiki.
Belli, ma per me inclassificabili sono invece risultati La grande bellezza Holy Motors... segno che dovrei rivederli.

NO!
Passando ai No definitivi debbo dire che la pre-selezione ha fatto un eccellente lavoro tanto  che questi si limitano a: Warm Bodies, Lincoln, The Details, Hick, Studio IllegaleLa leggenda del cacciatore di vampiri. Spero che il numero non cresca in maniera esponenziale e che la pre-selezione continui a funzionare.

Tra i non riusciti, i riusciti a metà, le occasioni sprecate o i déjà vu abbiamo avuto film come: Viva l'Italia e Una famiglia perfetta, Officer Down, le commedie Gambit, The Guilt TripQuesti sono i 40The incredible Burt Wonderstone, il prometto ma non mantengo Flight, lo scabroso The Paperboy, il thriller The Call, il rifaccio me stesso Frankenweenie Storker, il debutto americano di Park.

A metà strada si posiziona invece Tulpa di Federico Zampaglione, il quale schizofrenicamente raggiunge l'inconsueto traguardo di essere da una parte un film oggettivamente brutto e dall'altra un grande omaggio a giallo italiano anni '80.

Quelli che abbiamo visto passare sono stati sei mesi tutto sommato interessanti ma, come già detto ad inizio post, tante sono ancora le attese. Tra questi quelli su cui sto ponendo speranze più o meno grosse abbiamo: la tamarrata culturista Pain & Gain, Monsters University, The World's End, OldBoy, Pacific Rim, Kick-Ass 2, Sin City 2, Elysium, This is the End, The Grandmaster, Machete Kills, Drug War, Blind Detective, 2 Guns, A Chinese Odyssey, Anchorman 2Mud, Rush, The Family, The Raid 2, 47 Ronin, Inside Llewyn Davis e Il canone del male.


Ci vediamo Venerdì 5... 'sti giorni c'ho da fare!